Dalla Russia si trasferì ad Almaty a 18 anni ATP, Copertina

Bublik, le emozioni della prima volta ad Almaty: “Quando arrivai qua ero soltanto un ragazzo di 18 anni che aveva bisogno che qualcuno credesse in lui”

18/10/2026 15:11 Nessun commento
Bublik nella press conference ad Almaty - Foto getty images
Bublik nella press conference ad Almaty - Foto getty images

Dici Bublik e pensi a qualcosa di imprevedibile, anzi inafferrabile, assaporando infinite possibilità. Il talento nato in Russia nel ’97 è diventato kazako nel 2016 quando, appena diciottenne, cercò fuori dalla sua patria un sostegno maggiore per la sua crescita, soprattutto economico ma anche personale. Per questo il suo ritorno in quel di Almaty, dove questa settimana sarà il giocatore più atteso al 250 del Kazakistan, è condito da emozioni diverse rispetto a quelle medie vissute nei vari tornei che si susseguono uno dopo l’altro. Arrivato al sabato, Sascha è stato subito attorniato da mille persone e tifosi, una giornata intensa passata tra sessioni di autografi, shooting fotografici per gli sponsor ed altro ancora.

“Non potrei essere più grato di giocare per questo paese. Adesso è facile dirlo, essendo entrato nella top 10 mondiale e avendo tutto ciò che un tennista possa desiderare, ma allora ero soltanto un ragazzo di 18 anni che aveva bisogno che qualcuno credesse in lui. Avevo bisogno di sostegno, di persone che si prendessero cura di me, e il Kazakistan mi ha dato tutto questo”, ha raccontato Bublik ad Almaty.

Sascha ha già disputato un torneo ATP in Kazakistan nel 2023, quando l’evento si giocava ancora ad Astana, la capitale; ha poi mancato l’appuntamento sia nel 2024 che nel 2025 per fastidi fisici. Non quest’anno, arrivato nel suo “nuovo” paese da ex top 10 e con grandi risultati dopo anni passati pericolosamente tra giocate eccezionali e crolli fragorosi, perso in un coacervo inestricabile di sana follia e un sincero divertimento nell’essere diverso da tutti gli altri, fiero della propria unicità. “Sono felice di essere qui. È stato un grande dispiacere non essere potuto venire negli anni precedenti. Sono qui per divertirmi, regalare buon tennis al pubblico kazako, trascorrere un po’ di tempo con i tifosi e, possibilmente, ottenere grandi risultati. Credo che il vero momento speciale sarebbe diventare il primo kazako a vincere questo torneo”, ha dichiarato Bublik nella conferenza stampa pre torneo.

Bublik sarà la terza testa di serie del main draw di singolare, da numero 22 del ranking mondiale. Parlando alla stampa, ha raccontato come nonostante una professione che lo porta continuamente in giro per il mondo corso degli anni sente di aver costruito un certo rapporto con gli appassionati del  Kazakistan e sviluppato un senso di appartenenza con loro e il paese che lo ha accolto. Nel 2016, spinto dal sostegno economico e tecnico della federazione kazaka, aveva infatti deciso di lasciare la rappresentativa russa per vestire i colori del Kazakistan, seguendo una strada già percorsa da diversi tennisti. All’epoca era numero 214 del mondo, una promessa giovanile che ancora non riusciva a sfondare tra i grandi.

“Ho sviluppato un legame emotivo con le persone e con il Paese” continua Bublik. “Quando vengo qui mi sento sempre orgoglioso. Non riesco a farlo molto spesso, ma quando ne ho l’opportunità cerco di tornare, di interagire con i tifosi e con la gente del posto. Posso considerare a pieno titolo il Kazakistan la mia seconda casa e, anche se in qualche modo continuo a sentirmi uno straniero, mi lega a queste persone un rapporto emotivo profondo”.

Dopo anni di alti e bassi, grandi partite e altrettanto grandi sconfitte con parecchi episodi entrati negli highlights stagionali – nel bene e nel male – nel 2025 qualcosa è cambiato nel suo gioco e approccio alle partite. Da pensieri assai negativi in primavera, vedendo una carriera entrata nella fase matura e quindi discendente, ha svoltato e l’ha fatto incredibilmente sulla terra battuta, la superficie che meno si addiceva al suo gioco fulminante e irregolare. Improvvisamente non più scambi buttati via e un focus nello scambio mantenuto per 4-5 colpi al massimo, ma una pazienza e capacità di reggere tutta nuova che gli ha permesso di affiancare ai colpi spettacolari risultati di grande rilievo: i titoli conquistati ad Halle, Gstaad, Kitzbühel e Hangzhou, i quarti di finale al Roland Garros e l’ingresso nella top 10 mondiale all’inizio di quest’anno lo dimostrano.

Ad Almaty esordirà contro il vincente dalla sfida tra Fabian Marozsan e Timofey Skatov. In Kazakistan lo attendono con grandissima curiosità, sperando di poterlo accompagnare partita dopo partita sino al successo finale. Chissà come Sascha vivrà questa sua prima volta, davvero speciale.

Marco Mazzoni


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