Van Assche: “Il pubblico mi ha aiutato quando stavo per cedere”. E sul dritto: “Ora voglio essere più aggressivo” (Video)
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La prima semifinale Masters 1000 della carriera arriva dopo un’altra battaglia, ma Luca Van Assche trova soprattutto nella gestione delle emozioni il motivo per essere soddisfatto. Dopo il successo su Rinky Hijikata per 6-4 6-7 7-5, il francese ha raccontato in conferenza stampa le difficoltà della partita, i progressi del proprio dritto e il contributo del pubblico di Parigi.
“Ci sono stati alti e bassi. Momenti in cui ho giocato molto bene e altri in cui ha giocato molto bene lui. È stata una partita difficile dall’inizio alla fine”, ha spiegato Van Assche. “È un buon giocatore, ha giocato molto bene per tutto l’incontro. Non era facile far pendere la bilancia dalla mia parte. Sono contento di come ho gestito le emozioni nel terzo set. Non è stato semplice”.
Il dritto cresce: “Ho lavorato sugli appoggi e sulle intenzioni”
Uno degli aspetti più interessanti della sua evoluzione riguarda il dritto, un colpo con il quale Van Assche cerca ora di incidere maggiormente nello scambio.
“Ho lavorato molto sul dritto e mi sento sempre più a mio agio con questo colpo. Tecnicamente non ho cambiato tantissime cose. Ho modificato soprattutto il modo di sistemarmi con le gambe, di trovare appoggi solidi per riuscire a trasferire tutto il peso sulla palla. Ho cambiato anche un po’ le mie intenzioni”.
La trasformazione riguarda dunque anche le scelte: “Per molto tempo cercavo soprattutto di tenere la palla in campo. Adesso voglio essere più aggressivo, offensivo e andare in avanti. È così che utilizzo il dritto. Forse alcune piccole cose sono cambiate naturalmente, ma non necessariamente in modo volontario. Ho lavorato sulle gambe, sugli appoggi e sull’intenzione con cui gioco il colpo”.
Studiare Hijikata durante la partita
Nel finale sono stati importanti anche i passanti del francese. Soluzioni trovate progressivamente, osservando un avversario che affrontava per la prima volta.
“Per me era difficile proprio perché non avevo mai giocato contro di lui. Ovviamente sapevo cosa aspettarmi, ma più gioco contro un avversario, più riesco ad analizzare quello che fa. Di solito gli schemi si ripetono e diventa più facile trovare un buon passante o fare quello che serve. Questo mi ha aiutato nel finale”.
Ora Shelton, ma prima viene il recupero
In semifinale lo attende Ben Shelton. Van Assche conosce le difficoltà della sfida, ma dopo le energie spese contro Musetti e Hijikata la priorità è recuperare.
“Domani sarà molto difficile contro Shelton. È il numero quattro del mondo ed è un giocatore molto aggressivo. Per il momento, però, non penso alla partita: penso a recuperare fisicamente, per stare bene domani e affrontarlo”.
Anche il tempo trascorso prima di presentarsi in conferenza era stato dedicato agli impegni e al recupero: “Ho avuto tante cose da fare dopo il match, altre interviste. Ho dovuto recuperare, fare cyclette, stretching e la doccia. Poi sono venuto qui. Sono tutte cose che richiedono tempo. Dopo questa conferenza andrò con calma a vedere il mio team”.
Il pubblico: “Mi ha sostenuto dall’inizio alla fine”
Essere l’ultimo francese rimasto nel torneo comportava aspettative particolari. Van Assche non ha però sottovalutato Hijikata, nonostante il ruolo di favorito sulla carta.
“Mi dispiaceva essere stato l’unico a raggiungere i quarti, quando agli ottavi eravamo quattro francesi. Per me è la prima volta che faccio così bene in un Masters 1000. Sulla carta ero favorito, ma lui era nei quarti e aveva ottenuto ottime vittorie per arrivarci. Lo ha dimostrato anche in questa partita, quindi sono ancora una volta molto contento della mia prestazione”.
Un sostegno decisivo è arrivato dagli spalti: “Il pubblico francese è incredibile. Mi ha sostenuto dall’inizio alla fine, soprattutto in alcuni momenti in cui mi sentivo quasi sul punto di cedere. Ti aiuta davvero, ti dà una spinta, ti trasmette energia. Spero che continuerà a farlo”.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Luca Van Assche, Masters 1000 Parigi, Masters 1000 Parigi 2026

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