Vondrousova racconta la vita durante la squalifica: “Non posso nemmeno andare a sostenere i miei amici”
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“Non significa soltanto non poter giocare a tennis per quattro anni. C’è molto di più”. Marketa Vondrousova torna a parlare della squalifica e sceglie di raccontarne gli effetti meno visibili: le limitazioni agli allenamenti, la distanza dagli amici del circuito e i controlli antidoping che continuano anche durante il periodo di sospensione.
La campionessa di Wimbledon 2023 ha pubblicato su Instagram una riflessione nata dalle domande ricevute dopo aver raccontato di essere stata sottoposta a un nuovo test.
“Dopo aver condiviso la settimana scorsa che avevo avuto un altro controllo antidoping, ho ricevuto molti messaggi di persone che mi chiedevano come funzionasse davvero quando si sta scontando una squalifica. Molti erano sorpresi che continuassi a essere controllata, anche durante una sospensione di quattro anni”, ha spiegato la ceca.
La sanzione riguarda il rifiuto di sottoporsi a un controllo fuori competizione il 3 dicembre 2025. Un tribunale indipendente ha disposto quattro anni di sospensione, con scadenza il 21 giugno 2030. Il caso riguarda dunque il rifiuto di fornire un campione, non una positività rilevata in quel controllo. Durante il procedimento, Vondrousova aveva richiamato stress, difficoltà psicologiche e preoccupazioni per la propria sicurezza: elementi che il tribunale non ha ritenuto una giustificazione sufficiente.
Nel nuovo messaggio, la tennista si concentra soprattutto sulle conseguenze quotidiane della decisione. “Mi sono resa conto che molte persone non sanno davvero che cosa comporti una sanzione come questa. La maggior parte pensa che significhi semplicemente non poter giocare a tennis per quattro anni. Ma c’è molto di più”.
Il primo ostacolo riguarda la possibilità di mantenere le proprie abitudini di lavoro: “Non posso partecipare ai tornei, allenarmi nel mio circolo di tennis o utilizzare le sue strutture per la preparazione”.
Per un’atleta cresciuta organizzando le giornate attorno al campo, la sospensione modifica così anche i luoghi e le persone che hanno accompagnato tutta la sua carriera. Vondrousova sottolinea proprio questo aspetto: “La squalifica non riguarda soltanto la mia carriera. Influisce anche sulla mia vita personale e sulle mie relazioni”.
La parte più amara del racconto riguarda gli amici rimasti nel circuito: “La maggior parte dei miei amici fa parte del mondo del tennis e, all’improvviso, non posso nemmeno andare a vederli giocare o sostenerli come ho sempre fatto”.
Le restrizioni previste dalla sanzione comprendono infatti il divieto di partecipare, allenare o presenziare agli eventi organizzati o autorizzati dagli organismi del tennis indicati nel provvedimento. Una separazione dall’ambiente agonistico che va quindi oltre l’assenza dai tabelloni.
Sul piano giudiziario, Vondrousova ha già presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, come confermato ad agosto. La scadenza della sospensione resta quella del giugno 2030, salvo modifiche conseguenti al procedimento: a quella data la ceca avrà ancora 30 anni, pochi giorni prima del suo trentunesimo compleanno.
Il suo messaggio restituisce intanto la dimensione personale di questa lunga assenza. Non soltanto tornei da saltare e una carriera da ricostruire, ma la necessità di trovare una nuova quotidianità lontano dall’ambiente nel quale aveva costruito gran parte della propria vita.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Marketa Vondrousova

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