Mouratoglou su Sinner verso gli US Open: “Deve essere efficiente e non passare troppo tempo in campo”
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Con il ritorno di Carlos Alcaraz ormai ufficiale, Jannik Sinner rappresenta una delle grandi incognite in vista degli US Open 2026. Il numero uno del mondo sta cercando di recuperare dal problema al ginocchio destro che lo ha costretto a rinunciare al Masters 1000 di Cincinnati e non ha ancora sciolto definitivamente i dubbi sulla presenza a New York.
L’ultimo incontro ufficiale dell’azzurro risale alla finale di Wimbledon del 12 luglio, quando ha sconfitto Alexander Zverev per 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4 conquistando il suo secondo titolo consecutivo ai Championships e il quinto Slam della carriera.
Dopo Wimbledon, Sinner aveva già scelto di non partecipare al Masters 1000 di Montreal. Successivamente sono emersi i problemi al ginocchio destro e il 9 agosto è arrivato anche il forfait di Cincinnati.
“Il mio ginocchio destro mi sta dando problemi e, anche se abbiamo lavorato duramente con il mio team medico, devo accettare che non sono ancora pronto per competere”, aveva spiegato Sinner annunciando la rinuncia al torneo dell’Ohio, precisando di essere concentrato sul recupero in vista degli US Open.
Sulla situazione dell’italiano si è espresso anche Patrick Mouratoglou, che non sembra particolarmente preoccupato dalla possibilità che il numero uno del mondo possa presentarsi a New York senza aver disputato tornei di preparazione.
“Sono preoccupato per Jannik? Sì e no. Non penso: ‘Wow, arriva agli US Open senza aver giocato una partita’. Lo ha già fatto a Wimbledon e ha vinto”, ha spiegato il tecnico francese.
In effetti, Sinner era arrivato a Wimbledon senza disputare alcun torneo di preparazione sull’erba e, nonostante la mancanza di partite sulla superficie, era riuscito a conquistare il titolo.
Secondo Mouratoglou, però, agli US Open ci sarà un elemento fondamentale da gestire: il dispendio fisico nei primi turni.
“Ha un certo vantaggio sulla maggior parte degli altri giocatori. In un torneo del Grande Slam c’è molta pressione. Deve essere molto efficiente e non passare troppo tempo in campo. Deve battere i suoi avversari in maniera netta”, ha aggiunto Mouratoglou.
Il ragionamento è chiaro. In caso di partecipazione, Sinner avrà bisogno di evitare lunghe battaglie nelle prime giornate, accumulando progressivamente minuti e fiducia senza sottoporre immediatamente il ginocchio a sforzi eccessivi.
C’è anche una curiosità particolare nel calendario dell’azzurro. Se dovesse presentarsi a New York, gli ultimi tre tornei disputati da Sinner sarebbero tre Slam consecutivi: Roland Garros, Wimbledon e US Open.
A Flushing Meadows dovrà inoltre difendere la finale raggiunta nel 2025, quando venne sconfitto proprio da Carlos Alcaraz. La presenza dello spagnolo è stata confermata, mentre per conoscere definitivamente quella di Sinner bisognerà attendere l’evoluzione delle condizioni del ginocchio.
L’ultima sfida tra i due risale alla finale del Masters 1000 di Monte-Carlo dello scorso aprile, vinta da Sinner per 7-6(5), 6-3. Quel successo consentì all’italiano anche di tornare al numero uno del ranking mondiale.
Per Mouratoglou, comunque, la mancanza di preparazione agonistica non deve necessariamente rappresentare un ostacolo insormontabile.
La vera chiave sarà arrivare fisicamente pronto e riuscire a vincere rapidamente le prime partite. Se il ginocchio risponderà bene, Sinner resterà inevitabilmente uno degli uomini da battere sul cemento di New York.
Ma prima di parlare di titolo c’è una questione molto più importante da risolvere: essere sicuro di poter scendere in campo senza mettere a rischio il completo recupero del ginocchio.
Marco Rossi
TAG: Jannik Sinner, Patrick Mouratoglou

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Per un “tombeur de femmes” come il Guru Mouratoglou serve risparmiare energie in campo in modo da performare al massimo di notte: NY ti offre la mela!
Ahahahah 😀