Alcaraz pensa alle lunghe pause, Isner indica i tornei che potrebbe sacrificare
5 commenti
Carlos Alcaraz è uno dei grandi protagonisti degli US Open 2026. Tornato a competere dopo quasi cinque mesi di assenza per l’infortunio al polso destro, lo spagnolo ha raggiunto gli ottavi di finale mostrando una condizione fisica e un livello di gioco superiori alle aspettative.
Il lungo stop, però, ha lasciato in Alcaraz una nuova consapevolezza. Il murciano ha annunciato che in futuro potrebbe programmare pause di uno o due mesi durante la stagione, rinunciando volontariamente ad alcuni tornei per proteggere il proprio corpo e arrivare nelle migliori condizioni agli appuntamenti più importanti.
Le sue dichiarazioni hanno acceso il dibattito nel mondo del tennis. Nel podcast Nothing Major, gli ex giocatori statunitensi John Isner, Sam Querrey e Steve Johnson hanno provato a immaginare quali tornei potrebbe sacrificare Alcaraz. Secondo Isner, uno dei primi eventi a rischiare sarebbe il Masters 1000 canadese.
Isner: “Il Canada potrebbe non vedere mai più Alcaraz”
Alcaraz ha dimostrato di non avere bisogno di disputare molti tornei per ritrovare velocemente il proprio miglior tennis. È proprio da questo dato che è partita la riflessione di Isner.
“Credo che potrebbe avere ragione. Un torneo come quello del Canada potrebbe non vedere mai più Carlos Alcaraz”, ha dichiarato l’ex numero otto del mondo.
Si tratta naturalmente di una previsione, non di una decisione già presa dal giocatore. Il Masters 1000 canadese, disputato alternativamente a Toronto e Montréal, è però collocato in un momento delicato della stagione: arriva dopo Wimbledon e precede Cincinnati e gli US Open. Per i tennisti che raggiungono le fasi finali dello Slam londinese, lo spazio per recuperare e preparare la tournée sul cemento nordamericano è limitato.
Anche Jannik Sinner e Novak Djokovic hanno rinunciato all’edizione 2026 di Montréal per tutelare la propria condizione, alimentando le preoccupazioni degli organizzatori canadesi davanti alle frequenti assenze dei migliori giocatori.
Querrey suggerisce una programmazione ridotta
Sam Querrey ha provato a costruire una possibile programmazione per Alcaraz, basata su una selezione più severa degli appuntamenti.
“Se fossi in lui, giocherei gli Slam e sceglierei soprattutto Indian Wells e Miami. Potrebbe disputare solamente Indian Wells. Tra Toronto e Cincinnati, sceglierei Cincinnati. Se vuole giocare Roma e Madrid, potrebbe selezionarne soltanto uno. Forse potrebbe andare in Asia una volta ogni due anni”, ha spiegato l’ex tennista americano.
Una strategia estrema, ma coerente con la volontà manifestata da Alcaraz. Il murciano ha chiarito di voler arrivare agli Slam e ai Masters 1000 fisicamente e mentalmente preparato, anche a costo di rinunciare ad alcune settimane di competizione.
Il problema, però, è trovare un equilibrio tra la tutela del corpo, la classifica, gli obblighi del circuito e gli interessi economici legati ai tornei.
I Masters 1000 sono davvero obbligatori?
Non è del tutto corretto affermare che i giocatori siano costretti per contratto a partecipare a ogni torneo. Un tennista può decidere di non scendere in campo, ma la rinuncia a un evento obbligatorio può avere conseguenze sulla classifica, sulle eventuali penalità e soprattutto sui bonus economici distribuiti dall’ATP.
Il regolamento 2026 considera otto Masters 1000 obbligatori nel calcolo della classifica dei giocatori aventi lo status di commitment player. Monte-Carlo resta invece il Masters 1000 non obbligatorio. L’accesso completo al Bonus Pool è inoltre legato alla partecipazione agli eventi richiesti e alle ATP Finals per i qualificati, anche se sono previste eccezioni e riduzioni in presenza di infortuni o altre condizioni riconosciute.
Nel 2026 il montepremi complessivo dei Bonus Pool dei Masters 1000 e delle ATP Finals ha raggiunto i 21,5 milioni di dollari. Si tratta di una cifra rilevante, ma per un campione come Alcaraz la protezione della carriera potrebbe assumere un valore superiore rispetto alla possibilità di incassare l’intero premio.
Isner: “Il riposo non gli ha fatto male”
Secondo Isner, quanto accaduto agli US Open rappresenta la dimostrazione che Alcaraz può permettersi di competere meno senza perdere il contatto con il vertice.
“Ha dimostrato che il periodo di riposo non lo danneggia realmente. Quando è sano, può allenarsi al massimo”, ha sottolineato l’americano.
Alcaraz è rientrato a New York senza avere disputato un incontro di singolare dalla primavera e ha immediatamente ritrovato ritmo, intensità e fiducia. Il suo talento e la capacità di allenarsi ad alto livello gli consentono di recuperare più rapidamente rispetto alla maggioranza dei giocatori.
Isner ha poi rivolto un messaggio agli altri protagonisti del circuito: “I giocatori si sentono obbligati a partecipare per ottenere questi bonus, ma se un numero sufficiente di loro decidesse semplicemente di non giocare, allora si produrrebbe un cambiamento”.
Un’eventuale scelta collettiva dei grandi nomi potrebbe spingere l’ATP a rivedere il calendario, il formato dei Masters 1000 e i criteri di distribuzione dei bonus.
Il nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita
Alla discussione si aggiunge la prevista introduzione di un decimo Masters 1000 in Arabia Saudita. L’ATP ha annunciato che il torneo debutterà non prima del 2028, ma non ha ancora comunicato ufficialmente la sua collocazione definitiva nel calendario.
Non è quindi corretto affermare con certezza che si disputerà all’inizio della stagione (ma con ogni probabilità sarà così). La sua introduzione coinciderà con una più ampia revisione del circuito, riguardante classifica, distribuzione dei premi, organizzazione del calendario e formato degli eventi.
L’ingresso di un altro Masters 1000 aumenta comunque la necessità di trovare una soluzione sostenibile. Se non saranno ridotti altri appuntamenti o modificate le condizioni di partecipazione, i migliori giocatori potrebbero essere costretti a compiere scelte sempre più drastiche.
La tournée asiatica e gli interessi economici
Querrey ha indicato anche la tournée asiatica tra i periodi che Alcaraz potrebbe disputare con minore frequenza. I tornei in Asia garantiscono spesso importanti opportunità commerciali e premi elevati, ma non esistono conferme pubbliche su eventuali contratti che impediscano allo spagnolo di rinunciare a determinati eventi.
Nel 2025 Alcaraz vinse il torneo di Tokyo, ma successivamente si ritirò dal Masters 1000 di Shanghai. Quella rinuncia non fu però legata a una scelta di programmazione: il murciano aveva accusato un problema alla caviglia sinistra durante il torneo giapponese e, dopo aver conquistato il titolo, decise insieme al proprio team di fermarsi.
Il suo futuro calendario dipenderà quindi dalla condizione fisica e anche dagli accordi commerciali e ovviamente dagli obiettivi stagionali. Una cosa, tuttavia, appare ormai evidente: Alcaraz non intende più inseguire ogni torneo a costo di mettere a rischio la salute.
Per un giocatore che ha già conquistato tutti i titoli più importanti e che punta a costruire una carriera longeva, il vero obiettivo non è accumulare presenze, ma arrivare nelle condizioni migliori agli appuntamenti che possono definirne l’eredità sportiva.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, John Isner

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
5 commenti
Ma fa benissimo a iniziare a saltare qualcosa.
Anche Jannik adesso che ha già vinto tutti i 1000, potrà saltarne alcuni a cuor leggero.
E potrà dedicarsi principalmente agli Slam, abbiamo visto che è troppo importante arrivarci fresco e riposato
@ Juliette (#4677738)
Hai ragione è cominciato tutto con la Laver cup per passare alla pagliacciata ricchissima della six king slam. Ma la vera sciagura è stata passare alle 2 settimane dei master 1000. Complimenti a Gaudenzi.
Hanno voluto uccidere il circuito iniziando dal circo Laver Cup?
Ora ne pagano le conseguenze con i top player che preferiscono fare esibizioni guadagnando di piu facendo ridere le persone, rispetto a massacrarsi in un 1000 o un GS e compromettere la salute
Pinocchio.
Restano le sirene coreane, il torneo a squadre di Godsick e i dollaroni dell’Arabia Félix… 😉
un ragionamento giusto che fa anche Sinner.
nel 2027 entrambi faranno max 2 master 1000 sul rosso ( e niente Barcellona) un solo 1000 sul cemento estivo (Cincinnati).
la trasferta asiatica ad annate alterne può essere un giusto compromesso se non si arriva in fondo allo USopen.
per questo penso che Sinner non rientrerà a Pechino. Se va in Asia poi che fa, gioca anche Shanghai noto x le caratteristiche climatiche estreme? Col rischio di farsi male anche no .
La cosa più saggia sarebbe un rientro soft al 6kingslam e poi Vienna e il Master di fine anno. Se Zverev non vince a NYil vertice atp non è a rischio