Il debutto è fissato per lunedì, secondo incontro sull'Ashe ATP, Copertina

Alcaraz, buone sensazioni nell’ultimo allenamento a New York (vs. Khachanov)

30/08/2026 09:49 3 commenti
Carlos Alcaraz in allenamento a New York
Carlos Alcaraz in allenamento a New York

Il ritmo non è ancora quello dei giorni migliori, lontano dalla “furia” che travolse tutti lo scorso anno su questi campi, ma le sensazioni di Carlos Alcaraz in vista del debutto a US Open (lunedì, vs. Safiullin) sono buone. Lo riporta il quotidiano di Madrid AS, il cui cronista Albarran ha seguito da bordo campo l’allenamento con Karen Khachanov svolto nel pomeriggio di sabato. Due ore di lavoro, a ritmi crescenti, pur senza lasciare correre a tutta il braccio al servizio. Dopo molti scambi ed esercizi di vario tipo, Carlos e Karen hanno disputato un set, vinto nettamente dallo spagnolo per 6-1. Oltre al team di Alcaraz, al completo in campo e fuori a seguire la sessione di lavoro, c’erano anche David Ferrer (capitano di Davis Cup della Spagna) che si è intrattenuto in varie fasi insieme a Carlos e al coach Samuel Lopez, e pure Toni Nadal, sbarcato a New York per accompagnare Alexandra Eala, “prodotto” della Academy di Rafa Nadal e della quale “zio” Toni è uno dei direttori.

Nel corso dell’allenamento, Khachanov ha parlato a lungo con Alcaraz, con un clima disteso, ma anche una buona intensità generale. Carlos è parso in eccellente condizione fisica, rapido e pronto ad attaccare il campo, mentre il servizio è rimasto il colpo dove ha spinto di meno, più cauto ad imprimere alla palla una frustata a tutto braccio. Quella potrebbe essere la fase più critica nel gioco del classe 2003 di Murcia anche secondo diversi coach interpellati in questi giorni prima di US Open: probabilmente il polso è sottoposto alla massima sollecitazione proprio eseguendo il primo servizio, come del resto tutti hanno potuto constatare nel corso del doppio misto, dove Carlos ha spinto poco alla battuta, limitandosi a rimettere la palla in gioco a media velocità e sicurezza. Insieme ad Alcaraz nella sessione di lavoro sull’Arthur Ashe c’erano anche Juanjo Moreno, preparatore e fisioterapista, e Alvaro Alcaraz, fratello del campione in carica del torneo newyorkese.

Alcaraz debutterà lunedì a US Open affrontando Roman Safiullin come secondo incontro sull’Ashe (dalle 17.30, dopo Sabalenka – Osorio). C’è enorme curiosità per rivedere in azione Carlos dopo 139 giorni di stop, esattamente dalla partita vinta contro Virtanen a Barcellona ma nella quale si è infortunato al polso, annunciato il problema e forfait all’indomani. In realtà anche nella press conference del Media Day a US Open Carlos è rimasto del tutto “abbottonato” sull’entità e dettagli dell’infortunio, non confermando nemmeno che il “crack” al polso sia arrivato proprio nel corso della partita, oppure se già da un po’ di tempo accusasse qualche fastidio, poi del tutto diventato ingestibile a Barcellona. Lo ricordiamo in campo a Monte Carlos, anche contro Jannik Sinner in finale, giocando a tutta e senza evidenti fastidi, quindi è assai probabile che l’infortunio sia stato traumatico e accusato nel corso della partita, ma ornai quasi tutti i giocatori sono assai reticenti ad entrare nei dettagli della propria salute. Con i soliti grandi sorrisi, Alcaraz si è piuttosto focalizzato nel raccontare le difficoltà mentali nel periodo “off” e di recupero, e nel ritrovare la fiducia per spingere a tutta grazie alle rassicurazioni degli specialisti sul completo recupero dell’articolazione lesionata.

Interessante poi quando Alcaraz ha affermato che “niente è cambiato nel mio gioco”, ossia il problema al polso non l’avrebbe costretto a modificare il gesto tecnico. È un aspetto basilare: molti ex giocatori che nella propria carriera hanno sofferto gravi infortuni al polso, furono costretti a cambiare qualcosa e il loro tennis non tornò al 100%, o perché i fastidi non cessarono mai del tutto ripresentandosi a più riprese, o perché l’articolazione necessitò aggiustamenti rivelatisi poi negativi a livello di prestazione. Non resta che attendere Alcaraz in campo contro Safiullin. Il russo è un giocatore pericoloso: possiede un tennis estremamente efficace quando “si alza bene dal letto” e in risposta può essere aggressivo e mettere in difficoltà lo spagnolo qualora servisse con velocità più basse per non rischiare. Ricordiamo che Roman ha sconfitto Carlos al Masters 1000 Parigi Bercy, esaltandosi proprio in risposta e rubando campo al rivale.

Marco Mazzoni


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3 commenti

Pat (Guest) 30-08-2026 10:21

Il torneo con Alcaraz prende un’altra dimensione, e quando c’è anche Sinner ancora di più.

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Greg (Guest) 30-08-2026 10:05

Carlos, ti aspetto in finale!
VAMOS RAFA!!!

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Giambitto 30-08-2026 09:56

Niente da commentare se non un grande in bocca al lupo Carlitos.

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+1: Setrakian