Zverev verso un club esclusivo: sarà il sesto numero 1 sia tra gli junior sia nel circuito ATP
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Alexander Zverev si prepara a raggiungere un traguardo riuscito soltanto a cinque giocatori prima di lui. Quando salirà ufficialmente al vertice del ranking ATP, il tedesco diventerà il sesto tennista capace di essere numero 1 del mondo sia tra gli junior sia tra i professionisti.
Ad attenderlo in questo ristretto gruppo ci sono Ivan Lendl, Stefan Edberg, Marcelo Ríos, Roger Federer e Andy Roddick. Nomi che raccontano epoche diverse e che condividono la capacità di aver trasformato le promesse del tennis giovanile nella conquista della vetta del circuito maggiore.
Le radici del successo nella carriera junior
Per Zverev il percorso era cominciato ben prima dell’ingresso stabile tra i protagonisti dell’ATP. Il tedesco aveva chiuso il 2013 da numero 1 junior, mostrando già a sedici anni qualità che lo indicavano tra i talenti più interessanti della propria generazione.
Nel gennaio successivo era arrivato anche il titolo agli Australian Open junior 2014, un passaggio significativo nella sua formazione. Ora, a distanza di oltre un decennio, Sascha si prepara a completare il collegamento tra quelle prime affermazioni e il risultato più prestigioso sul piano della classifica.
Il dato evidenzia quanto sia difficile ripetersi passando da una categoria all’altra. Primeggiare tra i giovani rappresenta un segnale importante, ma non garantisce lo stesso destino nel professionismo, dove cambiano avversari, esigenze fisiche e continuità richiesta.
Una stagione che completa il palmarès
A 29 anni, Zverev sta raccogliendo i risultati più importanti di una carriera costruita confrontandosi con generazioni di campioni: prima Federer, Nadal e Djokovic, poi gli altri protagonisti del circuito e infine Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
All’oro olimpico e ai successi nelle ATP Finals si sono aggiunti nel 2026 i primi due titoli del Grande Slam, al Roland Garros e agli US Open. L’approdo al numero 1, ormai garantito entro la conclusione della stagione, aggiungerà un altro riconoscimento a questo percorso.
La particolarità di Marcelo Ríos
Nella lista dei giocatori arrivati al vertice in entrambe le categorie spicca anche la storia di Marcelo Ríos. Il cileno riuscì a diventare numero 1 ATP senza conquistare un titolo del Grande Slam in singolare tra i professionisti: una particolarità che distingue il suo cammino da quello degli altri componenti del gruppo.
Zverev entrerà invece in questo club dopo aver già colmato nel 2026 il vuoto più importante del proprio palmarès. La conquista della vetta darà così un seguito alle ambizioni nate negli anni junior, trasformando una promessa di allora in un risultato storico.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Curiosità

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la generazione di mezzo: quella più sfigata stretta tra i Big3-4 e annichilita dai due Alieni atterrati nel momento in cui avrebbe potuto dominare il circuito.
Zverev è il secondo di quella generazione ad arrivare al numero Uno, il primo è stato Medvedev. E non è un caso, sono i due che hanno avuto più continuità e che non hanno mai mollato, Zverev nemmeno dopo un infortunio serissimo.
Facendo il conto di quelli che erano papabili solo Thiem ha avuto una sfiga enorme e poteva farcela, gli altri ora sono persi tra il tredicesimo posto di Fritz e il 33esimo di TsiTsi.
Penso a Rublev, Kachanov, Hurkacz, Ruud che pure è stato a un passo dal Numero Uno.
Se ha un merito Zverev è quello di non aver mai mollato, ovviamente molto fortunato a non avere contro Sinner e Alcaraz per buona parte della stagione, ma non è che li ha aspettati sotto casa per menarli o gli ha fatto delle macumbe.
Sarà il numero uno più farlocco della storia?
Lo diranno sicuramente, come lo hanno detto al tempo di Muster, Moya, Rios e altri.
Per me chiunque ci arrivi non può che essere elogiato, poi è ovvio che stia pensando che se Jannik e Carlos non si fossero fatti male il discorso sarebbe stato diverso, ma con i se…
Ehm, Bradbury è passato alla storia come quello preso in giro dalla Giallappa’s band e forse non tutti sanno che è stato in precedenza Campione del Mondo e bronzo olimpico oltre a un altro argento e un bronzo mondiali.
Non era un carneade, semplicemente ha patito due infortuni di cui uno lo ha mandato in fin di vita, recisione dell’arteria femorale con perdita di 3-4 litri di sangue.
A Salt Lake City la dea bendata deve essersi ricordata di avere un enorme debito nei suoi confronti e ha vinto nel modo in cui tutto lo abbiamo visto. Ma senza infortuni se la sarebbe giocata alla pari con i favoriti.
@ Shaman (#4702404)
Sinner praticamente non ha avuto carriera da juniores a differenza di altri
Anche Bradbury ha vinto con merito..il merito di rimanere in piedi..
Qualcuno sa quale è la migliore posizione da junior hanno avuto Sinner Alkaraz Djokovic Nadal?
Vincere una corsa quando i tuoi 2 compagni di fuga hanno forato e tu sei il più scarso in volata…
…certo sarà sempre una vittoria, ma il merito va alla Fortuna più che a te, quindi stai schiscio 😉
Lui col babbo parla RUSSO