Da Shanghai ATP, Copertina

Zverev, la caviglia e il sogno del numero uno: «L’emozione arriverà quando lo vedrò accanto al mio nome» (Video)

13/10/2026 16:21 3 commenti
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images

Alexander Zverev supera Alexander Bublik a Shanghai, ma deve fare i conti con una caviglia che torna a infastidirlo durante la partita. Dopo il successo, il tedesco ha raccontato l’evoluzione del problema fisico e la volontà di continuare a lottare, prima di soffermarsi sul traguardo del numero uno di fine anno.
Un risultato già assicurato, che per Sascha diventerà pienamente concreto quando il primato comparirà accanto al suo nome nella classifica mondiale.

«La caviglia è peggiorata nel secondo set»
Zverev ha spiegato che i primi fastidi erano comparsi nell’incontro precedente. Le sensazioni prima della sfida con Bublik erano però incoraggianti.
«Ho iniziato a sentire la caviglia nella scorsa partita. Nel riscaldamento, invece, andava bene. Anche all’inizio, nel primo set, stavo bene, mi sentivo a posto».
Con il proseguire del confronto, la situazione è cambiata.
«Più la partita andava avanti, più peggiorava un po’: a metà del secondo set ho cominciato a sentirla maggiormente».
Il tedesco ha comunque scelto di restare in campo, richiamando il precedente più doloroso della propria carriera, l’infortunio subito nella semifinale del Roland Garros 2022.
«Non mi sono mai ritirato da una partita di tennis in vita mia, tranne al Roland Garros nel 2022, quando davvero non riuscivo a camminare. Voglio continuare così. Non voglio ritirarmi senza un motivo».
La soddisfazione, alla fine, è soprattutto quella di essere riuscito a superare la difficoltà.

«Ho lottato, ho vinto e sono contento di questo».
La sfida con Bublik: «Pochi scambi, poco ritmo»
Il confronto ha richiesto anche di adattarsi a una partita fortemente condizionata dai servizi. Zverev ha descritto un tennis nel quale le occasioni per costruire ritmo erano limitate.
«Su una superficie come questa, con questo tipo di palline, entrambi serviamo a 220, 224, a volte 225 chilometri orari. Non ci sono molti scambi e non riesci a trovare molto ritmo. Ma anche questo fa parte del tennis».
Per il tedesco, si tratta di condizioni che richiamano quelle incontrate agli inizi della sua esperienza nel circuito.
«Quando ho cominciato a giocare, e dico “ai miei tempi” perché sono passati più di dieci anni, molte superfici erano così. Mi piacciono anche questo tipo di partite. Ancora una volta, oggi sono felice di aver vinto».

«Per adesso sono ancora numero due»
Il tema del primato mondiale accompagna inevitabilmente questi giorni. Zverev ha però distinto la certezza di chiudere la stagione al comando dal momento in cui diventerà effettivamente numero uno nel ranking settimanale.
«Penso che l’emozione arriverà quando vedrò davvero il numero uno accanto al mio nome. Quello sarà sicuramente qualcosa di speciale».
Sascha ha ricordato anche le circostanze che hanno contribuito a rendere definitivo il traguardo.
«Per adesso, curiosamente, sono ancora numero due del mondo. Il fatto di essermi assicurato il numero uno di fine anno è naturalmente legato anche all’assenza di Jannik, purtroppo. Quando succederà, sarà un momento speciale per me».
Intanto, i messaggi di congratulazioni sono già arrivati. Alla domanda su chi gli avesse scritto, Zverev ha risposto ridendo: «Tutti».



Francesco Paolo Villarico


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3 commenti

NICK (Guest) 13-10-2026 18:05

Meno male che Zverev ha ricordato perchè diventerà n.1, ha guadagnato dei punti in immagine. Si é scordato di dire che se c’era pure Alcaraz sano, sarebbe stato al massimo n.3. Però accontentiamoci che non ha esagerato con l’euforia da prestazione.

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Silvy__89 13-10-2026 16:49

Cioè sta giocando sopra un dolore alla caviglia? Beh un genio proprio!

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Fi (Guest) 13-10-2026 16:45

Lo trovo molto maturato come tennista e come persona. È bello rendersi conto che alla fine il duro lavoro ripaga, bravo Sascha.
Speriamo in futuro di assistere ad altre grandi partite con i suoi 2 più grandi avversari, il tennis ne ha bisogno.

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