McDonald e la battaglia per strappare il prize money negli Slam: “Conosco una manciata di giocatori che sono seriamente infortunati ma giocheranno US Open per assicurarsi di guadagnare qualcosa”
33 commenti
I tornei del Grande Slam restano il motore dell’annata tennistica, non solo perché mettono in palio i trofei più prestigiosi e ambiti ma anche per i loro prize money, i più “pesanti”, indispensabili alla sopravvivenza di molti giocatori, pronti a scendere in campo anche se in pessime condizioni fisiche pur di portare a casa un assegno irrinunciabile con la sconfitta al primo turno. È una situazione nota, che lo statunitense Mackenzie McDonald sottolinea in una intervista al Guardian, poco prima di US Open, torneo che quest’anno mette in palio un compenso record di 140mila dollari per chi esce di scena al primo incontro di singolare. Una quantità di denaro importante, nessuno è disposto a rinunciarvi anche se si trova in un momento di cattiva forma o addirittura infortunato. Dopo dieci anni nel circuito ATP, il 31enne statunitense non è un tennista in difficoltà economiche, ma ha passato momenti non facili quando ha sofferto un grave infortunio al ginocchio e sa bene che la vita da professionista può trasformarsi facilmente in un’esistenza vissuta alla giornata, con il benessere fisico e mentale dei giocatori spesso compromesso dalla necessità di tornare in campo il prima possibile, pena crollare drammaticamente in “rosso” e mettere a rischio la propria carriera.
“Conosco in questo momento almeno una buona manciata di giocatori che sono seriamente infortunati”, racconta McDonald al quotidiano britannico. “Ma so che si presenteranno agli US Open e scenderanno in campo per assicurarsi di poter guadagnare qualcosa, perché hanno delle spese da pagare. Vogliono prendere un appartamento e pagare il proprio team: allenatore, fisioterapista, preparatore atletico… Gli Slam sono il motore che permette loro di vivere di tennis e devono sfruttare al massimo queste opportunità. Per alcuni segna la differenza tra riuscire a mettere il cibo in tavola e potersi mantenere. È questo ciò che è in gioco”.
Questa prospettiva è la realtà per una larga fetta di giocatori che lottano per entrare stabilmente tra i primi 80, 100 del ranking mondiale e per i quali partecipare al main draw di uno Slam segna la differenza tra chiudere una stagione mettendo da parte un po’ di soldi per il futuro o andare in negativo, con ancor più tensione in campo oltre a quella già notevole imposta dagli avversari. Per questi motivi è in corso l’azione dei top player sui tornei dello Slam affinché aumentino i montepremi fino al 22% dei loro ricavi, rispetto all’attuale quota di circa il 15%, battaglia sostenuta da stelle come Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, in modo che l’ambiente del tennis Pro diventi più sostenibile e stabile per una platea più ampia di giocatori. “La parole di McDonald offrono una prospettiva più convincente rispetto alle lamentele di giocatori multimilionari” scrive il Guardian. “Con oltre 7 milioni di dollari guadagnati in carriera, è improbabile che lo statunitense sia costretto a fare i conti con difficoltà economiche, ma ci sono stati momenti della sua carriera in cui la situazione è stata molto diversa. Cifre che all’apparenza possono sembrare elevate non tengono conto del fatto che i giocatori devono sostenere personalmente i costi dei viaggi e degli allenatori, oltre a quelli dei loro team, spesso piuttosto numerosi”.
“Le cose sono cambiate, ma ai livelli più bassi i soldi sono sempre stati piuttosto insignificanti”, spiega McDonald. “Direi che se oggi sei numero 250 del mondo guadagni circa 200.000 dollari. So per certo che lo scorso anno soltanto 88 giocatori hanno guadagnato un milione di dollari. Ma questa è una cifra al lordo delle tasse e prima di tutte le spese, che sono molto significative. Molti giocatori passano direttamente dal college, dove è tutto pagato, al tennis professionistico, dove devono prenotare da soli i voli e spesso, alla fine della settimana, pagare costosi biglietti aerei per raggiungere il torneo successivo. Sono diventato un maestro dei trucchi per risparmiare sui viaggi, ma bisogna anche pagare il proprio team, che può comprendere un preparatore atletico, un fisioterapista, uno psicologo o il proprio allenatore principale. E anche le loro spese di viaggio. Come giocatori, siamo un asset sottovalutato rispetto alla quantità di tempo televisivo che garantiamo alle emittenti e ai ricavi che generiamo per gli operatori delle scommesse”.
McDonald è stato stoppato dalla pioggia e disputerà venerdì il suo terzo match di qualificazione a US Open (contro Svrcina) per centrare il tabellone principale a Flushing Meadows. Ormai si può considerare un veterano, ma ha conosciuto anche il lato più oscuro di uno sport nel quale diritti come un’assicurazione sanitaria sono un privilegio per pochi. Dopo essere entrato per la prima volta tra i primi 60 del mondo nel 2019, ha saltato gran parte della stagione a causa di un grave infortunio al ginocchio rimediato al Roland Garros. Il suo ritorno è stato poi frenato dalla pandemia di Covid-19 l’anno successivo. Il suo racconto è la foto delle difficoltà imposte da uno sport individuale come il tennis. “La parte più dura è che quando ti infortuni non guadagni soldi e allo stesso tempo perdi posizioni nel ranking, cosa che limita anche la tua possibilità di competere in futuro”, spiega McDonald. “Non puoi semplicemente tornare sulla ruota e ripartire. Sono passato dall’essere giovane e affamato di successi al ritrovarmi seduto nel mio appartamento, incapace di camminare e intento a cercare di rimettere insieme i pezzi per tornare a guadagnare. Sono stato fortunato perché era il 2019 e i medici avevano le conoscenze necessarie per curare quel tipo di infortunio”.
“Essere in grado di adattarsi a come stai, fisicamente e mentalmente, è una capacità a sé stante. Puoi vivere una stagione fantastica e guadagnare, diciamo, una cifra a sette zeri, ma poi ti infortuni e improvvisamente non incassi più nulla. Se vedeste le cose assurde con cui abbiamo a che fare ogni giorno, sarebbe quasi comico. Quest’anno ho perso la mia borsa più volte e mi sono ritrovato a volare da una parte all’altra del mondo senza avere con me praticamente nulla. Se scendi dalla ruota del criceto, non guadagni più soldi. Quando ci sei sopra, devi continuare a correre. È davvero brutale. Spero che in futuro i motori economici del tennis contribuiscano maggiormente al welfare dei giocatori. Ci stiamo muovendo in quella direzione, ma quanto velocemente accadrà è un’altra questione” conclude McDonald.
Marco Mazzoni
TAG: Mackenzie McDonald, prize money, Tornei del Grande Slam, US Open 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Medvedev
Auger-Aliassime
de Minaur
Fils
Rybakina
Sabalenka
Svitolina
Muchova
Swiatek
@ Maxiclimb (#4673783)
Dal mio punto di vista ATP non è il tennis, i tennisti sono il tennis e se ATP danneggia loro, danneggia il tennis. Se danneggia i tennisti migliori nuoce al tennis migliore. Se organizzatori indipendenti possono contribuire nell’offrire a tennisti e appassionati ciò che la gestione centralizzata ATP sta loro negando, cioè carriere più sane e lunghe e un numero maggiori di incontri di alta qualità, perché no..ben vengano anche i loro tornei!
@ Antonella B. (#4673703)
Ci sono già 7 organi di governo del tennis che litigano tra di loro, che poi è uno dei motivi per cui non si riesce ad organizzare un calendario sensato e a rendere più profittevole l’intero sistema tennis.
Aggiungere ulteriori elementi esterni non farebbe che disperdere le risorse e sarebbe ancora più difficile vedere i migliori tutti insieme, che è quello che la gente vuole.
Certo ci sarebbero magari ricche esibizioni tipo six kings slam, alle quali però l’invito sarebbe ristretto a pochissimi.
E negli stessi giorni tutti gli altri a sudare in un torneo di scarso interesse e quindi scarsa remunerazione.
No, per dare valore al prodotto bisogna che gli attori principali ci siano tutti e si incontrino più volte all’anno.
Piuttosto bisogna cambiare qualcosa nell’attrezzatura e nelle palline per limitare gli infortuni, e appena possibile con i contratti in essere, tornare ai 1000 di una settimana.
Non credo convenga neppure ai tennisti meno famosi e ricchi che il monopolista continui imperterrito a consumare il talento pia raro a velocità crescente, secondo me per indurlo a correggere le proprie politiche serve più concorrenza
Che dire, come nel resto della società anche la nuova generazione nel tennis è piena di pretese. Vorrei riportassero i Masters a 1 settimana solo per vedere dimezzati i tabelloni, così piagnucolano pure di più che chi non è in top40 resta fuori. “Il #348 deve vivere, e con agio, di tennis!!!!”. Certo, a spese di chi? Mettiamo i biglietti dei Challenger a 250 l’uno e vediamo chi si scomoda a pagare per vederci? Bisogna avere anche un po’ di sana autocoscienza, e riconoscere che il successo non è dovuto e che vivere da milionari colpendo una pallina meno che mai. Se non sei abbastanza bravo il problema è solo tuo. Che poi, magari evitare i team formato imperatore di Persia quando non sei nessuno aiuterebbe, oggi si sentono tutti grandi star, come Bergs: avrà 50 persone al seguito, perché non si sa. O qualche Junior che ha l’incordatore personale. Facessero sei mesi di lavoro vero per quattro soldi in croce, poi vedi come corrono a giocare alle condizioni dell’ATP
Sull’argomento guadagni e costi per i tennisti sotto la soglia del n. 100 ho letto il libro di Conor Niland “ Quasi farcela” che descrive bene il percorso, le aspettative, le delusioni, i problemi pratici e anche psicologici che devono affrontare i tennisti sotto un certo livello. Magari ne avete già parlato ma lo segnalo dopo la lettura.
Ah no? E secondo Lei quanto “resta attaccato”? I soldi per un cappuccino ed un cornetto?
… suvvia …
Cioè tu sostieni che gli organizzatori (cioè la federazione USA) avrebbero prima concesso una WildCard a un giovane AMERICANO, l’hanno annunciata pubblicamente, e poi gli hanno detto: “no scusa, ci abbiamo ripensato, la diamo a Stan” per qualche lamentela online?
Ma seriamente credi a una roba del genere?
Parliamo di 140.000 dollari per chi perde al primo turno, secondo te Kypson se ne starebbe zitto e buono?
E dietro quali promesse o minacce?
Visto che stiamo scrivendo una sceneggiatura di un film, andiamo fino in fondo 🙄
No, io non intendevo in quel senso. So bene che ha guadagnato circa 45 milioni solo di prize Money senza considerare sponsor e altro .
Il punto è che gli US.Opem gli avevano giá concesso delle wild card, l’ultima due anni fa ( quando Stan aveva 39 anni ed era giá in pieno declino ).
Wawrinka avrebbe potuto ( e forse dovuto ) chiudere il cerchio giá agli US.oèem del 2024 con quella wild card.
Adesso cosa succede. Che lui vuole per forza chiudere agli US.Open come slam e poi a Basilea. Gli organizzatori decidono invece di aiutare Kypson.
La notizia fa il giro del web e scoppia l’ondata di indignazione soprattutto sul profilo Instagram del torneo.
Poi wawrinka scrive quel messaggio strappalacrime del ragazzotto svizzero e del sogno americano e i messaggi negativi contro l’organizzazione si decuplicano nel giro di poche ore.
Fino a quando improvvisamente si scopre che Kypson è infortunato e non può piu partecipare.
E per riallacciarci alle parole di McDonalds: un giocatore come Kypson anche zoppo non avrebbe mai rinunciato a quel gettone di presenza.
Il furbo messaggio strappa lacrime di wawrinka ha aizzato i tifosi che si sono scatenati sui profili social del torneo e gli organizzatori sono tornati sui loro passi penalizzando il povero Kypson w favorendo un pensionato da 100 milioni in banca che avrebbe potuto ritirarsi gia due anni fa con quella wild card
Castel Chariot (Guest) 28-08-2026 12:14
Non si riferisce ad Alcaraz, vero?
***************************************
ho pensato la stessa cosa…
Poi si dovrà..
Poi si dovrà..
Personalmente conosco sia Catini che la sua famiglia. I genitori sono maestri di tennis e i suoi due fratelli hanno avuto una carriera Itf, la sorella anche di discreto livello.. Diciamo che a 28 anni si sta divertendo in giro per il mondo, più di dovrà trovare un lavoro..qualche idea ce l’avrei..
Ovviamente per chi sta sotto i top 50 aver portato i 1000 a due settimane con allargamento dei tabelloni, ha portato grandi vantaggi enonomici.
Il problema con i 1000 allungati ce l’hanno praticamente solo i top player che arrivano in fondo regolarmente, ma il guaio è che sono proprio questi giocatori che fanno vendere i biglietti.
Avere un torneo con pochi TOP diminuisce l’interesse e rende quindi meno sostenibile economicamente tutto quanto.
Però in generale tutti gli aumenti di montepremi degli ultimi anni sono sempre andati nella direzione che dici tu, ovvero aumentare in proporzione di più quelli dei primi turni e delle qualificazioni.
Tornei extra-ATP liberi decisamente no!
se diamo ancora più possibilità ai top di guadagnare senza partecipare agli eventi obbligatori, questi ultimi perderebbero ogni importanza e il circuito collasserebbe, non potendo più pagare nemmeno le cifre odierne.
A quel punto, i top10 potrebbero cavarsela con le esibizioni, strapagate, tutti gli altri sarebbero messi molto peggio di adesso e tanti dovrebbero smettere.
Forse molti tennisti amano i masters di 2 settimane anche perché la logorante fatica della seconda settimana la frequentano saltuariamente..
Guardando la classifica, secondo me slam e ATP dovrebbero aumentare i premi innanzitutto in basso, mentre dovrebbero diminuire il carico di lavoro sopratutto in alto. Credo che ai top players andrebbe lasciata la libertà di partecipare a tornei extra-atp anche durante le settimane degli eventi ATP cosiddetti obbligatori, unica eccezione le Finals
Secondo te, Wawrinka ha bisogno dei soldi del primo turno? Ha bisogno di quelli dello sponsor….
Non è casuale che il ceto d’appartenenza dei giocatori di tennis, soprattutto di quelli che vivacchiano oltre al 400esima posizione è sicuramnete diverso da quello dei calciatori. Poi capita che Sinner, Musetti, Alcaraz o Tiafoe vengano da famiglie di lavoratori, ma sono un’eccezione.
Lo vedete perché non mi convince per niente il ritiro improvviso di Kypson ( la wild card designata poi andata a wawrinka dopo le proteste social provocate dallo svizzero )???
Per un giocatore di quella caratura, il gettone del primo turno è oro
Dammi i nomi così mi pago una vacanza giocandoci contro grazie…
Non si riferisce ad Alcaraz, vero?
ma perché devo essere censurato se consiglio a McDonald di andare su segugio.it uh uh uh uhuh?
ti assicuro che almeno il 60% dei tennisti non sa neanche perché e come genera i suoi colpi e tantomeno potrebbe trasferire le sue conoscenze ad altri. Però, certo, è un’ottima base per parlare di tennis ed eventualmente fare il maestro.
La scoperta dell’acqua calda. A meno che il numero di questi casi non aumenti anno dopo anno. Il sospetto c’é.
Il problema è che il tennis è uno sport, insieme al golf, unico nel suo genere..in pratica il giocatore è una partita iva che apre una attività ed è soggetto alle dure leggi del mercato e della concorrenza. Apri un ristorante: devi pagare l’affitto, tutte le spese per la messa a norma, gli stipendi, le tasse, l’accantonamento per il TFR, le tasse sui rifiuti, le utenze e via dicendo..se va bene, facendoti il mazzo campi e magari fai i soldi ma spesso le cose non vanno bene e chiudi baracca e burattini. Quello che sorprende e vedere le centinaia di giocatori che giocano gli Itf e i challenger fino a 30 e passa anni vivendo di nulla..quelli che giocano in atp e/o dei challenger regolarmente vengono visti, a loro volta, da questa massa di infelici, come dei fortunati privilegiati.. vabbè, diciamo che impari un mestiere: il maestro di tennis..
Comunque 140.000 dollari se arrivi al primo turno di uno slam, anche al lordo delle tasse, sono un bel gruzzoletto, poi non come funziona negli altri paesi, ma in Italia tutte le spese strettamente legate alla propria attività professionale (viaggi, soggiorni, ma anche i compensi pagati al team o a collaboratori occasionali) sono oneri deducibili dal reddito imponibile (insomma l’irpef si paga solo sui guadagni effettivi al netto delle spese).
Beh, nei primi turni degli slam, i forfait a partita in corso oramai si sprecano.
il regolamento lo consente, sennò sai quanti lucky losers ci sarebbero
@ tinapica (#4673422)
Ignorante
Non comprendo perchè vuoi palesare al mondo la tua pochezza intellettuale. Un bel tacer non fu mai scritto diceva mio papà defunto che la sapeva lunga.
Commento del tutto slegato dal contenuto dell’articolo.
@ tinapica (#4673422)
Secondo lei su 1000000 di dollari al netto rimangono 200000 ?! Ma che dice!
Ha ragione riguardo i guadagni netti dei giocatori oltre il n.100 atp! Devono aumentare del 40%
Fuori i nomi
Caro De’Donaldo, mi sa che Lei si sopravvaluta un po’ se pensa di essere uno tra i motivi per cui noi si guarda il tennis in TV.
Io penso che, al netto delle tasse e delle spese, su ipotetici 500.000 dollarazzi a Lei restino almeno 100.000 di reddito vero e proprio.
È poco per tutto il mazzo che si fa per poterli conquistare?
Cambi sport, se Le riesce, o cambi proprio mestiere.
A fare l’idraulico si guadagna bene e, secondo la vulgata, si tromba pure (tanto che dalle mie parti l’idraulico si chiamava “trombee” 😀 )!
Capite ora perchè la maggioranza dei tennisti vede di buon occhio i masters su due settimane? Perchè gli Slam non bastano più.