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Djokovic dopo la squalifica di Medvedev: “Mi dispiace per Daniil, conosco quella sensazione”. E sui Giochi del 2028: “Il mio tennis non mi preoccupa” (Video)

05/10/2026 19:57 5 commenti
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images

Una finale conquistata dopo una battaglia durissima, ma con un epilogo che lascia poco spazio alle celebrazioni. Novak Djokovic commenta con dispiacere la conclusione della semifinale del China Open contro Daniil Medvedev, interrotta dalla squalifica del russo sul punteggio di 7-5, 5-3 in favore del serbo. In conferenza stampa, Djokovic parla dell’accaduto, della fatica accumulata e della sfida con Alex de Minaur, senza perdere di vista un obiettivo più lontano: le Olimpiadi di Los Angeles del 2028.

“Un finale scioccante. Spero che non sia nulla di grave”
Djokovic racconta di non aver visto direttamente il momento che ha provocato la conclusione dell’incontro.
“È stato sicuramente un finale scioccante. Non ho visto cosa sia successo: appena ho colpito il vincente, mi sono girato e sono andato a prendere l’asciugamano. Poi abbiamo visto quello che è accaduto in campo. C’era una persona che evidentemente era ferita o non si sentiva bene. Non conosco la gravità dell’infortunio, spero che non sia nulla di serio”.
Il pensiero va anche a Medvedev e a un’esperienza che Djokovic ha vissuto personalmente agli US Open del 2020.
“Mi dispiace anche per Daniil, perché conosco quella sensazione. Nel 2020 agli US Open sono stato squalificato anch’io in circostanze simili. È terribile, perché sono sicuro che Daniil non avesse intenzione di ferire qualcuno sugli spalti, ma può succedere”.
Il serbo era ormai vicino al traguardo, pur senza considerare la partita già conclusa: “Ero a tre punti dalla vittoria. Si potrebbe dire che avrei potuto chiudere quel game, ma considerando quante palle break avevo dovuto affrontare, sono sicuro che non sarebbe stato un turno di servizio facile”.

La battaglia con Medvedev: “Pregavo di avere più tempo tra i punti”
Il risultato non racconta fino in fondo la durezza della semifinale. Djokovic descrive una partita nella quale ha dovuto spendere moltissimo per conquistare ogni punto.
“Sono stati due dei set più lunghi che abbia giocato negli ultimi anni. Con Daniil è sempre una grande battaglia. Sapevo che, con queste condizioni e con il livello che aveva mostrato nelle ultime settimane, sarebbe servita tanta energia e tanto impegno per vincere”.
Djokovic riconosce anche il peso delle occasioni non sfruttate dall’avversario: “In alcune situazioni sono stato fortunato, perché ha sbagliato delle chiusure facili quando aveva palle break nel secondo set. Oggi la sua conversione delle palle break non è stata buona”.
La fatica, però, è stata concreta: “Non mi sembrava di ottenere molti punti gratuiti. Bisognava lavorare duramente su ogni punto. A un certo momento pregavo di avere un po’ più di tempo tra un punto e l’altro. È stato davvero estenuante”.

Los Angeles 2028: “Quando sto bene posso battere i migliori”
Le vittorie di questa settimana riaprono anche il discorso sulla possibilità di arrivare competitivo alle prossime Olimpiadi. Djokovic distingue nettamente la fiducia nel proprio tennis dalle incognite fisiche.
“Dal punto di vista del gioco, Los Angeles non mi sembra lontana, a essere sincero. Quando sto bene in salute, negli ultimi due anni ho dimostrato tante volte di poter battere i migliori giocatori del mondo. È quello che sto dimostrando anche questa settimana”.
“Non sono preoccupato per il mio gioco o per il mio stato mentale. Mi preoccupano soltanto i problemi di salute fisica dei quali sto cercando di capire a fondo le cause. Quando saranno completamente risolti, spero presto, non vedo problemi ad arrivare a Los Angeles”.

De Minaur in finale: “Ci sarà molto da correre”
Prima dei progetti a lungo termine, però, c’è una finale da preparare. Alla domanda su cosa servirà contro de Minaur, Djokovic risponde sorridendo: “Correre molto”.
“Mi aspetto un’altra battaglia, un’altra partita fisica nella quale probabilmente non otterrò molti punti gratuiti. Per questo adesso penso al recupero e a presentarmi in campo il più fresco possibile”.

Pechino continua a essere un luogo speciale per il serbo, arrivato a 33 vittorie consecutive nel torneo. Ripensando al titolo del 2015 e alla finale vinta contro Nadal, Djokovic ricorda uno dei periodi migliori della carriera: “Probabilmente i migliori diciotto mesi sono stati il 2015 e i primi sei mesi del 2016. Giocavo forse il miglior tennis della mia vita”.
Oggi le condizioni sono diverse, ma il legame resta: “Undici anni dopo sono un giocatore completamente diverso. C’è qualcosa a Pechino che continua a darmi la spinta. Mi sento benissimo, adoro giocare qui e il sostegno è straordinario”.
Un sostegno che Djokovic cerca di ricambiare anche fuori dal campo, fermandosi davanti all’albergo per fotografie e autografi: “Capisco che non tutti abbiano la possibilità di essere presenti sugli spalti. Li vedo, mi accorgo di loro e cerco di interagire, mostrando affetto e rispetto”.



Francesco Paolo Villarico


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5 commenti

Caronte 05-10-2026 21:06

@ il capitano (#4693311)

Dio l’ha fatto troppo SCLERATO
per essere accoppiato a Djokovic!!! 🙂 🙂
Un saluto.

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Betafasan 05-10-2026 20:44

Il russo perde 200 punti

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22587 (Guest) 05-10-2026 20:36

Che bizzarro…
Ci sono ventenni che non sanno cosa faranno domani, e quarantenni che organizzano la trasvolata atlantica con due anni di anticipo.
La classe non è acqua!

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il capitano 05-10-2026 20:31

E già Nole, Dio vi fa e poi vi accoppia. 😉
:mrgreen:

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22587 (Guest) 05-10-2026 20:26

L.A. 2028.
Sarebbe la sesta Olimpiade.
Come te, non c’è nessuno!

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