Samuele Pieri vince a Bari: batte Martin Manzano nel derby e festeggia il primo titolo Challenger (Video)
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Samuele Pieri conquista il primo titolo Challenger della carriera. Il 24enne toscano si aggiudica il Levante Open di Bari superando nella finale tutta italiana Juan Cruz Martin Manzano per 6-4 6-1, in poco più di un’ora e tre quarti.
Sulla terra rossa del Circolo Tennis Bari, Pieri completa una settimana da ricordare e diventa il primo vincitore del nuovo torneo pugliese. Per entrambi gli azzurri era la prima finale a questo livello: a trasformare l’occasione in un titolo è il giocatore di Borgo San Lorenzo, capace di reagire a un avvio difficile e di prendere progressivamente il controllo della partita.
La partita: Pieri recupera da 1-3 e supera il momento decisivo sul 4-4
È Martin Manzano a trovare il primo allungo. Il mancino conquista il break nel terzo gioco e lo conferma, portandosi sul 3-1. Pieri evita però che il distacco aumenti, tiene il servizio nel quinto game dopo aver affrontato un’altra palla break e recupera lo svantaggio con un controbreak a zero.
Il passaggio più importante arriva sul 4-4. Pieri deve annullare tre palle break, ma riesce a difendere la battuta e a spostare la pressione dall’altra parte della rete. Nel game successivo Martin Manzano non conserva il servizio: un doppio fallo sulla palla break consegna al toscano il 6-4.
Sei giochi consecutivi per chiudere la finale
Il secondo set si apre con un nuovo tentativo di Martin Manzano, che strappa subito la battuta a Pieri. Questa volta, però, il vantaggio dura soltanto un gioco: il toscano risponde con l’immediato controbreak e da quel momento non concede più nulla nel punteggio.
Pieri supera un delicato turno di servizio sull’1-1, poi trova un altro break per il 3-1. Il vantaggio cresce ancora con il break a zero del sesto game, prima del turno di battuta che chiude la finale: sei giochi consecutivi e 6-1.
Una settimana costruita anche attraverso la lotta
Il successo arriva al termine di un percorso nel quale Pieri ha dimostrato di saper vincere partite molto diverse. Dopo aver superato Andrej Martin all’esordio e Laurent Lokoli con due tie-break, ha battuto Carlos Taberner per 6-4 4-6 6-3 nei quarti e rimontato Vitaly Sachko per 5-7 6-4 6-2 in semifinale.
Anche nell’ultimo atto è servita una reazione, prima di un finale dominato. Bari segna così una tappa importante nella carriera di Pieri: alla prima occasione di giocare per un titolo Challenger, l’azzurro riesce subito ad alzare il trofeo.
Marco Rossi
TAG: Challenger Bari, Challenger Bari 2026, Juan Cruz Martin Manzano, Samuele Pieri

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A volte ci sono tempi di crescita ed aspetti fisici da non trascurare.
Considerato che di tennisti ne vengono fuori tanti e non sempre è facile scegliere, non mi pare il caso di dare la colpa all’apparato.
In ogni caso i nostri hanno tanti tornei e tanto sostegno.
Spesso l’importante è trovare lo staff giusto ed il modo giusto di allenarsi. E se si hanno gli strumenti per crearsi da soli uno staff all’altezza, molto spesso dipende dalle scelte personali.
Ricordiamoci che di potenziali top250 ce ne sono moltissimi. La cosa importante è non perdersi i potenziali top100
Non vorrei entrare nella solita polemica campanilista sugli oriundi Italiani…
Ma Luciano è italiano al 50% ed oltre alle sue origini vive in Italia sin da bambino, come il fratello Vito che forse vive qui dalla nascita.
Martin Manzano argentino al 100% con passaporto italiano per qualche origine a noi umani non ancora specificata e sponsorizzato da accordi con la FIT. Al di la delle antipatie/simpatie verso il Darderi nazionale per il suo caratterino egocentrico, personalmente lo considero italiano de facto. Pur non essendo un campanilista puro come quelli che reiettavano persino IL NOSTRO ORGOGLIO NAZIONALE JS, faccio cmq un pò fatica a considerare Manzano italiano. Magari visto che ha raggiunto la finale di un 50ino sarebbe utile un articoletto per farcelo conoscere meglio, per sapere la sua storia le sue origini come si trova da noi etc etc. Grazie!
@ patric25 (#4692494)
Sembra uamma cerundolo…
Pieri, un 2002, un po’ come Cadenasso (fine 2004) e Ribecai (2003), tre giovani non giovanissimi che stanno uscendo solo ora, ma che di fatto è come se fossero nel circuito da non più di tre anni. Conosco poco le vicende del primo e del terzo, ma ho il sospetto che, forse, con un apparato tecnico un po’ più avanzato sarebbero usciti prima. Ma possono ancora combinare qualcosa di buono.
martin manzano mi sembrava un darderi junior molto nervosetto il ragazzo metà argentino (come darderi tralaltro), tra il primo set e il secondo è pure andato in bagno per un bel po ma non è servito a niente e ha perso la partita