Zverev si assicura il numero uno di fine anno: il ko di Alcaraz a Shanghai chiude la corsa
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Alexander Zverev chiuderà il 2026 da numero uno del mondo. L’eliminazione di Carlos Alcaraz al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai rende definitivo il traguardo del tedesco, già favorito nella corsa al primato dopo la decisione di Jannik Sinner di interrompere la stagione per curare il ginocchio.
Per Sascha è il coronamento dell’annata più importante della carriera: due titoli del Grande Slam, tre finali nei major e la certezza di terminare la stagione in vetta. Risultati che completano un percorso nel quale aveva già conquistato le ATP Finals, l’oro olimpico e numerosi Masters 1000.
Il primato di fine anno è certo, il sorpasso arriverà nelle prossime settimane
La certezza di chiudere l’anno al comando non coincide con l’immediato cambio al vertice della classifica settimanale. Sinner resta per il momento numero uno, mentre Zverev dovrà attendere che il calendario e la progressiva scadenza dei punti producano il sorpasso.
Il passaggio potrebbe concretizzarsi con l’aggiornamento successivo al torneo di Vienna oppure arrivare più avanti, in occasione del Masters 1000 di Parigi. Il tedesco può però affrontare gli ultimi appuntamenti sapendo che la corsa al numero uno di fine stagione è ormai conclusa.
Da Roland Garros a New York: l’anno della svolta
Il salto di qualità di Zverev è passato anche attraverso una maggiore aggressività. All’inizio della stagione il tedesco aveva indicato la volontà di modificare il proprio gioco, cercando soprattutto con il diritto soluzioni più incisive e una maggiore capacità di prendere l’iniziativa.
Il primo grande premio è arrivato al Roland Garros, dove ha conquistato il titolo Slam che inseguiva da anni. A Wimbledon ha poi raggiunto un’altra finale, prima di completare il suo percorso nei major con il trionfo agli US Open.
Nel giro di pochi mesi, Zverev è passato dall’attesa del primo successo in un Grande Slam a una bacheca che ne comprende due. La continuità dei risultati gli consegna ora anche il primato mondiale.
Le assenze dei rivali e i meriti di Sascha
Gli infortuni di Sinner e Alcaraz hanno inciso sugli equilibri della stagione, aprendo opportunità che nelle annate precedenti erano state più difficili da trovare. Zverev ha saputo sfruttarle, sostenendo la pressione nei tornei più importanti e trasformando le occasioni in risultati.
Il numero uno di fine anno premia il rendimento complessivo di una stagione: per il tedesco, il 2026 rappresenta l’anno nel quale diversi obiettivi a lungo inseguiti sono diventati realtà.
Il prossimo capitolo sarà il confronto con il ritorno dei suoi principali rivali. L’auspicio per il 2027 è ritrovare Sinner e Alcaraz nelle migliori condizioni, insieme a uno Zverev chiamato a difendere quanto conquistato. Prima, però, restano gli ultimi tornei del 2026: Sascha potrà disputarli con la certezza di aver raggiunto uno dei traguardi più importanti della sua carriera.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Ranking ATP

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N. 1 meritato comunque, non è colpa sua se gli altri due si sono fatti male.
Speriamo che a Gennaio finisca la ricreazione.
per essere il n1 di fine anno 2026 sostanziale, oltre che formale, deve vincere le finals (ovvero battere in una settimana tutti i più forti) sennò è un n1 di Pirro
È possibile che stia avendo i problemi che tu dici, anche se Carlitos di scivoloni ne faceva anche prima dell’infortunio di tanto in tanto.
Anche in questo caso, il blog spagnolo Puntodebreak riferisce che era “disperato per le palline del torneo”, non riusciva ad adattarcisi ed è partito con un atteggiamento molto negativo… Che si sia scambiata l’anima con Sascha Zverev?
Ha usufruito di una serie di congiunture favorevoli ma l’annata di zverev è stata strepitosa. 2 slam vinti,
1 perso in finale e 1 in semi. meritata
la chiusura al comando del ranking visti i risultati ottenuti anche a causa della assenza dei suoi maggiori competitor.
Che tristezza…
Mi sembra che Carlos usi ancora pochissimo il servizio slice. Richiede un movimento particolare del polso e potrebbe essere una semplice scelta conservativa. Oppure mentalmente non si sente sicuro. Non lo so. Può contare su tutte le altre doti, ma questo di certo è un grande limite attualmente.
Oltre al servizio slice, sembra proprio che ne risenta anche il dritto quando non ben posizionato col corpo, come se evitasse movimenti di polso che prima compensavano le situazioni in cui non era piedi a posto.
Il tutto in un uno stato mentale non in totale fiducia