Panatta propone Bertolucci per Sinner: «Capisce il tennis come pochissimi. Fare il coach è quasi un sacerdozio»
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Paolo Bertolucci nel team di Jannik Sinner? È il nome indicato da Adriano Panatta, intervenuto alla Domenica Sportiva sul possibile futuro dello staff dell’azzurro. Mentre proseguono le indiscrezioni sulla durata della collaborazione con Darren Cahill, il campione del Roland Garros 1976 ha espresso una preferenza personale, accompagnandola però con una precisazione: non conosce le intenzioni dei protagonisti.
«Chi vedrei bene al posto di Cahill nel team di Sinner? Paolo Bertolucci», ha dichiarato Panatta. Una proposta motivata dalla grande considerazione per le competenze dell’ex compagno di Davis, senza presentarla come una trattativa o una candidatura già concreta.
«Non so se questo potrà accadere, non sono nella testa di Cahill e nemmeno in quella di Paolo. Però per me ci sono pochissimi ex giocatori che capiscono molto di tennis e Paolo è tra questi cinque».
Il punto, nel ragionamento di Panatta, è la capacità di leggere il gioco e offrire indicazioni utili anche a un campione già affermato. Qualità che riconosce a Bertolucci e che, a suo giudizio, potrebbero rappresentare un contributo importante per Sinner.
Il peso della vita da allenatore
Panatta si è soffermato anche sull’impegno richiesto a chi segue un giocatore ai vertici del circuito. Un lavoro che occupa gran parte dell’anno e coinvolge aspetti ben più ampi della preparazione tecnica delle partite.
«Cahill è un po’ stanco, la vita del coach è davvero faticosa: ti dedichi completamente al giocatore, è quasi un sacerdozio. Per uno come Cahill, che abita in Australia, è difficile».
Una valutazione che richiama soprattutto il peso dei viaggi e della lontananza da casa. Le parole di Panatta restano comunque una sua lettura della situazione: non costituiscono un annuncio sulla conclusione del rapporto tra Cahill e Sinner.
L’eventuale scelta dell’australiano sarà centrale per capire se lo staff guidato insieme a Simone Vagnozzi avrà bisogno di un nuovo inserimento nel 2027.
Ferrero resta fra i nomi discussi
Nel dibattito sul possibile successore di Cahill compare anche Juan Carlos Ferrero. L’ex allenatore di Carlos Alcaraz ha già spiegato di non considerare il precedente legame con lo spagnolo un ostacolo assoluto a una futura collaborazione con Sinner.
«La gente deve rispettare la mia decisione e, soprattutto, sapere che se in futuro dovessi entrare nel team di Jannik non sarebbe mai per fare un dispetto a Carlos», ha dichiarato Ferrero.
Anche in questo caso, l’apertura a una possibilità futura va distinta dall’esistenza di un accordo. Al momento, sulla base delle dichiarazioni riportate, non emerge una scelta definita per la panchina dell’azzurro.
Prima il recupero, poi le decisioni per il 2027
L’incertezza sullo staff si accompagna a quella sul rientro di Sinner, che ha interrotto la stagione per il problema al ginocchio. Dopo una prima parte di anno ricca di successi e la conferma a Wimbledon, l’azzurro ha dovuto rinunciare a tornare in campo.
La preparazione del 2027 comprenderà quindi sia il recupero fisico sia le eventuali decisioni sull’organizzazione del lavoro. Il nome di Bertolucci aggiunge uno spunto al confronto, ma Panatta stesso ne ha fissato il confine: una figura che vedrebbe bene accanto a Jannik, senza sapere se questa prospettiva possa realizzarsi.
Marco Rossi
TAG: Adriano Panatta, Jannik Sinner, Paolo Bertolucci

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Ho visto lo spezzone in cui Panatta dice queste cose e a me sembrava divertito quando parlava del suo amicone Bertolucci.
Quel piglio tra il serio e l’ironico, una lode al suo ex sodale che è vero che sapeva leggere il gioco come pochi, ma anche una battuta sulla candidatura come coach di Jannik.
Personalmente spero che Cahill dopo sei mesi di ferie forzate abbia ritrovato la voglia di fare ancora un pezzo di percorso con Sinner e se non fosse pazienza, mille ringraziamenti e si guarda avanti non escludendo sorprese.
Quando è arrivato Vagnozzi alzi la mano chi se lo aspettava e lo stesso quando è stato aggiunto il coach australiano.
Non sarei stupito che in caso di cambio ci fosse una nuova sorpresa o che andasse avanti col solo Vagnozzi.
Non è colpa vostra perché qualunque testata italiana e straniera pubblica le stesse stupidaggini come ha fatto con quelle dette da Pegula e Company ma la domanda è che facciamo nei prossimi giorni? Chiunque apre bocca e gli da fiato deve raccogliere visibilità gratuita? Ci saranno decine di ex giocatori che verranno intervistati e diranno altre sciocchezze..ad esempio Ferrero in tutte le sue interviste dice che gli piacerebbe allenare Sinner e la notizia c’è. Lo abbiamo capito ma non è possibile che se lo dice dieci volte, dieci volte la stampa pubblica quello che dice. Questo per dire che il giornalismo è morto perché si pubblicano le stupidaggini e le cose serie e non viene fatta alcuna distinzione un po’ come se uno ristorante penta stellato avesse nel menù il caviale e gli hamburger…