Da Parigi – Musetti supera Hurkacz e sfida Zverev: «Ho ritrovato fiducia e coraggio» (Video partita)
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Una vittoria di qualità e concentrazione per Lorenzo Musetti, che supera Hubert Hurkacz 7-6(3) 7-6(10) e raggiunge il secondo turno del Rolex Paris Masters. Contro un avversario particolarmente pericoloso sul veloce indoor, il toscano ha fatto la differenza nei due tie-break, annullando due set point nel secondo prima di chiudere al quarto match point. Ora lo aspetta Alexander Zverev, nuovo numero uno del mondo, contro il quale conduce 3-2 nei precedenti. Musetti parte dal servizio per spiegare una prestazione nella quale ha concesso pochissimo in battuta. Le condizioni rapide rendevano difficile trovare ritmo, soprattutto in un primo turno contro un giocatore con le caratteristiche di Hurkacz. «È stata una partita dura, soprattutto insidiosa, considerando che era un primo turno e che le condizioni sono davvero molto veloci. Credo di essere riuscito a servire molto bene: è stata una delle mie migliori prestazioni al servizio. Non ricordo esattamente le statistiche, ma credo di aver messo circa il 79% di prime e di aver vinto intorno all’80% dei punti con la prima. Sono davvero contento e penso che questa sia stata la chiave della partita».
Il servizio gli ha permesso di restare vicino al polacco, ma nei momenti decisivi sono serviti anche lucidità e coraggio. Musetti riconosce nella vittoria di Lione un passaggio importante per recuperare quella sicurezza che negli ultimi mesi gli era mancata. «Mi sento sicuramente fiducioso. Anche oggi penso di aver giocato meglio nei momenti importanti, ed è quello che mi era mancato un po’ negli ultimi mesi. Credo di aver ritrovato la fiducia e soprattutto il coraggio, in certe situazioni, di mettere in pratica il gioco e la strategia giusti nei momenti importanti».
Un concetto sul quale torna anche nella parte italiana del colloquio, ripensando ai due tie-break e alle occasioni avute per chiudere la partita. «Sicuramente la vittoria a Lione mi ha dato la fiducia per ritornare a un ottimo livello, giocare nella maniera giusta i momenti importanti e soprattutto cogliere le occasioni al balzo. Oggi ho solo tremato un pochino sul 6-5, sul primo match point, però per il resto credo di aver giocato una buona partita contro un avversario molto ostico su questa superficie».
Il prossimo ostacolo è Zverev, alla sua prima partita da numero uno del mondo. A Musetti viene ricordata la vittoria contro Novak Djokovic quando il serbo occupava la prima posizione del ranking: un precedente che riporta alla memoria una rimonta difficile. «Fu una partita incredibile. Ero sotto di un set e di un break, poi sono riuscito a rimontare. Ho affrontato diverse volte dei numeri uno del mondo e naturalmente Sascha è il più recente. Sono davvero contento per lui e per quello che ha raggiunto. So quanto abbia lavorato duramente per ottenere questo risultato. Per me sarà una bella sfida affrontare il numero uno del mondo».
Il bilancio degli scontri diretti è favorevole al toscano, ma Lorenzo attribuisce poco peso a quel 3-2 quando si tratta di valutare la partita che lo aspetta.«Questo non significa praticamente nulla per la partita di domani. Ci conosciamo piuttosto bene, ci siamo affrontati diverse volte su superfici e in condizioni differenti, ma è passato un po’ di tempo dall’ultima volta e sono cambiate molte cose. Penso che lui abbia acquisito molta fiducia, soprattutto vincendo due Slam quest’anno e raggiungendo il numero uno del mondo. Sarà davvero difficile batterlo, ma siamo qui per provare a battere tutti».
Musetti sottolinea inoltre il valore del traguardo raggiunto dal tedesco e la difficoltà di affrontarlo in condizioni favorevoli al suo tennis. «Sascha intanto ha guadagnato la prima posizione nel ranking, che sicuramente è meritata. So quanto ha lavorato per raggiungere questo obiettivo, quindi gli faccio i complimenti: se l’è veramente guadagnata in campo. Sarà un match difficile. Sono condizioni che a lui piacciono. Ci siamo incontrati varie volte, in circostanze diverse, quindi sarà per me una bella sfida contro il miglior giocatore al mondo. Entrerò in campo per cercare di batterlo».
Nel colloquio c’è spazio anche per il rovescio a una mano e per i giovani che continuano a scegliere questo colpo. Gli vengono citati alcuni interpreti della nuova generazione, tra i quali lo svizzero Henry Bernet. Musetti accoglie con piacere la prospettiva di avere compagnia. «Penso che sia bello essere affiancati da altri. Sono giovani, credo che possano migliorare molto e che abbiano un enorme potenziale. Sono curioso di vedere che cosa riusciranno a raggiungere. So che stanno facendo molto bene, quindi auguro loro il meglio e spero che il rovescio a una mano possa avere successo nei grandi tornei».
Una scelta tecnica che richiede però un lavoro specifico, soprattutto in un tennis sempre più rapido e fisico. Alla domanda sulle difficoltà di insegnare questo colpo ai bambini, Musetti risponde con un’osservazione che riguarda anche il proprio modo di stare in campo. «Mi sembra di rispondere continuamente alla stessa domanda, ma sì, in un certo senso è sicuramente così. Il gioco sta diventando più veloce e più potente. Bisogna essere più preparati fisicamente per giocare il rovescio a una mano e credo che si debba compensare molto con lo slice e con il modo di rispondere. È questo l’aspetto principale».
Contro Hurkacz, proprio la capacità di trovare una risposta in più e di variare quando lo scambio lo consentiva ha accompagnato l’ottima giornata al servizio. Con Zverev servirà ancora quella combinazione di precisione, pazienza e iniziativa. Musetti arriva alla sfida con una convinzione ritrovata: nei punti che decidono una partita, è tornato a fidarsi del proprio tennis.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Lorenzo Musetti, Masters 1000 Parigi, Masters 1000 Parigi 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Medvedev
Fils
de Minaur
Rybakina
Sabalenka
Svitolina
Muchova
Swiatek
“La partita finisce quando arbitro fischia”.
Intanto riprende a vincere con giocatori di livello, e dopo un’estate buia è molto confortante. Speriamo bene, poi l’obiettivo grosso adesso è Bologna
Puó farcela, ma il compito sarà difficile. Una parola su kimi Antonelli. Si vedono diversefoto del ragazzino dodicenne kimi, insieme al managerer Toto wolf. L’austrico lungimirante sapendo che il campione si vede in tenerissima età, lo soffiò alla Ferrari iche non ne aveva capito niente. Ieri Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo di sempre
Non ha mica detto “lo batto tranquillamente”, ha detto che entrerà in campo per cercare di batterlo, ci mancherebbe altro che dicesse: entrerò in campo per perdere! Non guardiamo troppo alle frasi delle interviste che di solito non contano nulla ma al livello di gioco che riesce a esprimere. Il campo è veloce, le palle a quanto dice Zverev sono lente perciò un po’ per uno in braccio a mamma. Zverev è favorito contro chiunque (tranne forse Alcaraz) sennò non sarebbe n. 1 del mondo ma proviamoci.
Ma dai, Muso mente sapendo di mentire, non ci crede neanche lui che Zverev sia il “miglior giocatore al mondo” e anche “se lo è guadagnato sul campo” fa molto ridere
Zverev le ha prese un po’ da tutti, anche il Muso puo’ batterlo, basta che non giuochi sui teloni! E poi c’e’ il fattore palla grossa, lenta, che svantaggia il teutonico!!!
Quando Lorenzo si lancia in queste frasi puntualmente esce alla prima occasione, spero che mi smentisca
Il polacco è un grande giocatore ma al tempo stesso un gran perdente… Basta guardarlo in faccia, comunque un ottimo inizio per lm che sta accumulando fiducia. Vediamo se a zverev è passata la paura della febbre spagnola, non è detto che..
Tutt’altro.
De Minaur lo ha battuto, Musetti potrà fare altrettanto
È finita, arrivederci a Bologna