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Georgia Brescia: non guardo il ranking, il mio obiettivo è migliorare me stessa. La ventenne tennista italiana, racconta il suo tennis ed i suoi sogni, da Vasco Rossi alle…balene.

17/07/2017 12:14 24 commenti
Georgia Brescia classe 1996, n.203 WTA - best ranking
Georgia Brescia classe 1996, n.203 WTA - best ranking

Il Bar del Circolo Tennistico di Caserta, ha appena aperto la sala ristorante. E’ una domenica di maggio assolata ma ventosa e si gioca un bel 25.000k. Il menù dello chef è allettante: pasta al forno, parmigiana di melanzane, mozzarella di bufala campana, zucchine alla “scapece” ( i napoletani sanno e apprezzano). Seduta al nostro tavolo di fianco c’è Georgia Brescia: sorride e parla tanto mentre in piedi, non si siederà per tutto il tempo, riconosciamo Camilla Rosatello che la ascolta attenta. La cameriera del ristorante porta a Georgia un piatto fuori menù: un poco invitante riso bianco, peraltro in porzione minuscola, quasi omeopatica. Il sorriso di Georgia si adombra per un attimo guardando il suo piatto, ma poi in modo molto simpatico dice alla ragazza. “Scusa, ti dispiacerebbe portarne un po’ di più, diciamo il doppio di questo”. Le nostre paste al forno vorrebbero nascondersi, Georgia capisce l’imbarazzo e ci dice: “Già è riso in bianco…poi neanche si vede…” Anche la Rosatello ride. Ad un altro tavolo la Herazo Gonzalez, che Georgia sconfiggerà il giorno dopo, sorride…senza aver capito molto dell’accaduto.
Ma quel riso bianco è diventato il vero mentore della nostra intervista.

Allora Georgia introduci l’intervista nel modo che preferisci:

Mi chiamo Georgia e non Giorgia come mi chiamano quasi tutti. Ho iniziato a giocare a 3 anni lanciando la pallina contro il muro, perché ero troppo piccola per essere iscritta in un corso di tennis. Le ragioni per cui gioco a tennis adesso sono totalmente diverse da quelle che mi hanno spinto ad iniziare. Fino a qualche tempo fa preferivo le superfici lente, ma più vado avanti e più mi esprimo meglio sulle superfici veloci. Il match che mi ha emozionato maggiormente l’ho giocato a Lenzerheide qualche settimana fa in un 25.000K; perdevo 6/0 2/0 nella finale contro Simona Waltert e poi ho ribaltato l’incontro ed ho vinto. Una grande soddisfazione. Mi alleno da 6 anni a Mendrisio, in Svizzera, con Gonzalo Vitale, molto più di un coach.



A proposito dei nostri lettori: vuoi rassicurarli sulle tue condizioni fisiche?

Dopo il mio ultimo match, contro Deborah Chiesa, mi sono accorta con il mio staff di essere in over training. Per precauzione mi sono cancellata da Bucarest: ora vediamo come reagisce il mio corpo in questi giorni. Ma tranquilli: tornerò al massimo!



Georgia, questo mese hai raggiunto il tuo best ranking: la sensazione è che ci troviamo ad una svolta importante della tua carriera tennistica…

Penso che il mio livello attuale sia pari alla classifica che ho. Non mi sento e non sono pronta per competere ogni settimana ad un certo livello. Posso battere giocatrici più forti, ma devo lavorare tanto per poter stare tutto l’anno dove loro stanno da tanti anni.



Ora sei la settima italiana del ranking: considerando che a fine stagione dovrebbero ritirarsi Schiavone e Vinci, la dimensione nazionale del tuo tennis assume una grande visibilità. Senti che questa è una responsabilità importante per te o non ti lasci condizionare?

Non ci penso minimamente. Se la Nazionale mi chiama sarò sempre disponibile ma io non sono neanche l’ombra della Schiavone. l’unica cosa che mi viene in mente e che non sarà facile per noi occupare il vuoto che lasceranno loro. Spero che in qualche maniera rimangano vicino a noi ed al nostro ambiente perché sarebbe un peccato perdere tutto il bagaglio di esperienza che hanno. Personalmente penso che il ricambio possa esserci ma non sarò io a poter sostituire una top 10 nel futuro prossimo (scrivi bene…ho detto prossimo…).



Siamo ad un passo dalla top 200, in questo momento la Paolini dista 160 punti: cosa senti che possa riservarti questa seconda parte del 2017?

Il mio obiettivo e migliorare me stessa. Sempre. La classifica è una conseguenza dei tornei che gioco ma ancora adesso, secondo il mio allenatore, competo sotto il mio livello attuale.
Quando mi viene un pensiero sulla classifica mi basta scrivere un messaggio a Gonzalo e mi rimetto a lavorare. Non e’ stato facile ma quest’anno ho dovuto lavorare tanto, sia dentro che fuori dal campo, per ottenere i risultati che desideravo, raccogliendo forse anche di più di quello che pensavo. Avrei firmato per arrivare a fine anno sotto le 300, e mi ritrovo 200 WTA a metà anno. Non mi do mai obiettivi in termini di punti o classifica, perché ci sono troppi fattori esterni. So che cercando continuamente di mantenere l’equilibrio che ho trovato quest’ anno, posso fare ulteriori miglioramenti.



Quest’anno hai raggiunto il best ranking anche nel doppio:

Per il momento è difficile poter affrontare le spese con i miei guadagni; salendo in classifica, cambia il calendario e aumentano le spese. In questo senso il doppio aiuta. Giocherei anche il doppio misto se ci fosse…ahahaha! Comunque fino a qualche anno fa il doppio non lo giocavo neanche, avevo tanti complessi perché non riuscivo a staccare la mano neanche per fare le volée o gli slice. Adesso invece lo slice e’ diventato uno dei miei colpi migliori e mi piace andare a rete per chiudere il punto. Il miglioramento in doppio l’ ho avuto quando ho iniziato a divertirmi di più in campo.



In doppio non hai una partner fissa, ma quest’anno hai giocato spesso con Deborah Chiesa. Può essere una formazione che rivedremo spesso?

Mi piace giocare con Deborah. Siamo amiche dopo tante esperienze vissute insieme, ma non abbiamo lo stesso calendario. La partner la scelgo in base a dove gioco e a chi è iscritta al torneo. E’ impossibile per noi avere una coppia fissa nell’area di classifica in cui ci muoviamo.



Alcuni appassionati di tennis nutrivano dei dubbi sul fatto che dietro le cosiddette “moschettiere”, Schiavone, Vinci, Pennetta, Errani, potessero emergere ragazze in grado di avvicinare la top 100. Ed invece ecco la Paolini, la Trevisan e adesso Giorgia Brescia. La strada è ancora lunga, ovviamente, ma come ti spieghi questa diffidenza di alcuni?

Anche io sono appassionata di moda, come loro di tennis, ma purtroppo non sono io a creare le nuove tendenze…Ahahah! Dipende tanto dalla effettiva conoscenza tennistica degli appassionati e se conoscono a 360 gradi il livello del tennis che si gioca in giro. Io che viaggio e gioco ogni giorno ne capisco davvero poco e ti ho detto tutto…Quindi meglio non azzardare giudizi trancianti.



La Paolini ha un po’ cambiato la sua programmazione giocando ITF da 100.000K e qualificazioni WTA… anche tu cambierai programmazione?

Sulla programmazione posso solo dirti che io conto poco. E’ Gonzalo che programma i miei tornei e ne discute con Tathiana Garbin. Io vado dove mi dicono loro di andare 😉



A Wimbledon l’italiana che è andata più avanti è stata Camila Giorgi, eliminata dalla Ostapenko. Tu sei una ragazza molto schietta: dove credi che potrebbe arrivare la Giorgi e cosa l’ha frenata fin’ora?

Non sono in grado di opinare sulla Giorgi e onestamente non posso dire che sia una giocatrice “frenata”. Magari io riuscissi ad avere un freno che mi fa battere top 10 raggiungere best ranking 30 e restare per anni top 50 o top 100. Senza dubbio ha un modello di lavoro e di gioco particolari, ma non penso minimamente che quello che fa lo faccia male.



Parlaci del tuo rapporto con Gonzalo Vitale, il tuo coach:

Gonzalo mi ha cresciuta; mi ha preso a 15 anni senza classifica, senza voglia, e senza una strada. Penso che la cosa più importante nel nostro rapporto, che ci ha consentito di rimanere uniti in tutti questi anni, sia stata mantenere la luce viva, imparare ogni giorno, e crescere. Siamo cresciuti tanto. Non è stato facile percorrere questa strada insieme. Ma tra mille litigi mi ha portato fino a qui. E so che mi migliorerà ancora tanto, come persona e come giocatrice. Intanto che scrivo questi pensieri lui mi chiede di aggiungere di essere orgoglioso della mia capacità di credere in quello in cui pochi avevano creduto.



Gonzalo in una recente intervista ha dichiarato di non aver mai pensato di cambiare il tuo dritto bimane, perché crede che un giocatore vada accompagnato nella sua inclinazione naturale. Avete mai discusso su questo e che tipo di vantaggi senti che ti dia questa impugnatura?

Non e’ mai stato un argomento di discussione tra me e lui. Noi parliamo di altro. Posso dirti che sempre sento dire che la tecnica viene lavorata fino ad una certa età e dopo viene solo ripulita o migliorata. Cambiare a una mano sarebbe stato come ricominciare a giocare il diritto da capo. E’ da bambina che gioco così…vedrai la foto!



In passato il servizio non era il tuo punto di forza, che tipo di lavoro specifico hai fatto su prima e seconda?

Io ho bisogno di giocare ogni punto. Certamente mi sarebbe comodo vincere punti diretti con il servizio ma c’è qualche donna che lo fa? Spesso il prezzo di servire forte a una giovane età significa avere poi problemi alla spalla, al gomito, agli addominali. Nel tennis femminile, a parte eccezioni, l’ ace è una casualità. Comunque ciò su cui ho più lavorato riguardo al servizio è l’interpretazione della risposta.



A Wimbledon l’americana Mattek-Sands è rimasta circa 15 minuti senza soccorso sotto gli occhi esterefatti di Sorana Cirstea. Tutto questo accadeva in un Slam. Considerando anche il circuito ITF, credi che la sicurezza dei tennisti sia sufficientemente tutelata?

Immagino che gli organizzatori dei tornei facciano del loro meglio. Su Mattek-Sands penso che un torneo, anche uno Slam, possa prevedere tante cose ma coprire tutti i possibili infortuni che possono succedere in due settimane con centinaia di giocatori è quasi impossibile.
A livello ITF spesso la colpa è nostra. Arriviamo ai tornei con dolori vari, cercando poi che un fisioterapista, quasi sempre giovane, riesca a sistemare un problema, magari cronico, in un attimo.
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Si discute molto sui presunti vantaggi in termini di popolarità, sponsor e montepremi del tennis maschile rispetto a quello femminile: qual è il tuo parere in proposito?

Non c’è dubbio che il tennis maschile sia più bello da vedere del tennis femminile. Basta andare a vedere un 25.000 maschile per vedere buone partite già nelle qualificazioni: in uno femminile ti trovi a vincere partite quasi senza giocare. Il tennis maschile muove più del femminile quindi come spettatrice vedo normale questa differenza. Come tennista potrei pensarla diversamente



Per alcuni coach il salto di qualità nel tennis si compie quando il tennista riesce a giocare con lucidità palle break, set point e match point. In totale quindi si tratta di sette-otto punti ad incontro. Come ti valuti su questo piano ed in generale come gestisci la tensione psicologica in campo?

Io non sono in grado di parlare tanto di tennis, non so se riesco a spiegarmi. Io mi muovo meglio, colpisco ogni volta meglio, risolvo meglio, ma non so come lo faccio, non ci ragiono sopra.
Il mio allenatore dice che i punti più importanti sono quelli che nessuno guarda. Per esempio il primo di ogni game. Per quanto riguarda la tensione psicologica, l’unica maniera di gestirla è quella di viverla spesso. Per quello non serve vincere o perdere facile. Bisogna giocare al livello giusto, sempre.



Come prepari un incontro: studi la tua avversaria, elabori una strategia, oppure preferisci concentrarti in ogni match sul tuo gioco?

Spesso non so neanche contro chi gioco. Studio poco. Non guardo mai partite se non sono di ragazze italiane o compagne di viaggio. Mi concentro soltanto sul fare al meglio quello che so fare



Sei in vantaggio di un set, ma il tuo incontro viene interrotto per pioggia e giocherai il giorno dopo: come riesci a mantenere la concentrazione e quali sono i tuoi pensieri?

Stacco totalmente tutto e riposo. L’unica cosa importante in quel momento è non fare una seconda attività e, ancor di più, evitare di parlare con gente al di fuori del tuo team di lavoro. Solo loro vivono la partita come la posso vivere io



Jelena Simic ci ha detto che non è facile avere amicizie nel circuito perché si è troppo avversarie in campo. Tu sei d’accordo e quali sono le tue migliori amiche del circuito?

Jelena Simic è una mia amica ahahahah!! Non sono del tutto d’accordo con lei su questo.
La mia migliore amica è Martina Colmegna, simpatica vero? So che l’hai intervistata. Vivo e mi alleno con Ylena In-Albon. Ma vado molto d’accordo con Jasmine Paolini, Alice Matteucci, Martina Caregaro. Anche con tante straniere: Tamara Zidansek, Gabriela Ce, Nadia Podoroska, Tereza Mrdeza.



A livello mondiale è in atto una competizione accesa per l’eredità al trono di Serena Williams; chi sarà secondo te la numero uno a fine 2017?

Impossibile dirlo. Nella WTA la numero 1 può cambiare ogni settimana. A Wimbledon potevano essere in 3 o 4 a diventare numero 1. Mi piace Simona Halep.



Nelle interviste realizzate fin’ora molte tue colleghe si sono espresse a favore della scuola tennistica francese, altre della serba, altre della spagnola. Qual è il tuo parere in merito e c’è una ragazza 2000-2002 che ti ha colpito tecnicamente?

Mah! Se vai in Spagna ti allena un francese,se vai in America ti allena un italiano e io sono andata in Svizzera e mi allena un uruguaiano. E allora, qual è la scuola? Ai nostri livelli ci vuole una persona capace di tirare fuori il meglio di te. Nel mio gruppo ci sono un paio di 2000-2002 e spesso vado a vederle giocare. Ci sono tanti nomi ma si vede subito dove c’è buon legno caratteriale, tuttavia non mi sento di farti alcun nome. A colpire palline siamo tutti capaci.



Tu sei una ragazza di vent’anni: pensando alle tue coetanee ti senti una privilegiata per il tipo di vita che fai o, al contrario, ti pesano talvolta le rinunce ed i sacrifici che hai dovuto sopportare?

Difficile rispondere. Parlando della vita di un tennista fatta di viaggi,sport, ecc direi che il tennis è un privilegio. Se parliamo di saltare qualche tappa della vita come l’adolescenza, fatta di amiche, uscite al bar, ecc. sembra un sacrificio. Penso che dipenda da ogni persona. 30 volte al mese ti chiedi chi te lo fa fare ma la risposta sai qual è? E’ che nessuno te lo fa fare. E’ una tua scelta. C’è solo una cosa da ricordare che ho imparato con gli anni nel circuito: da sola non arrivi lontano.



Georgia Louise: qual è l’origine del tuo nome, a chi o a cosa si sono ispirati i tuoi genitori?

Mia mamma è inglese, di Liverpool mentre il mio papà è calabrese. Dice il mio allenatore che è un bel mix di sangue e che assolutamente dovrò mangiare melanzane alla parmigiana a Wimbledon l’anno prossimo. Ahahahah! Sono sicura che il nome lo abbia scelto mia mamma se no in caso contrario mi sarei chiamata Maria Concetta…ahahahah!



Che rapporto hai con Milano, la tua città, ci sono dei quartieri o ricordi a cui sei particolarmente affezionata?

Affezionarsi a casa è la cosa peggiore che possa fare un tennista. Mi piace stare via per competere e quando sono a casa, passo la mia giornata ad allenarmi in Svizzera. Sento tanto la mancanza di casa di mia mamma a Liverpool, ma in questo momento non posso andarci spesso.



Hai scritto su Instagram: “si dovrebbero scrivere più lettere e meno whats’app”; è un pensiero non banale, credi che la tua generazione esageri nella comunicazione virtuale?

Come hai detto te è stato un pensiero. Sicuramente è quello che vorrei accadesse anche a me. Vorrei scrivere di più e usare meno watts’app ma il mondo adesso gira così.
La prossima intervista potresti inviarmela per posta? 😉



Ok…al primo torneo WTA che vincerai, intervista epistolare….andiamo avanti. “Solo l’amare, solo il conoscere conta. Non l’aver amato, non l’aver conosciuto”. Cosa ti ispira questa citazione di Pier Paolo Pasolini?

Mi ispira che te la modifico…posso? “Solo lavorare sodo, dà la conoscenza che conta. Non aver speso ore in campo, non l’aver conoscenza.” Bella no? 😉



A proposito di giovani, negli ultimi mesi si parla molto di “blue whale”, il gioco dell’orrore. Al di là della veridicità o meno della notizia, come spieghi questi fenomeni aberranti nel mondo giovanile?

Non oso neanche rispondere a questa domanda. Non sta a me parlare di questo e trovare soluzioni ma senza dubbio lo sport dovrebbe essere obbligatorio a scuola come la matematica. Dà regole e le regole sono la base della convivenza sociale e del rispetto della vita propria e altrui.



Quali sono il tuo film ed il tuo libro preferito?

“V per vendetta” di James McTeigue, come film. Il mio libro preferito è “L’alchimista” di Paulo Coelho. Aggiungo anche “I pilastri della Terra” di Ken Follett



Ed il tuo genere musicale, cantante o gruppo?

Vasco Rossi…tutta la vita!



Quanto è importante per te sentirti bella oltre che brava?

Come per qualsiasi donna. Mi piace fare foto con i miei animali: iguana, serpente e bassottini. Ora te ne mando una. Comunque ci sono 202 ragazze più brave di me in questo momento 🙂



Qual è il tuo sogno da realizzare nella tua vita tennistica?

Poter vivere del tennis. Non ho nessun torneo in particolare nel mirino. Mi basta poter andare avanti e migliorarmi.



Quali sono i tuoi tre desideri da realizzare nella vita oltre il tennis?

Fare il cammino di Santiago, appena finita la mia carriera tennistica. Nuotare con le balene…e assolutamente andare a cena con Vasco Rossi!

Neanche il tempo di leggere quest’ultima risposta che mi arrivano le foto: Georgia bambina, con il coach, con l’iguana. Bellissime. Ma l’emozione che mi ha procurato leggere il suo fantastico desiderio di nuotare con le balene diventa predominante, trasformandosi in immagine. Ed allora mi viene in mente un fantastico film ambientato tra i Maori: “La ragazza delle balene” (Whale Rider). Uno dei dialoghi di questo film lo dedico a Georgia Louise, una ragazza simpatica, ironica, profonda e combattente che un giorno realizzerà il suo sogno, ne sono certo. “Mi chiamo Paikea Apirana, e vengo da un’antica stirpe di capi che risalgono al tempo in cui si cavalcavano le balene. Non sono una predestinata, ma so che il nostro popolo andrà avanti, andremo avanti tutti insieme, con tutte le nostre forze”.


Antonio De Filippo


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24 commenti. Lasciane uno!

circ80 20-07-2017 02:34

La stimavo già prima dell’intervista,
Ora ancora di più.
Ottime sia le domande che le risposte:
Una spanna sopra alla maggior parte delle interviste sportive che si leggono ultimamente (in ogni sport)

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Lilly (Guest) 17-07-2017 21:26

Bellissima intervista, come sempre! 😀

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Orlando93 (Guest) 17-07-2017 20:57

Brava Georgia! Bella personalità .

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Harlan (Guest) 17-07-2017 18:38

Mi piace molto il modo di porre le domande di Antonio. Riesce a coniugare le aspettative (per il lettore) tennistiche con spunti che partono dal tennis ma perettono di cogliere anche la personalità del giocatore. Su Georgia che dire .. Io sono completamente ammirato dal percorso, dai risultati e dalla personalità di questa ragazza che secondo me mente solo su un punto .. Non ha allenato solo la risposta. Da persona intelligente che sa imparare e limare i propri limiti è migliorata molto al servizio

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piper 17-07-2017 16:14

Grazie. Grazie ancora una volta in più ad Antonio De Filippo per l’inretvista e Georgia Brescia per averla concessa. E per le foto; quella assieme all’iguana chiude con simpatia. 🙂

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cataflic (Guest) 17-07-2017 15:18

Altra bella intervista, bravo Antonio.

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Carlo (Guest) 17-07-2017 14:46

Nell’intervista Georgia afferma che nella scelta della programmazione entra anche Tathiana Garbin. Questo a smentire tutti quelli che, su questo sito, avevano parlato di dissidi tra il coach della Brescia, che ha grossi meriti sulla crescita della ragazza, e la nostra Federazione. Sarà molto interessante vedere se la Garbin, alla prossima convocazione di Fed Cup, punterà su quattro singolariste (Paolini, Trevisan, Brescia e Rosatello), oppure se preferirà portare una specialista del doppio (in tal caso, date le doti da doppista della Rosatello, è immaginabile che la Brescia debba lasciare il posto ad una tra Matteucci e Ferrando).

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Luck (Guest) 17-07-2017 14:39

Quando si incontrano un bravo giornalista, educato, competente e capace di formulare domande interessanti e non banali, ed un’atleta impeccabile, determinata, umile, intelligente, sincera, simpatica, autoironica, realista ma ambiziosa, con grande cultura del lavoro, ne esce fuori una straordinaria intervista.
Complimenti al giornalista ma soprattutto alla Brescia, che è senza ombra di dubbio una delle più piacevoli scoperte di questa prima parte di 2017.
Sarebbe fantastico se la Brescia mantenesse queste sue qualità umane prima che tennistiche anche quando, sicuramente, entrerà nel tennis che conta.

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Sottile 17-07-2017 14:34

Bella intervista dalla quale viene fuori una personalità abbastanza sfaccettata. Auguro a Georgia che il duro allenamento e i sacrifici che fa ogni giorno, possano essere un giorno ripagati da importanti vittorie. Un grosso in bocca al lupo su tutti i fronti

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Shuzo (Guest) 17-07-2017 14:25

Simpatica questa ragazza! Riesce a essere umile e ambiziosa, non fa la vittima e sa ottenere ciò che vuole, sa essere ironica e senza canzonare, sa apprezzare gli altri, evita di giudicare, è diplomatica e sa comunicare anche al di là delle parole che usa.
Davvero complimenti, Georgia!

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ilpallettaro (Guest) 17-07-2017 13:55

molto onesta nel raccontare il livello degli itf femminili …

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ilpallettaro (Guest) 17-07-2017 13:54

manca la parte del suo percorso tennistico. dove ha iniziato, cosa cambierebbe etcetc

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Peppo81 (Guest) 17-07-2017 13:50

Grande intervista! Georgia come conclude Antonio è simpatica e profonda e le faccio i miei migliori auguri.

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magilla (Guest) 17-07-2017 13:49

Scritto da Stefano1986
Ragazza molto umile e determinata! Credo potrà fare strada!!!

quoto

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bosci (Guest) 17-07-2017 13:47

Leggendo le parole di questa fantastica atleta che Sta spendendo la sua gioventù bello sport non gli si può augurare che felicità e fortuna!

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Luciano.N94 17-07-2017 13:38

Intervista fantastica, domande interessanti e risposte che fanno pensare molto. Georgia si vede che è una ragazza con la testa sulle spalle e sono sicuro che presto la ritroveremo nei tornei che contano. Poi il fatto che abbia il padre calabrese come me crea in me ancora più simpatia nei suoi confronti 😆 .

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-1: Giuseppespartano
Rovescius 17-07-2017 13:38

Scritto da Michimiao
Antonio, voglio essere il primo a farti i complimenti per l’ennesima straordinaria intervista. Chapeau!

Chapeau, chapeau.. Non se ne puo’piu’di leggere sta parola, basta!

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+1: NexGenItaly
poveri noi (Guest) 17-07-2017 13:35

il primo che dice “….,,,,,,!”, io chiamo la buoncostume…

Redazione: ultimamente continuo a leggere interviste a giovani ragazzine in erba, potreste fare interviste a giovani tennisti in modo similare? Grazie. Spero di avere aperto il famoso vaso di Pandora…

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+1: NexGenItaly, poveri noi
-1: antonios
alessandro zijno (Guest) 17-07-2017 13:11

bella intervista, domande interessanti e ho avuto una sensazione. ripeto, perché so che le ragazze poi leggono i commenti, è solo una percezione. non ho mai visto giocare georgia dal vivo in vita mia. la percezione è che lei giochi a 2 mani anche nelle emozioni. che sia ancorata alla realtà in maniera ferma.non male. può crescere ancora tirando fuori più estro. non parlo di tecnica ma di personalità. forse avendo il coraggio di abbandonarsi ai sogni piu folli.ripeto è una sensaxione e no vedo l ora di conoscerla dal vivo e magari chiacchierare con gonzalo

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+1: NexGenItaly
Luca96 17-07-2017 12:44

Bellissima intervista! Georgia è una ragazza determinata e che vuole migliorarsi…saprà trarre il meglio dalle sue doti,ne sono sicuro. La foto con l’iguana è assolutamente fantastica.

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+1: Stefano1986, NexGenItaly
Luigi44 17-07-2017 12:38

Questa ragazza è di un pragmatismo assoluto. Dalle sue risposte si riesce anche a capire meglio il suo tennis. Il lavoro, l’ordine, la disciplina, il non lasciarsi condizionare. Direi che la testa è quella giusta per superare i propri limiti, cosa che sono supercerto farà!

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+1: Stefano1986, NexGenItaly
Stefano1986 17-07-2017 12:35

Ragazza molto umile e determinata! Credo potrà fare strada!!!

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+1: Stefano1986, NexGenItaly
Fabblack 17-07-2017 12:29

Cambia poco…ma, se la matematica non è un’opinione, quasi 21 anni e mezzo, non venti.

2
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+1: Rovescius
-1: antonios, ffedee
Michimiao (Guest) 17-07-2017 12:26

Antonio, voglio essere il primo a farti i complimenti per l’ennesima straordinaria intervista. Chapeau!

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+1: Stefano1986, Ken_Rosewall
-1: Rovescius