US Open, le voci degli azzurri: Berrettini denuncia le minacce, Darderi punta alla Top 10. Arnaldi e Cinà tra problemi fisici e autocritica. Arnaldi questo mese si sposerà (Video)
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Gli US Open degli italiani raccontati direttamente dai protagonisti. Matteo Berrettini e Luciano Darderi hanno commentato le rispettive vittorie al primo turno, mentre Matteo Arnaldi e Federico Cinà hanno analizzato con lucidità le sconfitte e i problemi emersi durante i loro incontri.
Berrettini: “Nei momenti importanti ho fatto le scelte giuste”
Quello tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka sembrava un film già visto. Sul Grandstand di New York, come poche settimane prima sul Campo numero 1 di Wimbledon, il romano e la leggenda svizzera hanno dato spettacolo. Ancora una volta è stato l’azzurro a imporsi, questa volta in tre set, conquistando il pass per il secondo turno.
«È stata una bella lotta. La partita è iniziata come era finita quella di Wimbledon. Ero partito bene, poi mi sono un po’ incastrato. La cosa positiva è che nei momenti importanti sono riuscito a fare le scelte giuste e a trovare l’energia necessaria. Vincere due tie-break dopo due set così complicati mi ha permesso di partire subito forte nel terzo e, da quel momento, mi sono sentito meglio», ha spiegato Berrettini.
A inizio terzo set si è verificato anche un episodio controverso. Berrettini ha chiesto la revisione di un colpo di Wawrinka, convinto che lo svizzero avesse toccato due volte la pallina.
«Stan scherzava e diceva: “Sono vecchietto, sono lento, ho la mano lenta: era un solo movimento”. Siamo amici e abbiamo un ottimo rapporto, quindi sono sicuro che avrebbe accettato qualsiasi decisione. Mi sorprende, però, che abbiano cambiato la regola. L’arbitro mi ha spiegato che durante la revisione non viene più utilizzato il rallentatore, perché vogliono che l’episodio sia valutato a velocità normale. Secondo me, invece, il senso del VAR è proprio vedere al rallentatore ciò che è successo. Ho rivisto le immagini ed era un doppio tocco incredibile. Gli errori possono capitare a tutti, ma mi sorprende questo cambiamento».
Il romano ha costruito molti punti attraverso lo slice di rovescio, un colpo meno appariscente rispetto al servizio e al diritto, ma particolarmente efficace contro Wawrinka.
«Ho giocato bene lo slice e sono riuscito a variarlo. Non è facile affrontare il top spin di Stan, perché la sua palla pesa e hai la sensazione che, più ritmo gli dai, più riesca a spingere. Ho pensato che lo slice potesse essere un’arma importante e ha funzionato. Quando trovo solidità dalla parte del rovescio e riesco a girarmi sul diritto, le cose iniziano ad andare nella direzione giusta».
Al secondo turno Berrettini non affronterà Novak Djokovic, ma Mariano Navone. L’argentino rappresenta un ostacolo tutt’altro che semplice.
«Ho visto pochissimo del suo incontro. Navone non sbagliava mai, correva come sempre e colpiva bene. Djokovic faceva fatica a superarlo e a vincere il punto da fondo. Ho visto anche le immagini di quando Novak si è sentito male: è impressionante ciò che continua a fare, nonostante tutto quello che ha vinto e la sua età. È giovanissimo per la vita, un po’ meno per il tennis. Gli auguro di stare meglio, perché da quanto ho capito si tratta di un problema che ha già avuto. Quanto a Navone, sarà una partita molto complicata. Ci conosciamo bene, l’ultima volta ho perso e lui ha alzato il proprio livello anche sul cemento».
In chiusura, Berrettini ha affrontato un argomento molto più delicato: le minacce ricevute dai giocatori a causa delle scommesse.
«È un tema complesso, perché molti giocatori, me compreso, hanno ricevuto messaggi. Ho vissuto situazioni nelle quali non mi sono sentito a mio agio, con persone attorno ai campi che disturbavano e facevano cose che non ritengo legate al tennis».
Il racconto successivo è stato ancora più inquietante: «Dobbiamo proteggere i giocatori e creare un ambiente sicuro. Mio fratello, durante il Roland Garros, ha ricevuto sul telefono delle minacce rivolte alla mia famiglia. Avevo vinto una partita e il senso dei messaggi era: “Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia”. Abbiamo segnalato tutto all’ATP e presentato una denuncia. Noi abbiamo trent’anni e siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai giocatori più giovani: ricevere messaggi del genere può essere spaventoso. Servirebbe una struttura più forte, un comitato incaricato di proteggere i giocatori».
Berrettini ha sottolineato come il problema sia particolarmente evidente nei tornei minori: «Soprattutto nei Challenger la situazione era davvero difficile. Non è semplice stabilire chi possa entrare e chi no, perché non puoi sapere in anticipo come si comporteranno le persone, ma qualcosa deve essere fatto. Se le scommesse vengono gestite in maniera controllata e senza provocare le conseguenze peggiori del gioco d’azzardo, possono anche rappresentare una forma di intrattenimento. Personalmente non ho mai scommesso e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò. Però fanno parte del nostro sport e molti soldi nel circuito arrivano da quel settore. La cosa fondamentale è gestire tutto nel modo giusto».
Darderi rilancia: “Ora voglio entrare tra i primi dieci”
Anche Luciano Darderi ha superato il primo turno, battendo il qualificato britannico Harry Wendelken al termine di una battaglia durata quasi quattro ore. L’italo-argentino continua a guardare in alto e ha ribadito il proprio grande obiettivo.
«Inizialmente volevo entrare tra i primi venti, adesso proviamo ad arrivare tra i primi dieci. Da qui alla fine dell’anno, dopo questo torneo, non difendo praticamente nulla. Ci proverò».
La partita d’esordio è stata più complicata del previsto: «È stata una sfida tosta. Lui non aveva nulla da perdere e nel quarto set ha alzato il livello. Sono contento della mia reazione: dal 5-4 mi sono sentito meglio e ho concluso in crescendo, giocando un tennis di grande qualità. Non è mai facile, soprattutto dopo quasi quattro ore, perciò sono soddisfatto».
Al secondo turno Darderi ritroverà Dalibor Svrcina, contro il quale conduce 3-2 nei precedenti.
«Svrcina è un giocatore ostico. Non realizza molti vincenti, ma ti costringe a correre e a lottare su ogni punto. Le nostre partite sulla terra sono sempre state molto dure. Da fondo è solido, sbaglia poco e devi conquistarti ogni punto. Qui i campi non sono velocissimi e, quando le palline si aprono, rischi di giocare scambi di venticinque o trenta colpi. Bisognerà stare bene fisicamente. Giocherò giovedì e avrò due giorni per recuperare».
Darderi è tornato anche sulla pesante sconfitta per 6-1 6-0 subita contro Botic Van de Zandschulp a Winston-Salem: «Mi faceva un po’ male il ginocchio e lui ha disputato una grande partita. Non volevo ritirarmi, perché non mi piace farlo: anche quando sono al limite cerco comunque di provarci. È stato un risultato strano, perché nel turno precedente avevo giocato bene contro Bellucci. Non volevo arrivare allo Slam dopo più di due settimane senza incontri e credo che la scelta sia stata giusta. La partita giocata a Winston-Salem mi è servita e oggi si è visto».
L’azzurro avverte progressi evidenti anche sul cemento: «Mi sento molto più a mio agio, più pronto e sicuro rispetto allo scorso anno. I risultati parlano da soli: in Australia e a Montréal ho ottenuto risultati che due anni fa non riuscivo a raggiungere sul cemento. Anche sulla terra sono cresciuto. Ho ancora ventiquattro anni, sono molto giovane e ho tanto tempo davanti. Devo migliorare sotto tutti gli aspetti e rimanere sano mentalmente, perché soltanto così una carriera può essere lunga».
Arnaldi e il problema al piede: “Mi manca giocare libero”
È terminato invece al primo turno il torneo di Matteo Arnaldi, sconfitto dall’australiano James Duckworth. Il sanremese ha riconosciuto i meriti dell’avversario, senza nascondere le difficoltà fisiche che continuano a condizionarlo.
«È stata una partita davvero difficile. Il mio avversario ha giocato molto bene ed è rimasto solido per tutto l’incontro. Io avrei potuto fare meglio, ma, pensando a tutti i problemi che ho avuto ultimamente, credo di poterla considerare comunque una buona partita».
Arnaldi non ha particolari rimpianti per i quattro set point non sfruttati nel quarto parziale: «Non credo che avrei potuto fare qualcosa di diverso. Lui ha giocato molto bene e bisogna riconoscerglielo. Sono contento di essermi creato quelle opportunità, ma non ero più brillante come all’inizio. Nel tie-break siamo andati in lotta, lui ha servito meglio di me ed è riuscito a portare a casa la partita».
A pesare è soprattutto il problema al piede, diventato fonte di un notevole dispendio mentale ed energetico.
«Portarsi dietro questi infortuni per tanto tempo non mi permette di essere concentrato soltanto su quello che voglio fare in campo. Devo riuscire a risolverli per tornare a giocare come vorrei, libero come vorrei. Quanto mi manca!».
Una lunga pausa, tuttavia, potrebbe non rappresentare la soluzione: «Gli specialisti ci hanno spiegato che è un problema che può ripresentarsi anche dopo sei mesi di stop. Non posso semplicemente fermarmi, ma devo gestire gli allenamenti, la stagione e i tornei. È stancante mentalmente e non mi permette di essere sereno o di esprimermi come vorrei. Quando questi problemi saranno passati, sarò un’altra persona».
Nonostante l’eliminazione a New York, il bilancio stagionale negli Slam rimane positivo grazie soprattutto alla semifinale raggiunta al Roland Garros, che Arnaldi non ha potuto disputare a causa di un virus.
«Per certi versi è stata una stagione sorprendente. Considerando tutti i problemi degli ultimi due anni, posso ritenerla molto positiva. In un mese sono riuscito a fare quello che molti non riescono a ottenere in un’intera stagione. Ci sono tante cose buone da prendere da quel periodo. Sono contento, ma anche stupito della posizione in cui mi trovo: continuo a disputare buone partite e quel mese straordinario mi ha dato tanta fiducia».
L’azzurro dovrebbe proseguire la stagione in Asia, ma prima lo attende un appuntamento molto più importante: il matrimonio con Mia Savio.
«Sono iscritto ai primi tornei in Cina, ma prima ho il matrimonio e voglio capire come starò fisicamente. Da un anno e mezzo vivo abbastanza alla giornata, quindi deciderò in base alle mie condizioni. Non ho avuto alcun ruolo nell’organizzazione del matrimonio, però sono molto contento. In un anno difficile sarà una cosa bellissima da vivere», ha concluso sorridendo.
Cinà fa autocritica: “Devo imparare a lottare anche quando non ho buone sensazioni”
Si è concluso anche il percorso di Federico Cinà, capace comunque di superare le qualificazioni e di conquistare l’accesso al tabellone principale. Il giovane azzurro non ha cercato alibi e ha analizzato con grande lucidità gli aspetti sui quali dovrà lavorare.
«Rispetto al giorno precedente, il mio avversario ha giocato meglio mentre io sono sceso di livello. Quando le cose non vanno bene e non mi sento molto energico, devo trovare la forza per lottare e restare attaccato alla partita. Invece, a volte, mi lascio un po’ andare. Nel primo game ho avuto delle palle break, nel secondo ho commesso quattro errori: bisogna continuare a combattere, perché qualcosa di positivo può sempre accadere».
Cinà ha riconosciuto di avere già vissuto situazioni simili durante la stagione: «Sto lavorando su questo aspetto, perché mi è già capitato di perdere alcune partite in questo modo. Devo imparare a lottare anche quando non sento bene i colpi o commetto tanti errori. Mi dispiace che sia successo proprio qui, ma bisogna guardare anche il lato positivo: ho disputato due buoni incontri, superato le qualificazioni e lottato bene nei momenti difficili».
Il diciannovenne palermitano vuole sviluppare un tennis maggiormente propositivo: «Il mio gioco dovrebbe essere quello di un giocatore che cerca di spingere e di prendere l’iniziativa. Quando affronti avversari più forti fisicamente e più abituati a mantenere un livello alto per tutta la partita, emergono chiaramente le cose da migliorare. Sto lavorando molto sul servizio e devo imparare a variarlo maggiormente, perché a un certo punto lui riusciva sempre a rispondere, anche quando servivo bene».
Nonostante la delusione per la sconfitta, l’esperienza newyorkese resterà speciale. Cinà aveva frequentato i grandi tornei da bambino insieme al padre Francesco, storico allenatore di Roberta Vinci, e questa volta vi è tornato da protagonista.
«Sono molto felice. Da piccolo venivo in questi tornei con mio padre e Roberta. Adesso essere riuscito a giocare il tabellone principale, con mio padre come allenatore, è stato molto bello. Prima li guardavo da bambino, ora li gioco io: è una grande emozione».
Marco Rossi
TAG: Federico Cinà, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Us Open, US Open 2026

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@ walden (#4675408)
Io spero che si rimetta presto da questi problemi ai piedi, perché in queste condizioni non è facile focalizzarsi al meglio. Paradossalmente l’essere easy potrebbe farlo volare con più leggerezza a dei buoni risultati, se solo il fisico tornasse ad aiutarlo un po’. Del resto la grinta non gli manca senz’altro e il suo gioco non è facilissimo da leggere per i suoi avversari grazie alle tante variazioni che sa creare!
In realtà credo si riferisse al latvo-teuto-cileno Dedura, ma non ho resistito al riferimento al bhon Meduri..
@ Re dei commenti censurati (#4675282)
@staff Redazione scusate ma vi rendete conto che questo ha scritto non minacciate Tizio ma minacciate Caio? Io non credo che un commento del genere si possa pubblicare.
@ walden (#4675411)
Adesso penso che li avrà saldati. Ha guadagnato quasi due milioni di euro (lordi) già solo quest’anno.
@ walden (#4675411)
Adesso penso che li avrà saldati. Ha guadagnato quasi due milioni di euro (lordi) già solo quest’anno.
Caro Enzo, non ti pare forse che l’Italia ha vinto per ben 3 volte consecutive la coppa Davis? Ho parlato degli incredibili successi del tennis italiano, non di un singolo giocatore. O me ne sono accorto solo io? Inoltre, non ti sembra che il nostro movimento sia ai vertici?
Siamo tutti diversi, e, a meno di creare dei cyborg, non siamo riducibili ad un’unica esperienza. Il percorso di vita di Sinner non è paragonabile a quello di Darderi, nel senso che Jannik ha avuto il tempo di crescere, di crearsi una stabilità ed una condizione che Luciano, sballottato fin da bambino qui e la per i Due Mondi, nelle ristrettezze economiche, con pochi affetti e poca tenerezza, non ha avuto. aggiungiamo che l’italiano non è proprio la sua prima lingua e quindi non dobbiamo aspettarci pensieri troppo profondi (che peraltro non fa neppure Sinner). Diamogli il tempo di crescere, che riesca a saldare i debiti che suo padre ha contratto per farlo diventare numero 20, vedrete che migliorerà.
Arnaldi ha un approccio easy al tennis, quasi mai fa proclami, ama la tranquillità e si sposa con la bellissima Mia….se si focalizzasse di più raggiungerebbe probabilmente ben altri risultati, ma forse a lui va bene così…
Credo che si riferisse a Merida… un fenomeno, qualche mese fa perdeva con Piraino…
A proposito delle minacce ai tennisti,questo mondo è diventato veramente pericoloso e fuori di testa e senza alcun ritegno.
Ognuno pensa solo ai cavoli suoi,il resto può affondare senza pietà.
Ci sarà però un giudizio finale …..
Non credo che Arnaldi stia campando scuse. Anni fa girava il circuito senza il fisioterapista, le partite le perdeva anche allora ma si sentiva tranquillo della sua preparazione fisica e del suo buon stato di forma generale. Ora, evidentemente, è in una situazione diversa.
Medura è al college in California, e non so se sia mai neanche entrato nei primi 1000…
Quanto al doppio tocco, aveva ragione Berrettini su tutto. Anzitutto ERA palesemente un doppio tocco, con un secondo movimento separato e intenzionale, e lo stesso Wawrinka lo aveva praticamente / quasi / pseudo-ammesso… Ma sopratutto, sono sconcertato dalla trovata di non utilizzare rallentatore e alta definizione. Ma non è proprio quello il punto? Esaminare con maggiore drttaglio qualcosa che all’occhio nudo può sfuggire… Così è come dire “ok, abbiamo la video review per valutare eventuali doppi rimbalzi, ma solo usando telecamera drone a 200 metri d’altezza”
Purtroppo la corruzione c’è tanto tra gli scommettitori quanto fra i giocatori. Ho detto nel momento stesso in cui Dimitrov è entrato in tabellone per ritiro di Virtanen che già me lo vedevo in tabellone, Virtanen, e puntualmente è accaduto.
Il piede di Arnaldi è guarito e lui lo usa come scusa…
Arnaldi…ma Per favore ,il piede mentre giochi non c’entra niente! Hai sbagliato tanti punti facili….poi sei peggiorato sul servizio e sul diritto!
Le scommesse non dovrebbero proprio esistere,oppure si ma con limiti molto bassi, 10 € e non ripetibili, allora si che si può parlare di divertimento.Anche la vecchia schedina di una volta era una forma di scommessa ma ben pochi si sono rovinati giocando la schedina, molti di più giocando sulle Tris o sugli Over
E visto che la persona Berrettini ed il tennista Berrettini sono la stessa cosa….
TE LO SCRIVO UNA VOLTA E PER TUTTE VISTO CHE SEI RECIDIVO:
FATTI UN POSTER E METTITELO IN CANTINA E RILEGGILO
2025 – 10 tornei più Davis più masters di cui 4 250 (3 Darderi, 1 Cobolli) e 1 500 (Cobolli) – per cui metà dei tornei non li ha vinti Sinner e nella Davis Sinner NON C’ERA
Il 2026 è ancora in corso: a parte Sinner abbiamo 1 250 Darderi e 1 500 Cobolli
NESSUNA NAZIONE HA VINTO PIU’ TITOLI DELL’ITALIA DEL 2025: NESSUNA!!!!
Se escludi Sinner devi escludere anche Alcaraz. Cosa ha vinto la Spagna senza Alcaraz?
Nel 2025 nessun francese ha vinto più di un 250!!! Nel 2026 1 1000 lo ha vinto Fils. Escluso Fils cosa hanno vinto i francesi????
Nel 2025 cosa hanno vinto i cechi a parte il 1000 di Mensik o gli USA a parte il 1000 di Shelton? E nel 2026 a parte il 1000 di Shelton (di Fils ho già detto) cosa hanno vinto gli americani?
E a parte Zverev cosa hanno vinto i tedeschi?
BASTA
BASTA
B A S T A A A A A A
Basta sparare ……te!!!!!
BASTA!!!!
Sei simpatico come un gatto nelle mutande.
E poi ti lamenti di venir censuato? Mi auguro che lo staff faccia sparire questa nefandezza al più presto.
E poi ti lamenti di venir censuato? Mi auguro che lo staff faccia sparire questa nefandezza al più presto.
@ Re dei commenti censurati (#4675282)
Magari sarebbe meglio non minacciare nessuno, ti pare?
@ Nena (#4675308)
Quali sarebbero gl’incredibili successi? Chi vince oltre a Sinner? enzo
@ Re dei commenti censurati (#4675282)
Credo che la minaccia non riguardi la persona ma il tennista. Sulle partite ci sono scommesse lecite e clandestine. Niente di strano che malavitosi impongano al giocatore di perdere. Un pò come succede con il pugilato. E’ impossibile ckhe la malavita non metta lo zampino in posti dove circolano tantissimi enzo
Ho capito il motivo per il quale noi appassionati non diamo molto credito a Darderi e non seguiamo molto le sue vicende ( almeno così sembra). E’ il suo modo di fare, di dire e di pensare che ci allontana da lui. Non che vorremmo avesse una laurea in filosofia, ma per palati sopraffini quali siamo un pò diventati dopo gli incredibili successi del tennis italiano, abbiamo inevitabilmente alzato l’asticella delle aspettative, in tutti i sensi, anche nelle dichiarazioni. Ci sembra banale adesso sentire sempre le stesse cose ( voglio diventare n 1, voglio entrare nei 10, vorrei vincere uno slam etc ), quando invece ci aspetteremmo sentir dire, “vorrei provare a migliorare questo aspetto, sul quale sono lacunoso”, oppure fare dichiarazioni un pò più umili riconoscendo il proprio valore attuale. Invece no, si spara a casaccio salvo tornare con i piedi per terra alla prima sconfitta inaspettata. Insomma, crederci si, ma essere consci dei propri limiti credo sia ancora più importante poiché in questo modo si capisce dove andare a lavorare. Non dico che uno debba entrare in campo già battuto nella testa, questo no, ma che provi a dare tutto e se poi ne esce vincitore bene, se viceversa ne esce perdente almeno ne potrà trarre delle indicazioni sulle quali lavorare. Qualcuno che conosciamo bene ce lo sta insegnando ormai da tempo. Viene dalle montagne!
Cinà è giovane, certo, e ha tutto il tempo di migliorare alcuni aspetti del suo tennis, tra cui la difficoltà a lottare quando le cose non vanno bene. Ma non possiamo non riconoscere che non è e non sarà un Jodar o un Medura
…presuntuoso, Darderi.
Clicca qui per visualizzarlo.
ma come si fa a minacciare una persona splendida come berrettini e che ha avuto tante difficoltà nel corso della carriera?? ma andate a minacciare sinner vigliacchi
Le scommesse andrebbero trattate per quello che sono, cioè un vizio che crea dipendenza come le sigarette, i superalcolici e il gioco d’azzardo… Su questi ultimi non a caso c’è il monopolio degli Stati e non il libero mercato, proprio perché si sa che vi pullulano i criminali e gli psicopatici.
Senonché mentre le sigarette o il whisky sono materiali che devono essere fabbricati e smerciati in un luogo fisico, il mercato delle scommesse non ha un luogo fisico ed è tracciabile solo in parte. Difficile ipotizzare un monopolio, o meglio lo si può anche fare ma non sarebbe efficace per arginare certi fenomeni.
Quindi ha ragione Matteo ma soluzioni non ne vedo, né vedo un interesse serio a ricercarle
darderi” non volevo arrivare allo us open con 2 settimane senza giocare”…
non sia mai…..GIOCARE SEMPRE RIPOSARE MAI!