Agassi incorona Alcaraz: “Può giocare come Djokovic, Federer e Nadal quando vuole”
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Manca ormai poco al ritorno in campo di Carlos Alcaraz. Dopo oltre quattro mesi di assenza a causa dell’infortunio al polso destro, lo spagnolo ha confermato la propria partecipazione agli US Open 2026, dove difenderà il titolo conquistato lo scorso anno.
L’ultima partita ufficiale del murciano risale al 14 aprile a Barcellona, quando superò Otto Virtanen al primo turno. Successivamente fu costretto a ritirarsi dal torneo prima della sfida seguente e da allora non è più tornato alle competizioni. Ha saltato Madrid, Roma, Roland Garros, Queen’s, Wimbledon, Montreal e Cincinnati.
Un’assenza molto lunga per uno dei grandi protagonisti del tennis mondiale. Alcaraz, che ha compiuto 23 anni lo scorso maggio, può già vantare sette titoli del Grande Slam e all’inizio del 2026 è diventato il più giovane giocatore della storia a completare il Career Grand Slam grazie alla vittoria agli Australian Open.
Tra i grandi estimatori dello spagnolo c’è da tempo Andre Agassi. L’ex numero uno del mondo e vincitore di otto Slam è intervenuto anche nel nuovo documentario dedicato a Novak Djokovic, Novak Djokovic: The Wolf in Winter, disponibile su Prime Video dal 20 agosto e nel quale compaiono, tra gli altri, proprio Agassi e Rafael Nadal.
E il giudizio dell’americano su Alcaraz è di quelli destinati a far discutere.
“Djokovic, Federer e Nadal hanno giocato questo sport in modi molto diversi e sono stati tutti grandissimi a modo loro. Ora ci sono giocatori, in particolare Alcaraz, che può giocare come tutti e tre quando vuole. Il gioco migliora”.
Non è la prima volta che Agassi paragona il tennis del murciano a quello dei Big Three. Già in passato aveva spiegato come Alcaraz racchiudesse caratteristiche riconducibili ai tre fuoriclasse: la capacità difensiva di Djokovic, il tocco di Federer e la possibilità di generare rotazioni e potenza come Nadal.
“Vedere tutto questo in una sola persona su un campo da tennis è straordinario”, aveva affermato Agassi, arrivando a definire Alcaraz uno dei giocatori più esplosivi e dinamici mai visti.
L’ex campione statunitense si era espresso in termini altrettanto importanti durante Wimbledon, quando aveva analizzato il livello raggiunto da Alcaraz e Sinner. Secondo Agassi, tra i giocatori della sua generazione soltanto Marat Safin al massimo della forma avrebbe avuto il tennis necessario per competere con il livello espresso oggi dai due grandi protagonisti del circuito.
Adesso Alcaraz è pronto a tornare proprio nel torneo che aveva conquistato nel 2025 battendo Jannik Sinner in finale.
Lo scenario a New York è però molto diverso rispetto a dodici mesi fa. Sinner ha infatti annunciato il forfait per il persistente problema al ginocchio destro, rinunciando allo Slam dopo aver già saltato la preparazione sul cemento nordamericano.
L’assenza del numero uno del mondo rende inevitabilmente Alcaraz uno dei principali favoriti, anche se le sue condizioni rappresentano una grande incognita. Lo spagnolo si presenterà infatti a Flushing Meadows senza aver disputato una partita ufficiale per più di quattro mesi.
Per questo i primi turni serviranno soprattutto a verificare la risposta del polso e del fisico dopo una pausa così lunga. Alcaraz e il suo team hanno scelto di rientrare soltanto dopo aver ottenuto risposte positive dagli ultimi allenamenti, ma una partita al meglio dei cinque set rappresenterà inevitabilmente un test differente.
Il tabellone, senza Sinner, appare comunque più aperto. Novak Djokovic inseguirà il 25° titolo Slam, mentre Alexander Zverev cercherà di aggiungere un’altra grande vittoria al Roland Garros conquistato quest’anno. Lo stesso sito ufficiale degli US Open indica Alcaraz, Djokovic e Zverev tra i principali beneficiari sportivi dell’assenza dell’italiano.
Per Alcaraz, però, ogni previsione dovrà fare i conti con i quattro mesi trascorsi lontano dalla competizione.
Il talento non è in discussione e nemmeno Agassi sembra avere dubbi sul suo potenziale. Il paragone con Federer, Nadal e Djokovic è enorme, ma a 23 anni e con sette Slam già conquistati, lo spagnolo continua ad alimentarlo con i risultati.
Ora manca soltanto il campo. E a New York scopriremo quanto tempo servirà a Carlos Alcaraz per tornare a essere Carlos Alcaraz.
Marco Rossi
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mai!! forse è stato allo puro tennis!
Anche Jannik però,ammettilo
Ovviamente lo statement di Agassi su Safin è un po‘ offensivo nei confronti di Sampras. Del resto è noto che tra i due non tirava buon vento. Insomma, dire che Pete non avrebbe avuto chance contro i due eroi contemporanei è roba forte. Vuol dire per esempio non ricordare l‘incredibile cavalcata di Pete a Flushing Meadows nel settembre 1990. La facilità e l’eleganza con la quale il 19enne Sampras si sbarazzò di Lendl (nr. 1), McEnroe e lo stesso Agassi per conquistare il suo primo Slam ci impedisce di pensare che non avrebbe avuto armi contro Jannik o Carlos!
Agassi si rivede in Alcaraz così come Djokovic si rivede in Sinner
Non gioca rovescio ad una mano, non fa il drittone uncinato e tenta il vincente, è all’opposto del tennis di Nole che, infatti, non ha mai detto di rivedersi in lui semmai in Sinner. Non mi pare poi che cambi stile da una partita all’altra, ora nadaliano ora federiano ora noliano. E’ stata un’affermazione senza capo nè coda, fatta per soddisfare il palato onnivoro di tanti social-dipendenti. Carlos gioca un tennis interamente suo. Al massimo si può dire che nella costruzione fisica sono stati seguiti canoni vicini allo sviluppo muscolare di Rafa. Pensi anche che Agassi capisca più dello stesso Djokovic chi sia emulo del serbo? Usa il tuo di metro di valutazione e non prendere in prestito solo quello che pare ad altri. Se poi somigliare a qualcuno sia un complimento non saprei dire. Essere come questo quello e quell’altro vuol dire alla fin fine essere nessuno.
Infatti ha detto una delle piu grosse fesserie da quando l’uomo inventò la pallacorda
Grande Capitano ancora a segno.
@ WhyNot (#4671081)
Ni viene in mente ” Amici miei”
In sostanza Alcaraz è un ibrido del tennis, va a benzina, energia elettrica e gas metano.
Anche da noi a Milano e con piacere ricambio il ” complimento”.
Giustissimo, Alcaraz ha un gigantesco talento da far impallidire i vari Sinner, Zverev, Medvedev ecc., ora che è tornato speriamo che riprenda il posto che merita, cioè quello di sovrano
Ma il polso è guarito? Il servizio potrà performare?
Lo sappiamo bene, Andre!
Carlos è talento, estro, sorpresa, energia.
L’ augurio è che il ragazzo abbia davvero recuperato e che possa tornare (quando non importa) ad esprimersi come sa!
@ robdes12 (#4671099)
Tra te che dici che non ci sono similitudini e Agassi che dice che ce ne sono…magari sbagliando ma sono propenso a credere di piu al Kid , poi è vero che non ti conosco e magari ne sai piu di lui
Mi sembra affermazione senza senso, forse mal tradotta. E allora perché non vuole giocare come i tre se non a spezzoni? Non vuol dire nulla quello che ha detto AA.
Ok, ma mi spieghi che cosa voglia dire giocare come Nole o Rafa? Mi sembra che sia un giocatore del tutto opposto a loro. E’ stato un paragone tirato là per questioni mediatiche, ma sinceramente non vedo Carlos giocare ad estenuare l’avversario (Nadal-style) o fare a scacchi sul campo come Nole. Per altro non ha la risposta del secondo nè la sua precisione nel rovescio. Quanto poi a Federer, mi pare che il servizio sia decisamente meno performante e per di più Roger giocava il rovescio ad una mano. Che significa dire che possa giocare come una sintesi di loro tre? In sostanza Carlos non avrebbe nulla di veramente suo ma sarebbe il coacervo dei big 3? Non sarebbe ora di smetterla con i rimandi al tempo che fu e dei protagonisti di allora, di cui solo uno rimane a competere con meno agio dei bei tempi? DSe fin troppi utenti appaiono come le vedove di Roger o Rafa primo allora sarebbe il caso che la smettessero di guardare il tennis attuale e ritirarsi a vita privata guardando repliche su repliche. Tante volte sembrate la Swanson di Sunset Boulevard.
Guarda che parlare bene ed essere entusiasti delle qualita’ tecniche ed atletiche di Alcaraz non vuol dire relegare in secondo piano Sinner. Capisco che chi ha il santino di sinner in tasca trovi difficile che altri preferiscano un tennis diverso ma un po di sana ed obiettiva sportivita’ credo ti farebbero bene e sicuramente ti farebbero sembrare meno ‘baciapile’ (da noi si dice cosi)
Giusto. La lettura di quelle dichiarazioni mi ha procurato un grima fortissima.
Vedremo Alcaratz polsino quanti turni passerà agli USOPEN 26 ….
E Jodar ,il dominatore dei prossimi 10 anni ??!!
Ahahah…fino a 7 giorni fa era finito !
@ Giambitto (#4671011)
Le Davis sono due…
Evidentemente, non lo vuole.
Grande Giambitto.
Ovviamente Sinner,Sinner..chi era costui? Quindi ricordo che questo Carneade ha vinto: 30 titoli Atp di cui 5 slam 10 master 1000 , 7 titoli 500, 6 atp 250. 2 Atp Finals consecutivi, una Davis e con le 81 settimane da n 1 si colloca nel top ten di tutti i tempi. Ah dimenticavo è il numero 1 del ranking ed ha appena vinto Wimbledon per la seconda volta consecutiva.
Vedremo
D’accordo! Alcaraz è tennis allo stato puro
Pollice su per il grandissimo Andre ! E’ sempre stato un piacere vederti giocare.
Forza Carlitos!!!! Ci sei mancato.