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Shanghai, Jódar: “Ho la mentalità giusta”. Davidovich: “Vincere ti libera”. Zverev: “Non sono un robot, mi stanco” (Video)

17/10/2026 15:29 3 commenti
Rafael Jodar classe 2006 - Foto Getty Images
Rafael Jodar classe 2006 - Foto Getty Images

Rafael Jódar e Alejandro Davidovich Fokina si preparano a contendersi il titolo del Masters 1000 di Shanghai. Dopo le vittorie rispettivamente su Daniil Medvedev e Alexander Zverev, i due spagnoli hanno raccontato le sensazioni di una giornata speciale. Il tedesco, invece, ha analizzato la sconfitta soffermandosi sulla stanchezza accumulata nelle ultime settimane e sulla necessità di fermarsi qualche giorno.

Jódar: “Ho la mentalità giusta, ma manca ancora una partita”
Il successo per 6-3 6-4 su Medvedev ha regalato a Jódar la finale. Davanti ai giornalisti, però, il giovane madrileno ha mantenuto un approccio prudente, concentrandosi sul percorso che gli ha permesso di arrivare fino a questo punto.
“Sono contento di come stanno andando la stagione e il torneo, questo è tutto. Penso di avere la mentalità giusta e qui a Shanghai sto giocando bene. Tutte le partite disputate nei turni precedenti mi hanno aiutato a raggiungere la condizione che ho adesso, ed è molto importante”.
Nessuna intenzione di considerare concluso il lavoro: “Manca ancora una partita. Cercherò di mantenere la stessa mentalità che ho avuto negli ultimi incontri”.
La finale con Davidovich sarà il loro primo confronto ufficiale, anche se i due hanno già condiviso il campo in allenamento. Un’esperienza che Jódar considera utile soltanto fino a un certo punto.
“Ci siamo allenati insieme un paio di volte. Penso che allenarsi e giocare una partita siano due cose diverse. Sarà un altro incontro difficile: lui sta esprimendo un grande tennis, quindi dovrò dare il massimo se vorrò avere le mie possibilità”. 172205

Davidovich: “Vincere una finale ti libera e ti dà fiducia”
Davidovich ha raggiunto l’ultimo atto rimontando Zverev per 5-7 6-4 6-3. Un successo che, al momento della conferenza stampa, non aveva ancora avuto il tempo di analizzare pienamente.
“Ho avuto soltanto 45 minuti per cercare di recuperare. Non ho ancora parlato davvero della partita con il mio team, soltanto un po’. Naturalmente sono molto contento di come ho giocato e di come ho reagito dopo il primo set. Stasera avrò tempo per ripensare a tutto l’incontro e capire dove posso migliorare per domani e per il futuro”.

Alla domanda se prestazioni di questo livello possano diventare la normalità, Alejandro ha indicato nella continuità fisica un elemento fondamentale.
“Quest’anno è stato un po’ complicato per tutti gli infortuni che ho avuto, quindi non sono riuscito a essere molto costante. Penso di aver giocato molto bene per gran parte della stagione. Spero di stare bene nel finale di quest’anno e nel prossimo, così da poter dimostrare a me stesso di essere un ottimo giocatore e di poter occupare le posizioni più alte della classifica”.
Il tema della fiducia torna anche parlando delle finali perse e dei titoli finalmente conquistati. “Quando perdi tante finali e alla fine riesci a vincerne una, penso che ti liberi. Riesci a esprimerti di più e hai maggiore fiducia in queste situazioni”.
Per Davidovich, superare quell’ostacolo cambia la percezione delle proprie possibilità: “Dopo tante finali, quando i giocatori vincono e dimostrano a se stessi di potercela fare, credo che riescano a giocare meglio in quei momenti”. 172200

Zverev: “Dopo gli US Open ho avuto un solo giorno libero”
Zverev ha spiegato la propria prestazione partendo dalle energie rimaste: “Prima di tutto, non sono un robot: sono un essere umano e mi stanco. Dopo gli US Open ho avuto complessivamente un solo giorno libero”.
Il tedesco considera positivo aver giocato tanto, perché significa aver ottenuto risultati, ma riconosce di averne pagato il prezzo.
“Anche qui ho avuto partite difficili. Personalmente sento che dalla sfida con Bublik avevo poche energie. Contro de Minaur ho giocato una partita fenomenale, ma oggi ero scarico. Anche nel primo set, nonostante l’abbia vinto, non reagivo bene e rispondevo piuttosto male”.
Proprio la risposta è stata una delle difficoltà principali, soprattutto contro il servizio esterno dello spagnolo: “Sapevo che avrebbe servito lì, ma penso che la risposta sia il colpo più difficile quando sei un po’ affaticato. Secondo me la prima cosa che si stanca nel tennis sono gli occhi. Molto spesso arrivavo sulla palla con la racchetta, ma sbagliavo e non riuscivo a mettere la risposta in campo”.

Sascha ha comunque riconosciuto i meriti dell’avversario: “Ha giocato come doveva e, secondo me, ha disputato un’ottima partita”.
La caviglia, invece, non è stata il problema principale della semifinale. “Nei primi turni stava peggio rispetto a oggi. Oggi, in realtà, andava bene”, ha precisato.
Ora è previsto un ritorno a casa con qualche giorno senza allenamenti. Anche la partecipazione a Vienna sarà valutata in base alle sensazioni: “Ho dieci giorni, se giocherò a Vienna. Devo vedere come reagirà il corpo, perché penso che adesso una pausa sia piuttosto necessaria. Sicuramente mi prenderò un paio di giorni liberi”.

Quanto alla delusione, Zverev distingue tra le sconfitte nelle quali sente di aver lasciato qualcosa sul campo e quelle in cui ritiene di aver dato tutto: “Se penso che avrei potuto fare di più, perdere fa male e continuerà sempre a farmi male, indipendentemente da quello che ho vinto in passato. Ma questa settimana, considerando quanto tennis ho giocato e la stanchezza con cui sono arrivato, forse ho persino ottenuto più di quanto potessi aspettarmi. Oggi posso accettare di perdere contro un giocatore così”.



Francesco Paolo Villarico


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3 commenti

Krik Kroc 17-10-2026 15:59

A 84 anni si perde memoria.
Perciò mi chiedo”: Se domani Jodar vince, a soli 20 anni e 1 mese, sarebbe il più precoce a vincere un 1000, o mi sbaglio”?
Sappiatemi dire.
Grazie

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patric25 17-10-2026 15:39

molto modesto ❓ 😕

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NICK (Guest) 17-10-2026 15:34

Jodar é anche molto modesto oltre che forte… 🙂 però chi si loda s’imbroda, Zinner non si autolodava

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+1: Inox
-1: Giampi