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Open Court: promossi e bocciati, il meglio ed il peggio del 2018 (di Marco Mazzoni)

27/11/2018 09:09 16 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo
Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

Istantanee di fine 2018: Cilic e compagni regalano alla Croazia l’ultima Coppa Davis della storia. Grande emozione, ma anche rabbia. Applausi sportivi per i vincitori in trasferta; bordate di fischi all’ITF, con Mahut che alla consegna della medaglia “ne dice quattro” ad Haggerty, visibilmente sorpreso (e scosso) dalle parole del francese. Immagini forti, come gli abbracci degli sconfitti ai vincitori negli spogliatoi, e le lacrime amare di Noah e Pouille. Gioia e tristezza nell’aver appena scritto l’ultima pagina di una competizione uccisa dal vil denaro. Non il modo migliore per chiudere il 2018 tennistico, che invece è stato interessante ed a tratti sorprendente. Ecco il “pagellone” di fine anno, condito da un pizzico di ironia.

 

Giocatore dell’anno: Novak Djokovic

La magia dello sport è anche quella di raccontare favole, e sorprendere. Il ritorno di Djokovic ha dato uno scossone violento ed inatteso al 2018 tennistico. Dopo il “crack” a Wimbledon 2016 ed il seguente crollo, credere nella sua risurrezione era un vero atto di fede, complicato anche per il più “talebano” dei suoi tifosi. Tutti lo davano per morto e sepolto, almeno per il massimo livello, incluso chi scrive. Sbagliato. Aveva ragione lui. A Roland Garros Novak aveva uno sguardo diverso, più vivace di quello spento e smarrito dei cupi mesi precedenti. Il suo gioco restava altalenante, ma raccontava di come la sua vita fosse tornata a posto, tassello dopo tassello; di una famiglia molto unita, di un team tecnico ritrovato (senza guru o supercoach inutili), di una condizione fisica in crescita. Tutti i cronisti scrivevano distrattamente il suo mantra, pronti a tirar fuori il “coccodrillo sportivo” dal cassetto. Perse (male) dal nostro Ceck, ed uscì dal campo furibondo. La scintilla che l’ha riacceso? Forse. Sotto traccia a Wimbledon ha ritrovato match dopo match velocità nei piedi, sicurezza nei colpi e continuità. La splendida vittoria vs. Nadal in semi l’ha lanciato verso la quarta coppa e ci ha restituito il “tiranno”, quasi imbattibile, cancellando due anni di buio. Un tennis un filo meno esplosivo ma terribilmente efficace. Novak non si è fermato più. Si è ripreso il n.1 in un’annata strana, senza un dominatore (almeno fino al suo rientro), come attesta il basso numero di punti di chi è al vertice rispetto agli anni precedenti. Questo Djokovic sarà l’uomo da battere nel 2019, a partire dalla “sua” Australia. Vedremo di nuovo una stagione dominata dal serbo? Il rischio c’è. Ma finalmente dietro qualcosa si è mosso. Meritano una nota anche lo sfortunato Del Potro, che grazie a qualche mese di salute ci ha fatto divertire non poco, prima del “solito” grave infortunio; e Kevin Anderson, tennista poco appariscente ma capace di tenere un livello medio altissimo e bravo ad infilarsi nelle piazze che contano, dando sempre il suo meglio. Amaro in bocca per Rafa Nadal. Due ritiri negli Slam, pochissimi tornei giocati. Sfortunato, sì, ma dopo tutto quello che ha chiesto al suo fisico in 15 anni di carriera, beh, è un miracolo trovarlo ancora lì a lottare per il n.1 Ironman ai box.

 

Delusione: Grigor Dimitrov, ma…

…davvero si credeva che il buon bulgaro potesse confermare o addirittura migliorare il 2017? Personalmente avevo grossi dubbi. Le grandi vittorie della passata stagione gli sono valse un bellissimo n.3 a fine anno, ma onestamente quel piazzamento era superiore alle sue reali qualità, quindi più giusto considerarlo un premio meritato che il raggiungimento di un nuovo status. Con tanta grinta e voglia era riuscito a strappare importanti vittorie, giocando un tennis a tratti “bello”. Ma analizzando quei momenti top, non si era visto un deciso salto di qualità tecnico. Nel 2017 era stato bravissimo a farsi trovare pronto al momento giusto; ma quest’anno, con una condizione fisica meno brillante, si sono rivisti tutti quei limiti che non gli hanno mai permesso di toccare il livello dei grandissimi. Servizio mai continuo, rovescio molto difensivo, troppi scambi per costruire il punto, non un vero colpo che ti lascia fermo e nemmeno un’attitudine offensiva decisa. Più bello che efficace… ma nel durissimo tennis attuale non è abbastanza. Tra le delusioni inserisco David Goffin,anche se spesso “rotto”, ed il francese Pouille, dal quale ci si aspettava molto di più dopo un 2017 di reale crescita. Lucas si è eclissato sia tecnicamente che agonisticamente. Kyrgios? Non pervenuto, come il meteo in qualche remota landa siberiana…

 

Emergente: Stefanos Tsitsipas

Questa è la categoria più interessante del 2018, anno in cui finalmente si è innescato il “famoso” ricambio generazionale. Basta vedere quanto si è ringiovanita la top40 ATP. Non è facile scegliere solo un nome. Alex Zverev ormai è iscritto al banchetto dei big, ancor più dopo il bel Masters appena vinto. Adesso per lui la sfida è vincere uno Slam. Appena dietro, scelgo Tsitsipas perché lo ritengo il più completo e quello che ha fatto il salto più consistente da inizio stagione. Continuando questa tendenza, sembra il più pronto per entrare nella top10 e vincere nel 2019 almeno un Masters1000. Deve ancora rafforzarsi sul piano fisico, ed aumentare la quantità del picco di prestazione, ma in vari match stagionali ha impressionato per la varietà e bellezza del suo tennis. E’ cresciuto moltissimo nella fase difensiva, dove molla di meno, ed ottiene di più dal servizio. Appena dietro Khachanov, vincitore a sorpresa a Bercy. La potenza del russo è imbarazzante. Non sarà elegante nel gesto, ma la sua combinazione servizio più dritto può scardinare ogni rivale sul veloce. Continua a darmi l’impressione di “non sentire” la palla tutti i giorni, ma quando è centrato… son dolori. Ottima anche la stagione di Edmund, discretamente efficace; bene Coric, che ha molto migliorato il dritto(la cura Piatti funziona sempre!), e bene Medvedev, che a tratti mi ricorda il primo Ivanisevic per esplosività ed imprevedibilità, ma anche poca consistenza. Più fermo Shapovalov, che come tutti i talenti puri ha bisogno di una crescita più lenta per incastrare tutti i pezzi ed apprendere dalle sconfitte; tanto che non mi aspetto grandissime cose da lui nemmeno nella prima parte del 2019. Bene invece Alex de Minaur, che tra fase difensiva super e capacità di invertire lo scambio potrebbe essere, zitto zitto, il crack improvviso della prossima stagione. Occhio a questa sorta di “Hewitt 2.0”.

 

Impresa dell’anno: Cecchinato SF a Roland Garros

Titanico. Ero al torneo, ed in campo emanava energia, come una piccola centrale atomica con racchetta. Divorava la palla con uno sguardo così intenso da incenerire, scaraventando mazzate di dritto (e pure di rovescio!) che non uscivano mai. Il torneo della vita, una quantità di prestazione incredibile, condita da una fiducia nei propri colpi straordinaria. Volava il Ceck, giocava come in trance, e giocava molto bene. Solo un podoroso Thiem è riuscito a soverchiarlo con più potenza, ad un passo dalla finale. Resterà un’impresa memorabile, probabilmente irripetibile, ma che bello averla vissuta.

 

Torneo dell’anno: Wimbledon

Scelta assai ardua. In un 2018 ricco di spunti ed anche buoni match, non c’è stato un torneo nettamente più bello, come nel 2017 fu Australian Open. Scelgo i Championships, perché è stato quello più sorprendente, capace di imprimere una svolta decisiva alla stagione, restituendo Djokovic al grande tennis. Djokovic vs Nadal è stata partita di rara intensità, e l’altra semifinale tra Anderson ed Isner è entrata nei libri di storia del torneo. Senza dimenticare DelPo vs. Nadal nei quarti, match di grande livello, col miglior Rafa su erba da anni.

 

Match dell’anno: come per il torneo, voto Djokovic vs Nadal a Wimbledon, non tanto per la bellezza della partita quanto per la sua importanza. Bella sul piano tecnico la recente semifinale di Bercy tra Djokovic e Federer; adrenalina a tutta in Nadal vs. Khachanov a Toronto, un festival di bordate micidiali…

 

Fatto dell’anno: che grande Italia!

Nessun trionfalismo, ma l’annata splendida del tennis azzurro è sotto gli occhi tutti. Il miglior anno per il movimento maschile italiano dal mitico 1976 del Roland Garros di Panatta e della vittoria in Davis. Il 2018 si chiude con 4 azzurri nei primi 54 e due nei primi 20, con tre di essi al loro best ranking. Abbiamo vinto 6 tornei ATP: 3 Fognini, 2 Cecchinato, 1 Berrettini. Fognini ha toccato di nuovo il suo best ranking a 31 anni, giocando spesso ad un livello altissimo e con ottima probabilità di ritoccarlo in caso di una buona partenza down under. Gli è mancato solo l’acuto negli Slam. Lì ci ha pensato Cecchinato, esploso a livelli impensabili. Berrettini è entrato di forza del tour maggiore, vincendo il suo primo torneo e mostrando segni evidenti di qualità, anche per l’altissimo livello. E’ dai tempi di Omar Camporese che non avevamo un tennista così attrezzato per il gioco “moderno”, e così ben allenato vorrei sottolineare. Il 2019 non sarà un anno facile per lui, come per Cecchinato: doversi confermare e crescere, ma ce la possono fare. E dietro i vari Sonego, Travaglia, Baldi, Quinzi, Moroni hanno mostrato evidenti segnali di crescita, alimentando il serbatoio. Restiamo coi piedi per terra, ma abbiamo posto ottime basi per crescere e costruire il “movimento” che sogniamo da anni. Con alcuni “millennials” che potrebbero davvero incantare.

 

Pagina nera: la morte della Coppa Davis

Solo due righe di chiusura, avremo tempo nella off season per tornarci. L’ITF ha cancellato oltre 100 anni di leggenda, facendosi sedurre da un progetto tanto faraonico quanto arrogante e senza alcun valore sportivo. Pare nessun big, Nadal a parte, giocherà la Pique-Cup. L’ATP ha rincarato la dose creando la ATP Cup, che diventa diretta concorrente; senza dimenticare che la Laver Cup ha posto radici, piace al pubblico, è ricca e non pare intenzionata a morire. E’ evidente che qualcosa non funziona. Si parla di problemi nel tennis, di un’utenza sempre più vecchia e quindi la necessità di rinnovare. Le regole NextGen continuano ad essere testate, ma dividono gli stessi giocatori, che pur chiedono di giocare di meno. La realtà è che questa dirigenza del tennis mondiale pare totalmente inadeguata a vincere la sfida. Se il tennis è in discreta salute, chi lo governa pare in totale stato confusionale…

Marco Mazzoni

@marcomazz


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16 commenti. Lasciane uno!

alessandro (Guest) 29-11-2018 02:01

Scritto da Spider 99
@ alessandro (#2234086)
Caro amico su zverev abbiamo idee diverse. Secondo me i campioni si vedono negli slam dove lui è fallimentare…uno che da numero 5 al mondo ha centrato un solo quarto slam( fra l’altro perso malamente) non può essere ancora considerato un campione. Il paragone con i tre
Mostri sacri non lo vedo pertinente, chi li ha mai citati? Quanto a coric e khachanov non ho detto che sono campioni, ho solo detto che nel 2018 sono esplosi arrivando a sfiorare La top ten. se poi ti ritieni che zverev già oggi sia un fuoriclasse rispetto la tua opinione ma non la condivido.

Non ho mai detto che Zverev sia un campione. Però non si può dire che sia andato male in questa stagione, che è quello che sostenevi tu, prima sulla base dei singoli tornei poi sulla base del ranking lamentando che Zverev era “solo” nei primi cinque, e ripetendo anche in questo messaggio che gli manca un forte risultato negli Slams.

Perchè ti ho citato i tre campionissimi? Risposta semplice li hai citati tu per dire che Coric era bravo, dato che aveva battuto Federer due volte quest’anno.

Ma c’è anche un motivo più sottile.
Se Zverev avesse fatto meglio al Roland Garros oggi avrebbe sicuramente scavalcato Federer (35 punti di differnza in ranking suonano quasi come “salvato dalla stagione finita”) o se addirittura ne avesse vinto uno oggi sarebbe perfino davanti a Nadal (1095 punti di differenza) e numero 2 mondiale.
E Zverev non è a quel livello, Coric a Khachanov sono mooolto indietro dall’esserlo (e se essere nei primi 10 è un obiettivo da raggiungere perchè denigrare chi si trova già lì come Zverev da poco e i tre campionissimi da molto?!?)

Ma ti dico ti più, vincere uno Slam dopo essere arrivato nei primi 10 vale poco o nulla. Cilic ha vinto un US open nel 2014, l’anno scorso è stato finalista a Wimbledon, quest’anno ha vinto un solo torneo sull’erba ed è numero 7 nel ranking.
E’ un campione?

Abbiamo idee diverse su cosa vuol dire essere campione, un campionissimo. Vuol dire essere bravo su diverse superfici, confermare la bravura avendo costanza di risultati.
Battere Federer, Djokovic, e vincere uno Slam vale poco molto poco, nessuno lo sa meglio di Cilic.

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Spider 99 (Guest) 29-11-2018 00:07

@ alessandro (#2234086)

Caro amico su zverev abbiamo idee diverse. Secondo me i campioni si vedono negli slam dove lui è fallimentare…uno che da numero 5 al mondo ha centrato un solo quarto slam( fra l’altro perso malamente) non può essere ancora considerato un campione. Il paragone con i tre
Mostri sacri non lo vedo pertinente, chi li ha mai citati? Quanto a coric e khachanov non ho detto che sono campioni, ho solo detto che nel 2018 sono esplosi arrivando a sfiorare La top ten. se poi ti ritieni che zverev già oggi sia un fuoriclasse rispetto la tua opinione ma non la condivido.

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alessandro (Guest) 28-11-2018 21:33

Scritto da Spider 99
@ alessandro (#2233869)
Giusto ma devi guardare dove hanno iniziato l’anno e le aspettative che si avevano. In questo 2018 il croato e il russo sono esplosi, prima erano fuori dai top 30 e ora sono vicini alla top 10. Coric ha anche vinto la Davis e per due volte ha battuto Roger. Zverev già a dicembre scorso era nei top 5 e ci si aspettava l’acuto in uno Slam, la consacrazione assoluta che invece non è arrivato. Senza le Finals la sua stagione era negativa a mio avviso. Con le Finals diventa buona ma nel 2019 ci vuole almeno una semifinale Slam.

ok, hai cambiato criterio, da che stagione abbiano avuto a quale sia la posizione nel ranking.
D’accordo, seguiamo anche questo criterio.
Allora Djokovic, Federer e Nadal hanno avuto pessime stagioni, sono sempre nei primi 5 posti, ma non hanno dominato gli Slams (1 Nadal, 1 Federer, 2 Djokovic, un pochimo meglio quest’ultimo ). E dico dominato perchè hai criticato Zverev perchè non ha vinto uno Slam, quindi la logica conseguenza per i vincitori di Slams è di vincerne di più, cioè essere dominanti come lo era Djokovic qualche anno fa, o Federer prima ancora. Mi accorgo che da questo criterio deriva pure che Nadal non è mai stato un campione (e io me ne guarderei dall’esprimere un tale giudizio).
Zverev ha avuto una brutta stagione salvata dalla finals londinese? Non credo proprio. Ha confermato di essere nei top 5 mondiali, il che vuol dire più punti nel ranking e quindi più incontri vinti ( e quindi più finali disputate e più finali vinte)- è così che funziona il ranking.

Coric ha battuto Federer? Quindi Millman è diventato a 29 anni un campione? Khachanov ha battuto Djokovic?
Zverev ha battuto Djokovic E Federer nello stesso torneo ( e ha già battuto Federer in passato. Djokovic mi pare di no, ma vado a memoria)

Vogliamo parlare delle aspettative?
Non è un criterio obiettivo, Krajinovic avrà una stagione fallimentare se “le persone” si aspettano che diventi numero 1 perchè hanno ascoltato che questo è il suo obiettivo nella recente intervista.
Mettendo da parte l’irrazionalità del criterio, basterà dare un’occhiata sia a Khachanov che a Coric e vedere quanti anni hanno speso prima di sfondare posizione 30° (prendo questa perchè ti da l’accesso come testa di serie in molti master 1000 ) e confrontarlo con Zverev per capire che anche come aspettative Zverev li ha nettamente battuti.

Se proprio vuoi cercare qualcuno da confrontare con Sascha sul campo dell’esplosività di risultati guarda le statistiche e i risultati in campo di Tsitsipas (che segue Nadal nel record del più giovane tennista ad aver battuto 3 top10 nello stesso torneo).

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Spider 99 (Guest) 28-11-2018 06:55

@ alessandro (#2233869)

Giusto ma devi guardare dove hanno iniziato l’anno e le aspettative che si avevano. In questo 2018 il croato e il russo sono esplosi, prima erano fuori dai top 30 e ora sono vicini alla top 10. Coric ha anche vinto la Davis e per due volte ha battuto Roger. Zverev già a dicembre scorso era nei top 5 e ci si aspettava l’acuto in uno Slam, la consacrazione assoluta che invece non è arrivato. Senza le Finals la sua stagione era negativa a mio avviso. Con le Finals diventa buona ma nel 2019 ci vuole almeno una semifinale Slam.

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+1: sonia609
alessandro (Guest) 28-11-2018 00:27

Scritto da Spider 99

Scritto da Antony
E Roger non lo citiamo??
Uno Slam e tornare numero 1 del mondo a 37 anni mi pare che sia sufficiente per meritare un bel 9!!!

Al 2018 di Roger darei un 7.5 ma so per lo Slam in Australia, sennò era stagione da 6.5 massimo. Non si possono dimenticare le delusioni di Wimbledon e New York e la mancanza di un avuto nei vari 1000 giocati. Nel 2018 direi 9 a Nole e 8.5 a Rafa. Difficile dare un voto a Zverev ( forse 7 per il master e Madrid ma Slam pessimi) mentre ottima ( direi 8) la stagione di khachanov e coric.

ok, Zverev ti sta antipatico. Non c’è nulla di male. Un pò è antipatico anche a me.
Dargli 7 perchè antipatico va benissimo.
Va bene anche che ti sono simpatici Khachanov e Coric. A ognuno il suo.

MA non si può leggere che Zverev prende 7, e gli altri due 8 perchè hanno fatto una stagione migliore.
Non corrisponde a nessun criterio immaginabile sul campo.

SLAMS:
Coric a Khachanov sono stati letteralmente spazzati via dal tabellone principale al primo secondo incontro, e sono arrivati massimo ai sedicesimi di finale in un solo Slam.

Zverev è arrivato ai QUARTI di finale al French Open. Quindi è stato migliore.

TORNEI:
Khachanov ha vinto 2 finali in tornei minori, e un master a Parigi (miracolato perchè non c’era Nadal contro cui ha un record personale di 7 sconfitte su 7 incontri ). Coric ha fatto peggio di lui con due finali e una vittoria ( Halle).

Zverev ha fatto 6 finali di cui 4 VINTE, compresa ATP Finals di Londra (1500 pt contro i 1000 di Parigi di Khachanov ). Anche qui Zverev è stato migliore.

Quindi sia per prestigio sia per numero totale di tornei vinti Zverev è stato nettamente superiore ai due.

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ATP (Guest) 27-11-2018 23:01

Mi domando come si fa a definire il fatto dell’anno che grande Italia. Signor Mazzoni lei è un ottimo esperto di tennis ma questa è la barzelletta dell’anno!!!!

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Spider 99 (Guest) 27-11-2018 22:14

Scritto da Antony
E Roger non lo citiamo??
Uno Slam e tornare numero 1 del mondo a 37 anni mi pare che sia sufficiente per meritare un bel 9!!!

Al 2018 di Roger darei un 7.5 ma so per lo Slam in Australia, sennò era stagione da 6.5 massimo. Non si possono dimenticare le delusioni di Wimbledon e New York e la mancanza di un avuto nei vari 1000 giocati. Nel 2018 direi 9 a Nole e 8.5 a Rafa. Difficile dare un voto a Zverev ( forse 7 per il master e Madrid ma Slam pessimi) mentre ottima ( direi 8) la stagione di khachanov e coric.

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Nullo (Guest) 27-11-2018 19:30

Scritto da Luca da Sondrio

Scritto da Antony
E Roger non lo citiamo??
Uno Slam e tornare numero 1 del mondo a 37 anni mi pare che sia sufficiente per meritare un bel 9!!!

Non c’è bisogno di citarlo. Lo sanno tutti (anche chi fa finta di non saperlo) che lui è il più grande tennista di tutti i tempi e che qualunque cosa faccia – soprattutto da qualche anno a questa parte – è qualcosa di unico, di imprevedibile e di irripetibile. Qualcosa che è inutile citare e commentare. Citarlo assieme a tutti gli altri, in un articolo sui “buoni” e i “cattivi” del 2018, non ha alcun senso.

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GIOBAX (Guest) 27-11-2018 18:14

L’assassinio premeditato della Coppa Davis è il fatto più becero e incomprensibile della storia del Tennis moderno… Ho talmente tanti ricordi legati alla Davis, personaggi incredibili, tennisti pressochè sconosciuti assurgere ad “eroi per un giorno”, imprese memorabili, corride sanguinose con pubblici al limite del controllo… Ma tutto era epico, adrenalina pura, emozione e commozione… Non l’asettica formula generata dal business e dall’incopetenza degli attuali squallidi burattinai… VERGOGNA!!!

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alessandro (Guest) 27-11-2018 14:42

WTA:
giocatrice dell’anno: Bertens (ha battuto quasi tutte le top 10)

emergente dell’anno: Kontaveit ( ok, non ha vinto lo slam come Osaka, ma è decisamente la “Tsitsipas” del WTA, con una grande prestazione sia su terra che sul veloce). Dietro di lei si aspetta la riconferma del Vento dell’Est (Kuzmova, Zidansek, Danilovic, Potapova che hanno fatto bene ma senza eccellere e Yastremska un gradino sopra a tutte, incredibile la partita contro Lepchenko nel Lussemburgo)

match dell’anno: finale Osaka- Williams S. (per tutti i buoni e cattivi motivi che tutti conosciamo)

sorpresa dell’anno: Buzarnescu ( una rinascita sportiva nei tornei americani di quest’estate )

torneo dell’anno: Bank of West Classic ( il più veloce torneo americano tuttel le partite del quale sono state over-the-top come gioco espresso). Secondo posto per l’inaugurato torneo su terra di Mosca che ha visto molte giovani emergere.

delusione: Mertens su tutte (ha da poco deciso, giustamente, di cambiare allenatrice), Ostapenko (stagione in flessione, mai uno spunto vivace),

impresa dell’anno: vittoria di Hsieh contro HAlep (n.1°) a Wimbledon. Chi non l’ha vista se la riveda. Epica battaglia punto su punto.

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Luca da Sondrio (Guest) 27-11-2018 14:34

Scritto da Antony
E Roger non lo citiamo??
Uno Slam e tornare numero 1 del mondo a 37 anni mi pare che sia sufficiente per meritare un bel 9!!!

Non c’è bisogno di citarlo. Lo sanno tutti (anche chi fa finta di non saperlo) che lui è il più grande tennista di tutti i tempi e che qualunque cosa faccia – soprattutto da qualche anno a questa parte – è qualcosa di unico, di imprevedibile e di irripetibile. Qualcosa che è inutile citare e commentare. Citarlo assieme a tutti gli altri, in un articolo sui “buoni” e i “cattivi” del 2018, non ha alcun senso.

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+1: Giuseppespartano
Luca da Sondrio (Guest) 27-11-2018 14:06

Scritto da The Renegade
@ Antony (#2233654)
Per fortuna c’è chi ha l’intelligenza di capire come e perché è tornato sul trono e vinto lo slam:tabellone da 500, nole al primo torneo dopo un grave infortunio,Nadal rotto e Murray non ha proprio giocato! Comunque bravo Roger nell’approfittarne! Forse ero da poco maggiorenne quando ha vinto uno slam battendo i migliori…

Da quel che hai scritto ho la sensazione che maggiorenne, tu, lo diventerai tra una quindicina di anni…

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Emanuele 27-11-2018 10:47

Sock andava citato, non tanto perché partiva dalla top 10, obiettivamente difficilmente confermabile, ma perché è uscito dai 100

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+1: Luca Napoli, sonia609
RafaNadal9900 27-11-2018 10:26

Io nelle delusioni non metterei goffin(troppe volte infortunato) ma kyrgios che ha fallito completamente questa stagione. Certo anche lui ha avuto molti infortuni ma col potenziale che ha e soprattutto dopo un buon 2017 quest’anno ci si aspettava molto di più. Per il resto concordo su tutto

3
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+1: MarcoP, Sottile, sonia609, Marcus91
The Renegade (Guest) 27-11-2018 09:57

@ Antony (#2233654)

Per fortuna c’è chi ha l’intelligenza di capire come e perché è tornato sul trono e vinto lo slam:tabellone da 500, nole al primo torneo dopo un grave infortunio,Nadal rotto e Murray non ha proprio giocato! Comunque bravo Roger nell’approfittarne! Forse ero da poco maggiorenne quando ha vinto uno slam battendo i migliori…

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-1: Giuseppespartano, ffedee, Elio, Marcus91
Antony (Guest) 27-11-2018 09:24

E Roger non lo citiamo??
Uno Slam e tornare numero 1 del mondo a 37 anni mi pare che sia sufficiente per meritare un bel 9!!!

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+1: Giuseppespartano