Panatta su Sinner: “Non me l’aspettavo”. Poi l’allarme: “Troppi infortuni, qualcosa non sta funzionando”
26 commenti
Adriano Panatta ha commentato la rinuncia di Jannik Sinner agli US Open 2026, soffermandosi non soltanto sulle condizioni del numero uno del mondo, ma anche sui sempre più numerosi problemi fisici che stanno colpendo i protagonisti del circuito.
Ospite de La Domenica Sportiva su Rai 2, l’ex campione del Roland Garros ha ammesso innanzitutto di essere rimasto sorpreso dalla decisione dell’altoatesino.
“Non me l’aspettavo”, ha dichiarato Panatta, sottolineando però come evidentemente Sinner non si senta ancora nelle condizioni necessarie per affrontare uno Slam al meglio dei cinque set.
Il numero uno del mondo ha rinunciato a Flushing Meadows a causa del persistente problema al ginocchio destro che gli aveva già impedito di partecipare al Masters 1000 di Cincinnati. Dopo essere tornato ad allenarsi a Montecarlo, Sinner e il suo staff hanno stabilito che fosse necessario altro tempo prima di rientrare alle competizioni.
Secondo Panatta, nella decisione potrebbe aver pesato anche quanto accaduto in passato quando Sinner ha provato a giocare senza essere al cento per cento. L’ex campione italiano ha ricordato come il 25enne abbia già vissuto esperienze negative scendendo in campo in condizioni fisiche precarie e ritiene quindi comprensibile la scelta di non correre rischi.
Panatta ha poi affrontato l’argomento con la consueta ironia, soffermandosi sull’espressione spesso utilizzata dagli atleti quando decidono di fermarsi: ascoltare il proprio corpo.
“Io se lo ascolto, la mattina nemmeno mi alzo”, ha scherzato il vincitore del Roland Garros 1976.
Dietro la battuta, però, Panatta ha sollevato una questione molto più seria: il numero crescente di infortuni nel tennis contemporaneo.
Secondo l’ex numero 4 del mondo, una delle possibili spiegazioni risiede proprio nell’evoluzione del gioco, diventato sempre più esplosivo e fisicamente impegnativo. Panatta ha fatto il confronto con alcuni grandi campioni del passato recente, ricordando come Rafael Nadal avesse uno stile particolarmente violento e basato sugli strappi, mentre Roger Federer possedeva movimenti più fluidi e Novak Djokovic ha sempre beneficiato di una straordinaria elasticità.
Adriano Panatta commenta il forfait di #Sinner dagli Us Open
📹@RaiSport pic.twitter.com/6N5vqWsgvx
— Guido Olivares🇮🇹 (@Guidolino8) August 24, 2026
Oggi, invece, gli stop sembrano interessare con grande frequenza molti dei migliori giocatori.
Panatta ha citato, oltre a Sinner e Carlos Alcaraz, anche Holger Rune, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti e Taylor Fritz come esempi di tennisti di alto livello che hanno dovuto fare i conti con problemi fisici importanti.
“Qualcosa non sta funzionando”, è stata la conclusione di Panatta. A suo giudizio, il problema potrebbe essere legato proprio alla velocità e all’intensità raggiunte dal tennis moderno.
Un tema che assume ancora maggiore rilevanza alla vigilia degli US Open, considerando che Sinner sarà assente, mentre Alcaraz tornerà alle competizioni dopo oltre quattro mesi di stop per l’infortunio al polso.
Nel caso del numero uno del mondo, però, Panatta sembra approvare la prudenza.
Dopo le esperienze negative vissute giocando senza essere completamente recuperato, Sinner questa volta ha preferito non rischiare. E secondo Panatta la sua rinuncia rappresenta anche un ulteriore campanello d’allarme per un tennis che sta chiedendo sempre di più al fisico dei suoi protagonisti.
Marco Rossi
TAG: Adriano Panatta, Jannik Sinner

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Ma chi volete prendere in giro?
In effetti parlando delle “malelingue” neppure io pensavo alle chiacchiere tra appassionati (veri) e alla curiosità di chi, sperando di ricevere buone notizie, vorrebbe sapere i dettagli anche degli infortuni. Anche a me piacerebbe poter sapere di più e non vedo nulla di malizioso in questo. Però freno la mia voglia di informazioni prima che arrivi a pretendere che lo staff di Jannik le spedisca la TAC al ginocchio!
Ho visto su Prime lo special su Djokovic, the Wolf in winter. Ebbene, vi sono davvero molte similitudini fra il Djoker e Sinner, ad esempio i genitori di Nole avevano un ristorante in montagna ( dove poi hanno costruito un campo da tennis), oppure che Nole sciava molto, e poi una volta intrapresa definitivamente la via del tennis, anche Nole subiva spesso dei malanni per il suo essere un pó fragile. In sostanza, davvero si possono fare paragoni fra lui e Sinner, e onestamente sembra vi siano molte somiglianze fra il Serbo e il nostro ragazzo di Sesto Pusteria.
Appunto … e Alcaraz è solo uno dei tanti attuali esempi che potremmo fare e non solo nel tennis; probabilmente il più emblematico !
Gli ultimi post confermano ulteriormente che Jannik ha fatto non bene, ma benissino a non svelare tutti i particolari inerenti all’infortunio, probabilmente pure falso o di poco rilievo per i tanti suoi detrattori, non escludendo gli invidiosi per i lauti guadagni dell’antipatico tennista n. 1 del Mondo 😕
Magari, d’ora in poi “solo” agli sponsor riferirà se per uso personale userà carta igienica scottonelle o altra più ruvida che potrebbe causargli paventate abrasioni e richiedere correttivi del contratto, così gli invidiosi di notte riposeranno meglio 😛
Quante becere polemiche …
@ Antonella B. (#4672113)
TI STRAQUOTO !
Gli appassionati, quelli veri, non sono fessacchiotti, sanno bene che con i loro soldi possono comprare il diritto di guardare i tennisti giocare in eventi pubblici, non quello di consultare il loro fascicolo sanitario privato
@ Kb24 (#4671987)
miami è il suo torneo, se non ha problemi è praticamente imbattibile lì, non può saltarlo
Certo che non diranno mai come s’è fatto male
Metti caso che( ipotesi) sia successo per fare una sforbiciata volante col pallone in spiaggia,che succederebbe se lo dicessero?
Sicuramente ma se incassa premi multimilionari e firma contatti di sponsorizzazione ancora più ghiotti è perché tanto fessacchiotti come noi si divertono a vedere gente che tira una pallina dalla parte all’altra. Ragion per cui dovrebbe avere un minimo di rispetto per i siddetti fessacchiotti che gli fanno guadagnare cifre che gli consentirebbero di sfamare mezza Africa.
Nessuno sarebbe tenuto o addirittura obbligato a diffondere notizie sulla propria cartella clinica. Però da qualcuno la si esige, da altri no. Misteri della fede.
Certo che è strano che questi infortuni riguardino essenzialmente giovani e rampanti promesse come Alcaraz, Sinner, Rune, Fonseca. E poi non infortuni di 15/20 giorni, ma di almeno tre mesi…
Infatti io non ho detto che tutti sono malelingue e sicuramente, per come è stato pure osservato, correttamente a mio avviso, Jannik Sinner non è neppure tenuto a diramare specificamente notizie di tal genere.
@ antoniov (#4671989)
Antonio…..mica tutti son malelingue suvvia!!!!….ovvio che annullare ogni tipi di informazione le alimenta….le malelingue….abbattiamo i misteri…eliminiamo le malelingue…. semplice….
Sì infatti, ma dove l’hanno trovata questa qua? (giornalista dici?)
Neppure Alcaraz ha comunicato esattamente cosa avesse.
Problema al polso.
E di volta in volta rimandava il rientro.
Sinner ha detto problema al ginocchio.
E ha dato i suoi forfait.
Vedremo se li estenderà.
Nessuno pubblica radiografie e diagnosi specifiche, a meno di casi lampanti ed interventi come il caso di Rune.
Malelingue che dimenticano che Jannik non è un calciatore pagaio da una squadra per giocare per lei, anche quando non gioca, e che neppure lo staff che lo allena e cura è stipendiato dalla squadra.
Sinner è un libero professionista, che gioca per se stesso e si paga il suo staff, quando non gioca non incassa un salario da una squadra e neppure premi e punti da organizzatori e ATP.
Ne consegue che: anche la salute di Sinner è un affare tutto suo e del suo staff.
La comunicazione di Jannik e del suo staff forse è meglio che sia quella che è, tenuto conto delle malelingue dei tanti suoi detrattori è/o falsi sostenitori!
Credo sia improbabile che evitare un torneo come NY possa essere, per la testa di serie numero 1 e favorito del torneo, una scelta prudenziale legata a esperienze negative del passato.
Forse più probabile che, valutando la situazione attuale, si sia rivelata una decisione o una comunicazione procrastinabile solo finché non è divenuta inevitabile.
Salterei miami e metterei montecarlo
Non te l’aspettavi? Strano, la comunicazione di Sinner e da parte del suo staff è sempre così chiara e limpida 😯
Giorno.prima.Roland.Garros
Sinner.commenta.vertenza.montepremi.se.io.sciopero.in.nero
Perdo.la.partita.vinco.Wimbledon
Torno.a.scioperare.in.nero
Ma.serve.dichiarazione.medica.
A.pensare.male.ci.si.azzecca.@ MarcoP (#4671942)
Liscio o ruvido ? Drenante o non drenante ? Con un tappetino bituminoso di 4 o 8 cm ? Ahahaha
Comunque, al di là dei mutamenti intervenuti nel gioco del tennis, un incidente serio può anche verificarsi per cause di poco rilievo, inaspettate ed imprevedibili !
Speriamo che per Jannik non sia molto serio …
Prossimo anno:
AO
Miami
Indian W
Roma
Parigi
Queens
Londra
UsOp
Shanghai
Finals
E vedi come non ci saranno infortuni
ma se abolissimo la racchetta e tornassimo alla guaina sul polso?
Bisognerebbe anche capire come/quando è avvenuto (potrebbe anche essere nello stesso movimento) ed un mio amico “intelligente” (che di mestiere fa il risk analyst) ritiene che ci siano delle correlazioni anche con le superfici e con le scarpe (per quanto riguarda i danni agli arti inferiori) piuttosto che con le caratteristiche della racchetta e delle palle per gli arti superiori.
Sarebbe interessante un’analisi degli infortuni divise sulla base della superfici in cui è avvenuto.
Proviamo a fare un ragionamento anche se il pezzo raccoglie con simpatia le esternazioni di Panatta ma la “base” resta impalpabile: che giudizi si possono dare quando non si conosce la causa, la natura, la gravità, la cura, il decorso, ecc., dell’infortunio del Divino?
Per provare ad essere “costruttivo” posso solo considerare il notevole aumento di infortuni in tutti gli sport, dal tennis al calcio fino all’atletica (ricordo quelli recenti di Jacobs e Furlani).
Si chiede sempre di più al corpo umano che, però, non è fatto né di acciaio né di carbonio!
In ogni caso passerò degli USO davvero “brutti” e spero nel exploit di qualche altro azzurro…
…F O R Z A !!!!
Si gioca sull’asfalto (giornalista RAI)