Cali, gli arbitri si fermano per i compensi arretrati: pagati dopo la protesta, il torneo riparte
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Una protesta dei giudici di sedia ha messo temporaneamente in difficoltà il Challenger di Cali, in Colombia. Gli arbitri si sono rifiutati di scendere in campo al Club Farallones per chiedere il pagamento dei compensi ancora dovuti per il lavoro svolto al WTA 125 di Barranquilla, disputato oltre un mese e mezzo prima.
Secondo la ricostruzione riportata, gli ufficiali di gara avevano prestato servizio nel torneo femminile senza ricevere quanto spettava loro. Ritrovatisi impegnati a Cali, hanno quindi deciso di sospendere la propria attività fino al saldo degli arretrati.
La situazione si è risolta con il pagamento dei giudici, effettuato uno per uno. Una volta ricevuti i compensi, gli arbitri hanno raggiunto i campi e il torneo ha potuto proseguire regolarmente. Non sono stati indicati gli importi dovuti né la durata precisa della protesta.
INCREÍBLE.
Esta semana se juega el Challenger de Cali en el Club Farallones y los jueces hicieron una especie de ‘huelga’ y no salieron a la cancha hasta que les pagaran deudas del WTA 125 Barranquilla.
Al final le pagaron a uno por uno, una deuda de hace más de mes y medio, luego de esto salieron a la cancha.
No es posible que esto pase en este tipo de eventos y que las marcas sigan apoyando a Jhan Fontalvo como organizador de torneos ya que las deja mal paradas.
El daño que le hace al tenis colombiano es inimaginable, y posa de salvador, pero los que lo conocemos, tenemos claro quién es y sus alcances.
— Andres Vargas Peraza (@andresvarperaza) October 21, 2026
L’episodio ha provocato dure critiche, soprattutto per il fatto che sia stato necessario arrivare a un’azione collettiva durante un’altra manifestazione per ottenere il pagamento di prestazioni precedenti. Le contestazioni hanno chiamato in causa anche l’organizzazione degli eventi, sollevando interrogativi sull’affidabilità nella gestione degli impegni economici.
Al centro della vicenda resta il diritto degli ufficiali di gara a ricevere puntualmente il proprio compenso. Il loro lavoro è indispensabile per lo svolgimento degli incontri e richiede disponibilità, trasferte e responsabilità: condizioni che devono essere accompagnate dal rispetto degli accordi.
Il pagamento ha consentito di superare l’emergenza a Cali, ma lascia aperta una questione organizzativa. Per tutelare la credibilità dei tornei e il lavoro di chi li rende possibili, il saldo dei compensi dovrebbe arrivare nei tempi concordati, senza costringere gli arbitri a fermarsi prima di tornare sulla sedia.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Notizie dal mondo

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