Intervista a Magda Linette Copertina, Generica, WTA

Il regalo di Natale ai lettori di Livetennis……Magda Linette: oltre la rete, il sorriso di un bambino

23/12/2016 10:58 18 commenti
Magda Linette classe 1992, n.96 WTA
Magda Linette classe 1992, n.96 WTA

La giovane polacca, n. 96 del ranking mondiale, racconta in esclusiva per i lettori di Livetennis, la sua vita tennistica, i suoi studi ed il suo impegno a favore dei bambini affetti da leucemia.

Poznan, è la quinta città della Polonia, più vicina a Berlino che a Varsavia, ancora più lontana dalla Cracovia di Agnieszka Radwanska. Città antichissima, si affaccia sul fiume Varta, che con i suoi 808 km copre quasi l’intero paese. Luogo multiforme, da un lato custode dell’identità polacca (è infatti capitale del Voivodato della Grande Polonia, ossia il nucleo originale del paese) dall’altro geograficamente mitteleuropeo, portato all’apertura culturale con popoli e nazioni (qui si svolge una delle principali fiere industriali d’Europa). Qui nasce Magda Linette. Magda è in buona compagnia tennistica: a Poznan, infatti, è nato Wojciech Fibak, vecchia conoscenza degli amanti del tennis, n. 10 del ranking mondiale nel 1977, vincitore con Kim Warwick degli Australian Open di doppio (1978). Ma non ci sono solo tennisti celebri: nella stessa città ha trovato i natali Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo, tra i maggiori intellettuali del nostro tempo. A lui si deve il concetto di “società liquida” ossia un mondo dove le comunità, i valori, il tessuto sociale, si indeboliscono, perdono solidità, appunto si “liquefano”, complice l’indebolimento degli stati nazionali. Alla sicurezza ed alla coesione sociale, si sostituiscono individualismo ed antagonismo in una società sempre più percepita come instabile e che genera precarietà. Che fare per ridare orizzonte ai giovani? Secondo Bauman “la solidarietà rimane l’unica via possibile per dare una forma realistica alla speranza di arginare futuri disastri e di non peggiorare la catastrofe in corso” (Repubblica. 15/6/2015).
Non sappiamo se il pensiero dell’illustre concittadino abbia influenzato Magda Linette, ma certo, in siffatto contesto e ancor più in un mondo dorato come quello del tennis, colpisce l’impegno sociale di questa ragazza, apparentemente timida, a favore di bambini leucemici. Da questo elemento, apprezzabile ma purtroppo inusuale, siamo stati mossi nel pensare alla realizzazione di questa intervista.
Ma partiamo dal tennis, Magda ci concede con grande disponibilità il suo tempo, pur nel pieno della preparazione per il prossimo anno.

Allora Magda, raccontaci innanzitutto del tuo tennis:

Ho cominciato a giocare a tennis a 6 anni e da allora non ho più smesso. Il mio primo coach è stato mio padre, che è maestro di tennis professionista. Attualmente lavoro con Izo Zunic e Matko Jelcic (che ringraziamo per averci messo in contatto con Magda ndr). Di solito preferisco palleggiare dal fondo campo e poi spostarmi verso la rete, avanzando col dritto. Il mio obiettivo per la prossima stagione è entrare tra le prime 50 tenniste del mondo: è molto difficile ma voglio provarci. Il mio modello di giocatrice, la tennista cui ispirarmi, è sempre stata Monica Seles.



Hai appena 24 anni: pensi che il tennis stia dando alla tua vita più di quello che tu hai dato al tennis?

Sicuramente. Penso che il tennis sia maestro di vita. Dobbiamo essere responsabili, precise, costanti fin da quando siamo molto piccole. Forse alcune di noi hanno la sensazione di rinunciare a gran parte della vita familiare e privata, lo capisco. Ma la bilancia pende dalla parte dei vantaggi: a me il tennis ha dato uno stile di vita e quello che ho appreso negli anni, non lo perderò, mi rimarrà per sempre. In questo mondo, ho incontrato persone che hanno temprato il mio carattere, e i numerosi ostacoli, di ogni tipo, che ho dovuto superare mi hanno resa più forte, non lo dimentico.



Ci può essere amicizia tra tenniste, o la competizione, i tornei, il ranking, rendono difficile sviluppare relazioni importanti?

Penso che tra noi tenniste si possa essere amiche, perché no? Certo, viviamo in un ambiente molto competitivo, ma ci sono molte amicizie che ci accompagnano nei viaggi. Tuttavia, personalmente, non ho tante amicizie profonde, almeno finora, ma ci sono molte ragazze simpatiche e socievoli e spesso andiamo a cena e passiamo del tempo insieme.



Tu fai spesso ricorso al coaching e appari sempre molto attenta a ciò che ti viene detto. Può davvero servire questo momento ed è più importante dal lato tecnico o psicologico?

E’ solo una questione psicologica. Quando sento di aver bisogno di un incoraggiamento in più o di dover cambiare per certi versi il mio modo di pensare in campo, chiamo il mio coach perché mi aiuti. Dal momento che abbiamo questa opportunità, penso sia utile usufruirne. Di solito sono molto emotiva. E’ ciò che mi ha sempre guidato in campo, una giusta tensione aiuta a vincere, ma a volte esagero. Vorrei poter controllare un po’ di più le mie emozioni, penso che sarebbe molto utile per il mio tennis e ci sto provando.



Sappiamo del tuo impegno con l’organizzazione polacca Druzyna Szpiku che si occupa di bambini leucemici. Magda noi ti ammiriamo tantissimo per questo:

Vi ringrazio. Ho cominciato la mia attività per Druzyna Szpiku nel novembre dello scorso anno. Volevo dare il mio contributo a un’organizzazione che aiuta davvero le persone ed oltretutto è fonte di grande ispirazione. Ho avuto la fortuna che il mio manager, all’epoca, conoscesse il direttore di questa organizzazione. Finché sarò attiva a livello professionistico nel tennis non potrò dare la mia disponibilità come donatrice di midollo osseo ma è quello che sicuramente voglio fare appena la mia carriera si concluderà, salvare una vita vale infinitamente più di ogni altra cosa. Ora cerco di dar il mio sostegno a eventi e conferenze che si svolgono nella mia città e nel mio paese. Ogni volta che sono a casa, in Polonia, cerco di andare a trovare i bambini. A volte, quando è possibile, cerco di portare qualcosa alle famiglie in difficoltà.



Cosa ti ha dato stare a contatto con questi bambini?

Penso che i bambini mi abbiano dato più di quanto io abbia dato loro. Non sono ancora al meglio delle mie possibilità nell’interazione con loro, dal momento che non so bene cosa posso chiedergli senza ferirli, ma mi sorridono sempre e amano passare del tempo con altre persone, in gruppo. E’ molto gratificante quando, nel reparto pediatrico dell’ospedale, si sentono i bambini ridere, non riesco a descrivere con parole la gioia che si prova, forse non esistono vocaboli adatti. Chiunque può dare una mano e vivere questa meravigliosa esperienza, ma con responsabilità. Tutti possono donare il sangue o il midollo osseo, anche se bisogna essere ben consapevoli di quanto sia importante questo ruolo e del privilegio che comporta. Capita spesso che la gente dia la propria disponibilità e poi, quando si evidenzia la compatibilità, occorrono tre fasi di esami e trascorre tempo, le stesse persone si spaventino o se ne dimentichino completamente. E questo è molto triste. Può essere una profonda delusione per un bambino, qualcosa che porta via tutta la speranza che ha negli altri. Ricordo che per molti di loro la possibilità di trovare un donatore compatibile di midollo osseo rappresenta l’unica possibilità di salvezza.



La tua città natale, Poznan, ha ospitato la Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite nel dicembre del 2008. Purtroppo nel circuito ci sono tornei che vi portano a giocare in città con un forte indice di inquinamento, penso ad esempio a Guangzhou. Cosa si potrebbe fare?

E’ una bella domanda, ma dobbiamo essere realisti, guardare ai limiti che ha il nostro mondo ed alla nostra impotenza al riguardo. I tornei di solito si svolgono in grandi città, alcune delle quali molto inquinate. Non è salutare per noi, ed ancor più per gli abitanti di quei luoghi, ma purtroppo è in quelle città che ci sono i grandi sponsor che finanziano i tornei. Non ho mai visto nessun organizzatore di torneo coinvolto in campagne ambientaliste, penso che si rischierebbe di perdere lo sponsor e il torneo stesso. E’ difficile cambiare il sistema, credo però che ciascuno individualmente possa impegnarsi su queste tematiche.



Esiste il razzismo nel tennis?

Di recente non ho sentito commenti razzisti tra tenniste. Piuttosto l’anno scorso c’è stata molta polemica sul tema dell’equità nei premi in denaro agli uomini e alle donne nei tornei del Grande Slam, ma non ho sentito nulla che riguardasse il razzismo. Per fortuna.



Nicole Gibbs ha denunciato di essere stata vittima di stalking sulle sue pagine social, dopo aver perso alcuni incontri. A te è mai capitato e come bisognerebbe tutelarsi?

Sì, ricevo molti commenti e messaggi soprattutto su Facebook, quando perdo ma a volte anche quando vinco. In genere non ci faccio caso, a meno che qualcuno non mi spedisca corrispondenza all’indirizzo di casa. In qualche caso che lo merita, con i miei coach, ridiamo sulla stupidità di alcune persone particolarmente insistenti che mandano un sacco di messaggi. Penso che un buon atteggiamento sia essere consapevole che non vale la pena prestare alcuna attenzione alle persone che scrivono tutti quegli insulti o altro. Molti di loro scommettono sul risultato degli incontri ma sono causa stessa delle loro perdite perché non sono certa che vi sia qualcosa di più imprevedibile del tennis femminile! Purtroppo dobbiamo capire che non siamo in grado di fermare questo fenomeno: la dimensione che hanno assunto i social è difficile da gestire, quindi l’unica soluzione è non prestarvi attenzione.



Ti propongo di commentare il pensiero di due grandissimi polacchi. Il primo è Karol Wojtjla che afferma: “Cercate di utilizzare lo sport come analogia della vita, per imparare a vivere. Fate in modo che l’uomo non sia mai sacrificato all’atleta!”

Beh, penso che questa citazione racchiuda l’essenza del vero atleta. Ma non penso che riguardi soltanto lo sport, penso che il valore più importante per un essere umano sia il rispetto dell’altro. Più si ha successo, più bisogna essere consapevoli di dover trattare le persone esattamente come prima. Invece, accade spesso che le persone sotto i riflettori dimentichino da dove vengono e diano giudizi su tutto e tutti, diventino intolleranti, sprezzanti o egoisti.



L’altro polacco è il poeta Czeslaw Milosz, premio Nobel per la letteratura nel 1980. Una sua poesia si intitola “Soggiorno” e mi sembra adatta a voi tenniste che, di fatto, vivete costantemente in viaggio con sempre nuovi soggiorni: “Il soggiorno in quella città era simile a un sogno, e questo sogno durò molti anni.”

Ahimè, in realtà non mi trovo nella situazione descritta, penso che questa poesia parli di un luogo meraviglioso in cui la vita è come un sogno. E’ vero, noi tenniste siamo sempre in viaggio ma non riusciamo a vedere molto oltre ai campi di tennis e agli hotel. Di solito ci tratteniamo solo per una settimana e ogni anno torniamo nelle stesse città. Può capitarmi, a volte, di trovare un po’ di tempo per visitare qualcosa, ma non riesco a rilassarmi pienamente e a godermi il momento; ho sempre in testa qualcosa su cui devo lavorare o che devo organizzare.



In una foto su Twitter ti abbiamo vista addormentarti, per la stanchezza, su un libro universitario….Cosa studi e come riesci a conciliare tornei ed esami?

Studio Economia e Commercio. In realtà durante i tornei abbiamo parecchio tempo tra una partita e l’altra. Ecco perché, durante i tornei WTA, al pomeriggio di solito studio due ore, che prima trascorrevo guardando un film. Quindi ora gestisco il mio tempo in modo molto più utile. Non mi pare troppo difficile per ora, non mi sembra di fare una cosa straordinaria, l’essenziale è solo organizzarsi bene e attenersi sempre al programma.



Tu sei ormai presente in pianta stabile nei tornei WTA ma ogni tanto giochi qualche ITF. Qual è la differenza principale che ti viene in mente tra i due mondi?

Ci sono enormi differenze. A parte, ovviamente, i montepremi, nei tornei WTA i giocatori vengono sempre ospitati, vengono pagati un certo numero di notti in hotel e i pranzi. Non solo: si ricevono molte più attenzioni anche di tipo medico. Ci sono più fisioterapisti, spesso più qualificati rispetto a quelli del circuito ITF. Certamente, poi, nei tornei WTA il livello di gioco è molto più alto e più costante, non ci sono partite facili e si gioca sempre con tenniste di livello. Tuttavia, a volte la realtà ITF ti aiuta a vedere tutte le facce del tennis, come dicevo prima, e a non farti dimenticare da dove vieni.



Quali sono i tuoi sogni nel tennis e nella vita?

Il mio sogno nel tennis è quello di ogni tennista: vincere uno Slam. E tra tutti quello che affascina tutti, me per prima, è il torneo di Wimbledon, seguito dal Roland Garros.
Per il resto, non stupitevi se non dico una cosa straordinaria: vorrei soltanto avere una grande e bella famiglia, e vivere una vita felice.
Ma ora permettimi di salutare tutti gli sportivi italiani ed in particolare i lettori di Livetennis. Auguro a tutti un felice Natale ed un sereno 2017. Se volete potete aiutare i bambini di Druzyna Szpiku attraverso il sito www.darszpiku.pl/

Grazie a te Magda. Tra qualche settimana ti vedremo seria, determinata, talvolta quasi imbronciata, vincere o perdere sui campi di tutto il mondo. Ma ora sappiamo però a chi riservi i tuoi sorrisi, e conosciamo lo Slam che ti aspetta nella vita: un dono che, per ora, porti dentro di te. Se poi arriverà lo Slam vero, la prima dedica è già scritta.


Antonio De Filippo


TAG:

18 commenti. Lasciane uno!

Sottile 27-12-2016 16:07

Articolo molto interessante che ci ha fatto conoscere una bellissima persona
Magari non riuscirà mai a vincere il famoso slam ma a una ragazza così non può che augurarsi tutto il meglio della vita

18
Sottile (Guest) 27-12-2016 15:56

Bellissima persona Magda, e complimenti all’articolista per l’interessante intervista

17
Frank (Guest) 25-12-2016 23:48

Wa facit paur

16
Fighter 90 25-12-2016 09:55

Magda è una ragazza con grandi valori e profonda sensibilità.
Ottima intervista, che mette in risalto le tante qualità di Magda.
Complimenti !

15
Julie (Guest) 25-12-2016 00:55

Bellissima intervista, un bel regalo di Natale ed un esempio di umanità che tutti dovremmo seguire!

14
Luca96 24-12-2016 23:57

Bella e bravissima ragazza…da oggi ha un tifoso in più 😉

13
brizz 24-12-2016 19:56

esempio da seguire, brava magda 🙂

12
pazzodicamila (Guest) 24-12-2016 13:39

Che ragazza fantastica!

11
Pollicino (Guest) 23-12-2016 19:54

Brava. I polacchi mi erano già simpatici. Ora ancor di più

10
Fabiofogna 23-12-2016 18:27

Bellissima intervista, grazie redazione…ma l’anno prossimo ci saranno le novità del sito che avevate promesso? 🙂

9
Fabio adora Maria Kirilenko (Guest) 23-12-2016 16:37

applausi…

8
pablox 23-12-2016 16:35

Veramente bella intervista. MI ha commosso.

7
Blunotte (Guest) 23-12-2016 15:39

Bellissima intervista! Complimenti alla tennista e a chi ha avuto la possibilità di farla!!! Bravi bravi bravi

6
vaidanihantu 23-12-2016 14:17

Sono l’unico che vede una grande maturità e una “bella testa”? spero ottenga il successo meritato e sperato!

5
Alex81 23-12-2016 12:23

Non mi è mai dispiaciuta

4
Angelos99 23-12-2016 12:17

Avanti così Magda,meriti tutto. Faccio anche i complimenti a tutta la redazione per la bella intervista.

3
radar 23-12-2016 11:48

Quando vedo giocare Magda non posso fare a meno di ricordarmi la sua spontaneità, la sua emotività e la sua generosità: tutte cose che traspaiono benissimo nell’intervista, condotta molto bene e approfonditamente.

Il suo tennis rispecchia tutte queste cose, in campo effettivamente è un po’ volubile, ma la sua genuinità è qualità rara.

La disponibilità verso i bisognosi e i bambini più sfortunati ne fanno un esempio da seguire: ha tutto il mio rispetto per quello che fa, è una persona sincera con principi e modelli semplici.
Del resto la ricetta della felicità è tutta qua: accorgersi e apprezzare ciò che si ha e donare il proprio aiuto e un po’ del proprio tempo a chi queste cose non le ha.
Magda l’ha compreso bene e vive la sua vita su queste basi.

A lei auguro il meglio!

2
Davide (Guest) 23-12-2016 10:52

Ragazza ottima e seria e con un grande cuore.

1