Per lo zio di Rafa una soluzione è adottare racchette più piccole ATP, Copertina

Toni Nadal: “Sinner tornerà come prima ma non deve aver fretta. Non è possibile farsi male semplicemente giocando a tennis, il gioco deve essere rallentato”

08/10/2026 13:41 1 commento
Toni Nadal
Toni Nadal

Toni Nadal è fiducioso sul pieno recupero di Jannik Sinner dalla infiammazione al ginocchio che lo sta tenendo fermo dal successo a Wimbledon. L’ultima partita giocata dal nostro n.1 risale al 12 luglio e lo stop durerà almeno fino a gennaio. Un periodo davvero lungo, ma “zio” Toni conosce la materia degli infortuni, le difficoltà del rientro e dell’attesa come pochi altri, avendo assistito per gran parte della carriera il nipote Rafa, che più volte è stato costretto a fermarsi per via di acciacchi importanti. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, così Nadal ha parlato su Sinner, con una proposta per tutelare la salute dei giocatori: rallentare il gioco, magari con attrezzi più piccoli. Questi alcuni passaggi dell’intervista.

“La parte più difficile da gestire dopo un infortunio? L’incertezza, perché non sai se tornerai completamente a posto, se tutto funzionerà come prima” afferma Toni Nadal. “Il problema del tennis di oggi è che gli infortuni ti ammazzano. Abbiamo visto anche Carlos Alcaraz: è rimasto fuori quasi 5 mesi per il polso. In uno stop così lungo la difficoltà è anche nel vedere quello che fanno gli altri. Adesso Sinner starà attento a come giocano Alcaraz, Zverev e i suoi principali rivali. Però, quando la stagione sarà finita dopo Torino, tutto ricomincerà da zero. Da quel momento avrà anche la tranquillità necessaria per tornare ad allenarsi normalmente e guardare avanti”.

La fretta in questi casi è la peggior scelta possibile, ma per Toni Jannik sarà accorto, e paziente: “Affrettare il rientro? Non credo che Sinner lo farà. Tutti i giocatori di alto livello sanno che bisogna essere completamente recuperati perché il ritorno avvenga nel modo giusto. Immagino che lui proverà a giocare gli Australian Open. Alla fine dipende tutto da come starà fisicamente e da come reagirà la testa. Se quando giochi continui a pensare al ginocchio, diventa più difficile. Ma Sinner è un giocatore cerebrale, un ragazzo tranquillo. Non credo che avrà problemi, ha abbastanza mesi davanti per recuperare e li gestirà al meglio”.

“Un consiglio a Sinner? Per l’esperienza che ho in queste situazioni, bisogna prendere le cose con tranquillità. È ancora un tennista molto giovane, ha molti anni di carriera davanti e deve tornare soltanto quando sarà completamente recuperato. Se affronterà questo periodo con un atteggiamento positivo, alla fine riprenderà la stessa strada sulla quale si trovava prima di lasciare le competizioni. Ha chiuso vincendo Wimbledon, che è sempre un grandissimo risultato. Deve continuare a fare quello che stava facendo”.

Questo invece il punto di vista dell’ex coach di Rafa sulla serie infinita di infortuni, in tennisti anche assai giovani: “Il tennis dovrebbe cambiare qualcosa perché non è possibile che i migliori giocatori del mondo si infortunino semplicemente giocando a tennis. Puoi infortunarti se prendi un colpo o se cadi. Invece i campi duri e la velocità della palla fanno sì che ci si faccia male molto di più, perché l’impatto sul corpo è continuo. Sinner è un giocatore che sta molto basso sulle gambe, le flette tantissimo. Quando corri così tanto, a ogni frenata c’è un impatto continuo che alla fine ti logora. Quando giochi a questa velocità c’è sempre qualche movimento brusco e gli infortuni arrivano così. Io dico che è il momento di rallentare magari usando racchette più piccole che impediscano di colpire così forte” conclude Toni Nadal.

Marco Mazzoni

 


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1 commento

italo (Guest) 08-10-2026 14:14

Sull’ultimo punto ha ragione. il gioco va rallentato.

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