Djokovic dopo Zverev: “Queste partite sono il motivo per cui continuo. Posso ancora battere i migliori” (Video partita)
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Novak Djokovic ritrova il suo tennis e, soprattutto, le sensazioni che lo spingono a continuare. Dopo la vittoria in rimonta su Alexander Zverev per 4-6 6-4 6-4 nei quarti di finale di Pechino, il serbo si presenta in conferenza stampa soddisfatto della prestazione e della risposta del proprio fisico. Un successo che colloca tra i momenti migliori della sua stagione, pur sapendo di dover recuperare rapidamente per affrontare Daniil Medvedev in semifinale.
“Questa è probabilmente una delle due migliori partite che ho giocato quest’anno, insieme a quella contro Sinner nella semifinale degli Australian Open. Sono davvero entusiasta di aver vinto contro quello che probabilmente è il miglior giocatore del mondo in questo momento”, ha dichiarato Djokovic.
Il riferimento è a Zverev e alla fiducia con cui il tedesco è arrivato a questo confronto. “Sascha sta giocando un tennis incredibile, soprattutto negli ultimi due mesi, con la vittoria agli US Open. È sempre stato un grande giocatore. Sapevamo che fosse soltanto questione di tempo prima che conquistasse il suo primo titolo del Grande Slam. Lo ha fatto quest’anno, vincendone non soltanto uno, ma due”.
Contro un avversario così efficace al servizio, Djokovic sapeva di avere poco margine. “Con la fiducia che ha e con quel servizio, affrontarlo è difficilissimo. Quando è così costante, preciso e potente nei suoi turni di battuta, mette molta pressione sui tuoi”.
La differenza l’ha fatta la capacità di sfruttare le poche occasioni disponibili. Il serbo ha colpito nel finale sia del secondo sia del terzo set, trovando in risposta i punti decisivi per completare la rimonta.
“Quando le opportunità si presentano, e sono molto rare, devi sfruttarle. Credo sia quello che ho fatto. Sul 5-4 nel secondo set e sul 5-4 nel terzo ero pronto in risposta, ho giocato alcuni buoni punti e ho colto le mie occasioni. È bastato per vincere la partita”.
Djokovic ha poi spiegato le scelte tattiche che gli hanno permesso di mettere sotto pressione Zverev. “Il servizio e il colpo successivo hanno funzionato molto bene. Cercavo di sfruttare ogni palla corta per avanzare, mettergli pressione, variare, andare a rete ed essere aggressivo. A tratti ho giocato un tennis rischioso, ma dovevo farlo: altrimenti sarebbe stato molto difficile vincere”.
Un ruolo importante lo ha avuto anche il pubblico di Pechino, che il serbo ha voluto ringraziare: “Devo menzionare gli spettatori, perché sono stati nuovamente fantastici. Così coinvolti, rumorosi e pronti a sostenermi. Sono stati sicuramente un fattore importante anche per aiutarmi a ribaltare questa partita”.
Il successo offre soprattutto una conferma sul piano fisico, dopo una stagione nella quale Djokovic ha spesso dovuto fare i conti con difficoltà e problemi. “Mi sono sentito piuttosto bene fisicamente qualche giorno fa e anche stasera. Le ultime due partite sono durate quasi tre ore e sono finite tardi, ma mi sento bene. Per me non potrebbe esserci notizia migliore, perché per gran parte dell’anno non è stato così”.
Alla domanda su quanto questa prestazione possa cambiare le sue prospettive, Djokovic ha risposto tornando alla ragione più profonda della sua presenza nel circuito.
“Partite come questa sono la motivazione principale per cui continuo a competere e a spingermi, praticamente ogni giorno o ogni settimana, ad allenarmi e a raggiungere questo livello. Voglio essere pronto ad affrontare i migliori giocatori del mondo in incontri come quello di stasera e a vincere”.
“È una prova del fatto che posso ancora battere i migliori sui palcoscenici più importanti. L’ho sempre saputo e continuo a saperlo. Oggi le cose sono un po’ diverse: è difficile giocare costantemente al massimo livello come fanno i più giovani”.
La soddisfazione è evidente, ma il calendario non gli concede molto tempo per assaporarla. “Vorrei avere un giorno di riposo in più per godermi questa vittoria, ma non c’è tempo. Sto già pensando a cosa devo fare per recuperare e dormire bene. Sarà un’altra notte in cui andrò a letto tardi e domani tornerò in campo”.
Ad aspettarlo c’è Medvedev. Djokovic conosce bene le difficoltà del prossimo confronto: “Mi aspetta un altro avversario estremamente difficile, che sta attraversando un ottimo momento. Conosco molto bene il suo gioco. Ha vinto un torneo la settimana scorsa e ama queste condizioni in Cina. Non è una sorpresa. Dovrò offrire un’altra grande prestazione per avere una possibilità di vincere”.
“È stata una vittoria straordinaria, ma il torneo non è finito”, ha ricordato il serbo.
In chiusura, spazio anche al gesto del violino mostrato dopo il match, una celebrazione legata alla figlia Tara. “Spero che stesse guardando la partita, ma non ne sono sicuro: controllerò. So che mio figlio la stava sicuramente seguendo, penso anche mia figlia”.
“Ho iniziato a fare questa celebrazione con lei, per la sua passione e il suo amore per il violino. Mi è venuta spontanea in quel momento. È un modo per esprimere il mio amore e il legame con mia figlia, ma anche con i tifosi cinesi”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: ATP 500 Pechino, ATP 500 Pechino 2026, Novak Djokovic

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2 su 3,nello slam sta partita la perdevi caro Nole….. Anche se sei il più forte di tutti i tempi e lo dimostra il fatto che sei 12 al mondo a 39 anni il tempo è avversario peggiore e non lo batte nessuno…
Mai gioito così per una vittoria di Novak, forse neanche al fatidico Wimbledon 2019! Confesso, vedo adesso la registrazione ma leggo di uno Zverev, già promosso a “numero 1 in pectore”, che è uscito sbambolento e con gli occhi persi nel vuoto! Bellissimo, sì ha vinto 2 Slam ma è arrivato Novak a sedare la boria, a dimostrargli che sono arrivati senza battere le eccellenze, che lui pensava fossero solo Sinner e Alcaraz ma Novak non si esalta a vuoto, aveva detto di poter battere i migliori: si è ricordato di averlo battuto 9 volte su 14 e conoscendo il collaudato rivale, ha arrotondato a 10…e Boschetto sta elogiando ammirato le 20 prime consecutive di Sascha attribuendo già a un 30 /40 di Novak un match point per Zverev: caro Boschetto, le prime non bastano col mitico Novak, i grandi/veri campioni si giocano i titoli appunto giocando, non con i punti facili ma sorprendendo, costruendo il punto, osando con la personalità che li contraddistingue
Perdere la partita servendo come un treno nel secondo set tra l’altro tutte prime mai visto
In pratica se Djokovic fosse stato bene a New York forse – probabilmente Zverev non avrebbe vinto lo slam
Con due break maledetto correttore.
Ma certo urla te lo meriti mi hai fatto di nuovo divertire e godere vedendo una partita di tennis. Hai battuto con due tiebreak chirurgici uno Zverev che ha servito in maniera pazzesca ma tu sei un marziano forse qualcuno se lo era dimenticato a partire dal perticone uscito sbandante e con gli occhi persi nel vuoto ricevendo una paterna pacca sulle spalle. Che fenomeno.