Zverev dopo la sconfitta contro Djokovic: “Da fondo giocava come cinque anni fa. È una sconfitta che potevo evitare”
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Alexander Zverev riconosce il valore della prestazione di Novak Djokovic, ma lascia Pechino con il rimpianto delle occasioni mancate. Dopo la sconfitta per 4-6 6-4 6-4 nei quarti di finale del China Open, il tedesco ha analizzato un incontro di alto livello, sottolineando soprattutto l’efficacia del servizio del serbo e la sua straordinaria solidità negli scambi.
“Nel complesso penso sia stata una buona partita. Per me era difficile colpire tanti vincenti perché faceva piuttosto freddo e la palla rimbalzava poco”, ha spiegato Zverev. “Credo che Novak abbia sicuramente giocato una delle sue migliori partite dell’anno. Il livello è stato davvero alto”.
Le condizioni hanno avuto un peso nella lettura del tedesco, anche quando gli è stato chiesto se avrebbe potuto essere più aggressivo nei momenti decisivi del terzo set, caratterizzati da scambi prolungati.
“C’erano undici gradi. Ho cercato di essere il più aggressivo possibile. È andata così”.
Una risposta breve, con cui Zverev ha ribadito la difficoltà di trovare soluzioni definitive in quelle condizioni. Ma nell’analisi della sconfitta il riconoscimento principale va al tennis espresso dall’avversario, capace di alzare il livello e di uscire dalle situazioni più delicate grazie alla battuta.
“Il suo servizio oggi si è distinto molto. Credo che sia riuscito a tirarsi fuori da tante situazioni difficili, soprattutto nel secondo e nel terzo set, proprio con il servizio”.
È però il giudizio sul gioco da fondo di Djokovic a colpire maggiormente. Zverev ha descritto una versione del serbo che gli ha ricordato quella degli anni passati, per continuità e qualità della palla.
“Il suo gioco da fondo era praticamente quello di cinque anni fa. Sbagliava pochissimo. La palla era molto, molto piatta e penetrante”.
Il tedesco ha poi collocato la prestazione di Pechino accanto a un altro momento particolarmente significativo della stagione di Djokovic: la semifinale degli Australian Open contro Jannik Sinner.
“Probabilmente è stata la sua migliore partita dell’anno oppure la seconda migliore. Questa e quella contro Jannik in Australia sono gli incontri che spiccano. È stato un livello molto, molto diverso da quello che abbiamo visto da lui negli ultimi due mesi”.
Gli elogi, tuttavia, non cancellano la delusione. Zverev aveva conquistato il primo set e ritiene di aver avuto le possibilità per indirizzare diversamente il confronto.
“È stata una partita dura, senza dubbio. È una sconfitta che avrei potuto evitare. Ho avuto occasioni per vincere questo incontro”.
È questo il rimpianto con cui lascia il China Open: aver trovato un Djokovic al massimo delle proprie possibilità, ma anche aver avuto opportunità che non è riuscito a trasformare in vittoria.
Il prossimo appuntamento sarà Shanghai, dove Zverev vuole ripartire mantenendo fiducia nel proprio gioco. “Penso che Novak oggi fosse al suo meglio. A Shanghai continuerò ad avere fiducia nelle mie capacità. Spero di giocare ancora meglio e sicuramente di ottenere un risultato migliore”.
Infine, un breve ringraziamento ai tifosi che lo hanno sostenuto a Pechino: “Sono stati fantastici”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, ATP 500 Pechino, ATP 500 Pechino 2026

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“Ragazzi, io sono forte, fortissimo, ho vinto due slam, di cosa stiamo parlando? Se oggi ho perso, la colpa è tutta di Nole, non certo mia, dato che avrei potuto benissimo vincere.”
A Wimbledon Sinner ha vinto solo perché lui aveva la bua al ginocchio sennò ,lui ha detto, io avevo giocato meglio. Oggi ha perso perche’ c’era tanto freddo. Mi piacerebbe conoscere le sue 10 scuse per le 10 partite perse consecutivamente contro Sinner. Dai Zverev sforza le meningi ed elencale
se nole da fondo campo gioca cinque anni fa… caro zverev… è già tanto che tu abbia vinto un set!
Umiltà… questa sconosciuta!!!
In sostanza lui potrebbe vincere sempre, a parer suo, se non fosse per questo o quello. Non so se sia supponenza o mancanza di raziocinio. In considerazione a quanto detto dal fratello, se ha problemi col freddo vuol dire che non è sufficientemente “forte”. Ha perso perchè già a New York è tornato ad un tennis molto conservativo. Anche lì spesso non ha “tirato vincenti”, ma non certo per via delle temperature troppo basse. E’ così difficile accettare il fatto che il tennis di Nole, se vicino ai suoi massimali, è quasi sempre superiore al suo, per qualità e sagacia tecnica? Anche a Wimbledon il problema era il gionocchio altrimenti avrebbe vinto. Col senno di poi chi stava peggio già a Church road con l’articolazione era Jannik, che ha vinto lo stesso. Sasha oramai è prossimo ai 30 anni, è il caso di smetterla con queste lagnanze da studentello.
Il solito piagnucolone: in questo è un perfetto teutonico
Vabbè dai è tornato quello di sempre, oggi se la prende con le condizioni atmosferiche e con la macchina del tempo che ha riportato Djokovic a 5 anni fa..