Djokovic sfida ancora il tempo agli US Open: «Sono pronto quanto posso esserlo». E il 25° Slam resta il grande obiettivo
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Djokovic, un’altra sfida alla storia agli US Open: «Sono pronto quanto posso esserlo». E sul futuro apre a nuovi progetti Novak Djokovic torna a New York con un unico grande obiettivo ancora davanti agli occhi: conquistare il 25° titolo del Grande Slam. A 39 anni il serbo continua a sfidare il tempo e arriva agli US Open 2026 in una situazione particolare: Jannik Sinner, uno degli avversari che maggiormente lo hanno ostacolato negli ultimi Slam, non sarà presente per infortunio, mentre Carlos Alcaraz rientra dopo oltre quattro mesi lontano dal singolare. Djokovic, però, non vuole costruire le proprie ambizioni sulle condizioni degli altri. Prima deve risolvere il problema principale: capire quanto il suo corpo possa ancora reggere sette potenziali partite al meglio dei cinque set.
Il Media Day di Flushing Meadows è diventato così l’occasione per parlare della preparazione, della sconfitta di Cincinnati, del documentario “The Wolf in Winter”, della longevità, del ritiro di Kei Nishikori e di quello che potrebbe fare in futuro per raccontare la propria esperienza.
«La sconfitta di Cincinnati mi ha dato il tempo di cui avevo bisogno»
L’ultimo test agonistico prima di New York non era andato come Djokovic avrebbe voluto. A Cincinnati il serbo era stato eliminato al secondo turno dall’argentino Thiago Agustin Tirante per 2-6 6-4 6-4, mostrando evidenti difficoltà fisiche soprattutto a causa del caldo e dell’elevata umidità.
Una sconfitta sorprendente, ma che Djokovic ha provato a trasformare in un vantaggio.
«Non mi piace perdere presto in nessun torneo, sinceramente, ma quella sconfitta mi ha dato il tempo necessario per prepararmi agli US Open nel modo migliore possibile».
Sono state due settimane preziose.
«Ho avuto il tempo per allenarmi veramente e portare corpo e mente nella condizione ideale per quello che mi aspetta».
Ma Djokovic conosce perfettamente la differenza tra allenarsi e affrontare una partita Slam sull’Arthur Ashe.
«Se mi chiedete se sono pronto, credo di sì. Sono pronto quanto posso esserlo. Ma allenarsi e uscire sull’Arthur Ashe per giocare al meglio dei cinque set sono due cose completamente differenti».
Il problema riguarda soprattutto i primi turni.
«Normalmente durante gli allenamenti non giochi partite di cinque set. Vedremo come andrà. Negli ultimi anni i primi incontri degli Slam sono diventati molto impegnativi per me. Spero di superare il primo ostacolo e poi costruire da lì».
Il primo avversario sarà Mariano Navone. Sulla carta Djokovic partirà nettamente favorito, ma per il serbo la priorità sarà evitare partite troppo lunghe che possano consumare energie preziose già nella prima settimana.
Il numero 25 ancora nella testa
Djokovic non vince un torneo dello Slam dagli US Open 2023, quando conquistò il Major numero 24 battendo Daniil Medvedev in finale.
Da allora il tennis ha cambiato padrone soprattutto grazie a Sinner e Alcaraz.
Nel 2025 Djokovic raggiunse la semifinale in tutti e quattro gli Slam, ma tre volte venne fermato proprio dai due giovani dominatori del circuito. A New York fu Alcaraz a eliminarlo in semifinale per 6-4 7-6(4) 6-2.
Il 2026 gli offre una nuova possibilità.
Sinner non c’è, Alcaraz rientra da un lungo stop e Djokovic continua a credere che, nei grandi tornei, la propria esperienza possa ancora permettergli di competere con chiunque.
L’interrogativo non riguarda quindi tanto il tennis quanto la resistenza fisica.
Il lupo d’inverno: «Questo potrebbe essere soltanto l’inizio»
Djokovic ha parlato a lungo anche del documentario “Novak Djokovic: The Wolf in Winter”, disponibile su Prime Video e diretto da Jason Hehir, lo stesso regista di “The Last Dance”, il celebre lavoro dedicato a Michael Jordan e ai Chicago Bulls.
Per Djokovic è stata un’esperienza completamente nuova.
«Sono orgoglioso di essere riuscito a presentare al mondo la mia storia per la prima volta in questo formato. Sono serviti diversi anni per completare il progetto».
Un lavoro particolarmente delicato perché le telecamere hanno avuto accesso anche alla sua dimensione privata.
«Non sono abituato ad avere telecamere dentro casa, quando sono con la mia famiglia. Non sono abituato ad avere qualcuno all’interno della nostra quotidianità che mi faccia domande profonde sulla mia mentalità e sulla mia vita personale».
Proprio questa difficoltà, però, ha permesso al pubblico di osservare un Djokovic differente rispetto al personaggio visto per vent’anni sui campi da tennis.
«Aprirmi e creare lo spazio necessario per rispondere a tutto questo è stato difficile, ma ho capito che probabilmente era anche il modo migliore per raccontare la mia storia nella maniera più autentica possibile».
E il progetto potrebbe non terminare qui.
«Sento che questo è soltanto l’inizio. Mi piacerebbe approfondire molti altri temi».
Il documentario dura circa 90 minuti e Djokovic ammette che molte parti della propria storia sono inevitabilmente rimaste fuori.
«Ci sono tantissime cose che possono e che voglio condividere con il pubblico. In 90 minuti era molto difficile condensare tutto. Molti aspetti sono rimasti fuori oppure hanno ricevuto pochissimo spazio».
Da qui l’idea di poter tornare in futuro davanti alle telecamere.
«Sono aperto a farlo ancora, magari con un formato diverso, forse una serie».
Il segreto della longevità: Djokovic già aiuta altri sportivi
A 39 anni Djokovic continua a competere con giocatori che in alcuni casi hanno quasi vent’anni meno di lui.
La longevità è stata uno dei grandi segreti della sua carriera e il serbo ha spiegato di condividere già da tempo parte delle proprie conoscenze con altri atleti.
Non soltanto tennisti.
«Lo faccio da diversi anni direttamente con gli sportivi. Uso proprio la parola sportivi perché alcuni di quelli che mi hanno contattato arrivano da altre discipline».
Djokovic non vuole rivelare nomi per rispetto della loro privacy, ma ammette che si tratta di un dialogo continuo.
«A volte sono io a dare consigli, altre volte sono io a chiederli. Credo che parlare con altri atleti possa insegnarti tantissimo».
Il serbo vuole trasformare in futuro questa filosofia in qualcosa di più strutturato.
«Stiamo lavorando per condividere questo metodo e questa filosofia. Arriverà in futuro».
Un progetto che potrebbe diventare particolarmente interessante quando Djokovic deciderà di chiudere definitivamente la carriera.
Ventesimo US Open, ma un ricordo da correggere
Quella del 2026 sarà la 20ª partecipazione di Novak Djokovic agli US Open.
Un numero impressionante che conferma una longevità fuori dal comune.
Durante il Media Day il serbo ha ricordato di appartenere a una generazione ormai quasi completamente scomparsa dal circuito e ha citato Stan Wawrinka e Gaël Monfils tra i giocatori presenti a New York già all’inizio della sua avventura.
C’è però un dettaglio da correggere nel ricordo di Djokovic: il suo primo US Open non fu nel 2006, ma nel 2005.
E il destino volle che proprio al primo turno incontrasse Gaël Monfils.
Djokovic vinse quella partita dopo cinque set con il punteggio di 7-5 4-6 7-6 0-6 7-5.
Ventuno anni dopo sono ancora entrambi presenti a Flushing Meadows.
«Sono molto orgoglioso. Avere una carriera lunga è sempre stato uno dei miei obiettivi quando ero più giovane. Volevo avere tante possibilità negli Slam e rimanere sano il più a lungo possibile».
La longevità non è quindi arrivata casualmente: era parte del progetto costruito fin dall’inizio.
«È bello poter tornare indietro nel tempo. E adesso siamo ancora qui, vent’anni dopo, a combattere e a rappresentare la vecchia generazione», ha scherzato.
Le parole per Nishikori: «Uno dei giocatori più talentuosi che abbia affrontato»
Djokovic ha dedicato anche parole molto belle a Kei Nishikori, che proprio a New York ha disputato l’ultimo Slam della carriera.
Il giapponese è stato eliminato nell’ultimo turno delle qualificazioni da Rei Sakamoto e chiuderà definitivamente la propria avventura professionistica dopo il torneo di Tokyo.
Djokovic conosce molto bene Nishikori.
I due si sono affrontati numerose volte e proprio agli US Open 2014 il giapponese firmò una delle più grandi vittorie della propria carriera eliminando Novak in semifinale.
«Ho detto molte volte che Kei è uno dei giocatori più talentuosi che abbia mai affrontato e che abbia visto giocare».
Djokovic ha ricordato soprattutto la rapidità negli spostamenti.
«Aveva un gioco di gambe incredibile, era velocissimo ed era molto naturale per lui giocare aggressivo vicino alla linea di fondo».
E quella qualità rimaneva praticamente invariata su ogni superficie.
«Riusciva a giocare con la stessa velocità e la stessa precisione praticamente ovunque. Era un avversario durissimo».
L’unico vero rimpianto riguarda gli infortuni.
«È un peccato che abbia sofferto così tanto fisicamente durante la sua carriera. Sono convinto che avrebbe ottenuto ancora più successi se fosse riuscito a rimanere sano in alcuni momenti».
Djokovic ha concluso rendendo omaggio all’impatto avuto da Nishikori in Giappone.
«Ha fatto la storia del tennis giapponese e dello sport del suo Paese. La sua famiglia e tutti i giapponesi devono essere molto orgogliosi di quello che ha fatto».
Djokovic e l’ultima grande sfida
Il serbo continua a ripetere di non voler stabilire in anticipo quando arriverà il momento di fermarsi.
Il corpo gli manda segnali molto diversi rispetto a quelli di dieci anni fa, ma la motivazione non è ancora scomparsa.
Ed è questo, probabilmente, il tema principale raccontato anche dal suo documentario: perché continuare quando hai già vinto tutto?
La risposta si trova proprio negli US Open.
Djokovic possiede 24 titoli del Grande Slam. Il numero 25 gli permetterebbe di staccare definitivamente Margaret Court e di diventare il primatista assoluto dei titoli Major in singolare.
Sinner, uno degli ostacoli più difficili degli ultimi anni, non sarà presente. Alcaraz arriva a New York dopo oltre quattro mesi senza giocare un incontro di singolare. Ma ci sono Zverev, Fils, Shelton, Medvedev e una nuova generazione che non ha alcuna intenzione di lasciare spazio al passato.
E soprattutto c’è il limite più difficile da battere: quello del proprio corpo.
Djokovic lo sa perfettamente.
«Se mi chiedete se sono pronto, credo di sì. Sono pronto quanto posso esserlo».
A 39 anni forse non esiste risposta più realistica.
Il resto dovrà dirlo il campo. E se Novak Djokovic riuscirà ancora una volta a trovare il modo di sopravvivere alle due settimane più dure del tennis, New York potrebbe diventare il luogo in cui “Il lupo d’inverno” scriverà il capitolo numero 25 della sua leggenda.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Novak Djokovic, Us Open, US Open 2026

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@ SlamdogMillionaire (#4674858)
Punti di vista ed opinioni differenti, succede ci mancherebbe, l’importante è che si manifestino con parole di reciproco rispetto
No, non è come dici tu.
Se pincopallino 150 anni fa avesse fatto il record del mondo della maratona e tale record fosse tutt’ora imbattuto tutti gli appassionati di maratona e di atletica saprebbero di pincopallino.
Viceversa se tale record fosse stato battuto 149 anni fa e poi battuto altre 200 volte nel corso degli anni nessuno adesso conoscererebbe pincopallino.
Scommetto che non conosci William Renshaw ma se qualcuno non l’avesse prima eguagliato e qualcun altro poi superato nelle sue vittorie a W lo conosceresti.
@ Marco60 (#4674637)
Senna e Maradona (se il 60 vuole dire qualcosa) credo che li hai visti all’opera.
Owens e Coppi accontentati di leggerli sugli annali, come quelli che nasceranno nel 2050 leggeranno il nome di Djokovic come simbolo del tennis all-time
@ SlamdogMillionaire (#4674619)
Non servirebbe. La ruggine avrebbe la meglio
@ SlamdogMillionaire (#4674619)
Quello non capisce sei tu , sai come si tramandano i miti e le leggende? Purtroppo a Voi Tifosi di Djokovic manca Umiltà e quindi considerate tutti gli altri inferiori… Addio
@ SlamdogMillionaire (#4674682)
Faccio ancora un tentativo per farti capire, con l’handicap appunto di non avere i disegni a disposizione.
Che cosa c’entrano Senna, Maradona, Coppi, Owens e ad esempio – mi viene in mente – anche Michael Jordan? Sono tutti fuoriclasse di altri sport di pari tradizione e storia rispetto al tennis e tutti loro sono accomunati dalla stessa identica cosa: al pari di Federer, per i numeri ed albi d’oro di fine carriera non sono stati i più vincenti nei rispettivi sport (Jordan, l’ultimo che ho aggiunto, in NBA ha segnato circa diecimila punti in meno rispetto a LeBron James).
Ok, fino a qua mi segui?
Bene, nonostante ciò la loro grandezza è stata tale da essere riconosciuta anche a distanza appunto di quasi un secolo (vedi Owens e Coppi) fino al punto da mettere decisamente in discussione la superiorità rispetto a loro da parte chi ha vinto più di loro (in quei 2 casi Bolt e Merckx). E questo a detta degli stessi addetti ai lavori od “opinion leaders” che dir si vogliano (tipo Tommasi e Clerici nel tennis, per intenderci) per motivi di vario tipo, stilistici o di innovazione tecnica magari in momenti di transizione nell’evoluzione dei materiali nei rispettivi sport o per altre motivazioni.
E 90-100 anni dopo a guardare gli albi d’oro d’epoca sono (e saranno) sempre e quasi soltanto loro, gli addetti ai lavori, che appunto vanno ed in futuro continueranno ad andare ben oltre la semplice conta del pallottoliere delle vittorie (come dimostrato infatti da chi analizza criticamente la storia di ciclismo ed atletica riguardo Coppi ed Owens e come già sta succedendo e sempre di più sarà per gli altri fuoriclasse meno antichi che ho citato).
Mentre la quasi totalità degli altri, cioè i semplici tifosi come noi, anche fra un secolo sarà cosa normale che continueranno sì a guardare gli albi d’oro, ma con attenzione al massimo quelli degli ultimi 3 o 4 decenni (esattamente come facciamo ora noi) e di Federer Djokovic e Nadal ne faranno, come si suol dire, ” di ogni erba un fascio” in quanto tutti e 3, Slam più Slam meno, saranno considerati ormai vetusti dinosauri.
E se non avrai capito neanche così amen, mi arrendo.
Buona giornata
Niente, proprio non ci arrivi. Peccato non si possano fare i disegni.
Cosa c’entrano Senna, Maradona, Coppi ecc?
Ma come fai a non capire quello che ho scritto?
È imbarazzante.
Provo a farla ancora più semplice per venirti incontro.
Tra 100 anni sulla terra (dove per terra intendo il pianeta terra e non la superficie di gioco) non ci saranno esseri viventi ad aver visto giocare Federer, Djokovic e Nadal.
Fin qua ci sei?
Quelli che ci saranno dovranno ricorrere a dei filmati d’epoca (d’epoca per loro ovviamente) per vederli.
E siccome nel frattempo il gioco sarà cambiato e sarà evoluto sai cosa vedranno: 3 pachidermi dalle movenze al rallentatore per non dire goffe.
Fin qua mi segui?
Bene a quel punto cosa faranno per farsi un’idea?
Andranno a vedere gli albi d’oro degli slam (perché piaccia o no contano solo quelli) e in secondo piano il numero di settimane al n1.
Ora, ammettendo che tra 100 anni Alcaraz non abbia 3567 slam cosa concluderanno?
Che Nadal era il più forte sulla terra rossa.
Che Federer era il più forte sull’erba (se poi saranno anche un minimo intelligenti vedranno che però a W è stato battuto 3 volte da Djokovic e inoltre vedranno che un W è stato cancellato in anni in cui il serbo su quella superficie non aveva rivali quindi magari faranno qualche valutazione più approfondita).
Infine vedranno che Djokovic è stato il più forte e il più vincente di tutti.
STOP.
Nessuno guarderà lo stile e l’eleganza perché i parametri saranno cambiati. Nessuno guarderà il carisma perché quella è una cosa che si tocca con mano, nel momento.
Nessuno guarderà i premi dei tifosi.
Non ci sarà uno più simpatico o più antipatico. Uno più amato o meno amato.
Rimarranno i risultati e basta perché la memoria storica dei tifosi e appassionati va persa a causa dell’unica cosa ineluttabile oltre le tasse: la morte.
Basta, se non l’hai capito nemmeno adesso ci rinuncio.
Saluti.
@ SlamdogMillionaire (#4674625)
Sono sempre gli altri a non aver capito niente….ma che strano!
Mi spiegheresti gentilmente allora perché Senna, Owens, Coppi (ma potrei farti anche altri esempi, come Maradona che di Mondiale ne ha vinto solo uno ed ha segnato un numero di gol infinitamente minore rispetto a Pelé, Messi e Cristiano Ronaldo) saranno per sempre fortemente considerati quanto a paragone di grandezza con chi ha avuto un’aritmetica
di vittorie maggiore rispetto a loro ma che non per questo vengono né mai nel futuro verranno in automatico considerati superiori a loro?
Saluti.
Non hai proprio capito niente di quello che ho scritto allora. E si che basta una comprensione del testo da seconda elementare per capire.
Tra 100 anni Federer, Nadal e compagnia cantante saranno solo nomi. Nessuno avrà assistito alle loro gesta.
La gente andrà vedere gli albi d’oro degli slam per sapere cosa hanno fatto. E quello che troveranno lo puoi immaginare
Non hai capito quello che ho scritto. Eppure era italiano da prima elementare.
Verrò dimenticato non quando non ci sarò più io ma quando non ci sarà più nessuno in vita ad avermi conosciuto. Se vuoi ti faccio un disegno.
@ 22587 (#4674549)
Esiste anche la … Naturale
si è visto come eri pronto, CAFONE SERBO TORNATENE A CASA.
Era più simpatico Zeno Colò o Jean-Claude Killy?
Più Alfredo Binda o Learco Guerra?
Chi aveva più followers, Sears o Tilden?
L’ignoranza umana può essere appagata solo dall’intelligenza artificiale…
@ SlamdogMillionaire (#4674488)
Così parlò Zarathustra!
Ma gli devi sempre spiegare tutto a questi disperati…
Questa è magnifica, una serie di giustificazioni e cambi discorso da far impallidire i bambini. Io scrivo quando e dove voglio e sei così poco sveglio e poco presente che non ti sei accorto che semmai vengo accusato di scrivere contro Sinner e non contro il giullare di corte.
Tu scrivi male e capisci peggio visto che dopo averlo spiegati insisti pure a non capire il punto. Però dici “opinioni tue” quindi hai fatto pure finta di capirle ma non ce l’hai fatta poverino. Comunque stai stai tranquillo che a te non le cambia nessuno e noi siamo in tanti a pensarla così. E preoccupati di come vieni preso per i fondelli qui visto che manco te ne accorgi.
@ SlamdogMillionaire (#4674488)
Allora anche tu verrai dimenticato quando non ci sarai più…
@ il capitano (#4674409)
Appunto, uno che vince 5 volte il premio di atleta dell’anno gode di scarsa considerazione a livello mondiale? Direi proprio di no. No.
Questo vale anche per Djokovic.
@ SlamdogMillionaire (#4674488)
Roberto Baggio non ha mai vinto nessun massimo torneo per club (Champions League) né quello per Nazionali (i Mondiali) ma, pur avendo smesso di giocare già da 22 anni, verrà ricordato come il più delizioso e di classe sopraffina numero 10 del nostro calcio.
Altro esempio, stavolta mondiale: Formula 1, Ayrton Senna, morto 32 anni fa e decisamente consegnato all’eternità pur avendo fatto in tempo a vincere più o meno la metà dei Gran Premi e dei titoli mondiali vinti poi da Schumacher e da Hamilton.
E vado a 90 anni fa? Ok. Atletica, Jesse Owens, appunto Anni Trenta. Quando Usain Bolt dominava tutti i commentatori si chiesero chi fra lui e Jesse Owens (e anche Carl Lewis) fosse da considerare il più grande. E per la cronaca Jesse Owens (complice lo scoppio della guerra) vinse solo 4 ori olimpici.
Vado avanti? Ciclismo, con il classico quesito di attualità: è più grande Pogacar, Merckx o Fausto Coppi (che gareggiava 75-80 anni fa e vinse numericamente molte meno gare di Merckx)?
Il problema tuo è che nello sport va a sparire tutto man mano che vengono a mancare le persone che ne sono stati testimoni.
Tutto tranne i risultati, le grandi vittorie, i record e le grandi imprese.
Tra 90-100 anni non ci sarà più nessuno in vita ad aver visto giocare Federer e Nadal.
Nessuno si ricorderà dello stile, dell’eleganza, premio del pubblico e menate varie.
Nadal? Tra 100 anni sarà ricordato solo come il più forte giocatore sulla terra rossa.
Mentre se tra 100 anni nessuno avrà vinto più di 24 slam il nome di Novak Djokovic sarà quello associato al tennista più forte e più vincente.
@ Ace di seconda (#4674237)
Doppio fallo, in tutti i sensi
@ il capitano (#4674175)
Ne avrebbe 84 se si fossero ritirati tutti i suoi avversari
Su questo sono perfettamente d accordo….
Anche Federer ne ha vinti 5 in questa categoria.
@ Onurb (#4674342)
Te l’ho già detto, con me sei totalmente fuori strada… non esiste solo il pallottoliere delle tante vittorie, di Federer rimarrà in più anche la inarrivabile bellezza tennistica che tu stesso hai più volte riconosciuto
Ecco sistemati i rosiconi….pensa che io non lo sapevo neanche che esiste questo premio…che x me comunque lascia ol tempo che trova così come quello del piu amato dal pubblico….tutto contorno …fuffa….quello che conta è il palmares, le vittorie…quello discrimina chi è il piu forte…quello è cio che conta….comunque bravo a ricordare questo premio, così neanche ai contorni possono attaccarsi i rosiconi …..ah ah ah
Il mio amato djokovic? Io ho amato anche federer …cosi cone ho amato borg …. e poi anche lendl …..quindi? ….numeri ,dati oggettivi…palnares….non opinioni soggettive….io parlo di tennis,non di simpatie di cui non mi può fregare che meno di zero ….credo sia la quarta volta che lo ripeto …
@ il capitano (#4674290)
Mi dispiace Capitano, sei sempre ironico ed intelligente, ma il fatto di attaccarsi a questo premio di consolazione, la dice lunga, sulla situazione reale….e poi e’ molto piu’ importante il premio atleta dell’anno (Laureus Sport Award) che Novak ha ricevuto piu’ volte. Ben 5 volte. Se vogliamo parlare di considerazione a livello mondiale, direi che ci siamo.
@ Onurb (#4674295)
Invece questo riconoscimento da parte del pubblico ha la sua importanza e bisogna riflettere sul perché il tuo amato Djokovic non l’abbia mai vinto, perfino Jannik ha vinto gli ultimi 3 nonostante Alcaraz..
Gi già detto altre volte i record non sono tutto e Djokovic lascerà solo quelli come ricordo di sé..
E tu pensa quanti rimpianti in piu che hanno roger e rafa che hanno vinto meno di nole….che razza di discorso hai fatto lo sai solo tu….discorso da rosicone….poco lucido
Opinioni tue ….per altri è invece piu simpatico e soprattutto originale e non conformato di quasi tutti i tennisti…sai è la solita storia, le personalità forti dividono,il gregge invece ha bisogno dell uniformità di comportamenti, del falso perbenismo di facciata,delle solite interviste banali che dicono sempre le stesse cose….de gustibus….ma a me,come ho scritto oggi piu volte,non interessano i contorni …io parlo di tennis,non di simpatie….misuro e valuto i campioni per quello che hanno vinto sul campo ,sul.loro palmares,sui dati oggettivi….ripeto x l ennesima volta,questo conta e a me interessa…il resto è contorno…..credo di scrivere un italiano comprensibile…il problema è tuo e la prova evidente è che tu,in questo forum non scrivi mai se non nei post che riguardano djokovic….questa è la prova evidente del tuo rancore e rosicamento….la maschera l hai gettata da tempo….
@ Annie3 (#4674337)
No. Perché la serenità di fine carriera non dipende affatto dall’aritmetica di quanto si è vinto e di ciò che inevitabilmente non si è arrivati a vincere bensì da come si vivono entrambe le due cose, specialmente le seconde
@ Marco60 (#4674319)
Col tuo ragionamento i poveri Roger e Rafa, sotto in tutti i record e che al Grande Slam non si sono neanche pallidamente avvicinati mentre Novak ne ha uno suo “esclusivo” che comprende anche le Finals, sono condannati alla depressione perpetua
@ Magic21 (#4674310)
Beh, se Novak accende questa rabbia accanita e inestinguibile e tutte queste comiche fandonie contro di lui, l’uomo più coerente con le sue legittime libere scelte di vita e più silenzioso davanti alla più grande ingiustizia derivatagli da un gesto totalmente involontario, vuol dire che la sua grandezza tennistica fa uscire chi lo avversa da un ragionevole ed equilibrato “seminato”
Flusso d’incoscienza?
@ il capitano (#4674290)
Beh, allora non ti importera’ se Sinner vincerà meno di Alcaraz, l’importante è che piaccia alla gente…ma secondo te, che possibilità aveva di risultare gradito Novak che, arrivando dalla contrastata Serbia, zitto zitto, ha incominciato a battere i “democristiani” idoli consolidati, socialmente ed economicamente solidi, Roger e Rafa, oltretutto disponendo di un carattere temprato da vicissitudini che non aveva niente di omologato ma grazie al quale ha avuto la fermezza e la grinta per infischiarsene delle tifoserie avverse e di superare, in tutti i record, non uno ma due avversari big…e credo che vincere il premio per lo sportivo dell’anno sia stato gratificante per Novak più delle simpatie che variano a seconda delle generazioni: in fondo si parla di tennisti, dal loro gradimento “tennistico” derivano le simpatie del pubblico, lascerei da parte considerazione moralistiche sull ‘ “uomo” visto che quello che ci è dato giudicare sono pur sempre situazioni oggettive da cui risulta che gli “uomini” sono entrambi mariti e padri esemplari…per il resto, in quello che hanno pubblicamente mostrato ho visto più generosità e impegno sociale, più vivacità di ragionamenti, più considerazione per gli avversari in Novak che nel piuttosto banale e ripetitivo Roger, di cui sono note le propensioni palancare…insomma, ogni tifoseria farà buon viso ai relativi meriti, i record e la personalità per Novak e i “premi simpatia” per Roger
Finirà la carriera con 3 grandi rimpianti: il 25o ostinatamente cercato e non vinto (salvo improbabili miracoli), un Wimbledon in meno rispetto al record assoluto di Federer (nonostante l’averlo battuto per 3 volte in finale, aggravante), il Grande Slam fallito quando gli mancava solo un ultimo match (altra aggravante di rimpianto)
Ha giocato una partita negli ultimi 50 giorni, ancora tempo ti serve? Ormai allunga ogni partita, già dal primo turno, meno di 3 ore non riesce più a giocare, così è troppo dura
Seu talmente ottenebrato dal fanatismo che non hai nemmeno colto il significato del messaggio ma hai risposto capre per i cavoli.
Nessuno ha minimamente parlato degli slam o di chi ce l’ha più lungo, ma della persona e del personaggio che è e della percezione che ha il pubblico. Djokovic è un pagliaccio come spesso si autodefinisce, è uno che ha cambiato personalità e atteggiamenti più volte in carriera, è uno che mandava il cuore al pubblico come una barba d’urso qualsiasi alla fine delle partite, è uno che ha estremamente bisogno di piacere perforza perchè evidenentemnete ha un pò la sindrome dell’impostore o crede di meritarsi molto di più.
E con la vicenda del vaccino falso in Australia e la pallonata in gola alla raccattapalle si è rovinato la faccia.
Potrà vincere anche altri 7 slam ma questo è.
@ Ace di seconda (#4674240)
Ma per piacere, ma quali lezioni di tennis? Novak alla vigilia dei 39 anni ha battuto Sinner in semi agli AO e ha perso con Alcaraz (15 anni meno di lui) dignitosamente credo in 4 set, avendogli precluso nel 2024 il titolo olimpico…e comunque Cincinnati credo sia la sua prima uscita recente al primo turno, e a Wimbledon ha battuto il n.4 del mondo ai quarti, altro “torello” 24enne…ma perché non dovrebbe continuare a giocare un campione così longevo, quando Roger ha giocato fino allo stremo anche quando i suoi risultati non erano certamente alla stregua di quelli di Novak: è ancora “sano” almeno tanto da scendere in campo da non infortunato e, come tutti i campioni, ha un attaccamento al tennis che genera una resistenza ostinata a prolungare questa “linfa di vita” il più possibile, avendone le forze…che poi da questo voi ve la cantate e suonate vedendoci una ricerca ossessiva del 25esimo Slam non corrisponde a quello che tiene a chiarire Novak, che non può più essere umanamente certo delle sue capacità di resistenza al caldo, ai giovani vigorosi (che non sono solo Jannik e Carlos), ad un tennis aggressivo con cui sicuramente ha dimostrato più affinità e capacità competitive rispetto ai due colleghi big, mantenendo un trend eccezionale di big titles anche nella fascia dai 34 ai 37 anni come nessuno è riuscito a fare…da questo trae ovviamente voglia di provarci ma senza l’ansia di superare record storici che già si è assicurato nel suo palmares…oohh, che se poi arrivasse un’altra vittoria Slam, sarebbe un evento vicino al miracolo, ma penso che neanche Novak creda ai miracoli
Io sto parlando di tennis,non di simpatie …a me interessa il tennis….io amo il tennis, lo seguo dai tempi di borg….tutto il resto è contorno….opinabile…soggettivo….anche io ho amato roger,impossibile non amarlo….è stato il piu grande talento del tennis,l arte applicata al tennis….l eleganza,la perfezione…ma rispetto agli altri due big3 forse non è stato forte come loro di testa nei momenti decisivi…e il tennis non è solo braccio e gambe ,è anche e soprattutto testa fredda,lucida e cattiveria….l insieme di tutte queste componenti determina il piu forte….e il piu forte,in uno sport individuale per eccellenza com’è il tennis,lo si stabilisce con l unico criterio oggettivo e non opinabile,discrezionale…questo criterio si chiama palmares….e i dati che ho esposto nel mio post,e che conosciamo tutti qua nel forum, dicono che il piu forte è Djokovic, senza se e senza ma ….questo è ciò che x me conta….il resto, ripeto, sono solo opinioni e contorno
Li è anche una questione di stile di gioco. È anche il motivo per cui nel calcio la stragrande maggioranza preferisce Messi a Ronaldo. Perché hai da una parte il fascino del 10 e dall’altro un cyborg programmato.
Ma lo possiamo vedere anche noi in Italia. Tanti preferiscono Musetti a Sinner, perche ha il rovescio a una mano ed è bello da vedere sul campo
@ Onurb (#4674269)
Nadal però ha un oro olimpico che Federer non ha. E ha 2 slam in piu pur avendone giocati 11 in meno rispetto allo svizzero. Però si. Lo zero alle finals pesa come un macigno
ATP AWARDS giocatore preferito dal pubblico:
Roger Federer 19
Rafa Nadal 1
Novak Djokovic 0
La somma algebrica non fa lo sport, la persona si. Non aver mai vinto una volta questo premio, fa capire quanto sia stato considerato il serbo nonostante i titoli vinti.
Hai ragione, con i se e con i ma non si va da nessuna parte.
Quello che conta sono i fatti e i fatti dicono questo:
Slam
Djoko 24 nadal 22 federer 20
Finals
Djoko 7 federer 6 nadal 0
Master1000
Djoko 40 nadal 36 federer 28
Anni chiusi da n.1
Djokovic 8 federer e nadal 5
Settimane da n.1
Djoko 428 federer 310 nadal 209
Scontri diretti
Djoko/federer 27/23
Djoko/nadal 31/29
Nadal/federer 24/16
È una bella lotta x il secondo posto ma io propendo a favore di federer perché 0 finals di nadal sono uns macchia indelebile e poi nadal è stato il piu forte solo su terra rossa,troppo sbilanciato.
Su erba e cemento nadal non è neanche nei primi 5 di sempre
Quindi assolutamente federer è da considerarsi il secondo di sempre, nadal il terzo
Questi sono i fatti,i numeri inconfutabili….il resto sono solo opinioni…quindi sono solo bla bla bla
Rosicate pure rosiconi ,che io godo
La vedo quasi impossibile, ha beccato un tabellone tosto, pure se vince le prime arriverà sfinito alle fasi finali, come ultimamente sempre gli succede.
@ Annie3 (#4674192)
Vincere un titolo Slam non è mai semplice però se Djokovic ha continuato a giocare finora nonostante le lezioni di tennis rimediate da Sinner e Alcaraz è perché ha sempre sperato che prima o poi il “destino benevolo” che molte volte gli ha dato una grossa mano nel corso della sua carriera gli desse un altro “aiutino” e adesso gli viene servita su un piatto d’argento una possibilità irripetibile, altro che “aiutino”. Non dico che vincere sia un obbligo per lui ma quasi, specialmente per dare un senso al lungo digiuno di trofei importanti che ha saputo accettare continuando ad allenarsi nella speranza che gli si presentasse un’occasione del genere
L’unica ragione che ha avuto è sulla figura da cioccolataio e represso finto buono.
Avrebbe vinto anche 1 slam in meno se Federer non gli avesse regalato l’ultimo Wimbledon. Coi se e i ma non si va da nessuna parte, coi novax invece si va six feet under.
@ Onurb (#4674153)
Contro quel Nadal Djokovic non avrebbe avuto alcuna possibilità in Australia e senza l’ infortunio di Rafa, Novak non avrebbe vinto nemmeno Wimbledon quell’ anno e lo spagnolo avrebbe fatto il Grande Slam
Beh, Novak, come al solito, concreto e realista…sta come può stare un 39enne usurato da 20 anni di intensa carriera, in uno sport e in una formula Slam dove anche i meno titolati possono sorprendere e impegnarti in ore di estenuanti fatiche, in un clima solitamente asfissiante: il “vecchio” e il “giovane” campione accomunati dalla mancanza di certezze sul lungo termine, chiamati entrambi a testarsi, il primo relativamente alla resistenza al peso anagrafico, il secondo alla tenuta fisica e mentale dopo un lungo stop da complicato, precoce infortunio
@ il capitano (#4674175)
Grande Capitano, ottima replica.
Magari!
È da due anni che aspetta sulla riva del fiume e forse il momento é arrivato. Lo sport è anche questo.
Queste giustificazioni anticipate cosa dovrebbero significare? Ma davvero una persona mediamente avveduta come il serbo può dire queste sciocchezze? Cosa sarebbe questa flatulenza senile, forse ha perduto una riffa che lo costringe a giocare o lo fa perché lo desidera? Se è la seconda che vale non stia ad ammorbare con queste giustificazioni da bocciofila. Che giochi dunque, che vinca o perda, senza farla troppo lunga…e senza cercare di darla a bere…non se ne può più di questi vecchietti che si reputano tali a giorni alterni….
Ne avrebbe 34 se Sinner ed Alcaraz non fossero mai nati!!
La vedo impossibile.
Io stavolta vedo una finale All American Fritz vs Shelton. Com Zverev Fils Cobolli che potrebbero dare fastidio.
Ne avrebbe 26 senza quello stop all australian open e allo usopen …
Molto probabilmente il 25°slam lo avrebbe già avuto in tasca se non fosse stato fermato durante il periodo psicopandemico per non aver ottemperato all’obbligo dei cosiddetti vaccini. Alla fine ha avuto ragione lui e gli auguro vivamente di farcela a vincere lo us open anche se sarà durissima.
Preferisco che vinca questo benedetto 25° slam piuttosto che dia luogo alla serie “The Djokovic’s”. Ammetto, però, che il suo docufilm non è di cattivo gusto quale quello su Alcaraz o sulle Williams. Del resto la sua storia personale è ben più particolare e drammatica.
Impossibile
Alla fine, per tanti motivi spero vinca lui…