Il più piccolo dei Berrettini si racconta ai microfoni di livetennis: “obiettivi di risultati non ce li siamo dati, siamo concentrati nel migliorare sia l’aspetto fisico che l’aspetto tecnico e tattico”

13/03/2017 08:15 7 commenti
Jacopo Berrettini classe 1998
Jacopo Berrettini classe 1998

“Il 2017 è iniziato davvero in maniera positiva. A parte i due punti presi, sono soddisfatto anche per il livello espresso durante questa prima parte, questa è la cosa che mi rende più felice. Sono riuscito a giocare tante partite ed è quello che volevamo fare, per poi tracciare un bilancio delle cose che sono andate bene e delle cose dove si può ancora migliorare”. Non poteva che iniziare con uno sguardo agli ultimi buoni risultati ottenuti, l’intervista di Jacopo Berettini, giovanissimo tennista classe 1998.

Ciao Jacopo, come è nata la passione per il tennis?

Ciao a te e un saluto ai lettori di livetennnis.it. Ho iniziato a giocare molto presto, all’età di 4 anni, grazie ai miei genitori che ancora ora giocano. Ho iniziato al Circolo Magistrati della Corte dei Conti, dove sono ancora socio, con il maestro Raoul Pietrangeli ed il suo team. Ancora oggi ho un ottimo rapporto con loro nonostante non sono più lì da sette anni.



Attualmente qual è il tuo staff? Su cosa avete maggiormente lavorato durante la pausa invernale?

Il mio staff è composto da Vincenzo Santopadre, Stefano Cobolli e ogni tanto sta con me in campo anche Alberto lommi.
Principalmente quest’inverno mi sono concentrato sulla parte fisica e sul servizio perché con la mia altezza (192 cm) devo sfruttarlo maggiormente e mi deve aiutare a comandare il punto visto che in difesa faccio molta più fatica.
Sotto il profilo mentale ho lavorato molto sulla reazione positiva all’errore e ai momenti difficili trovando un piano tattico diverso per girare la partita.



Descrivi il tuo modo di giocare, evidenziando i punti di forza e i colpi da migliorare.

Il mio gioco si basa sul cercare di rubare il tempo all’avversario soprattutto dalla parte del rovescio, cercare di andare molto a rete, usare il servizio per cercare di fare punto e non come una semplice “rimessa” in gioco, usare molto le variazioni per poi cercare di essere aggressivo.



Tuo fratello maggiore Matteo sta ottenendo ottimi risultati negli ultimi mesi. Che rapporto hai con lui?

Abbiamo un rapporto molto bello, diciamo che siamo come due migliori amici, ci diciamo tutto e cerchiamo di aiutarci in tutti i momenti. Mi sta facendo molto piacere questo suo grande inizio d’anno e sono felicissimo per come si è ripreso dall’infortunio. Cerco sempre di stargli vicino anche se non ci vediamo molto, spero che continui così e lo volevo anche ringraziare per tutto l’aiuto che mi ha dato e che mi sta dando.



Fuori dai campi da tennis quali sono le tue passioni e i tuoi interessi?

La mia passione più grande è lo sport in generale. Il calcio e il basket sono i miei due sport preferiti e quando posso cerco sempre di guardare tutte le partite possibili. Sono un tifoso della Fiorentina, come mio nonno, che è di Firenze, mio padre e mio fratello.
Mi piace molto sentire la musica, adoro i Coldplay, e anche stare con la mia famiglia spesso è una cosa che mi rilassa molto e mi fa piacere soprattutto dopo le trasferte un po’ più lunghe.



Lo scorso settembre hai giocato il tuo primo Slam, gli Us Open juniores. Che esperienza è stata?

È stata un’esperienza unica, che porterò sempre dentro di me. Anche se il risultato non è stato dei migliori, è comunque stato molto bello, sia per la compagnia, sia per l’aria che si respirava e sia per la gestione delle emozioni e della tensione che ti ritrovi ad avere giocando su quei campi così importanti.



Quali sono gli obiettivi a medio termine e la tua programmazione per le prossime settimane?

Obiettivi di risultati non ce li siamo dati e per i prossimi due/tre anni non credo di darmeli. Siamo concentrati nel migliorare sia l’aspetto fisico, sia l’aspetto tecnico e tattico e sono molto contento del lavoro fatto fin’ora e di come stiamo affrontando quest’annata. Le prossime due settimane le trascorrerò a Roma ad allenarmi.



Qual è il tuo sogno nel cassetto

Sicuramente il mio sogno nel cassetto è entrare nei top 100, ma non voglio mettermi pressioni inutili, voglio solo continuare a lavorare come sto facendo e dare il massimo ogni giorno per raggiungere il massimo possibile, dove arriverò si vedrà.


Antonio Galizia


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7 commenti

Nino Monopoli (Guest) 13-03-2017 23:41

Torna il nostro Antonio Galizia con una grande intervista. Bravo!!!

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Hoila Seppi (Guest) 13-03-2017 17:09

questo qua lo ho visto a Bolzano, vali top 50!!!!!

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Sottile 13-03-2017 15:02

Forza Berrettini junior, cerca di migliorare ancora un po’ che poi con tuo fratello ne farete vedere delle belle a tutti e potreste anche costituire un’ottima coppia di doppio

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sognodisole 13-03-2017 12:29

insegantegli a servire come si deve…

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drummer 13-03-2017 12:08

Bravo, in bocca al lupo a te e a tuo fratello. Mi piace come sono chiari gli obiettivi tecnici: servizio, sfruttare l’altezza, no rimessa in gioco ma arma importante.

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Nino88 (Guest) 13-03-2017 08:32

Sia lui che il fratello sono tra i migliori prospetti futuri del nostro movimento tennistico

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ORAZIO (Guest) 13-03-2017 08:28

Bella Intervista, speriamo sia forte come il fratello. Bravo Jacopo, continua così!!

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