Da Shanghai ATP, Copertina

Bergs dopo l’impresa contro Alcaraz: «Avevo troppo rispetto per i campioni. Bisogna essere pronti a batterli»

12/10/2026 16:35 2 commenti
Zizou Bergs BEL, 1999.06.03 - Foto Getty Images
Zizou Bergs BEL, 1999.06.03 - Foto Getty Images

Zizou Bergs si gode una vittoria che rappresenta un nuovo passo avanti nella sua carriera. Dopo aver eliminato Carlos Alcaraz per 7-5 7-6 al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai, il belga ha raccontato come sia riuscito a gestire il confronto con uno dei grandi protagonisti del circuito.
Preparazione tattica, capacità di sfruttare le occasioni e controllo delle emozioni: Bergs ha individuato questi elementi alla base del successo, spiegando anche la scritta lasciata sulla telecamera dopo il match: «Che cosa è appena successo?».

«Il piano tattico conta, ma bisogna eseguirlo»
Secondo Bergs, la partita ha seguito abbastanza fedelmente quanto preparato con il suo staff. La difficoltà era trasformare le indicazioni in scelte efficaci sul campo.
«Sì, è andata più o meno così. Penso che ci fossimo preparati per quello che poi è successo in campo. Ma naturalmente devi eseguire il piano di gioco. Se lo fai bene, hai buone possibilità. Devi anche osservare un po’ quello che farà lui».
Contro Alcaraz, il belga sapeva di dover sfruttare gli spiragli senza lasciarsi condizionare dal nome dell’avversario.
«Devi cogliere le opportunità che arrivano. Se lo fai, se sei efficace in quei momenti, puoi vincere la partita. Il piano tattico è una cosa, ma poi servono l’esecuzione e anche un po’ di fortuna quando conta».

«In passato avevo troppo rispetto»
La parte più significativa del suo racconto riguarda proprio l’approccio ai grandi campioni. Bergs ha ammesso che, in passato, l’ammirazione poteva diventare un limite.
«Carlos è un nome enorme e per me questo è stato un piccolo ostacolo. Vedi questi grandi giocatori in televisione, anche in passato con Djokovic e Rafa, e poi hai la possibilità di affrontarli. Ma devi anche essere pronto a batterli. Io ho sempre avuto troppo rispetto per loro».
La scritta sulla telecamera nasce dall’emozione di aver superato quella barriera.
«Quando è successo ero ancora così immerso nel momento che non avevo molta energia per festeggiare come un pazzo. Ero più nella situazione di pensare: “Ma che cosa sta succedendo?”. Ecco perché l’ho scritto».

Il controbreak sul 6-5: «Ho accettato la situazione»
Uno dei passaggi più delicati è arrivato quando Alcaraz gli ha impedito di chiudere il secondo set al servizio. Bergs ha però affrontato il tie-break senza trascinarsi dietro il peso dell’occasione mancata.
«È esperienza. Non è la prima volta che succede. Bisogna semplicemente accettarlo e tornare a concentrarsi sul tie-break».
Il belga ha preferito guardare alla posizione favorevole in cui si trovava: un set già conquistato e la possibilità di chiudere comunque in due.
«Vuoi trovarti nella condizione di giocare un tie-break dopo aver vinto il primo set. Quindi ero abbastanza tranquillo e ancora molto concentrato sul momento. Sapevo che certe cose potevano succedere, soprattutto contro un giocatore come lui».
«Quando affronti un grande nome diventi nervoso. Da questo punto di vista sono molto contento di come ho gestito la situazione».

Le condizioni: «Qualche rimbalzo irregolare, ma campo e palline sono buoni»
Bergs, già arrivato ai quarti a Shanghai lo scorso anno, ha definito il torneo il suo Masters 1000 preferito in termini di risultati. Ha inoltre sottolineato che i campi del 2025 erano molto più lenti.
Sulle palline e sui rimbalzi, la sua valutazione è stata complessivamente positiva.
«Le palline sono esattamente le stesse dell’ultimo torneo. Non è un problema di palline. Penso che ogni tanto sul campo ci sia un rimbalzo un po’ irregolare: l’ho notato anche nel riscaldamento. Magari succede una volta ogni dieci o venti colpi. Ma in generale penso che il campo e le palline siano molto buoni».

Il lavoro con De Witt: «Cresco un passo alla volta»
Bergs ha infine riconosciuto il contributo del suo allenatore Jan De Witt, apprezzandone sia le competenze sia la capacità di comprenderlo.
«Jan è una persona molto intelligente. Anche sul piano emotivo capisce il giocatore, come vuole lavorare e come può ottenere il massimo da sé stesso. Viaggia molto con me e gli sono davvero grato».
«Sa che la mia crescita è graduale, che devo procedere un passo alla volta. Sono molto felice che oggi sia arrivato un altro passo nella mia carriera, battendo un grande nome come Carlos. Il nostro obiettivo principale resta migliorare come giocatore, e questo non cambierà».



Marco Rossi


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2 commenti

Betafasan 12-10-2026 17:55

Sono contento per zizu! È un ottimo lottatore

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Second serve (Guest) 12-10-2026 16:39

Più facile riuscirci quando si incontrano nella loro versione sbiadita

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