McEnroe propone il boicottaggio degli Slam: “Solo così si cambia”. E sul calendario: “I giocatori scelgano dove giocare”
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John McEnroe invoca una presa di posizione netta da parte dei tennisti: boicottare uno o due tornei del Grande Slam per ottenere un cambiamento concreto. L’ex numero uno del mondo torna sul rapporto tra giocatori e organizzatori, contestando la distribuzione dei ricavi e proponendo una maggiore libertà nella scelta del calendario.
In una rubrica per The Athletic, lo statunitense ha sostenuto che i protagonisti del circuito dovrebbero avere un ruolo più importante nella gestione economica degli eventi. E, secondo lui, le sole richieste non bastano più.
“I giocatori dovrebbero essere soci dei tornei”
McEnroe individua nel boicottaggio lo strumento con cui i tennisti potrebbero far valere le proprie rivendicazioni.
“L’unico modo per cambiare le cose, secondo me, è boicottare uno o due tornei del Grande Slam”, ha affermato. “Dal mio punto di vista, i giocatori dovrebbero essere soci dei tornei; invece ricevono soltanto una piccola parte dei ricavi”.
Il punto centrale della sua critica riguarda dunque il rapporto tra gli introiti generati dai grandi appuntamenti e la quota destinata agli atleti. Per McEnroe, chi contribuisce direttamente al successo dello spettacolo dovrebbe partecipare in misura maggiore ai suoi benefici economici.
Si tratta di una proposta dell’ex campione, non dell’annuncio di un’iniziativa già concordata dai giocatori. Il messaggio, però, è esplicito: per modificare gli equilibri del tennis servirebbe un’azione capace di incidere sugli eventi più importanti.
La proposta sul calendario: “Devono giocare i tornei che vogliono”
La riflessione di McEnroe si estende anche agli obblighi di partecipazione e al sistema di classifica. L’americano immagina un circuito nel quale i tennisti possano scegliere più liberamente quanti e quali tornei disputare.
“I giocatori dovrebbero giocare i tornei che vogliono. Ne disputi soltanto sei, ma li vinci tutti? Allora puoi essere il numero uno del mondo”, ha spiegato.
Un esempio provocatorio con cui McEnroe mette al centro il valore dei risultati, ridimensionando il peso della quantità di appuntamenti affrontati durante la stagione.
“L’idea di dover giocare venti tornei all’anno, guardando i risultati degli attuali primi quindici, non permette ai tennisti di esprimere tutto il loro potenziale”, ha aggiunto. “Non è una novità, ne abbiamo sempre parlato. Rispetto al passato sono già cambiate molte cose, ma resta un problema al quale dobbiamo trovare una soluzione”.
Il riferimento ai venti tornei accompagna la sua critica al carico complessivo della stagione: McEnroe non presenta un regolamento alternativo dettagliato, ma indica una direzione precisa, quella di attribuire ai giocatori un maggiore controllo sulla propria attività.
Una riforma che toccherebbe gli equilibri del circuito
Una simile impostazione aprirebbe interrogativi importanti: come garantire la presenza dei migliori nei grandi tornei? Come rendere confrontabili stagioni composte da un numero molto diverso di partecipazioni? E quale spazio avrebbero gli eventi più piccoli?
Sono questioni che richiederebbero risposte concrete per trasformare la provocazione in un progetto. McEnroe, intanto, rilancia due temi strettamente collegati: una maggiore partecipazione dei tennisti ai ricavi e più autonomia nella programmazione.
La sua posizione riporta così l’attenzione sul potere contrattuale dei giocatori: fino a che punto sarebbero disposti a spingersi, rinunciando anche a uno Slam, per ottenere le condizioni che chiedono?
Francesco Paolo Villarico
TAG: Grand Slam, John McEnroe

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Se McEnroe continua così si infiamma il gomito!
Ahahahah 😀