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Alcaraz a Parigi: «Avevo dubbi sulla possibilità di tornare al 100%». Il nuovo servizio e gli elogi a Jódar

02/11/2026 19:11 1 commento
Carlos Alcaraz nella foto - Foto Patrick Boren
Carlos Alcaraz nella foto - Foto Patrick Boren

Carlos Alcaraz arriva a Parigi con la fiducia ritrovata grazie al titolo conquistato a Vienna, ma senza dimenticare i momenti difficili attraversati durante il recupero. Nella conferenza stampa prima dell’esordio al Masters 1000 francese, lo spagnolo ha raccontato le incertezze vissute lontano dalle competizioni, spiegato il lavoro sul servizio e ripercorso una delle lezioni più importanti dei suoi primi anni nel circuito.

Spazio anche alle condizioni di gioco e a Rafael Jódar, appena entrato nella top 10: un connazionale che Carlos segue con ammirazione e considera già un avversario pericoloso.

La fiducia dopo Vienna e i dubbi durante il recupero
Il successo in Austria rappresenta una buona base per affrontare l’ultimo Masters 1000 della stagione. Alcaraz spera di trasferire a Parigi il livello e le sensazioni della settimana precedente.

«Sono abbastanza fiducioso. Volevo davvero ottenere buoni risultati e arrivare questa settimana dopo aver vinto a Vienna mi dà l’esperienza e la fiducia necessarie. Spero di riuscire a esprimere un ottimo livello questa settimana. Sono felice di giocare qui il mio primo incontro».

Il percorso per ritrovarsi, però, non è stato lineare. Carlos ha ammesso di aver alternato convinzione e preoccupazione durante il periodo di inattività.

«È stato un processo lungo. Sono rimasto fuori per un certo periodo e ho avuto tempo per riflettere. C’erano momenti nei quali ero sicuro che avrei ritrovato il mio miglior livello. In altri pensavo: “Forse farò fatica a tornare davvero al 100%”. Avevo dubbi sulla possibilità di recuperare e tornare al 100%, ma quando sei circondato da professionisti fantastici, come nel mio caso, e ti fidi completamente della tua squadra, è più facile rientrare. Sono felice di esserci riuscito e di trovarmi adesso in questa posizione».

Il servizio: più equilibrio e un movimento più fluido
Una delle indicazioni più incoraggianti emerse a Vienna riguarda la battuta. Alcaraz ha spiegato di aver osservato i grandi specialisti del fondamentale, cercando elementi utili per migliorare il proprio gesto.

«Ho guardato i migliori giocatori della storia. Naturalmente sono alti ed è diverso quando hai una statura maggiore, ma anche l’equilibrio è molto importante. I migliori battitori della storia hanno un ottimo equilibrio nel passaggio da dietro in avanti e prima io non riuscivo a farlo».

Da questa osservazione è nato un intervento sul movimento, con l’obiettivo di renderlo più naturale ed efficace.

«Per questo ho modificato un po’ il gesto. Ho cercato di trovare quell’equilibrio e di avere un movimento di servizio più fluido. Il lancio di palla e l’equilibrio sono tutto. Ho fatto un buon lavoro, adesso mi sento molto meglio al servizio e l’ho visto a Vienna».

Le condizioni indoor e un campo ancora da scoprire
Vincere a Vienna non significa automaticamente aver risolto ogni difficoltà al coperto. Lo spagnolo ha sottolineato quanto possa cambiare l’adattamento da un appuntamento all’altro.

«Ogni torneo è diverso, le condizioni sono differenti. Giocare una settimana a Vienna o altrove e poi spostarsi in un posto completamente diverso fa una grande differenza. Sto cercando di sentirmi bene e di trovare buone sensazioni sulla palla. Spero di poter giocare un buon tennis mercoledì».

Al momento della conferenza non aveva ancora provato il campo parigino. Le prime informazioni erano quindi quelle raccolte dagli altri giocatori.

«Ho parlato con alcuni tennisti che mi hanno detto che è un po’ più veloce rispetto all’anno scorso. Ho guardato uno o due game della partita di Jódar di oggi, ma non l’ho ancora provato personalmente».

Su un aspetto, invece, Carlos sente di poter contare: «Quello che so è che sarò forte mentalmente di fronte alle difficoltà che potrò incontrare nel primo incontro. Poi vedremo cosa succederà questa settimana».

La lezione della sfida con Gaston: concentrarsi sul campo
Il ritorno a Parigi riporta alla memoria anche la partita contro Hugo Gaston di cinque anni fa. Un ricordo difficile, ma importante per imparare a gestire un ambiente favorevole all’avversario.

«Non ho ricordi molto belli di quella partita, ma è stato un momento importante per me: era la prima volta che sentivo la pressione proveniente dall’esterno. La lezione è stata che non dovevo reagire alla folla, al pubblico. Dovevo concentrarmi su me stesso, su quello che accadeva in campo, e cercare di non lasciare che quell’energia e quel sostegno al mio avversario mi condizionassero mentalmente. Ho imparato molto da quella partita».

Quanto alle difficoltà incontrate nelle precedenti partecipazioni al torneo, Alcaraz non individua una causa unica.

«Alcuni anni sono arrivato qui senza essere al 100%; in altri mi sentivo bene, volevo esserci e giocare bene, ma ho perso presto perché non avevo giocato bene. Non direi che ci sia un elemento particolare. Penso che arriverà il momento in cui otterrò ottimi risultati in questo torneo. Succederà, prima o poi».

Gli elogi a Jódar: «Merita la sua classifica»
Tra i protagonisti che hanno attirato la sua attenzione c’è Rafael Jódar. Carlos ne apprezza il tennis e la crescita, al punto da considerarlo già una presenza competitiva importante.

«Sì, è già una minaccia. È un ragazzo adorabile, gioca molto bene e sono felice. Merita la sua classifica ed è bellissimo avere un altro spagnolo nella top 10. Mi piace molto il suo tennis: ogni volta che lo guardo giocare è un privilegio, una vera gioia».

Alcaraz guarda anche alla possibilità di affrontarlo: «Non vedo l’ora di giocare contro di lui, prima o poi. Magari non in questo torneo. Penso che sia già un ottimo giocatore, ma in futuro sarà davvero qualcuno con cui fare i conti».



Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


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1 commento

antoniov 02-11-2026 19:23

Nel torneo di Vienna che ha appena conquistato ha già dimostrato di giocare praticamente quasi al top della condizione che tutti noi conosciamo … altro che al 70% come qualcuno altrove ha scritto !
70% in base poi a quale criterio ? Ad un applausometro del pubblico ?

D’altra parte anche lui stesso dichiara di essere ormai a posto ! Bravo Carlitos !

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