Krajinovic, Bergamo e un legame speciale

24/02/2017 20:12 1 commento
Filip Krajinovic  - Foto Antonio Milesi
Filip Krajinovic - Foto Antonio Milesi

Il serbo trova una buona settimana a Bergamo otto anni dopo la wild card del 2009, quando aveva appena 17 anni. “Adoro la gente, dal direttore al supervisor. Sono felice di essere in questa città”. Batte Remi Boutillier e cerca una finale che lo rilancerebbe dopo il lungo stop per il problema al polso. “Voglio centrare i top-50, so di potercela fare”.

Non sappiamo se quella frase gli abbia portato sfortuna. Di sicuro gli ha messo addosso pressioni eccessive. Una decina d’anni fa, parlando di Filip Krajinovic, il mitico coach Nick Bollettieri disse: “E’ come Agassi, solo che è più forte a rete”. La storia ha detto altro, poiché il serbo non è mai andato oltre il numero 86 ATP. Però il talento esiste e a quasi 25 anni (li compirà lunedì prossimo) è ripartito più forte che mai dal Trofeo FAIP-Perrel (64.000€, Play-It), il primo torneo che aveva creduto in lui. Correva l’anno 2009 e l’allora 17enne Filip ottenne un invito dal direttore Marco Fermi. “Ricordo molto bene quell’episodio – sorride Krajinovic – fu una delle mie prime wild card. La superficie era diversa, ricordo il campo verde e persi contro Bjorn Phau. Di Bergamo mi piace la gente: mi trovo molto bene con il direttore del torneo, è sempre stato molto gentile con me, e mi piace anche il supervisor Carmelo Di Dio. Sono felice di essere qui e non vedo l’ora di giocare il prossimo match”. Il serbo ha ottenuto il pass per le semifinali battendo il francese Remi Boutillier in un match molto complicato, chiuso 3-6 6-2 6-4, peraltro dopo essere stato in svantaggio di un break nel terzo set. Dal 4-3 e servizio Boutillier, ha messo il turbo e si è aggiudicato gli ultimi tre game. “Mi aspettavo un match difficile – dice Krajinovic – lui ha giocato molto bene, è stato solido per tutto il torneo e adora giocare su questi campi, molto veloci. Alla fine ho avuto un po’ di fortuna ma penso di averla meritata, perché sono stato competitivo e attento per tutto il match. E’ buono essere in semifinale”.

“PENSO DI VALERE I TOP-50”
Krajinovic stava vivendo un discreto 2016, poi si è dovuto bloccare a inizio settembre durante il torneo di Como. “Ho avuto un brutto infortunio al polso. Ho giocato diversi tornei, peraltro raggiungendo un paio di finali, però non ero perfettamente sano. Quando la situazione è diventata insostenibile mi sono dovuto fermare. Adesso ho perso il mio ranking, sto provando a risalire e spero di tornare il prima possibile tra i top-100”. A proposito di obiettivi, Krajinovic non si nasconde. A parole, mostra una notevole sicurezza nei propri mezzi. “Tutti i giocatori hanno obiettivi, io non faccio eccezione. Prima di tutto voglio stare bene fisicamente, poi mi piacerebbe arrivare tra i top-50 e restarci. Sono convinto di poterlo fare. Però adesso sono numero 200 e devo fare un passo alla volta”. Per riuscirci, Filip ha le idee chiare: per adesso continuerà a giocare i tornei Challenger (“Quelli dove entrerò in tabellone”), ma quando non accadrà si lancerà nelle qualificazioni dei tornei ATP. Nel frattempo si avvicina un evento molto importante per il tennis serbo: dal 7 al 9 aprile, a Belgrado arriverà la Spagna per i quarti di Coppa Davis. Recuperare un posto in squadra può essere un obiettivo concreto per Krajinovic? “Sicuro, però abbiamo davvero una buona squadra. A parte Djokovic, ci sono Troicki, Lajovic, Zimonjic, poi è tornato Tipsarevic…è dura entrare nel quartetto. Nell’ultimo match contro la Russia ero presente nelle vesti di sparring, inoltre sono sempre rimasto in contatto con il capitano. Ho bisogno di fare risultati: se arriveranno, potrò giocarmi le mie carte”. Sabato, nella semifinale delle 20.30, Krajinovic se la vedrà con il vincente di Janowicz-Gerasimov.

HALYS TIENE IN GARA LA FRANCIA
Centra un posto tra i primi quattro anche il giovane francese Quentin Halys. Nella notte tra giovedì e venerdì aveva avuto un piccolo problema fisico, ma non lo ha mostrato nel match contro Yannick Hanfmann, il giustiziere di Andreas Seppi. Curiosamente, per Halys era la prima esperienza al PalaNorda, poiché nei giorni scorsi aveva sempre giocato ad Alzano Lombardo. Contro il tedesco ha mostrato tutta la qualità del suo tennis: completo, potente, a suo agio in ogni zona del campo, ha faticato soltanto in avvio di secondo set (2-0 Hanfmann), ma poi ha infilato cinque game consecutivi che hanno fissato il punteggio sul 6-4 6-3. Halys ha messo a nudo le difficoltà del tedesco in manovra: quando lo scambio si allunga, ed è necessario giocare bene in difesa, Hanfmann non è così brillante. Dopo aver toccato un best ranking al numero 136 ATP, Halys è sceso in 174esima posizione ma vale certamente di più. A Bergamo sta offrendo grandi sensazioni e poi, insomma, la Francia ha vinto le ultime due edizioni del torneo (Benoit Paire nel 2015, Pierre Hugues Herbert l’anno scorso). Con l’eliminazione di Boutillier, è rimasto solo lui a tenere viva la speranza di un tris.


TAG: ,

1 commento

Campocentrale 24-02-2017 22:28

Top 50?
Glielo auguro ma sarà difficile, temo.

1