Cobolli dopo il ko a Pechino: «Ho giocato come piaceva a lui, mi ha distrutto. Ma ho già voltato pagina» (Video)
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Flavio Cobolli non cerca scuse dopo la sconfitta all’esordio al China Open. Battuto da Roman Safiullin per 6-3 6-2, l’azzurro ha analizzato con franchezza la propria prestazione nelle dichiarazioni in zona mista: una giornata complicata sul piano fisico, un livello di gioco lontano da quello desiderato e scelte tattiche che hanno favorito l’avversario.
«Credo di non avere molto da spiegare oggi. È stata una partita difficile per me, innanzitutto per le condizioni, che non mi hanno aiutato molto, ma anche per il livello che ho espresso. Non credo che questo sia il mio livello», ha spiegato Cobolli.
Nella sua analisi c’è però anche il riconoscimento dei meriti di Safiullin, capace di metterlo in difficoltà e di sfruttare le opportunità della partita.
«Forse non tutti si rendono conto di quanto sia forte Roman, soprattutto oggi. Devi accettarlo. Per me è stata una partita difficile, per lui no. Oggi è andata così e devo accettarlo».
Il sorteggio aveva riservato a Flavio un avversario insidioso fin dal primo turno. Cobolli, tuttavia, ha allargato il discorso alla qualità complessiva del torneo, sottolineando quanto sia necessario presentarsi subito pronti per avanzare.
«Penso che qui nessuno abbia un buon sorteggio. È un torneo di altissimo livello. Fin dal primo turno devi esprimere il tuo miglior tennis per andare avanti».
Alla domanda su quale aspetto avrebbe voluto cambiare, oltre naturalmente al risultato, l’azzurro ha indicato prima di tutto le proprie sensazioni fisiche.
«Non sono contento della mia condizione fisica. Oggi non ero in buona forma».
Cobolli non ha fornito dettagli su un eventuale problema specifico. È stato invece molto netto nel giudicare l’impostazione tattica dell’incontro, ammettendo di aver permesso a Safiullin di giocare nelle situazioni a lui più favorevoli.
«Se potessi cambiare qualcosa, forse cambierei il modo in cui ho giocato tatticamente. Oggi penso di aver giocato esattamente come piaceva a lui. Ne è stato molto contento. Mi ha distrutto. È andata così».
Parole dure verso la propria prestazione, che non si sono però trasformate nella volontà di trascinarsi dietro la delusione. Quando gli è stato chiesto se sarebbe stato facile lasciarsi alle spalle il risultato oppure se la sconfitta sarebbe rimasta nella sua testa, Flavio ha risposto con una risata: «No, è già passata».
Un atteggiamento che si lega anche al modo in cui Cobolli vive il circuito. Nell’ultima parte dell’incontro con i giornalisti, il tema si è spostato sulla sua capacità di divertirsi, coinvolgere il pubblico e conservare spontaneità anche in uno sport pieno di difficoltà.
«Sono semplicemente così. Mi piace giocare. Mi piace avere l’opportunità di condividere il campo con i migliori. Mi piace essere sempre Flavio. Forse è proprio perché sono sempre Flavio e non cambio mai che piaccio alle persone».
Il desiderio di competere rimane così legato al piacere di stare in campo e al rapporto con chi lo segue: «Penso che il mio gioco coinvolga il pubblico. Faccio divertire le persone. Amo giocare, amo competere e rendere felice la gente».
A Pechino resta una prestazione da correggere, soprattutto nelle scelte tattiche e nella capacità di esprimere il proprio tennis. Cobolli lo riconosce senza giri di parole, ma con la stessa chiarezza mostra di voler ripartire: analizzare ciò che non ha funzionato e affrontare il prossimo impegno conservando la propria identità.
Francesco Paolo Villarico
TAG: ATP 500 Pechino, ATP 500 Pechino 2026, Flavio Cobolli

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Qualche problema di approccio ai primi turni ce l’ha. Come se non fosse pronto e non avesse minimamente preparato tatticamente la partita. Sinner a volte dopo un primo turno dominato racconta di come aveva preparato tatticamente la partita oppure parla di come ha dovuto fare dei cambiamenti in corso perchè ha giocato contro un giocatore che non aveva mai incontrato. Questa attenzione ai minimi particolari, senza mai affidarsi solo al proprio gioco o al proprio istinto, sarebbe da studiare e cercare di imitare. E’ proprio dedizione al lavoro.
Cobolli è così, prendere o lasciare, belle e inaspettate vittorie alternate a ko netti e a volte anch’essi non previsti.. per il momento rimane un’ottima stagione per lui, ma mi rimane la sensazione a volte che si senta già arrivato.. me lo sarei aspettato molto più incazzato per una sconfitta come questa, invece non sembra averlo toccato più di tanto..agonisticamente più partecipe alla Laver, c’è qualcosa che non quadra
Cobolli ha una classifica che premia i suoi picchi più che la sua regolarità. Purtroppo temo il 2026 rimarrà il suo picco, molto importante, per carità. Troppi tornei persi al primo turno, così non va. Ha fatto bene a monetizzare la classifica di quest’anno alla laver cup. Speriamo torni sinner presto! E musetti possa risolvere i problemi di salute che lo hanno massacrato quest’anno
Come per Ruud, la Laver Cup ha lasciato il segno.
Anche Alcaraz non ha avuto una partita facile.
una brutta sconfitta e subito parte il processo… i social sono proprio una rovina
Un tempo gente come chi scrive ‘sti commenti andava al bar a farli e veniva spernacchiato come si deve, oggi purtroppo c’è libertà di scrivere scempiaggini senza ritegno…
Bravissimo, la Laver Cup è stata davvero utilissima per preparare il finale di stagione!
Comunque notavo che in questa parte di stagione post Wimbledon, senza Jannik i nostri fanno pietà.
In generale tolto Sinner, fuori dalla terra battuta non eccelle nessuno.
Lo pensavo più intelligente…
Purtroppo cobolli si si imborghesisce e non lotta su ogni punto può perdere da chiunque purtroppo.. il russo è un buon giocatore puoi perdere ma non così.. sei 6 del mondo non più 20 e ste figure non bisogna farle
Nel tennis è fondamentale dimenticare in fretta il punto concluso e passare al successivo.
Io però ho come la sensazione che il voltare pagina in fretta significhi non averla letta con attenzione.
Programmazione che lascia perplessi, un piano tattico inesistente,uno sbattere la palla continuo che ha successo se ci sono diverse combinazioni che di incastrano (testa,fisico, avversario,pizzico di “culo”) mentre ,forte anche dell’avventura parigina,ci si aspetterebbe un tennista più maturo,uno che mostra una certa presenza e invece mi sembra uno che può vincere/perdere con un 50 e 50 e alcune sconfitte sono brutali.
Clonate Sinner che un GS sennò lo si rivince nel 2097 quando giocheranno gli Androidi Extra Mondo di Blade Runner
Vorrei fare una riflessione di natura tecnica: pare che il campo londinese avesse una superficie davvero lentissima, più lenta della terra, per aumentare il numero degli scambi e quindi lo spettacolo…
…è possibile che il passaggio ad una superficie molto più veloce abbia disorientato i partecipanti alla Laver Cup e questo spiegherebbe una “debacle” che sembra “generale”.
Ahimè 🙁
L’aver cup giocata, può portare a fuori forma. E sottolineo “può”.
Tu non hai una tattica
Mamna …