WTA, allarme sui conti: perdite per 23 milioni e liquidità a rischio nel 2027
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Il circuito femminile deve affrontare una delicata crisi finanziaria. Le proiezioni illustrate dalla WTA durante alcuni incontri organizzati a New York indicano per il 2026 una perdita operativa di circa 23 milioni di dollari e una liquidità residua di appena 15 milioni alla fine dell’anno. Se l’attuale andamento non dovesse cambiare, le disponibilità economiche dell’organizzazione potrebbero esaurirsi nell’autunno del 2027.
Non si tratta di un fallimento già conclamato, ma di una traiettoria finanziaria che impone interventi rapidi. Valerie Camillo, nuova presidente della WTA, ha ereditato una situazione complessa e dovrà trovare un equilibrio tra la riduzione delle spese e la necessità di aumentare i ricavi senza impoverire il prodotto sportivo.
La WTA prepara una riduzione dei costi
Una delle prime risposte dovrebbe essere una politica di contenimento dei costi. La WTA ha già ridotto la presenza del proprio personale operativo in alcuni tornei e potrebbe intervenire ulteriormente sulla struttura organizzativa.
Al momento non è stato annunciato un taglio generale dei montepremi destinati alle giocatrici. Il rischio, tuttavia, è che una situazione finanziaria così fragile possa rallentare il percorso verso la parità economica con il circuito maschile o determinare in futuro il congelamento di alcuni premi.
Il problema è aggravato dal divario commerciale tra le due organizzazioni. Nel 2024 la WTA avrebbe registrato ricavi per circa 142 milioni di dollari, meno della metà dei 294 milioni attribuiti all’ATP. Negli eventi congiunti rimangono inoltre differenze significative nella distribuzione complessiva dei montepremi, nonostante il progetto della WTA punti a raggiungere progressivamente la parità.
La fine anticipata dell’accordo con Riyadh
A pesare sui conti sarà anche la conclusione anticipata dell’accordo per disputare le WTA Finals a Riyadh. L’intesa triennale, inizialmente valida dal 2024 al 2026, si è chiusa dopo due edizioni su richiesta della WTA e con il consenso della federazione saudita.
La manifestazione del 2026 si svolgerà a Indian Wells dall’8 al 15 novembre. L’organizzazione non ha indicato pubblicamente una motivazione dettagliata per l’addio a Riyadh, sede finita comunque al centro di numerose critiche per la situazione dei diritti umani in Arabia Saudita.
Dal punto di vista finanziario, la rinuncia comporta la perdita di un accordo particolarmente remunerativo: l’edizione del 2025 aveva messo in palio complessivamente 15,5 milioni di dollari. Il montepremi delle Finals di Indian Wells non è stato ancora ufficializzato e, pertanto, non è possibile stabilire se sarà inferiore a quello garantito nelle precedenti edizioni.
Il nodo dell’investimento di CVC
Un’altra scadenza importante riguarda il rapporto con CVC Capital Partners. Nel 2023 il fondo ha investito 150 milioni di dollari, distribuiti nell’arco di cinque anni, ottenendo il 20% di WTA Ventures, la società incaricata di gestire gli interessi commerciali del circuito.
Dopo il 2027 terminerà quindi l’apporto finanziario previsto dall’investimento iniziale. Ciò non significa che si concluderà automaticamente la partnership con CVC, che continuerà a essere azionista di WTA Ventures, ma l’organizzazione non potrà più contare sullo stesso flusso di capitale. Sarà quindi necessario sostituirlo attraverso nuovi sponsor, accordi televisivi e una crescita dei ricavi commerciali.
Fusione con l’ATP: ipotesi sospesa, non soluzione imminente
La situazione ha riportato al centro del dibattito la possibile collaborazione tra ATP e WTA. Le trattative non riguardavano necessariamente una fusione completa delle due organizzazioni, ma la creazione di una struttura commerciale comune attraverso cui vendere diritti televisivi, sponsorizzazioni e altri prodotti.
I negoziati, però, sono stati sospesi a tempo indeterminato a causa delle divergenze sulla distribuzione dei ricavi. La WTA non avrebbe ritenuto sufficientemente favorevoli le condizioni economiche discusse, temendo di accettare una valutazione troppo bassa del proprio prodotto.
Una futura intesa resta possibile e potrebbe rendere il tennis più semplice da seguire, offrendo agli appassionati un prodotto unitario e maggiormente riconoscibile. Non esiste, tuttavia, alcun accordo imminente e la WTA dovrà nel frattempo elaborare un piano autonomo per tutelare la propria sostenibilità.
Una sfida soprattutto commerciale
I quattro tornei del Grand Slam sono organizzati da enti indipendenti e la crisi operativa della WTA non mette direttamente in discussione i loro montepremi. Il problema riguarda soprattutto il circuito ordinario, la valorizzazione degli eventi e la capacità di trasformare l’interesse per il tennis femminile in ricavi stabili.
Serviranno una distribuzione più chiara dei diritti televisivi, una strategia digitale più efficace, una maggiore promozione delle giocatrici e un nuovo accordo economicamente solido per ospitare le WTA Finals dal 2027.
I numeri impongono una svolta, ma la crisi può ancora essere gestita. La priorità della nuova dirigenza sarà ridurre le perdite senza compromettere montepremi, visibilità e qualità dei tornei. Il futuro della WTA dipenderà dalla capacità di costruire un modello commerciale meno dipendente da investimenti straordinari e accordi temporanei, trasformando il valore sportivo del circuito in una struttura finanziaria finalmente sostenibile.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Circuito WTA, WTA

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Fate il calendario pirelli delle tenniste e gli incassi aumenteranno..
@ Paolo (#4680719)
Uh, così, a naso, mi pare che la mia omonima abbia scritto un commento di molto ironico.
@ Cip (#4680580)
Beh, ma, ammesso sia vero, non è una imposizione dall’alto.
Chi impedisce alle donne di appassionarsi alle varie discipline e di riempire gli spalti (anche quelli virtuali, a distanza, sui divani davanti ai TV di casa)?
Forse Lei la pensa allo stesso modo riguardo ai compensi ben maggiori che le modelle (foto- e non) percepiscono rispetto ai loro colleghi maschi?
Od in tal caso pensa che il maggior giro d’affari che la moda femminile muove rispetto a quella maschile giustifichi la disparità di trattamento economico a favore di chi abbia cromosomi XX?
Quindi tu neghi che i giadagni che generano gli uomini siano molto piu alti di quelli delle donne? Io vivo a Stoccarda, e spesso vado a vedere il torneo qui. Ti posso assicurare che, nonostante la passione dei tifosi, nessuno va a vedere la semi femminile Pegula vs Muchova, e c’è il tutto esaurito per il primo turno Tsisipas vs Landaluce
A costo di essere preso per maschilista dalle persone con poca intelligenza, questa è la conseguenza del parità di salario. Le donne non genereranno mai gli stessi introiti degli uomini. La velocità di palla e lo spettacolo del maschile è totalmente differente, e crea automaticamente piu attrazione. Inoltre negli slam 3 su 5 attira piu spettatori e ovviamente piu sponsor vista la durata piu lunga dei match. Questo naturalmente non significa che le donne non siano divertenti da guardare, ma che come visto generano meno profitti. Se tizio mi genera 100€ e caio me ne genera 50€, perché dovrei pagare a entrambi la stessa cifra? Quando le donne genereranno le stesse cifre degli uomini sarà giustissimo pagarle tanto quanto. Ma oggi non è ancora cosi
@ Tina (#4680653)
Ecco brava. Aumentiamo il costo dei biglietti così il tennis diventa ancora più elitario e prodotto solo per pagliacci che sbraitano in terza fila mentre fumano marijuana. Oppure lo guardano gli “influencers” (bleah) che di tennis non capiscono un acca e l’unica cosa di cui si interessano e fare il selfie con la luce migliore dell’Arthur Ashe.
Biglietti a mille Mila dollari per tutti. Yeah
Eh ti credo, dopo Serena non c’è più stata alcuna campionessa assoluta (solo tante buone giocatrici), e manca pure uno storytelling che possa funzionare e poter vendere.
Si Il prize money dei tornei femminili( tranne le Finals) non c’entra niente con queste perdite Evidentemente i dirigenti si trattano molto bene
La parità é un obiettivo per i dipendenti.A paritâ di mansioni é giusto dare lo stesso stipendio. Per i liberi professionisti valgono le leggi di mercato . Come mai le fotomodelle guadagnano infinitamente di piú dei colleghi maschi ? Perché fanno vendere di piú.
incredibile! c’è ancora qualcuno che ragiona con il cervello e non perde tempo a scrivere str…. 😎
i danni delle politiche DEI.
non possono pagare cosi tanto atlete che generano codi poco movimento di denari
É’ solo una questione di cattiva gestione ed eccessiva remunerazione dei dirigenti e titolari della WTA.
Primo, il premio dei tornei sotto egida WTA è erogato dagli organizzatori dei singoli tornei e non dalla WTA, che si limita ad incassare i ricchi diritti di concessione.
Secondo, gli unici tornei con (ricco) prize money uguale per uomini e donne sono gli slam, dove WTA e ATP non c’entrano un tubo.
Terzo (ed ultimo) solo per le finals la WTA caccia i premi di tasca sua (trascurando quella pagliacciata della United Cup), e nelle ultime edizioni ha elargito cifre assurdamente alte senza nessuna logica.
Per me la WTA, come azienda privata, può tranquillamente sparire, il loro unico asset è la gestione della classifica, che può essere fatta da chiunque altro.
Sarebbe bello se finalmente l’ITF prendesse in mano tutto, ma ovviamente ci sono troppi interessi in gioco.
Promuovere di più qualcosa non significa che più gente si interesserà
Polemiche ipocrite da suprematisti culturali per l’Arabia, ma intanto pagano i conti… E poi l’America è così avanti sui diritti umani
“Il rischio, tuttavia, è che una situazione finanziaria così fragile possa rallentare il percorso verso la parità economica con il circuito maschile o determinare in futuro il congelamento di alcuni premi.”.
“Negli eventi congiunti rimangono inoltre differenze significative nella distribuzione complessiva dei montepremi, nonostante il progetto della WTA punti a raggiungere progressivamente la parità.”
Perché è un rischio? Abbiamo appena visto che non rendono pari, ma vorrebbero comunque succhiare soldi guadagnati da altri? Bella l’uguaglianza solo quando conviene eh…
“senza compromettere montepremi”. Facile. Aumentiamo il costo dei biglietti, così se vuoi vedere i maschi devi per forza sovvenzionare le quote rosa
Si raccoglie ciò che si è seminato.
Solo richieste di privilegi (come stesso prize money), ma nessun progetto che valorizzasse un prodotto comunque scadente
Andando dietro alle pagliacciate di sceme come Billy Jean, Martina e Amelie, e normale che la WTA oggi sia diventato un circo: estinto
Vedendo la partita Gauff Andreeva ti rendi conto del perchè la WTA è in crisi. Tenniste limitate tecnicamente che pure sono in top ten….con simili spettacoli è difficile mostrare interesse.
Interesse per i tornei femminili modesto, una volta Graf, Seles, Sabatini, Navratiliova,Evert, Mandlikova..oggi non mi ricordo nenmeno…
@ Kenobi (#4680549)
Il tennis maschile deve ringraziare solo ed unicamente il fatto che a guardare lo sport ci siano principalmente uomini, altrimenti per come è messo ad oggi dovrebbe essere più in difficoltà della ETÀ
Nessuno le guarda… L unica possibilità da provare è dividere gli eventi dagli uomini..
E nonostante siano da zavorra al tennis maschile ,tra l’altro tanto di cappello alle donne che sono riuscite a vincere una battaglia falsa sul diritto allo stesso prize Money ,come se non fossero libere professioniste ed unicamente responsabili del reddito da impresa .
Parità di montepremi con i tennisti. Braviiiii
I premi devono essere proporzionali agli incassi. Poi gli sponsor spendano come vogliono i loro soldini.
Ma va?
Con tutto l’interesse che suscita il circuito femminile…chi l’avrebbe potuto pensare?
Attenzione che anche il circuito maschile se prosegue nell’omologazione al tennis bombardiero contemporaneo prima o poi farà la stessa fine.
Per le donne c’è di buono che più in basso di così non credo possano andare: si può solo migliorare.
A maggior ragione per le donne, data la minor forza atletica, la strada da percorrere sarebbe il reindirizzamento verso un gioco più umano, fantasioso ed umanamente intelligente, attraverso il ripensamento degli attrezzi di gioco.
Verrà percorsa?
Dovevano fondersi con l’ATP quando Gaudenzi glielo aveva proposto invece hanno voluto fare i duri e puri
Interesse per il tennis femminile attualmente 0. Il mercato dice questo
Il mercato è spietato, qui non si fa beneficenza. Cancellare il tennis femminile. Ora.
E’ logico che possa succedere, fino ai quarti di un torneo WTA sugli spalti ci sono solo i parenti enzo