Lo svizzero si è ritirato proprio alla Laver Cup nel 2022 Altro, Copertina

Federer consiglia i giovani: “È importante essere organizzati. La pressione oggi è enorme, è difficile trovare un equilibrio sano”

27/09/2026 18:06 Nessun commento
Roger Federer a Londra (foto LaverCup.com)
Roger Federer a Londra (foto LaverCup.com)

Roger Federer alla O2 Arena di Londra ha fatto da “padrone di casa” in Laver Cup, esibizione da lui ideata oltre 10 anni fa e diventata ormai appuntamento di un certo rilievo nel calendario stagionale. Pur non assegnando punti per il ranking, la Laver Cup resta di gran lunga l’evento extra ATP tour meglio organizzato, più interessante da vedere in tv e anche più attraente per gli stessi giocatori. Senza lo stress dell’ufficialità, i campioni presenti nei due team vivono la tre giorni in modo rilassato, lo si vede da come assistono alle partite in panchina tra scherzi e momenti di tensione agonistica, e comunque scendendo in campo ad un buon livelloperché quando sfidi uno dei tuoi rivali perdere non impegnandosi non è uno scenario contemplato. Federer ha assistito alle partite in tribuna, con Andy Murray tra gli altri e oggi anche a fianco della stella di Hollywood Leonardo Di Caprio. Si è anche intrattenuto negli spogliatoi, in particolare con Carlos Alcaraz, tanto che tra i due pare scoccata una sintonia sincera (hanno pranzato assieme, come dimostra la clip video che condividiamo). Alla domanda se pensa in futuro di poterla giocare, Roger ha solo sorriso, ma invece ha rivelato che potrebbe diventare capitano non giocatore.

 

Moltissimi i media di vario genere accorsi alla Laver Cup, visto che ormai l’evento ha un peso significativo a 360° e coinvolge un pubblico assolutamente trasversale. In un’intervista rilasciata al magazine GQ, Federer non ha esitato a dispensare consigli pratici ai tennisti più giovani. Il campione svizzero sottolinea come in pochi anni il tennis di vertice sia diventato ancor più difficile da reggere, soprattutto per gli emergenti che si trovano catapultati in un universo non solo terribilmente competitivo ma anche complesso da gestire extra campo. E quelli ancor più giovani, che ambiscono a diventare professionisti di alto livello, devono prendere con estrema cura la gestione del proprio tempo e del riposo, due chiavi importantissime.

“È importante essere organizzati. Devi avere un piano e partire da lì. Se non hai un obiettivo, il tuo rendimento sarà mediocre e la mediocrità non è accettabile quando vuoi puntare in altro” afferma Federer. “Poniti obiettivi a lungo, medio e breve termine. In questo modo, con un po’ di fortuna, sarai nella posizione ideale per raggiungere il successo. Inoltre, è importante dormire: è il modo migliore per recuperare. Ed è altrettanto importante sapere quando allenarsi. Devi ascoltare il tuo corpo, hai tempo, non è una questione di vita o di morte. Pensare a lungo termine ti aiuta a prendere decisioni più intelligenti”.

Secondo Federer, i problemi per i giovani arrivano non solo dagli avversari, con la pressione a farla da padrone. “Una volta vincevamo Wimbledon, andavamo a rete, ci stringevamo la mano e finiva lì. Ora guardo le partite dei giovani e li vedo esultare quasi di nascosto. Sembra che ci sia tantissimo in gioco e non so se la pressione arrivi dai genitori, dagli allenatori, dalle federazioni o dallo stesso modo di vivere il tennis, oppure se ci sia la mentalità secondo cui, se non vinci la prossima partita la tua carriera potrebbe essere finita. È un eccesso, davvero troppo”.

“C’è anche la pressione della classifica, il voler apparire al meglio. E poi ci sono i commenti: dieci persone possono dirti: “Dio mio, quanto sei bello!”, e l’undicesima: “Hai un naso enorme”. È una pressione enorme per i tennisti di oggi, e questa che viene dalla rete è forse la peggiore. Bisogna essere consapevoli dei commenti senza però ignorarli, anche se è molto difficile trovare un equilibrio sano. Devi trovare la soluzione che funziona per te: meditare, dormire di più, parlare con un amico, con un familiare o con un professionista. Ci sono molti modi per gestire tutto questo, è necessario trovare la. via migliore altrimenti diventa tutto ancor più difficile”.

L’eredità di Federer nel tennis è enorme, ma lui ci scherza sopra così: “Ho avuto un ruolo davvero piccolo nel grande quadro del tennis. Il tennis è sempre il vincitore, il protagonista assoluto. Ma sapere di averne fatto parte, magari anche solo in minima parte, è qualcosa di molto bello per me.
Spero di aver fatto sognare le persone e di averle portate a credere che anche loro potessero farcela, oppure semplicemente di averle aiutate a dimenticare per un po’ le preoccupazioni della vita quotidiana, a viaggiare per il mondo seguendomi e guardandomi giocare a tennis” conclude lo svizzero.

Marco Mazzoni


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