US Open 2026: senza Sinner, che chance per i tennisti statunitensi (in attesa di scoprire la condizione di Alcaraz)
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Inutile girarci intorno. Una fetta consistente dell’atroce delusione per il forfait di Jannik Sinner a US Open 2026 deriva dalla certezza che il nostro n.1 del mondo era il vero, grandissimo, favorito per vincere lo Slam di New York. A Flushing Meadows Jannik ha trionfato nel 2024 (dopo un mese di agosto tutt’altro che semplice per lui…) e lo scorso anno ha mancato la difesa del titolo solo per un paio di set, sconfitto in finale da un Carlos Alcaraz superlativo col diritto e con il servizio, in una partita tra le migliori in carriera dello spagnolo (e che all’indomani lo riportò anche sul trono del ranking mondiale). Forte di una primavera 2026 irreale e della vittoria a Wimbledon, si ipotizzava che Sinner si prendesse un po’ di meritate vacanze e quindi tornasse ad allenarsi con grande qualità, lasciando a qualche “romantico” il sogno di puntare a vincere tutti e nove i M1000 del 2026 e puntando razionalmente a sbarcare a New York preparato a puntino per dominare sul cemento dell’Arthur Ashe. Purtroppo il destino si è messo di traverso, poco da dire. Anche Jannik è caduto nelle spire malefiche di un tennis che richiede troppo agli atleti, con tutti i giocatori più o meno rotti o sofferenti. “Le cose possono cambiare molto velocemente” ripete sempre Sinner nelle interviste e la sua saggezza è ormai proverbiale. Mai dare niente per scontato perché l’imprevisto è sempre una possibilità, talvolta dietro l’angolo, a spezzare i sogni dei milioni di appassionati che lo seguono passo dopo passo, e ovviamente in primis i suoi…
Con il n.1 del mondo purtroppo ai box a riprendersi dall’infortunio al ginocchio destro, un rientrante Carlos Alcaraz dopo oltre 4 mesi di assenza – e quindi con una condizione tutta verificare e ricostruire – e pure un Alexander Zverev tutt’altro che convincente nei due Masters 1000 sul “duro” in Nord America, l’edizione 2026 di US Open diventa un torneo assai incerto e molto aperto. Soprattutto diventa una chance clamorosamente ghiotta per i tennisti statunitensi per tornare a vincere uno Slam che al maschile manca da 23 anni, US Open 2003, quando Andy Roddick sbaragliò la concorrenza in un’estate per lui quasi senza macchia e alzò nel cielo di New York l’unico Major in carriera e ultimo per un tennista a stelle e strisce. In quell’estate eccezionale Roddick, dopo la semifinale a Wimbledon persa contro Federer, tornò nel suo paese e vinse ad Indianapolis, quindi si arrese in semifinale a Washington per poi vincere uno dopo l’altro a Montreal, Cincinnati e soprattutto US Open, risultati clamorosi che lo portarono anche al n.1 del mondo. Da allora i tennisti statunitensi non sono più riusciti a vincere uno Slam, con diverse finali (altre 4 Andy tra Wimbledon e US Open, una Agassi – US05 – e l’ultimo Fritz a US Open 2024) e nessun titolo.
La storia ci insegna che spesso i giocatori statunitensi si esaltano nella bolgia dell’Ashe, in un torneo diverso da tutti gli altri, per certi versi fin troppo caotico e diseguale – tanto che alcuni campioni l’hanno sempre detestato, pur non ammettendolo mai liberamente…- ma durissimo sul piano fisico forse come nessun altro e con già otto mesi di corse e partite nelle gambe e nella testa. È un torneo micidiale, arrivare in fondo e alzare la coppa è davvero una impresa. Non solo devi giocare bene, è necessario gestire un contesto non facile, condizioni atmosferiche spesso agli antipodi tra un match e il successivo, un pubblico caldissimo e una concorrenza super agguerrita, visto che è l’ultima chance per vincere uno Slam nella stagione. Una vittoria di casa a US Open manca del 2003, ma spesso giocatori statunitensi sono diventati protagonisti nel torneo, con buone corse sino alla giornate decisive o autori di eliminazioni eccellenti. Nell’edizione pronta a scattare il prossimo 30 agosto, soprattutto Ben Shelton e Taylor Fritz avranno una occasione forse irripetibile per provare a vincerlo questo benedetto Slam che tanto manca al grande paese nordamericano.
Shelton è forse il principale candidato, ma scommettere su di lui come campione è sempre operazione ad alto rischio. Ben si è confermato campione all’Open del Canada, e non era cosa facile. A Cincinnati si è fatto sorprendere all’esordio dal portoghese Faria, in una sconfitta sorprendente ma che conferma pienamente la regola “Tommasi”, ossia l’enorme rischio che un vincitore di un grande torneo soffre nell’evento successivo. Che Ben abbia “scelto” di non spingere al massimo per preparare al meglio US Open e così uscire dal torneo dell’Ohio è una possibilità (ha detto di non sentirsi nemmeno alla perfezione in quella partita), ma è ancor più probabile che il potente figlio d’arte non sia ancora sufficientemente regolare e maturo per dare continuità al massimo livello alle sue prestazioni, e questo da un lato prettamente mentale. Con la serena guida del padre Bryan (il coach che tutti sognano per modi ed educazione), Ben è migliorato molto, passo dopo passo, anche in aspetti magari poco visibili ma che pesano nella prestazione. Nel 2026 fino a Montrael non aveva convinto granché nei massimi appuntamenti, con diverse sconfitte diventate veri e propri tonfi (vedi quella all’esordio a Wimbledon contro Virtanen), ma la sua stagione segna 4 titoli (incluso un mille) e un potenziale enorme che potrebbe portarlo anche a vincere a US Open.
Nel torneo di New York Shelton vanta la semifinale 2023, quella diventata “iconica” per il gesto ben poco elegante di Djokovic dopo averlo battuto, ossia il rattaccare la cornetta del telefono… Ma lasciando da parte il “colore” e le polemiche, nel 2024 venne estromesso da Tiafoe in un match al cardiopalma, mentre nel 2025 si ritirò contro Mannarino dopo una caduta in campo, un tuffo fin troppo generoso che pagò a caro prezzo. Shelton a New York sarà assolutamente uno di quelli da battere se starà bene, e c’è un fattore da non sottovalutare: lui è il classico giocatore che si esalta nella bolgia del pubblico, può prendere ritmo al servizio ed entrare come in trance, andando anche sopra ai suoi limiti. Condizioni che potrebbero verificarsi e sostenerlo. Dall’altro lato, potrebbe anche soffrire la tensione di una chance importante, magari irrigidirsi e perdere di vista la lucidità nelle scelte di gioco, affidandosi solo alla potenza e gettando via troppi punti per foga e voglia di spaccare tutto. Il padre lo sta instradando sempre più verso un tennis percentuale, con un rovescio più solido e meno punti giocati solo d’istinto, ma il processo di sviluppo verso un tennista più razionale e concreto è tutt’altro che completato La sensazione è che Ben avrà bisogno di un tabellone “discreto” per evitare insidie immediate; se riuscisse ad arrivare bene nei quarti, lì la faccenda per lui potrebbe farsi molto, molto interessante.
Il discorso è molto diverso per Taylor Fritz. Il californiano ha già giocato una finale a US Open, si può dire che “sa come si fa”. In quell’occasione Sinner fu troppo per lui, ma Fritz disputò un grandissimo torneo, forte di una condizione fisica straripante che lo portò a reggere per gran parte della finale anche il pressing importante di Jannik. Oggi quella rapidità e velocità in campo sembra lontana, penalizzata da una infiammazione al ginocchio non così grave da costringerlo ad un lungo stop ma nemmeno così leggera da permettergli di giocare in scambio come nell’edizione 2024 del torneo di New York. È un grande agonista, uno che sa vincere le partite e certamente sbarcherà a Flushing Meadows consapevole dell’assenza di Sinner, di un Alcaraz tutto da verificare, di uno Zverev poco convincente negli ultimi tornei. Consapevole di aver nelle sue mani una occasione enorme per alzare quello Slam che sogna da sempre. Anche per lui, visti i dubbi fisici, vincere alcune partite di slancio, senza spendersi a tutta, potrebbe risultare decisivo, ma quel ginocchio “ballerino” potrebbe essere un avversario ancor più insidioso di quelli al di là della rete.
Altri outsider a stelle e strisce? Attualmente gli Stati Uniti vantano 14 tennisti tra i primi 100. Learner Tien è quello più in crescita, forte di un tennis tattico e interessante, ma forse non è ancora pronto a spiccare il volo abbastanza in alto da vincere uno Slam. Sarebbe una sorpresa splendida per il tennis americano e non solo, è un ragazzo irreprensibile, che piace e diverte. Brandon Nakashima sta vivendo le migliori settimane in carriera, ma forse il vero candidato al ruolo di “black horse” è Frances Tiafoe, per il banale fatto di essere un agonista feroce, un altro che quando si esalta può essere capace dell’impresa contro tutti. Oltre a qualche difetto tecnico, gli è sempre mancata continuità, e forse non riuscirà a trovarla per 7 partite di fila tre set su cinque. Ma chissà che forte dell’ottimo torneo di Cincinnati non possa anche lui diventare uno degli outsider più insidiosi, forse il più insidioso in assoluto.
Resta un’ultima ma importante considerazione: Mr. Carlos Alcaraz. Su di lui ritorneremo nei giorni precedenti all’avvio di US Open, ma già si può affermare che se mai la sua condizione generale fosse migliore rispetto a quanto si possa realisticamente ipotizzare dopo uno stop così lungo, e per colpa di un infortunio così pesante, in assenza di Sinner il vero favorito del torneo sarà proprio lui. Che peccato che questo 2026 vissuto sull’otto volante di mille situazioni non favorevoli si chiuderà con zero match a livello Slam tra Jannik e Carlos. La miglior partita possibile per questa stagione tre set su cinque non la vedremo, ed è un rimpianto enorme.
Marco Mazzoni
TAG: Andy Roddick, Ben Shelton, Brandon Nakashima, Frances Tiafoe, Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Taylor Fritz, US Open 2026

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Grande chances per gli americani, ma probabilmente ultima chance per Djokovic
anche io, purtroppo ha sempre quella deleteria tendenza ad arretrare la sua posizione in campo, ma è in crescita e se sta bene fisicamente anche Lorenzo può puntare all’impresa
A me viene il dubbio che la NIKE – una volta avvisata (in anticipo sui media) da Sinner del suo forfait – abbia OBBLIGATO il “povero” Alcaraz (con cui ha un contratto di oltre DUECENTO milioni in 10 anni) a partecipare a USO, dove era previsto il lancio di 2 nuovi kit.
Senza Jannik e Carlitos alla Nike resterebbe solo Shelton, che fuori dagli USA non è considerato neppure un “satellite” altro che una STELLA!
Ahahahah 😀
Curioso di vedere Musetti in questo Us Open ha avuto un rientro graduale giocando diversi match, ma distribuiti su più settimane.
Lui non ha chiesto se ha delle chance di risultare il tennista più bello e divertente, ma se ha chance di vincere lo slam 🙂
Il problema non è tanto che li vinca, nei primi turni sarebbe di per sé probabile e del resto lui l’ultimo incontro a Barcellona lo vinse nonostante i sintomi di dolore… Il problema è se dopo, a freddo, non abbia una qualche ricaduta al polso perché finora non si è ancora mai testato in partita… E farlo al meglio dei cinque set non è il massimo, per questo mi sembra plausibile (per una volta) ciò che dice Rusedski
Il doppio misto gli serve per testarsi in gara e senza un grosso dispendio di energie.
Ovviamente se sentisse un dolorino al polso potrebbe anche decidere di ritirarsi dal torneo principale.
Poi potrebbe anche essere come dice Giampi che avesse anche altri motivi per farsi vedere a New York, dopo 4 mesi di assenza qualche pressione dagli sponsor potrebbe esserci.
Prima di giocare anche un solo euro aspetterei il sorteggio, potrebbero anche finire dalla stessa parte del tabellone…
e meno male che sono io il troll, ma voi super esperti siete almeno consapevoli delle….che sparate a gettito continuo?
io non sarei così sicuro come voi, notoriamente più competenti e intelligenti di me… se gioca, ci crede davvero, non certo per allenamento in vista della trasferta asiatica, che è ricca, ma a nessuno frega una ceppa
comunque è solo un gioco per lui, non forzerà certo sapendo che dall’altra parte c’è una donna… poi certo gli avranno offerto un discreto gruzzolo, ma non credo ne abbia bisogno, daje
@ Peter Parker (#4671351)
Soldiiii … Federer impera!
Punta al doppio, gioca il singolo solo come test per verificare le sue effettive condizioni
Meglio non rischiare la casa,giocati solo 10 euro.
Nakashima/Fils/Jodar/Zverev
Vince Djokovic. Giocati la casa!
Io dico Amico Fritz
Lo dico, perché se per un attimo mi dimentico che non ci sono i due marziani (uno ci sarebbe ma è un ologramma) non vedrei nessuno in grado di vincere uno slam. Uno, l’ha quasi perso Zverev con Cobolli, suvvia…
Senza i due marziani, tutti possono vincere i tornei..a prescindere dalla stato di forma ci sono almeno una ventina di possibili pretendenti come i proci ad Itaca..Zverev-Antinoo li guida ma alla fine è solo uno dei pretendenti..
Ci sono tanti americani che possono fare bene ma non ne vedo uno davvero in grado di arrivare in fondo. Shelton, Fritz, Tiafoe, Nakashima, Tien possono arrivare alla seconda settimana, poi chi lo sa se uno di loro arriverà in finale.
Classica americanata.
La vera incognita di questi USA open è Alcaraz. Ovvio che l’Alcaraz di 4 mesi fa vincerebbe il torneo in scioltezza ma dopo 4 mesi di assenza dai campi dovrebbe essere un extraterrestre per arrivare fino in fondo. Vi dirò che se un tennista di quel livello torna in campo in un torneo al meglio dei 5 vuol dire che è a posto non sono mica pazzi ed incoscienti. In tutta questa situazione la cosa che mi fa aumentare i dubbi è la sua partecipazione al doppio misto, questa decisione di partecipare alla classica americana mi fa propenderei nel ritenere che il primo a non crederci di arrivare in fondo è lui. Per il resto sono molto felice di rivedere questo grande campione in campo ed addolorato di non vedere il suo vero unico antagonista.
Carlitos se vince 2 incontri fa già tombola!!
Io spero che il genio Nole vada in finale,come chiaramente uno o due dei nostri!!!
Sarebbe bello un toto finale! Chi arriva? Per me due non preventivabili…uno è Shelton l’altro potrebbe essere Musetti??
Vista l assenza di sinner e l impossibilità fisica che vinca Djokovic, io ho un solo desiderio: che l urlatore in canotta esca il prima possibile….dopodiché, esaudito il mio desiderio, che vinca il migliore non ho preferenze…..
Una mandria di perdenti…il trofeo se lo giocheranno Jodar e Alcaraz mi ci gioco la vita
C’erano molti motivi da parte di Alcaraz per farsi vedere..ho qualche dubbio che alla fine possa giocare..
Per me cobolli non può non essere considerato al pari di questi tennisti. Al meglio dei 5 set si esalta ancora di più. Io ci credo, sarà impossibile ma ci credo
semi finalisti Medvedev Shelton ……., vincitore Medvedev o un statunitense.
Alcaraz fermo da tanto tempo,poi ritorna e invece di rimanere concentrato sul suo singolo ,si cimenta sul doppio misto e quant’ altro.Mah…
I pretendenti saranno tanti, e fare previsioni dipende da troppe variabili… oltre ai nomi citati come starà Nole? Rivedremo il vero Medvedev, che quest’anno a sprazzi ha giocato molto bene (a Indian Wells e Roma non è arrivato così lontano dall’impresa)? E Jodar, che ha ancora troppi alti e bassi, ma può battere chiunque? E, perché no, Fils, rigenerato dopo il lungo stop, o Fonseca, che prima o poi lo fa il salto di qualità, o i nostri, dal vecchio leone Berrettini, ai giovani Cobolli e Musetti, tutta gente che a livello slam ha fatto finali e semifinali? Poi se Alcaraz sta bene, non ce ne sarà per nessuno. Ai posteri l’ardua sentenza
Uno dei tennisti piu noiosi del circuito…
Chi vincerà gli US Open? Sarà un terno al lotto con tante tombole!!
Se starà bene lo vedo anche io come un possibile vincitore. Ha un gran servizio e grandi doti atletiche, perchè no?
In sostanza siamo passati dall’atp alla wtp, data l’incostanza di tutti i pretendenti non Sinner non Alcaraz? Nei 1000 precedenti questi due su cemento sono arrivati in finale giocatori non yankee, per cui prevedere che possano essere loro i candidati più probabili mi pare difficile. Zverev ha giocato male in America, è vero, però ha giocato molto bene per tutto il semestre tennistico precedente. Potrebbe anche trovare la forma nei primi turni, così come altri tennisti potrebbero avere un loro picco e gli statunitensi un calo. Purtroppo è vero che senza i due migliori di questa decade il tennis maschile diventa una replica muscolare di quello femminile. Possono vincere in tanti ora questo ora quel torneo.
Ma un Aliassime come lo vedete??
Secondo voi può avere chance??
L’anno scorso fece semifinale con Sinner… chissà.