Lo spagnolo è undicesimo nella Race 2026 ATP, Copertina

Ferrero nuovo coach di Jodar? Rafael… schiva la domanda a Shanghai

11/10/2026 08:30 2 commenti
Rafael Jodar a Shanghai (foto Getty Images)
Rafael Jodar a Shanghai (foto Getty Images)

Rafael Jódar nel 2027 insieme a Juan Carlos Ferrero? Il diretto interessato schiva la domanda da esperto “slalomista” in quel di Shanghai dopo una vittoria in rimonta all’esordio nel Masters 1000 cinese (contro Tirante 4-6 6-2 6-3 lo score). Il giovane di Madrid è una delle grandi rivelazioni della stagione, sicuramente il giocatore che più è migliorato imponendo un tennis sorprendente per qualità e costanza di rendimento nonostante sia alla prima vera stagione da Pro. Una maturità frutto di un percorso di crescita rapido e ben orchestrato dal padre, unico coach dello spagnolo. Per questo da molte parti si parla del possibile ingresso nel suo team di un allenatore più esperto, il classico “super-coach”, modello ormai imperante sul tour e che spesso funziona poiché porta al giocatore competenze diverse e un differente punto di vista per focalizzare l’attenzione su dettagli tecnici e mentali. Jodar nel corso del 2026 ha più volte risposto a questa domanda e respinto al mittente ogni possibilità, affermando che “sto bene così”, nessuna voglia di interrompere una chimica che ha funzionato alla grande e guastare un clima idilliaco tra lui e papà, coppia affiatata e vincente. Tuttavia nell’ultimo periodo qualche piccola apertura all’ingresso di una nuova figura, magari non a tempo pieno, c’è stata.

A Shanghai di nuovo è stato chiesto a Rafael sul tema, facendo il nome di Juan Carlos Ferrero, stimato coach di Alcaraz fermo dallo scorso novembre, quando in poche ore si consumò la clamorosa rottura col padre di Carlos e addio al progetto che aveva curato e guidato per anni. Viste le parole dell’ex n.1 sulla sua voglia di rientrare e che questa possibilità diventi concreta nel 2027, il nome di Jodar è stato subito il primo sulla lista – nonostante si sia vociferato tante volte pure di Sinner, in caso di addio di Cahill – ma il giovane Rafael resta per ora abbottonato, sviando la risposta. Che lo sviare sia implicitamente un indizio? Questa è stata la risposta del diretto interessato a Shanghai.

“In questo momento voglio concentrarmi sulla prossima partita. Poi mi resteranno altri due tornei, tre se verrò convocato per la Coppa Davis, un’opportunità che mi motiva molto. Successivamente avrò un mese per pensare alla prossima stagione e prepararmi nel migliore dei modi”. Jodar ha evitato di rispondere totalmente, mentre in passato alla stessa domanda la sua risposta era stata più o meno “No, stiamo bene così io e papà”. Vedremo che dirà la off-season, e se ci saranno novità in merito. Di sicuro un eventuale ingresso di Ferrero accanto al padre potrebbe rappresentare un ulteriore spinta alla definitiva affermazione del giovane, già quest’anno pienamente in corsa per conquistare un posto per Finals di Torino (è attualmente n.11 nella Race, a meno di 300 punti dal nono Djokovic, con Sinner già out e quindi un posto libero).

Nel resto della conferenza stampa, Jodar ha parlato della vittoria all’esordio a Shanghai e anche sulla gestione del calendario nel 2027, stagione nella quale proverà a selezionare diversamente i suoi impegni, probabilmente giocando di meno se i risultati saranno soddisfacenti. “Il livello è molto alto in questi tornei, tutti i giocatori sono pericolosi” afferma Jodar. “Essere testa di serie ti dà il vantaggio di esordire al secondo turno, ma allo stesso tempo ti trovi ad affrontare un avversario che ha già vinto una partita. Per battere Tirante ho avuto bisogno di esprimere un grande tennis e sono soddisfatto di come ho gestito i momenti importanti. La partita si è decisa a mio favore per pochi punti”.

“Devo adattarmi agli impegni che comincio ad avere in ogni torneo. Fa parte del nostro lavoro e dobbiamo imparare a gestirli nel migliore dei modi. Finché tutti rispettano i giocatori, credo che partecipare a eventi anche al di fuori dei campi da tennis sia un buon modo per entrare in contatto con le persone. Sono consapevole di giocare molte partite quest’anno, ma è un aspetto positivo, perché significa che sono in grado di vincere tanto. È la mia prima stagione da professionista e so bene di avere ancora molte cose da imparare e su cui migliorare. Al termine della stagione analizzerò attentamente il mio calendario, per organizzarlo in modo più efficiente. In questo primo anno, però, sentivo il bisogno di fare esperienza e di giocare il più possibile. Nel 2027 sceglierò quali tornei disputare e a quali rinunciare”.

Una presa di coscienza importante questa per Rafael, già entrato nella necessaria modalità di gestione degli impegni per preservare fisico e testa allo stress micidiale del tour, sempre più falcidiato da infortuni e assenze.

Marco Mazzoni


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2 commenti

il capitano 11-10-2026 09:03

Si legge in giro per il web che Ferrero sarebbe disposto ad allenare anche Jannik Sinner e se ciò accadesse non bisognerebbe considerarlo un tradimento nei confronti di Alcaraz.

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Leprotto (Guest) 11-10-2026 08:43

Al di là dell’aspetto fisico e tecnico,una giusta programmazione ad personam, è la cosa più importante.

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