Circuito Challenger Challenger, Copertina

Challenger Portoroz: Matteo Berrettini in semifinale

10/08/2017 20:30 211 commenti
Matteo Berrettini classe 1996
Matteo Berrettini classe 1996

Matteo Berrettini in semifinale nel torneo challenger di Portoroz.
Il 21enne Next Gen romano, numero 162 del ranking mondiale, ha regolato con un doppio 64 il bielorusso Ilya Ivashka, numero 203 Atp.
In semifinale sfiderà il bosniaco Aldin Sektic, numero 192 del ranking mondiale.



SLO Challenger Portoroz | Cemento | e43.000 – Quarti di Finale


CENTRE COURT – Ora italiana: 16:00 (ora locale: 4:00 pm)
1. Aldin Setkic BIH vs Pedro Martinez ESP

CH Portoroz
Aldin Setkic
6
6
6
Pedro Martinez
7
4
4
Vincitore: A. SETKIC

2. [6] Filip Krajinovic SRB vs [3] Sergiy Stakhovsky UKR (non prima ore: 17:30)

CH Portoroz
Filip Krajinovic [6]
1
6
3
Sergiy Stakhovsky [3]
6
3
6
Vincitore: S. STAKHOVSKY

3. [1] Hans Podlipnik-Castillo CHI / Andrei Vasilevski BLR vs Matteo Berrettini ITA / Flavio Cipolla ITA

CH Portoroz
Hans Podlipnik-Castillo / Andrei Vasilevski [1]
6
6
Matteo Berrettini / Flavio Cipolla
3
4
Vincitori: PODLIPNIK-CASTILL / VASILEVSKI






COURT D – Ora italiana: 16:00 (ora locale: 4:00 pm)
1. Ilya Ivashka BLR vs Matteo Berrettini ITA

CH Portoroz
Ilya Ivashka
4
4
Matteo Berrettini
6
6
Vincitore: M. BERRETTINI

2. Stefanos Tsitsipas GRE vs [Q] Franko Skugor CRO (non prima ore: 17:30)

CH Portoroz
Stefanos Tsitsipas
7
7
Franko Skugor
6
6
Vincitore: S. TSITSIPAS

3. Ilya Ivashka BLR / Aldin Setkic BIH vs Lukas Rosol CZE / Franko Skugor CRO

CH Portoroz
Ilya Ivashka / Aldin Setkic
3
2
Lukas Rosol / Franko Skugor
6
6
Vincitori: ROSOL / SKUGOR


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211 commenti. Lasciane uno!

sasuzzo 11-08-2017 13:42

Scritto da Forza ceck
@ sasuzzo (#1920493)
Santiago girando e il finalista di San benedetto credo siano nei primi 100 e se non erro ha affrontato tommy robredo che credo sia stato un top 10…. io vedo i risultati…. I risultati dicono che è ampiamente un top 100 …… però nel dubbio non vedo l ora di vedere gli us open

Intorno ai 100 solo Djere. Gli altri fuori dai 130. I risulati dei challenger rimangono da challenger. Lo step se e ci sarà per gli ATP diranno tutto o quasi di una EVENTUALE speranza azzurra. Ricordiamoci l’ ottimo 2016 di Donati e Napolitano che non ha avuto seguito per entrambi. Attualmente non ha molte chance di qualificarsi agli US Open considerati i pochi tornei su cemento disputati.

211
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Io tifo caruso (Guest) 11-08-2017 11:11

@ Tomax (#1920596)

Effettivamente non se ne può più

210
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Io tifo caruso (Guest) 11-08-2017 11:10

Scritto da Tomax
Basta con sto next gen che palle. Su super tennis ne parlano solo perché si fa a Milano ma è solo una esibizione. Chiedete a zverev quanto gliene frega

209
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Tomax (Guest) 11-08-2017 09:11

Basta con sto next gen che palle. Su super tennis ne parlano solo perché si fa a Milano ma è solo una esibizione. Chiedete a zverev quanto gliene frega

208
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Bjorn borg (Guest) 11-08-2017 08:45

Scritto da Goergestuttalavita

Scritto da sander

Scritto da gido

Scritto da arrivodopo
comunque Berretti veramente bravo, non sarà top Ten, ma una carriera alla Fognini è alla portata.

perchè non top ten? Il potenziale c’è: se ci lavora ben aiutato e ben consigliato non porrei limiti

Come al solito condivido quello che dice Gido, tra l’altro non ha senso dire “non sara’ mai top ten”, e’ come se nel calcio a un giovane giocatore che sta facendo molto bene in serie B gli si dice “non arriverai mai in Nazionale”….il consiglio che posso dare godiamoci questa scalata del Berretto senza fretta di dare i numeri del lotto… adesso la cosa piu’ importante non e’ tanto la classifica ma vedere cosa mette sul campo Berretto…intensita’, concentrazione, equilibrio, applicazione massima nelle varie fasi di gioco, umilta’, questi sono i “colpi migliori” che lo differenziano dagli altri giovani italiani, oltre alle evidenti qualita’ tecniche gia’ evidenziate da molti.

Cerchiamo di non pomparlo come Quinzi, riempiendo il forum di aspettative, che poi si sgonfia anche lui.

Il paragone con Quinzi non e’proponibile. Berrettini ha gia’ fatto molto molto di piu’di Quinzi pur essendo stato fermo quasi un anno. A fine anno sara’ minimo 120… Traguardo purtroppo che per Quinzi e’, per ora, una chimera. Quindi giusto farsi delle aspettative, pur con i piedi per terra e lasciando stare i paragoni con Federer o Nadal.

207
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mazingaz 11-08-2017 08:33

Scritto da Gigione
Comincio a vedere il “gioco del pendolo” applicato a Berrettini. Capisco l’entusiasmo (mi ci metto anche io nel gruppo) di vedere un giovane italiano che, con gioco aggressivo e gran servizio, ha raggiunto dei risultati ottimi, scalando centinaia di posizioni in una sola stagione. Gli appassionati italiani di tennis, diciamo la verità, sono un terreno secco che hanno visto in decenni crescere qualche bel arbusto che non si è mai trasformato in un vero albero. Ero un bambino quando mi esaltavo per Panatta. Ora ho i capelli bianchi e ancora aspetto di rivedere una cosa del genere. Gli altri. Dai francesi agli inglesi, dai tedeschi agli austriaci, per non parlare degli spagnoli e degli svizzeri, hanno vissuto emozioni a noi precluse. Parlavo di gioco del Pendolo. E’ quella situazione in cui noi assetati siamo pronti ad esaltare all’inverosimile un nostro giovane talento, salvo poi deprimerci e denigrarlo alla prima battuta d’arresto. Il tifo italiano soffre di sindrome bipolare. Ed è comprensibile. Da un certo punto di vista capisco anche quelli che sembrano gioire delle sconfitte di Berettini. O che prima dell’incontro con il modesto Menendez, descrivevano l’impresa impossibile per le qualità del nostro. E’ una forma di difesa, e il non volersi illudere perché si sa che poi le delusioni (e quante ne abbiamo patite!) fanno male. Ma invito tutti alla calma. Godiamoci le belle prove fornite dal nostro ragazzo. Abbiamo di che esserne orgogliosi e di che divertirci. Ma non dimentichiamo che siamo ancora a livello di Challenger. Il tennis dei grandi tornei, soprattutto quello degli slam, al meglio dei tre set è un altro pianeta. Quindi non esaltiamoci troppo e non deprimiamoci troppo alla prima sconfitta, come un pendolo impazzito. Godiamo e sogniamo anche, fa bene, ma consapevoli che tutto è ancora da costruire e che, se si costruirà, avverrà sempre un passo dietro l’altro e non a improbabili salti.

Perfettamente ragione

206
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mazingaz 11-08-2017 08:32

Scritto da Gigione
Comincio a vedere il “gioco del pendolo” applicato a Berrettini. Capisco l’entusiasmo (mi ci metto anche io nel gruppo) di vedere un giovane italiano che, con gioco aggressivo e gran servizio, ha raggiunto dei risultati ottimi, scalando centinaia di posizioni in una sola stagione. Gli appassionati italiani di tennis, diciamo la verità, sono un terreno secco che hanno visto in decenni crescere qualche bel arbusto che non si è mai trasformato in un vero albero. Ero un bambino quando mi esaltavo per Panatta. Ora ho i capelli bianchi e ancora aspetto di rivedere una cosa del genere. Gli altri. Dai francesi agli inglesi, dai tedeschi agli austriaci, per non parlare degli spagnoli e degli svizzeri, hanno vissuto emozioni a noi precluse. Parlavo di gioco del Pendolo. E’ quella situazione in cui noi assetati siamo pronti ad esaltare all’inverosimile un nostro giovane talento, salvo poi deprimerci e denigrarlo alla prima battuta d’arresto. Il tifo italiano soffre di sindrome bipolare. Ed è comprensibile. Da un certo punto di vista capisco anche quelli che sembrano gioire delle sconfitte di Berettini. O che prima dell’incontro con il modesto Menendez, descrivevano l’impresa impossibile per le qualità del nostro. E’ una forma di difesa, e il non volersi illudere perché si sa che poi le delusioni (e quante ne abbiamo patite!) fanno male. Ma invito tutti alla calma. Godiamoci le belle prove fornite dal nostro ragazzo. Abbiamo di che esserne orgogliosi e di che divertirci. Ma non dimentichiamo che siamo ancora a livello di Challenger. Il tennis dei grandi tornei, soprattutto quello degli slam, al meglio dei tre set è un altro pianeta. Quindi non esaltiamoci troppo e non deprimiamoci troppo alla prima sconfitta, come un pendolo impazzito. Godiamo e sogniamo anche, fa bene, ma consapevoli che tutto è ancora da costruire e che, se si costruirà, avverrà sempre un passo dietro l’altro e non a improbabili salti.

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+1: mazingaz
Gigione (Guest) 11-08-2017 08:23

Comincio a vedere il “gioco del pendolo” applicato a Berrettini. Capisco l’entusiasmo (mi ci metto anche io nel gruppo) di vedere un giovane italiano che, con gioco aggressivo e gran servizio, ha raggiunto dei risultati ottimi, scalando centinaia di posizioni in una sola stagione. Gli appassionati italiani di tennis, diciamo la verità, sono un terreno secco che hanno visto in decenni crescere qualche bel arbusto che non si è mai trasformato in un vero albero. Ero un bambino quando mi esaltavo per Panatta. Ora ho i capelli bianchi e ancora aspetto di rivedere una cosa del genere. Gli altri. Dai francesi agli inglesi, dai tedeschi agli austriaci, per non parlare degli spagnoli e degli svizzeri, hanno vissuto emozioni a noi precluse. Parlavo di gioco del Pendolo. E’ quella situazione in cui noi assetati siamo pronti ad esaltare all’inverosimile un nostro giovane talento, salvo poi deprimerci e denigrarlo alla prima battuta d’arresto. Il tifo italiano soffre di sindrome bipolare. Ed è comprensibile. Da un certo punto di vista capisco anche quelli che sembrano gioire delle sconfitte di Berettini. O che prima dell’incontro con il modesto Menendez, descrivevano l’impresa impossibile per le qualità del nostro. E’ una forma di difesa, e il non volersi illudere perché si sa che poi le delusioni (e quante ne abbiamo patite!) fanno male. Ma invito tutti alla calma. Godiamoci le belle prove fornite dal nostro ragazzo. Abbiamo di che esserne orgogliosi e di che divertirci. Ma non dimentichiamo che siamo ancora a livello di Challenger. Il tennis dei grandi tornei, soprattutto quello degli slam, al meglio dei tre set è un altro pianeta. Quindi non esaltiamoci troppo e non deprimiamoci troppo alla prima sconfitta, come un pendolo impazzito. Godiamo e sogniamo anche, fa bene, ma consapevoli che tutto è ancora da costruire e che, se si costruirà, avverrà sempre un passo dietro l’altro e non a improbabili salti.

204
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+1: mazingaz
Goergestuttalavita (Guest) 11-08-2017 08:12

Scritto da sander

Scritto da gido

Scritto da arrivodopo
comunque Berretti veramente bravo, non sarà top Ten, ma una carriera alla Fognini è alla portata.

perchè non top ten? Il potenziale c’è: se ci lavora ben aiutato e ben consigliato non porrei limiti

Come al solito condivido quello che dice Gido, tra l’altro non ha senso dire “non sara’ mai top ten”, e’ come se nel calcio a un giovane giocatore che sta facendo molto bene in serie B gli si dice “non arriverai mai in Nazionale”….il consiglio che posso dare godiamoci questa scalata del Berretto senza fretta di dare i numeri del lotto… adesso la cosa piu’ importante non e’ tanto la classifica ma vedere cosa mette sul campo Berretto…intensita’, concentrazione, equilibrio, applicazione massima nelle varie fasi di gioco, umilta’, questi sono i “colpi migliori” che lo differenziano dagli altri giovani italiani, oltre alle evidenti qualita’ tecniche gia’ evidenziate da molti.

Cerchiamo di non pomparlo come Quinzi, riempiendo il forum di aspettative, che poi si sgonfia anche lui.

203
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marco (Guest) 11-08-2017 08:12

Nessuno ricorda che Berrettini a ottobre dello scorso anno era al numero 883 del mondo, a distanza di 10 mesi, è balzato all’interno dei primi 150 del mondo. Ha compiuto un balzo di oltre 700 posizioni. Davvero straordinario.

202
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Lelegenny (Guest) 11-08-2017 07:33

Scritto da Cesar
una bella finale “next gen” berrettini tsitsipas non sarebbe male

201
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