Sinner-Norman, Gilbert approva l’ipotesi: “Ha un carattere tranquillo, molto simile a Cahill”
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La possibile collaborazione tra Jannik Sinner e Magnus Norman raccoglie il favore di Brad Gilbert. L’eventuale ingresso del tecnico svedese nel gruppo dell’azzurro, per raccogliere l’eredità di Darren Cahill, resta ancora da confermare. Il suo profilo, però, convince l’allenatore e commentatore statunitense, che ne ha parlato insieme a Nick Monroe su Tennis Channel.
«Se è vero, ha perfettamente senso», ha osservato Gilbert, individuando nell’esperienza e nella personalità di Norman due elementi particolarmente adatti alla struttura di lavoro di Sinner.
“Serviva qualcuno con un carattere tranquillo”
Secondo Gilbert, la scelta del successore di Cahill richiede attenzione anche agli equilibri umani di un team consolidato. Il contributo di un nuovo allenatore passa dalla capacità di inserirsi nel lavoro quotidiano e costruire un rapporto duraturo con il giocatore.
«Probabilmente doveva essere qualcuno con un carattere tranquillo, ed è esattamente quello che ha Magnus, molto simile a Darren», ha spiegato.
Gilbert, che aveva già escluso l’ipotesi di un ingresso di Juan Carlos Ferrero, considera quindi importante trovare una figura capace di integrarsi nel progetto esistente.
«È qualcuno che potenzialmente potrebbe restare con lui per molto tempo e con cui è facile andare d’accordo».
L’esperienza con Wawrinka
Il curriculum di Norman offre un riferimento evidente nella lunga collaborazione con Stan Wawrinka. Lo svedese ha accompagnato il campione svizzero negli anni dei suoi maggiori successi, contribuendo alla conquista di tre titoli del Grande Slam.
Monroe ha ricordato proprio la portata di quelle imprese, tornate al centro dell’attenzione in occasione dell’addio di Wawrinka a Basilea: Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016.
Tre finali vinte contro il numero uno del mondo: Rafael Nadal a Melbourne e Novak Djokovic a Parigi e New York. Un percorso che testimonia l’esperienza maturata da Norman nella preparazione degli appuntamenti più impegnativi, anche sul piano della gestione della pressione.
Il possibile lavoro accanto a Vagnozzi
L’eventuale arrivo dello svedese andrebbe inserito in una struttura nella quale Simone Vagnozzi conserva un ruolo fondamentale. La collaborazione richiederebbe una distribuzione efficace delle responsabilità e la capacità di sviluppare ulteriormente il lavoro già svolto.
È soprattutto questo il punto evidenziato dalle considerazioni di Gilbert: la serenità nei rapporti, l’esperienza e la disponibilità a costruire un percorso lungo potrebbero rendere Norman una figura adatta ad affiancare Sinner. Tempi, modalità e composizione del futuro team restano comunque da confermare.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Brad Gilbert, Jannik Sinner, Magnus Norman

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Era Greg Norman, detto lo “Squalo bianco”…
Sinner – appena ventenne – scelse Vagnozzi forse dietro raccomandazione di Vittur, che considera un fratello maggiore, e poi con Cahill c’era poco da sbagliare, visti i 3 soggetti (2 uomini e 1 donna) condotti fino alla posizione #1 della classifica.
Oggi la situazione è profondamente diversa: negli ultimi anni Jannik ha vinto “tutto” (solo il RG mancato per un soffio) ed è già tra i 10 (forse 15?) giocatori più “grandi” di sempre, per titoli e per settimane da #1 di ATP.
Oggi il Divino conosce perfettamente il circuito e, soprattutto, sa esattamente di cosa ha “bisogno” per restare in cima alla classifica e per vincere altri titoli Slam e Masters 1000.
Quindi oggi la scelta del nuovo coach potrà avere la “condivisione” di Vittur ed il “beneplacito” di Vagnozzi (che ormai lo conosce molto bene, nei pregi e nei difetti) ma sarà il fuoriclasse italiano ad avere il peso del 60% (forse anche del 80%) della decisione finale…
…decisione da prendere senza fretta, perché il Vagno lo può dirigere da solo anche fino allo Slam australiano, se ci fosse bisogno.
Però credo che Sinner – a cui piace arrivare ben preparato agli appuntamenti più importanti – deciderà prima, massimo entro i primi di Dicembre e sicuramente un suggerimento (affettuoso prima ancora che professionale) gli sarà arrivato anche dall’uscente Cahill, come regalo d’addio di un rapporto tanto proficuo quanto meraviglioso.
Forza J A N N I K !!!!
L’odore degli haters è talmente nausebondo da essere emanato anche prima del tempo 😕
@ Greg (#4704634)
La pietra tombale sta bene sui tuoi commenti..
Cara Redazione, ma come fate a far passare dei commenti così …
Chissà un Normann cosa può insegnare a un Sinner….boh
Carattere tranquillo si, carattere che si può attagliare a js ma che credo non abbia il necessario ‘autoritarismo gerarchico’ di cui dispone Cahill, che sapeva mettere un cordone taglia fuoco tra lui e il giocatore atto a man-tenere ben distinte le due mansioni, senza fagocitare asimmetrie indebite tutte pendenti dalla sola parte in campo. Questo atteggiamento ad un tempo distante,/prossimo del coach, che nel caso di js è fondamentale perché la sua forma mentis asburgica deve sentire ben forte l’autorità emanata dal coach, credo latiti in Magnus che da quel punto di vista mi sembra molto leggero. Questa leggerezza credo infici quel rapportqo-attrito mutualistico che serve a js, che non tarderà,temo, a trovarsi un po’ troppo solo o al limite mal accompagnato in campo…nonostante l’esperienza accumulata dall’italiano ma che non può risolvere da sola la questione. L’attuale coach di felix auger, il grande Ivan, sarebbe stato più che perfetto in tal guisa ‘autoritaria’ per js, lo dico e lo speravo da molto. Peccato.