Mischa Zverev provoca Sinner e Alcaraz: “Se erano assenti dagli Slam è perché non erano abbastanza forti. Non si possono sminuire i suoi slam”
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Due titoli del Grande Slam in poco più di tre mesi e una finale a Wimbledon hanno trasformato il 2026 di Alexander Zverev nella migliore stagione della sua carriera.
Il tedesco ha conquistato prima il Roland Garros e poi gli US Open, mettendo fine alla lunga attesa per un Major e confermandosi ai massimi livelli anche sull’erba londinese.
Eppure, non sono mancate le discussioni sul valore dei due successi.
A Parigi mancava Carlos Alcaraz, fermato dal problema al polso destro, mentre a New York non c’era Jannik Sinner, costretto al forfait per il ginocchio.
Una circostanza che ha alimentato il dibattito su quanto Zverev debba ancora dimostrare nei confronti dei due giocatori che hanno dominato gran parte degli ultimi anni.
A rispondere è stato suo fratello Mischa Zverev, ex numero 25 del mondo e oggi parte integrante del team di Sascha.
“Non si può sminuire quello che ha fatto”
In un’intervista concessa a Sport1, Mischa ha respinto con decisione l’idea che i due Slam del fratello debbano essere considerati meno significativi per le assenze di Alcaraz e Sinner.
Il suo ragionamento parte da una domanda semplice: perché non erano presenti?
“Perché erano infortunati”, ha osservato Mischa, aggiungendo poi una considerazione molto più provocatoria.
Secondo lui, quando un giocatore si ferma può anche significare che ha spinto troppo, non si è fermato nel momento giusto oppure non è riuscito a reggere fisicamente i carichi richiesti.
In questa prospettiva, arrivare in salute agli appuntamenti più importanti rappresenta già di per sé una qualità.
Mischa ha quindi ribaltato il punto di vista: invece di concentrarsi su chi mancava, bisognerebbe considerare che Zverev è riuscito a presentarsi competitivo nei momenti decisivi della stagione.
Il riferimento alla lesione del 2022
Nel difendere il fratello, Mischa ha ricordato anche la gravissima lesione subita al Roland Garros 2022.
Durante la semifinale contro Rafael Nadal, Zverev si procurò una seria lesione alla caviglia destra, con la rottura dei legamenti, e rimase lontano dal circuito per diversi mesi.
In quel periodo non mancò chi dubitava della possibilità di rivederlo ai livelli precedenti.
“Alcuni dicevano che non sarebbe mai più tornato quello di prima. Invece è tornato e ha giocato al suo livello”, ha ricordato Mischa.
Quattro anni dopo, il quadro è completamente diverso.
Zverev ha conquistato il primo Slam al Roland Garros, ha raggiunto la finale di Wimbledon e si è poi imposto anche agli US Open.
Una sequenza che ha definitivamente cancellato l’immagine del giocatore incapace di vincere un Major.
Il confronto con Sinner e Alcaraz resta aperto
Il dibattito, però, non nasce dal nulla.
Nel 2026 Zverev non è ancora riuscito a battere Sinner o Alcaraz nei confronti diretti disputati contro di loro, ed è proprio questo il passaggio che molti osservatori indicano come il prossimo gradino da superare.
Una vittoria contro uno dei due in un grande appuntamento avrebbe inevitabilmente un peso simbolico importante.
Lo stesso Zverev, dopo il titolo di New York, ha riconosciuto la situazione, spiegando che in quel momento poteva considerarsi il giocatore più forte del circuito, ma ammettendo anche che con Sinner e Alcaraz al cento per cento il discorso sarebbe stato più complesso.
Una valutazione che non ridimensiona i suoi successi, ma fotografa bene il tema che accompagnerà il 2027.
Mischa risponde anche alle critiche sul servizio
Il fratello di Sascha ha poi affrontato un’altra polemica nata durante gli US Open: quella relativa al tempo impiegato dal tedesco prima di servire.
Il suo lungo rituale con i rimbalzi della pallina aveva attirato critiche, ma Mischa ha liquidato la questione con un paragone molto diretto.
“È come vincere uno Slam e poi sentire qualcuno lamentarsi del colore dei tuoi calzini”, ha spiegato.
Il concetto è chiaro: quando un giocatore vince, secondo Mischa, ci sarà sempre qualcuno pronto a concentrarsi su un dettaglio per ridimensionarne i meriti.
Ora c’è anche il numero uno nel mirino
Dopo il successo agli US Open, Zverev si è portato a 1.810 punti da Sinner nella classifica mondiale, riaprendo completamente la corsa alla vetta.
Mischa non ha nascosto che quello possa diventare il prossimo grande obiettivo.
Dopo anni trascorsi a inseguire il primo Slam, Sascha se ne ritrova due nello spazio di pochi mesi.
La stagione 2026 ha già cambiato la percezione della sua carriera. Adesso resta da capire se riuscirà a completare il salto definitivo, battendo direttamente Sinner o Alcaraz in uno dei grandi appuntamenti e arrivando fino al numero uno del mondo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Mischa Zverev

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6 commenti
Da 3 anni tuo fratello non batte il numero 1, ringrazia la buona sorte che non ci fosse a New York e soprassiedi va
Seh vabbè, non ci allarghiamo, stai al posto tuo…stanno alzando un po’ troppo la cresta adesso.
Lo Slam se lo meritava senz’altro, come coronamento di una lunga carriera e tanti sacrifici fatti. Goditeli, ma non ti allargare oltre
Quando tra qualche settimana il biondo russo/tedesko certifica il n.1 al Mondo, i due fratelloni festeggiano tra champagna, vodka, caviale siberiano, Aston Martin e super paperelle da Berlino fino a Moska!!
Alti livelli di godimento
No. Non ne vince più. Ad aprile fa trent’anni. A trent’anni sei vecchio e bollito, come Roger Federer nel 2011
PerticOne ?
Il Murray russo-tedesco… 😉
Fossi il fratello di Zverev, probabilmente direi le stesse cose.
Gli auguro davvero di vincere ancora degli Slam.
Ma con Sinner e Alcaraz al loro meglio, la vedo piuttosto complicata.