Grinta Berrettini, rimonta Droguet e centra il secondo turno al Masters 1000 Cincinnati
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Non una prestazione impeccabile e con un servizio lontano dai giorni migliori, ma la grinta c’è e anche la condizione fisica è parsa buona sotto il sole cocente dell’Ohio sull’ora di pranzo, quindi il bilancio per Matteo Berrettini è assolutamente positivo in un torneo nel quale non vinceva un match da cinque anni. Dopo la sconfitta dolorosa contro Navone a Montreal, il romano torna al successo al Masters 1000 di Cincinnati battendo in rimonta Titouan Droguet, 3-6 6-1 6-4 lo score conclusivo al termine di due ore di gioco discretamente intense nel settimo mille stagionale, vittoria che apre a Matteo le porte del secondo turno dove lo aspetta una sfida non facile contro Jiri Lehecka, nono nel seeding del torneo. Berrettini ha disputato una partita irregolare, con una eccellente reazione del secondo set dopo il pessimo turno di battuta sul 4-3 del primo parziale che ha pagato a caro prezzo. Più sciolto e incisivo con tutti i colpi, l’ex finalista di Wimbledon 2021 ha dominato il campo e minato le certezze del rivale al servizio, impeccabile nella prima fase dell’incontro. Più sofferto il terzo parziale, con un servizio meno continuo e performante per entrambi i giocatori e Berrettini costretto a lavorare molto lo scambio, tra corse continue e un diritto non sempre profondo e incisivo.
L’ha vinta di voglia, di esperienza, di potenza ma anche resistenza Matteo, come ben spiega il break ottenuto nel settimo game del terzo parziale: un diritto clamoroso per potenza e precisione, ma anche una difesa estrema sulla palla break, con una ingenuità del francese che è valsa l’allungo decisivo. Berrettini ha chiuso il match con solo il 54% di prime in gioco (poco), ottima invece la resa (89%), e la solita difficoltà nel rispondere con continuità e in modo incisivo, in particolare nel primo set, del tutto inefficace nella rimessa. Dal secondo parziale l’attitudine di Matteo è cambiata: il set perso male è stato come uno schiaffo, la scossa che ha provocato una reazione importante. Proprio un’attitudine più offensiva e una risposta più stabile e profonda ha aiutato l’azzurro a rimontare prima, dominando il secondo set, e scappare via nel terzo, con una chiusura a dir poco faticosa nell’ultimo game, con la prima palla del tutto scomparsa ma anche la grinta di gestire lo scambio spostando il rivale. Un livello di gioco non eccelso per Berrettini, ma la voglia e la determinazione non è mancata.
Il diritto di Berrettini oggi ha funzionato meglio del servizio, e più in costruzione che nella chiusura a tutto braccio, con quelle “mazzate” che l’hanno issato a “Hammer” nel tour. Forse per un leggero difetto nell’arrivare sulla palla (spesso anche in scatti brevi), Matteo ha scelto di costruire molto col diritto, colpendo con parecchio spin per muovere il rivale invece di cercare di sfondarlo subito alla massima velocità per ridurre gli errori cercando il vincente. Una scelta più faticosa, ma forse anche efficace vista che la mobilità dalla riga di fondo non è il pezzo forte del francese, al contrario del servizio. Berrettini è “stato lì”, come si dice in gergo, non ha buttato via gli scambi – eccetto il pessimo turno nel primo set, quello del break subito – ed ha portato la partita sulla lotta, sull’intensità, dove spesso è uscito vincitore con progressioni discretamente calibrate. È il segno forse di una fiducia non eccelsa nei suoi colpi, altrimenti uno con la sua dinamite nel braccio cercherebbe prima il winner, ma anche di una buona fiducia nella propria base atletica e anche nella mentalità di restare a lottare su ogni scambio. Forse Matteo avrebbe potuto anche usare di più il back di rovescio e attaccare con maggior frequenza il rovescio dell’avversario, ma alla fine la vittoria è arrivata e la sua corsa a Cincinnati continua.
Marco Mazzoni
La cronaca
Droguet è il classico tennista che fonda la sua prestazione sull’efficacia del servizio, e infatti inizia il match mettendo in mostra il pezzo forte del suo repertorio. Grandi bordate e comodo game, segue un ottimo turno di battuta anche di Berrettini, impreziosito sul punto dal game da un attacco “classico” con slice di rovescio e volée perfetta (1-1). Il 25enne di Villeneuve Saint Georges serve con percentuali altissime, difficile per il romano “prenderla” ed essere efficace in risposta, già la fase di gioco spesso più problematica nel suo tennis. È un avvio di match assai monocorde: scambi ridotti all’osso, si resta ancorati all’efficacia del servizio e del primo colpo successivo. Sul 4-3 Droguet, solo 3 punti vinti complessivamente da chi è in risposta (bellissimo il passante di diritto in corsa del francese nel punto che chiude il settimo game). Berrettini è molto accorto nel tirare il diritto, e usa lo slice di rovescio per proporre una traiettoria bassa e insidiosa al francese, un po’ rigido sulle ginocchia. Nell’ottavo game Matteo va improvvisamente in crisi. Due pessimi diritti scaraventati in rete, del tutto immobile con i piedi nella ricerca della palla. Si ritrova sotto 30-40 e il BREAK purtroppo arriva: seconda di servizio fin troppo centrale, Droguet risponde bello carico e il terzo diritto in rete costa a Berrettini un game dal conto salatissimo, 5-3 Droguet. Il francese è poco fortunato nel primo punto con una deviazione del nastro che rende impossibile la volée, quindi tira un bel passante di rovescio lungo linea sull’attacco per niente male dell’azzurro. Titouan arriva a set point sul 40-30 con un attacco molto concreto e chiude col pezzo pregiato, Ace al T. 6-3 Droguet, 100% di punti vinti con la prima palla, e Berrettini con 2 punti ottenuti in risposta sui 22 giocati. Niente.
Berrettini riparte al servizio nel secondo parziale, stavolta con un turno perfetto (incluso un Ace). Buona reazione dopo il pessimo ottavo game del primo set, e la spinta continua anche in risposta con un diritto potentissimo che vale al romano il 15-30. Ci prova buttandosi a rete Matteo, con coraggio, ma la prima volée non è abbastanza corta. Sul 30 pari l’italiano spinge dopo una ottima risposta, ma stecca il diritto; la chance di break arriva lo stesso, grazie due doppi falli del francese. Prova il lob di tocco Berrettini, ma la traiettoria è di poco larga. 1-1. Assai più deciso Matteo, non solo per la spinta ma come attitudine, pronto ad aggredire il campo con zero attesa. L’azzurro infatti con grande determinazione vola 0-30 nel quarto game, tanto che Droguet è costretto a prendersi un rischio enorme con un attacco di diritto che pizzica la riga. Un successivo diritto a tutto rischio finisce in rete, ecco altre due palle break concesse da Droguet sul 15-40. Con un perfetto back di rovescio, bassissimo, Berrettini attacca la rete e il passante di Droguet non passa la rete. BREAK, 3-1 Berrettini, molto più vivace, offensivo e convinto. Il “martello” è caldissimo, con un turno perfetto Matteo vola 4-1. Il francese si è scomposto, esterna la sua frustrazione per il repentino cambio di inerzia del match e gli errori ora fioccano (parziale di 15 punti a 2 per l’azzurro), e nuovo 15-40 nel sesto game. Stavolta il transalpino di salva ritrovando precisione con la prima di battuta, ma Berrettini non demorde, sprinta in difesa alzando la parabola col diritto e si procura una terza palla break. È quella buona: pessimo rovescio in rete di Droguet, e 5-1 Berrettini. Il parziale si chiude per 6-1 a favore di Berrettini, un game ai vantaggi non perfetto ma sufficiente ad allungare il match al terzo. Calato il rendimento della battuta di Drgouet, molto più intenso Berrettini in ogni fase di gioco.
Dopo un toilette break, Berrettini riparte in risposta e non riesce a sfruttare un interessante 15-30, con Droguet che si affida alla battuta e vince il game. Fa il pugno Matteo dopo un diritto carico di spin che provoca l’errore del rivale, il servizio è meno preciso e un nastro beffardo butta lungo un diritto d’attacco. Bravo sul 30 pari il romano a gestire uno scambio col diritto, concluso con un vincente lungo linea più preciso che potente. 1 pari. Si gioca più a strappi, con la battuta meno dominante e diversi errori in scambio. Fase tecnicamente non esaltante, si avanza sui turni di battuta senza spunti particolari, con Berrettini attento a caricare il diritto con spin invece di colpire a tutto gas, e Droguet che ha perso un po’ di campo e sembra affaticato dalle più frequenti rincorse. Infatti nel quinto game si affida alla battuta, visto che è più scarico con le gambe nella ricerca della palla. Matteo recupera dal 15-30 nel sesto game, poi sul 3 pari porta il game ai vantaggi (primo del set) con uno splendido passante di rovescio in corsa, forse il suo miglior colpo del match. Segue uno scambio da “The Hammer”, intensità massima col diritto cercando bene la palla coi piedi e prendendosi il punto di forza con una bordata brutale. Palla break, e il BREAK arriva! Difesa estrema di Matteo con un diritto angolato e lento, che Titouan rigioca male, perdendo il controllo con un errore banale a campo discretamente aperto, ma è premiato il cuore dell’azzurro, avanti 4-3 e servizio. Si complica il game #8 per Berrettini: da 40-0 (con due Ace) è impreciso e ai vantaggi si soffre, con un passante di Droguet che esce di un niente. Con un pessimo rovescio, in totale rotazione del busto ma piedi ancorati a terra, Matteo concede una chance del contro break (seconda nel match). Con un doppio smash, nemmeno così facile col sole in faccia, Berrettini si salva. Di garra e sofferenza, l’ex finalista di Wimbledon si porta sul 5-3. Droguet resta aggrappato al match, 5-4, Berrettini serve per il match. Evidente un po’ di tensione, il braccio non è sciolto come nel resto del set, tanto che la prima palla non va. L’azzurro è bravo a girarsi sul diritto da sinistra e prendersi un bel 30-15, poi un rovescio in back è troppo largo, 30 pari. Si concentra alla battuta Matteo, la prima palla non c’è ma un nastro rallenta il colpo di Droguet e l’attacco al net diventa comodo con volée facile. 40-30 e match point. Non va, diritto in corridoio non centrato alla perfezione. Con un diritto scavato dal basso con una parabola di poco sulla rete, imprendibile, Matteo si prende un secondo match point. Chiude sul nastro, con una deviazione che rende il tocco vincente facile. Non un Berrettini impeccabile, 34 errori e un rendimento del servizio non soddisfacente, ma la vittoria è sempre la migliore medicina a molti mali. Contro Lehecka servirà più costanza al massimo livello.
Titouan Droguet
vs Matteo Berrettini 
TAG: Marco Mazzoni, Masters 1000 Cincinnati 2026, Matteo Berrettini, Titouan Droguet

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Non credo, se sono arrivati a pari merito terzi lui e un altro in caso di squalifica del primo sono secondi entrambi. Semmai non assegnano la medaglia di bronzo. Vedremo.
Devo rivedere l’ordine d’arrivo mi sa che Desalu rimarrebbe terzo
Stavo proprio scrivendo per l’impresa di questo monumento dell’atletica mondiale. Poi il bronzo di Sioli e quello di Desalu. Desalu però sarà probabilmente argento in quanto il vincitore il primatista tedesco sarà squalificato per essersi rifiutato di sottoporsi ad un controllo antidoping è sotto inchiesta.
E Tamberi dove lo metti? Altro mostro dello spirt italiano.
Aspetta: nel tiro a volo, Massimo Fabbrizi ed Alessia Iezzi salgono sul podio nel trap misto ad Hangzhou; che coppia!!
Bene Matteo ma la ribalta va a Quadarella e Battocletti oro dominando nel 1500 nuoto e 10.000 atletica. Del resto Battocletti alle olimpiadi ed ai mondiali è stata battuta solo dalla Keniota Chebet
Meglio che a Montréal se non altro. Lehecka potrebbe essere fuori portata ma vediamo cosa combina Berrettini
Va bene cosi.
Ora testa al 2 turno