Tsitsipas raggiante dopo la vittoria contro Fils: “Era tanto tempo che non giocavo così. Avevo bisogno di qualcuno che portasse calma nel mio mondo tennistico”
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Oltre al buon rientro di Carlos Alcaraz dopo il lungo stop, la notizia più interessante del primo lunedì di US Open 2026 è certamente la vittoria di Stefanos Tsitsipas contro Arthur Fils, in assoluto ma anche per come è arrivata. L’ex n.3 al mondo infatti ha disputato una partita sorprendente per la qualità e potenza mostrata in campo. Forte di un servizio in ritmo, un rovescio piuttosto stabile e un diritto tornato a “maltrattare” la palla, Stefanos ha ritrovato una intensità e anche cattiveria agonistica che parevano smarrite, anzi ormai sepolte. Tsitsipas è stato bravo a rimontare un set al potente francese – vittorioso pochi giorni fa al Masters 1000 di Cincinnati – col piglio dei bei tempi, un gioco nettamente più potente, continuo e aggressivo rispetto a quello impalpabile e perdente degli ultimi mesi. Era molto tempo infatti che “Tsitsi” non dominava un avversario così forte (è n.11 ATP Fils questa settimana) imponendo il proprio tennis e non sfruttando una giornata “no” dell’altro. Per questo è stato un successo a sorpresa e importante che rilancia prepotentemente il greco dopo un periodo piuttosto lungo di grigiore agonistico, tra problemi fisici e un rapporto turbolento col padre-coach che si è trascinato per troppo tempo e l’ha di sicuro penalizzato a livello mentale e di attitudine in campo. In pochi giorni è impossibile che Patrick Mouratoglou sia riuscito a ribaltare tutto, ma l’essersi liberato di un fardello così pesante ha certamente liberato Tsitsipas, tornato a giocare più rapido, incisivo e anche con una chiarezza su cosa fare nel punto che non si vedeva da tempo.
Per questo è stato interessante ascoltare le parole di Stefanos a New York dopo la vittoria. Una partita non banale che può rappresentare una svolta per la sua carriera e chissà, magari restituire al grande tennis un giocatore elegante e con grande qualità. Tsitsipas, come suo solito, si è lasciato andare a molte considerazioni, parlando dell’impatto che una vittoria di questo tipo può avere sul suo gioco e sulla sua fiducia. Ha spiegato quanto fosse necessario cambiare tutto nel proprio angolo, “rimettendo” Apostolos solo a fare il padre, senza stress che il rapporto lavorativo aveva ormai generato tra i due, una situazione tossica non più sostenibile.
“È stata una partita molto impegnativa dal punto di vista psicologico” afferma Tsitsipas. “Lo sapevo fin dall’inizio. Arrivavo da un buon momento a Cincinnati, quindi sapevo di affrontare un Fils in ottima condizione. Il mio obiettivo fin dall’inizio era semplicemente cercare di rimanere in campo il più a lungo possibile. Mentalmente ero pronto a una grande battaglia. Non sapevo quanto bene avrebbe giocato lui, io potevo controllare il mio comportamento in campo e la mia capacità di restare lì il più a lungo possibile”.
Remember who you are. pic.twitter.com/vQ4PxiHoLk
— Stefanos Tsitsipas (@stefanos) August 31, 2026
“Sono molto orgoglioso di come ho lottato” afferma sorridente il greco. “Nel match ho passato momenti non facili ed è stata una partita molto impegnativa mentalmente, soprattutto quando sei avanti, subisci un break e quindi senti che stai per… come diciamo in Grecia, “bere l’acqua dal pozzo” (sorride). Battute a parte sono davvero soddisfatto del mio livello. Era da tempo che non giocavo così. È una sensazione bellissima rivedermi competere in questo modo e riuscire a immergermi completamente in un’atmosfera così elettrizzante come quella di New York. Mi sono divertito tantissimo”.
Scontata la domanda sul cambio di team, l’addio a papà Apostolos come coach e l’inserimento di Mouratoglou, uno che conosce da sempre avendo frequentato la sua Academy fin da ragazzo. “Sentivo di averne bisogno. Avevo bisogno di una voce diversa, di qualcuno che portasse un po’ più di calma nel mio mondo tennistico. Ero circondato da molto caos, troppo rumore. Mi ci è voluto tanto tempo per capirlo e rendermi conto che non riuscivo più a gestire quella situazione. Sento di essere maturato. Questo tipo di dinamiche non funzionavano più. Direi che mi sono state utili quando ero più giovane e non mi davano particolarmente fastidio. Ma più crescevo, più i miei occhi e i miei orizzonti si aprivano al mondo”.
Una presa di coscienza importante che ha portato alla decisione della svolta: “Ho vissuto tante cose, ho fatto più esperienze e in quel processo mi sono perso diverse volte, arrivando anche a usare parole che non avrei dovuto usare” continua la profonda autocritica di Stefanos. “Non sono uno che parla in quel modo alle persone che mi circondano, quindi me ne pento sicuramente. Mi sono reso conto che avere accanto persone che tirano fuori il peggio di te invece del meglio è qualcosa che va corretto. Anche se voglio molto bene a mio padre, e abbiamo un rapporto meraviglioso fuori dal campo da tennis, queste dinamiche ormai non mi facevano più bene. Avevo davvero bisogno di questo cambiamento”.
I suoi ultimi anni sono stati molto difficili, passato da giocatore che arriva in finale degli Slam e vince Masters 1000 a sconfitte premature e prestazioni negative in serie. “È facile perdere fiducia, soprattutto quando è da tanto tempo che non batti i migliori giocatori. Per questo oggi sono così euforico. È una vittoria importante per me, per la mia fiducia. È uno di quei momenti che puoi ricordare e pensare: ‘Ho ancora il gioco che sto cercando, ho ancora i miei colpi e la qualità è ancora lì’. Queste partite mi danno tantissima forza per continuare a lavorare. Non sono andato avanti nei tornei quanto avrei voluto. Vittorie come questa contribuiscono molto alla mia crescita personale come giocatore e, senza dubbio, mi danno fiducia e migliorano il mio gioco, considerando tutti i sacrifici che ho fatto, quanto ho lavorato duramente, quanto presto mi sono alzato per allenarmi e poi andare in palestra.
Sono queste le cose a cui pensi sempre. E quando riesci a superare una partita come questa, pensi alle persone che ti sono più vicine: sono loro che ti vengono in mente”.
Tsitsipas è franco quando afferma di dubitato di se stesso: “Quando non ricevi molti riscontri positivi sulle partite che hai vinto, alla fine tutto questo inizia a pesarti un po’. Credo sia normale. Che tu sia il migliore del mondo o meno, mentiresti dicendo di non avere mai qualche dubbio o qualcosa che ti gira per la testa e ti ricorda, per esempio, che non sei riuscito a chiudere una partita o che non sei riuscito a vincere una partita di questo tipo negli ultimi incontri. È molto importante riuscire a gestire partite difficili come questa e poi vedere il risultato per il quale hai lavorato così duramente durante la partita. Questo ti permette di sentirti completamente libero in campo e di giocare senza aspettative. Adoro questa sensazione”.
L’incontro con Fils rischiava di diventare l’ennesima delusione, quando era sotto 5-2 nel secondo set. “A quel punto, sinceramente, non poteva andare peggio. Sono semplicemente rimasto concentrato sul momento. Dire che mi aspettavo di ottenere il break sarebbe una bugia. Cercavo solo di giocare punto dopo punto e di non pensare troppo a quale potesse essere il risultato. Ho conquistato alcuni punti qua e là, anche grazie a qualche doppio fallo, se ricordo bene. Sono venuto a rete, ho iniziato ad attaccare un po’ di più, ad anticipare i colpi. Con questo atteggiamento molto aggressivo l’ho sorpreso diverse volte. Quel break ha cambiato completamente l’inerzia della partita. Sento di essermi rimesso in carreggiata e la fiducia è aumentata. In quel momento non ero sicuro del mio livello, ma quando è arrivato il break ho avuto tutte le ragioni per credere di avere una possibilità”.
Una bella press conference, ricca di contenuti e spinti interessanti. Con la vittoria su Fils, si è aperto il tabellone a Tsitsipas, con un secondo turno assai giocabile contro Harris. Intanto questa vittoria ci ha restituito un gran giocatore. Emblematiche le parole scritte dal greco su X, riportando la clip del match point: Ricordati chi sei.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Patrick Mouratoglou, Stefanos Tsitsipas, US Open 2026

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era ora, spero che il “genio” che l’aveva pensata sia stato sbattuto fuori …
La Badosa ha parlato di “relazione tossica” che va tanto di moda oggi per scaricarsi la coscienza e massacrare l’uomo in quanto uomo.
Vediamo se Paula tornerà n°2 senza Tsitsipas, o se sarà Tsitsipas a tornare n°3.
Poi vediamo chi era vittima in una relazione tossica!
Io sono molto contento se entrambi tornassero ai livelli pre-relazione
ma per Paula penso sia un miraggio mentre per Stefanos un obiettivo alla portata
Quanto a Fils….
pallone gonfiato al pari di Ranucci
sono strafelice del suo ritorno ad alto livello soprattutto per gli scienziati che affermano che il rovescio ad una mano è ormai un suicidio sportivo.
Fils veramente poco consistente
Fils… che grave sconfitta!
rilevo con piacere che la redazione si è finalmente resa conto (nn credo da sola..) che l’inserimento di quella sbrodolata ingestibile di pubblicità aveva ridotto in modo determinante il numero dei post lasciati (e degli accessi alla pubblicità quindi ..) dagli utenti.
prendo atto e torno a postare
ho chiuso quando stava perdendo anche il 2 set .. un giocatore confuso che alternava grandi giocate a errori banali che a certi livelli nn ti puoi permettere
.. contento del risultato finale, il tennis ha bisogno di questi giocatori
Questa è stata senz’altro la vittoria più sorprendente del primo turno.
Speriamo sia vero che sta tornando ad alti livelli e non sia un caso isolato
In effetti poco da dire sul suo tennis ritrovato. Ieri ha fatto capire a chi non lo conosceva perchè sia stato per tanti anni in top ten. Non l’ho mai apprezzato troppo ma ieri, finalmente, ha fatto una partita coraggiosa prendendosi rischi anche sul suo colpo meno sicuro. E, soprattutto, sono sparite le lagne e le astuzie che era tipiche negli incontri in cui c’era nei posti riservati suo padre. Ricorda un poco la vicenda umana di Tamberi. In fondo dispiaceva vederlo sceso tanto in classifica e spesso in balia di giocatori senza nessun blasone tennistico. Quanto a Fils, ma ci credo poco, potrebbe essere un’ulteriore buona esperienza che gli eviti in futuro di fare proclamazioni ben al di là delle sue possibilità reali di vittoria. I suoi jours de gloire potrebbero essere molti meno di quanto lui auspichi. Pare più un pugile alla vigilia di un incontro che un tennista nel suo modo di parlare di ciò che farà e che si aspetta di fare.
Era da un po’ che si era visto che gioca meglio. In miglioramento.
Questa vittoria è il risultato degli ultimi tempi: stava già giocando meglio e se anche capitava che perdesse ,le partite erano lottate ,con sconfitte ma combattute.Adesso sembra si sia aggiustato qualcosa a livello mentale ei risultati iniziano ad arrivare.
Meglio tardi che mai… Finalmente ha capito alla sua tenera età tennistica che forse il suo problema era l’ambiente non proprio “equilibrato” che lo circondava?! Chissà che volti pagina e ritrovi la miglior versione di sè. In bocca al lupo Stef!
@ enzolab (#4675283)
🙂 pure mio nonno lo diceva sempre
E che femmine direi pure….beati loro
In effetti è così, ha giocato ai livelli di 5-6 anni fa. Il rapporto burrascoso con la Badosa, lo hanno distratto molto. Qualcosa del genere è successo a Berrettini con la Satta. Come dicono i francesi in casi coma questi? Se un uomo è frastornato, confuso, senza energie, ” cerchez la femme” enzo