Djokovic fa 31 a Pechino, ma che lotta per battere Bu
28 commenti
Il campione non si arrende mai, anche quando la condizione atletica è lontana da quella dei giorni migliori e ogni partita diventa un piccolo calvario, con la necessità di scuotersi e addirittura ricorrere al trainer per fastidi vari. Novak Djokovic continua la corsa immacolata all’ATP 500 di Pechino, dove rimonta un set al cinese Bu Yunchaokete davanti a un pubblico caldissimo, tutto per lui, per un successo (4-6, 7-6(2), 6-2 lo score) che diventa il 31esimo di fila nel torneo della capitale cinese, dove in carriera non ha mai perso un singolo match. Con questo record, uguaglia le 31 vittorie di fila senza macchia di Nadal a Roland Garros. Djokovic è stato spinto al limite da un Bu particolarmente aggressivo e capace di giocare a tutto braccio, senza paura. Ma quando la pressione è salita, l’ex numero 1 del mondo ha fatto sentire in campo la sua presenza, migliorando il rendimento al servizio e trovando una serie di diritti di qualità che gli hanno permesso di andare sopra al livello più che buono dell’avversario, entrato nel torneo come wild card.
“Ho dovuto giocare molto bene. Dovevo servire bene nei momenti giusti”, ha spiegato Djokovic a caldo nell’intervista flash in campo, alla domanda su come è riuscito a ribaltare l’andamento della partita a suo favore. “Da una parte del campo c’era parecchio vento. Mi trovavo meglio quando ce l’avevo alle spalle piuttosto che quando lo avevo contro, quindi la maggior parte dei break è arrivata dalla parte del campo in cui il vento soffiava alle spalle. Lui è stato solidissimo. Ho fatto fatica a trovare dei varchi nel suo gioco e con il servizio riusciva a trovare molto bene gli angoli. Negli scambi da fondo ha variato molto bene, alternando alcune palle corte in slice e le discese a rete. Bisogna dargli merito per come ha giocato. L’atmosfera era fantastica. Ancora una volta lo stadio era pieno per tre ore: che partita, essere parte di tutto questo”.
Novak Djokovic roars to a win in 3 dramatic sets to keep his 31 win streak alive and progress to the quarter finals 😲🙌@ChinaOpen | #ChinaOpen pic.twitter.com/9iumQuDU86
— ATP Tour (@atptour) October 2, 2026
Il 39enne di Belgrado si è trovato a pochi punti dalla sconfitta nelle fasi conclusive del secondo set, ma, si è rifiutato di arrendersi e ha trovato dentro il suo corpo, e soprattutto grazie alla sua testa, energie che pareva non avere. Dopo aver inizialmente dilapidato un break di vantaggio nel secondo parziale, il serbo ha ritrovato il suo miglior tennis nel tie-break, imponendosi con il livello più alto espresso nell’incontro, da vero campione che tira i migliori colpi quando i punti sono decisivi. Un livello troppo alto per Bu, con il match che è approdato al set decisivo. Sullo slancio del tiebreak vinto con classe, Djokovic è stato bravo a tenere quel livello, ridurre il numero degli errori e prendere Bu in velocità, forzando diversi unforced del cinese che, di fronte al muro dell’avversario, ha perso quella spinta precisa della prima parte del match.
Djokovic è tornato a disputare il torneo di Pechino per la prima volta dal 2015, quando conquistò nella capitale cinese il suo sesto titolo, un record assoluto, mentre eguaglia Nadal per la miglior striscia senza sconfitta in un singolo torneo maschile nell’Era Open. Più dei numeri, Djokovic è rimasto entusiasta per l’enorme sostegno ricevuto dal pubblico, nonostante il suo avversario fosse un cinese. “Ho dovuto quasi pizzicarmi per rendermi conto che stava succedendo”, ha detto Djokovic sorridendo. “Non me l’aspettavo, visto che stavo giocando contro un giocatore cinese. Sono davvero molto grato al pubblico. Cerco di regalargli delle belle prestazioni in campo”.
Adesso Djokovic potrebbe trovare nei quarti di finale Alexander Zverev, se nell’incontro previsto per sabato il tedesco batterà Shang Juncheng. Sarebbe una super sfida, da non perdere, anche se il livello mostrato dal tedesco negli ultimi mesi sembra di una potenza e continuità atletica superiore. Ma contro “Nole”, non si sa mai.
Mario Cecchi
TAG: ATP 500 Pechino 2026, Novak Djokovic, Yunchaokete Bu

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Rispondo tardivamente anche se -me ne dispiaccio- probabilmente non mi si leggerà:
inutile fare chiacchiere e speculazioni perché ogni singola vittoria al Roland Garros, a qualsiasi età la si conquisti, vale almeno 10 vittorie a Pechino. Figuriamoci presentarcisi men che ventenne e distruggere ogni avversario per quasi 5 anni consecutivamente!
Simili imprese sono rarissime: Borg a Uuimbeldon e Federer sugli stessi sacri campi erbosi ed a Nova Iorche fecero qualcosa di simile, forse di ancor più grande avendo vinti quei tornei 5 volte consecutivamente (cosa riuscita anche a NadalParera a Parigi quando aveva acquisita maggior esperienza: rimane l’ultimo ad aver compiuta una simile serie di vittorie consecutive); ma avevano già una maggior maturità agonistica. Il prolungato “biglietto da visita” con cui il Maiorchino si presentò sulla rossa terra parigina resta un’impresa inarrivabile proprio per la verde età del protagonista.
Annina, al solito Lei non riesce a discriminare tra gli enormi meriti del Campionissimo serbo, il più forte giocatore della Storia di questo gioco, e le relative maggiori grandezze di altri giocatori che in singoli aspetti specifici gli sono stati superiori perché troppo forte è la sua passione per Giocovic e la foga con cui lo esalta sempre è comunque al di sopra di tutti in ogni tempo ed in ogni luogo…non è così: ci sono determinati e specifici frangenti storico-statistici in cui Giocovic è inferiore ad altri Campioni del passato, fermo restando che egli complessivamente sia (stato? No: lo è, a pieno diritto di attività in corso) il più forte.
@ Onurb (#4691623)
Narrativa è un genere letterario.
Il termine corretto è narrazione
@ tinapica (#4691825)
Siccome sono onesto intellettualmente, a differenza di altre tifoserie, riconosco che quello di Nadal è di altra portata. Rimane comunque aritmeticamente e matematicamente un record.
E a proposito di record, questa è la 21a stagione consecutiva in cui raggiunge 3 quarti in stagione (eguagliato Federer)
@ tinapica (#4691825)
Dove il centinaio di vittorie di Novak sono al 70% vittorie Slam e 1000, quelle di Roger hanno una maggiore componente di vittorie in 500 e 250…quanto al fatto che sia più difficile infilare vittorie senza soluzione di continuità, chiedo: se Rafa si fosse presentato al RG a 39 anni, avrebbe aumentato la serie di vittorie consecutive, concentrate invece negli anni anagraficamente più produttivi? Ma per piacere, la grandezza di Novak, che in questo caso è un evento doppiamente eccezionale, è proprio stata la sua capacità di ripresentarsi dopo 11 anni e riuscire a battere 2 baldi giovani con 15 anni meno di lui, facendo dire al secondo che Novak ha reso totalmente inefficace il suo servizio e alla fine era più “in tiro” di lui…e la continuità sul rosso di Rafa è comunque stata agevolata dalla sempre più netta tendenza al calo generale di specializzazione su questa superficie, dove lo stesso Roger ha palesato in carriera evidenti limiti e dove il solo Novak ha dimostrato di riuscire a vincere tutti gli appuntamenti più importanti
@ 22587 (#4691729)
Sì, d’accordo, ma mi ripeto: c’è primato e primato!
Infilare 31 vittorie di fila senza soluzione temporale di continuità al RG è ben altra cosa rispetto a farlo a Pechino con dieci anni di buco nel mezzo.
Questo è un primato di cartone (un cartonato) rispetto a quello vivo , vegeto ed in 3D di NadalParera.
Un po’ come il primato di tornei vinti da Connors: è pacifico che i suoi (mi pare) 109 tornei vinti valgano molto meno rispetto al centinaio di Federer e Giocovic.
@ Bagel (#4691653)
Significa che ha giocato le sue prime 31 partite senza aver mai perso. Come Nadal a Parigi. Federer quando ha vinto i 5 US Open aveva già perso qualche volta a New York.
I record sono autenticati, non sono fisime del tifoso che li cerca e li spulcia qua e là. I numeri sono numeri, piaccia o meno
Con questo risultato, a Pechino, il Serbo eguaglia quello di Nadal[Parera, NdC] al Roland Garros, scrive Lei, sig.Cecchi…
A parte che NadalParera al Roland Garros ci andava tutti gli anni (per chi non capisse: è molto più difficile infilare una serie dì vittorie simile giocando molti più incontri in annate consecutive che diluendo l’impegno inframmezzando lunghe assenze), ma veramente sig.Cecchi Lei pensa che l’ottenimento di un analogo numero di vittorie sui campi di Pechino possa essere anche solo paragonabile ad averlo raggiunto sui campi del RG?!?
Sembra che Lei vada disperatamente in cerca di motivazioni per poter rafforzare l’interesse su quanto scrive, proponendoci questa analogia come fosse altrettanta impresa, quando invece basterebbe far risaltare le dichiarazioni del giovane SinoMongolo per aiutarci a cogliere l’eccezionalità delle gesta del Campionissimo serbo, che va per i 40…
Forse non ho capito io questo record, si parla di partite vinte consecutivamente nello stesso torneo? Ma nell’era Open anche solo guardando gli slam, sia Borg che Federer hanno vinto Wimbledon 5 volte di fila e sono arrivati in finale l’anno successivo, quindi 7*5 +6 = 41 vittorie consecutive nello stesso torneo. Stessa cosa lo Svizzero agli USO. Non so se 41 sia il record, sono solo esempi che mi son venuti in mente
@ Mauro N (#4691611)
Come nessuno parla? Non hai letto i miei commenti…del resto non si possono separare le due cose: l’aver vinto tutti i tornei a disposizione del circuito plurime volte, più Davis e oro olimpico, significa essere un campione assoluto dotato di tecnica, capacità tattica, intelligenza di gioco, resistenza fisica e solidità mentale, le doti che gli stanno garantendo, oltre ai record, anche una longevità fuori dal comune, con exploit anche con i giovani che continuano a sorprendere…e certo che sentire avversari dotati di potenza come Bu fare commenti di questo genere, lui distrutto e impotente e Novak ancora in modalità “allenamento”, colpisce quasi di più che pensare al Novak vincente nei suoi anni più anagraficamente performanti
@ Onurb (#4691623)
Completamente d’accordo
Condivido riga x riga …ma non è che sia cosi difficile condividere, è talmente piu avanti di tutti nei successi ,nella storia del tennis….è evidente e lampante…e pensare che senza la storia del covid avrebbe un paio di slam in piu….goat x distacco
Nole è sempre stato il tennista più amato nella parte orientale del mondo, che è enorme. In India è un mito assoluto (Novak India Fans). Noi siamo in occidente, e qui la “narrativa” nei confronti della gente dell’est è sempre per lo più negativa (nei film USA i serbi fanno sempre la parte dei cattivoni). Se fossimo vissuti “dall’altra parte”, avremmo avuto una percezione completamente ribaltata. In ogni caso questi restano dettagli insignificanti rispetto al fatto che Djokovic è il GOAT assoluto, per distacco, di questo sport. Non potrà più vincere nulla di importante ma, a 39 anni, è ancora in grado di produrre un tennis stellare.
@ Mauro N (#4691611)
Completamente d’accordo
Tutti parlano dei titoli vinti, dei 24 slam, dei tanti record, ma nessuno parla del fatto che questo mostro a 39 anni è ancora uno dei più forti tennisti del mondo, che negli ultimi due anni nonostante il calo abbia giocato diverse semifinali slam e una finale agli AO…è questa per me forse la sua piu grande performance. Ci sono sempre stati in passato giocatori vecchiotti in grado di fare exploit, ma mai nessuno così competitivo e sempre tra i più forti alla sua età. I superlativi si sprecano sempre con lui, ma sta cosa è davvero incredibile.
Aggiungo che se avessimo un periodo normale di tennis, senza supercampioni che esulano dalla normalità come Jannik e Alcaraz, questo continuerebbe a vincere slam!
Mi lascia perplesso
@ Pikario Furioso (#4691548)
Era già amato 11 anni fa in Cina, quando vinceva tutti gli anni.
@ 16801 (#4691489)
Nessuno. Ma proprio nessuno
Nole è amore ed odio, però che oggi sia più tifato del passato non mi stupisce, vedere un atleta di quasi 40 anni giocare e non arrendersi contro ventenni crea naturale empatia, è normale
Oggi l’ho visto tirare fuori dal cilindro colpi straordinari. Non sara’ una passeggiata per Sasha…tutt’altro. Non so fisicamente, ma tecnicanente e’ in gran spolvero.
Rosicate gente, rosicate.
E’ normale che oggi sia molto piu’ tifato di quando era piu’ giovane e vinceva, e’ la legge del vetusto. Io stesso spero vinca questo torneo…figurati…
Ogni volta dico che il mio preferito è e sarà ROGER,però Nole,lo dicono i numeri è il GOAT,chapeau!
A quanti medical timeout siamo già arrivati dopo due turni?
Non ci sono più parole per questo fenomeno!!!
Ennesimo record!!!
Re Djoko il più grande di tutti i tempi!!!!
Encomiabile!
A quasi 40 anni, una voglia di lottare per ore e tanti colpi (ancora) superbi,
Credo che è stato, è e resterà unico e indiscutibile GOAT di questo sport.
L ho scritto anche io in un altro post….giocava in Cina e contro un cinese ma il pubblico urlava ” nole,nole”….ma qua nel forum ci sono due ,tre rosiconi ex fedalini frustrati che dicono che non è amato….ah ah ah poveretti, hanno ormai il fegato gonfio come un melone 😛
L ho scritto anche io in un altro post….giocava in Cina e contro un cinese ma il pubblico urlava ” nole,nole”….ma qua nel forum ci sono due ,tre rosiconi ex fedalini frustrati che dicono che non è amato….ah ah ah poveretti, hanno ormai il fegato gonfio come un melone 😛
Ma chi era Chaltron Heston in confronto a costui?
Grandissimo Novak. Complimenti per l’ennesimo record raggiunto (anche se in coabitazione con Rafael Nadal).
Mi pareva di essere a Belgrado per Serbia-Cina, mai visto un tifo così schiacciante contro il padrone di casa. Meno male che qualche disagiato continua a ripetere che non è amato…
In ultimo, adesso mi aspetto un gran bel walk/over…