US Open, foto col bookmaker e scatta l’ITIA: vietato ai giocatori, concesso al torneo? coinvolti Sabalenka, Gauff, Berrettini e altri big
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Una serata mondana piena di stelle del tennis si è trasformata in un possibile caso disciplinare. L’International Tennis Integrity Agency sta verificando le circostanze di un party legato a DraftKings, operatore statunitense attivo nel settore delle scommesse e dell’intrattenimento sportivo digitale, al quale hanno partecipato numerosi protagonisti degli US Open 2026.
È necessario, però, precisare due aspetti: l’evento non si è svolto durante il torneo, ma il giovedì precedente all’inizio del tabellone principale di singolare, e al momento non risultano contestazioni formali nei confronti dei partecipanti. L’ITIA ha confermato soltanto di essere a conoscenza dell’accaduto e di stare esaminando «le circostanze e i dettagli».
Il party al Crane Club di Manhattan
La festa si è tenuta al Crane Club, nella zona occidentale di Manhattan, ed è stata organizzata da Dave Grutman, noto imprenditore della vita notturna di Miami e figura molto vicina a diversi tennisti professionisti. Sui social Grutman ha presentato la serata come il “Welcome Players Party” di DraftKings, pubblicando numerose fotografie insieme agli invitati.
Tra i partecipanti figuravano Aryna Sabalenka, Serena Williams, Coco Gauff, Mirra Andreeva, Taylor Fritz, Matteo Berrettini, Grigor Dimitrov, Alexandra Eala, Anna Kalinskaya, Eva Lys ed Elena-Gabriela Ruse. Presenti anche gli ex giocatori Caroline Wozniacki e Chris Eubanks, impegnati a New York nelle attività televisive di ESPN.
Non tutti, tuttavia, si sono trovati nella medesima situazione. Sabalenka, Serena Williams, Dimitrov, Gauff, Andreeva ed Eva Lys sono stati fotografati insieme a Grutman davanti a una parete ricoperta dai loghi di DraftKings. Altri, tra i quali Berrettini, Fritz, Eala e Kalinskaya, avrebbero semplicemente partecipato alla cena.
Kalinskaya: “Non sapevo che DraftKings sponsorizzasse l’evento”
Anna Kalinskaya, che non compare nelle immagini scattate davanti al pannello pubblicitario, ha spiegato di non essere stata a conoscenza del coinvolgimento di DraftKings.
“Sono andata soltanto per incontrare i miei amici”, ha dichiarato la tennista. Secondo la ricostruzione del giornalista Ben Rothenberg, inoltre, i giocatori non avrebbero ricevuto un compenso per partecipare alla festa, ma sarebbero intervenuti principalmente per il rapporto personale instaurato con Grutman.
L’assenza di un pagamento diretto non basta comunque a escludere automaticamente una possibile violazione. L’ITIA dovrà stabilire se la presenza dei giocatori e, soprattutto, le fotografie davanti ai loghi possano essere considerate una forma di promozione indiretta di un marchio legato alle scommesse sul tennis.
Cosa stabilisce il Tennis Anti-Corruption Program
Il Tennis Anti-Corruption Program in vigore nel 2026 impone regole particolarmente severe ai giocatori, agli allenatori, agli agenti e alle altre persone riconducibili al circuito professionistico.
La disposizione D.1.b vieta a ogni soggetto sottoposto al programma di agevolare, incoraggiare o promuovere, direttamente o indirettamente, le scommesse sul tennis. Tra gli esempi indicati dal regolamento rientrano la partecipazione ad apparizioni promozionali, la pubblicazione di contenuti sui social e l’esposizione di marchi appartenenti a operatori di scommesse.
La norma D.1.q stabilisce inoltre che una persona sottoposta al codice non possa sostenere, essere impiegata, sponsorizzata o comunque coinvolta professionalmente da un operatore che accetta scommesse sul tennis.
Questo non significa che una fotografia sia sufficiente, da sola, a determinare una responsabilità disciplinare. Sarà necessario valutare diversi elementi: la consapevolezza dei partecipanti, la natura dell’invito, l’eventuale presenza di accordi commerciali, le modalità con cui sono state realizzate e diffuse le immagini e il ruolo ricoperto da ciascun invitato.
Le regole, inoltre, non si applicano necessariamente nello stesso modo a tutti i nomi presenti alla festa. Il codice comprende giocatori in attività e altre figure legate professionalmente al circuito, ma non gli eventi o gli organismi di governo del tennis. La posizione degli ex atleti deve quindi essere esaminata in base al loro ruolo attuale e agli eventuali accrediti o rapporti professionali con il torneo.
Cosa rischiano i giocatori coinvolti
Al momento non sono state formulate accuse e non sono state annunciate sanzioni. L’esito più probabile, qualora l’ITIA riscontrasse una condotta imprudente ma priva di un vero accordo commerciale, potrebbe essere un richiamo riservato o un avvertimento sull’opportunità di evitare future apparizioni riconducibili a marchi di scommesse.
Esistono comunque precedenti più pesanti. Gli ex tennisti statunitensi James Blake, Mardy Fish e Bob Bryan sono stati sanzionati in passato per attività promozionali retribuite in favore di società del settore. In quei casi, però, era presente un rapporto commerciale diretto: una differenza rilevante rispetto alla serata di Manhattan, per la quale non risulta finora provato alcun compenso.
Il paradosso delle sponsorizzazioni agli US Open
La vicenda riapre il dibattito sul rapporto sempre più stretto fra tennis e industria delle scommesse. Proprio durante questa edizione degli US Open, la USTA ha annunciato un accordo con Kalshi, diventata il primo “Official Prediction Market Partner” del torneo.
La contraddizione è soltanto apparente dal punto di vista regolamentare. Il Tennis Anti-Corruption Program definisce come “Covered Persons” i giocatori, i membri dei loro staff e determinate figure accreditate, ma esclude espressamente gli eventi e gli organismi di governo. Un torneo può quindi concludere accordi commerciali autorizzati, mentre un singolo tennista deve rispettare limiti molto più rigorosi nei rapporti con operatori e marchi collegati alle scommesse.
Resta però un problema di opportunità e coerenza: gli atleti possono essere esposti ai loghi di società legate ai pronostici attraverso le sponsorizzazioni ufficiali degli eventi, ma rischiano un procedimento se appaiono volontariamente in una promozione privata dello stesso settore.
L’ITIA dovrà ora chiarire se il party di DraftKings sia stato una semplice cena tra amici oppure un’autentica iniziativa pubblicitaria. Fino alla conclusione degli accertamenti, parlare di giocatori colpevoli o di sanzioni certe sarebbe prematuro. La vicenda rappresenta comunque un nuovo campanello d’allarme per professionisti e manager: quando è coinvolto un marchio di scommesse, anche una fotografia apparentemente innocua può trasformarsi in un problema di integrità.
Marco Rossi
TAG: Aryna Sabalenka, DraftKings

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Per chi non lo sapesse Lo stipendio ai signori dell’Itia lo pagano l’Atp la Wta l’Itf e le società che organizzano gli Slam E quindi, vista l’importanza delle scommesse nel tennis di oggi, in discreta misura glielo pagano gli allibratori C’è solo da ridere
Sinceramente sembrano
clausole adatte più ad un contratto tra una squadra ed i suoi giocatori piuttosto che regole per atleti liberi professionisti. Io fossi i tennisti che inizierei a chiedere uno stipendio fisso all’atp.
Mirra mille volte meglio
Eva Lys tanta roba
Assurdità .