Volandri dopo il sorteggio in Davis Cup: “Vogliamo rimanere lassù. Nuovi giocatori ci pongono nuovi obiettivi”
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Il sorteggio dell’Italia nella Final 8 di Davis Cup 2026 non è stato malvagio: esordire contro la Corea del Sud è sulla carta il miglior avvio possibile per andare a caccia della quarta “insalatiera” consecutiva dopo le due vinte a Malaga e quella di Bologna dell’anno scorso, la prima alzata di fronte al pubblico di casa. Tuttavia il capitano azzurro Filippo Volandri è stato chiaro dopo la definizione del tabellone conclusivo: l’Italia scenderà in campo per vincere, per confermare il suo ruolo di vertice nel tennis internazionale, anche se confermarsi un anno in più non sarà una impresa facile e ormai gli azzurri sono diventati il “bersaglio” di tutti in questa storica competizione. Secondo il nostro capitano lo stimolo a fare bene anno dopo anno viene anche dai giocatori stessi, che nel tempo sono in parte cambiati e forniscono rinnovati obiettivi a tutto il team.
“Abbiamo vinto 3 Davis Cup consecutive, ma se siamo qua è per cercare di vincerne altre” afferma Volandri ai microfoni di SuperTennis. “Vogliamo soprattutto cercare di rimanere lassù e dare un segnale di responsabilità importante. Per quanto riguarda il sorteggio, come lo scorso anno quella più scomoda era oggettivamente la Spagna, quest’anno lo era il Canada. A prescindere da chi ci tocca ai quarti, sappiamo che vogliamo arrivare in fondo e per arrivare in fondo, nonostante il bersaglio dietro la schiena diventi sempre un po’ più grande, le dobbiamo battere tutte”.
Secondo il capitano, più che guardare agli altri è importante guardare all’interno del nostro team, forte e con molte frecce al nostro arco. “Mi piace guardare a noi, alla nostra forza, a quello che abbiamo dimostrato in questi anni e al fatto che giochiamo ancora una volta in Italia e ritengo che questo sia importantissimo. Bologna, così come l’Italia, ce l’ha dimostrato l’anno scorso: sia nei numeri in tv che alle presenze al palazzetto, i nostri appassionati si sono fatti sentire e da qua dobbiamo ripartire”.
Dopo i due successi di Malaga, storici per questa generazione straordinaria di giocatori, e il successo del 2025, il primo in assoluto in Davis in Italia, ecco come Volandri vede questa Final 8 2026: “Ogni tanto ci facciamo delle domande, guardiamo al nostro passato, e soprattutto cerchiamo i nuovi obiettivi. Alla fine sono i ragazzi che danno nuovi obiettivi perché le tre vittorie le abbiamo ottenute non con tre squadre completamente diverse ma diverse sì, e quindi hai nuovi giocatori che pongono nuovi obiettivi, e ci sono altri giocatori che invece hanno già fatto parte di questa storia e desiderano continuare a farlo e scrivere un nuovo capitolo. Lavoriamo su questo, ma troviamo sempre nuovi obiettivi perché affrontiamo ogni volta nuove situazioni da gestire” conclude Volandri.
Marco Mazzoni
TAG: Davis Cup 2026, Filippo Volandri

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Se vince ancora le finals e chiuse al numero uno, allora va a Bologna
Alcaraz mette in difficoltá chiunque, anche Sinner. Poi tra loro c’é match, con gli altri no
Un tabellone ideale per arrivare in finale, perché FAA – pur #5 ATP – non è mai affidabile e può perdere anche con un giocatore classificato al #20/30/50, tranquillamente.
Anche nella Repubblica Ceca ci sono 2 ottimi singolaristi, ma che entrambi non si distinguono per la loro continuità.
Sarebbe stato più complicato dover affrontare Germania o Spagna, che hanno in squadra Zverev e Alcaraz (o Jodar) che metterebbero in grave difficoltà ogni tennista della formazione italiana, con l’eccezione del solo Sinner, che però difficilmente parteciperà alla Davis nel caso dovesse arrivare in fondo (come spero!) alle Finals di Torino.