Conosciamo Gianluca Acquaroli: “per la mia carriera spero che questo primo punto Atp sia solo l’inizio. Voglio continuare di questo passo con determinazione senza mai accontentarmi”

01/11/2016 08:15 7 commenti
Gianluca Acquaroli classe 1994
Gianluca Acquaroli classe 1994

“Ero molto teso nelle fasi finali della partita contro Prevosto, ma credevo di poter vincere e sapevo di potercela fare e quando la palla è uscita fuori durante il match point, è stata una grande emozione che ricorderò per sempre”. Si evince chiaramente dal commento la gioia e la soddisfazione di Gianluca Acquaroli, tennista 22enne toscano che ieri ha sconfitto il giovane connazionale Luca Prevosto per 6-2 1-6 6-4, conquistando il primo punto Atp della sua carriera.
“Per la mia carriera spero che questa vittoria sia solo un punto di partenza, un inizio. Sono consapevole che ci sono molte cose da migliorare e quindi spero di continuare di questo passo con voglia e determinazione senza mai accontentarmi”.

Sfiderai, salvo sorprese, Salvatore Caruso. Match sulla carta impossibile, come lo affronterai?

Il match con Caruso sarà una partita molto difficile ma questo non vuol dire niente. Sono consapevole di questo, lo rispetto molto anche perché è un grande giocatore, però io farò la mia partita credendoci come sempre, senza pressione.



Come è nata la passione per questo sport?

La mia passione per questo sport è nata per caso a 8 anni, quando andai al circolo tennis Certaldo a vedere mio fratello giocare. Mi ricordo come se fosse ieri quel giorno perché mia mamma mi disse: “mi raccomando Gianluca, tra 10 minuti torna e non fare tardi”. Io, come al solito, non l’ascoltai e rimasi a vedere quella pallina gialla scorrere e quando tornai a casa mia madre era ovviamente arrabbiatissima e io gli raccontai una balla dicendo che il maestro mi aveva fatto palleggiare. Da quel giorno inizió la mia sconfinata passione per il tennis.



Molti lettori non conoscono il tuo modo di giocare. Che tipo di giocatore sei?

Il mio modo di giocare è molto fantasioso e ciò, a volte, può essere un’arma a doppio taglio. Il mio colpo migliore è sicuramente il rovescio, con cui mi sento molto sicuro, esagerando a volte. Con il diritto faccio un po’ più fatica, ho tanto da migliorare però non c’è fretta, ci stiamo lavorando. Sono comunque un attaccante da fondo che imposta il gioco con il rovescio aprendosi il campo, per poi cercare di chiudere o con il diritto o con il rovescio lungo linea.



Cosa prevede la tua programmazione per questo finale di stagione?

La mia programmazione dei tornei credo che finisca con il torneo Futures a Latina, poi dobbiamo vedere il da farsi. Ripartirò a fine stagione, ma ancora non so, devo parlarne con il mio maestro appena torno a casa.



Hai iniziato la tua attività internazionale soltanto in questa stagione. Ci spieghi il perchè di questa scelta?

Fino allo scorso anno lavoravo come maestro all’interno di molti circoli della zona di Firenze e Siena. Tutti i pomeriggi e le sere della settimana erano dedicati all’attività lavorativa, con l’obiettivo di mantenermi economicamente e non essere un peso per la mia famiglia. Poi, assieme ai miei genitori, abbiamo capito che non era possibile fare la vita da pro lavorando, era troppo pesante, a volte finivo di lavorare alle 22 e mi mettevo a provare il servizio e quindi, grazie al loro sostegno, ho deciso di concentrarmi solo sulla mia carriera.



Pensi di poterti ancora imporre nel circuito Futures o preferisci dedicarti all’attività nazionale con gli Open?

Sicuramente la mia prossima programmazione dei tornei sarà maggiormente puntata sui Futures sperando di alzare il livello, però non mi pongo obiettivi a lungo termine troppo grandi e importanti, procedo passo dopo passo e poi sotto con l’obiettivo successivo.



Da chi è composto il tuo staff e su cosa state lavorando per migliorare il tuo tennis?

Da settembre di quest’anno ho iniziato ad allenarmi al Circolo Tennis di Pontedera e il mio staff tecnico è composto da Leonardo Azzaro che mi segue a 360 gradi, dai tecnici Roberto Catalucci, Valerio Di Scalzi e Daniele Toni, e dai preparatori Riccardo e Gianni Cedolini. Sto molto bene lì e sono felice di come mi alleno e come mi seguono, sono sempre a mio agio. Con Azzaro abbiamo lavorato molto sul fisico, infatti sto in formissima, e poi abbiamo iniziato a lavorare sul diritto e sul servizio che devo ancora migliorare molto. Inoltre lavoriamo insieme anche sulla tattica in campo.



Lontano dai campi di gioco che persona sei?

Lontano dai campi da tennis sono una persona solare, molto positiva a cui piace scherzare sempre. Inoltre quando ho un po’ di tempo libero, da un anno a questa parte ho iniziato a giocare a biliardo a 5 birilli e non riesco a smettere. Lo trovo molto simile al tennis come sport ed è la mia più grande passione dopo il tennis.



Indicami un aspetto che cambieresti nel tennis.

Il tennis secondo me è bello così, uno sport molto difficile, nel quale non devi mai abbassare la guardia. L’unica cosa che però vorrei che cambiasse sono i prize money ai tornei perché all’inizio è molto difficile guadagnare qualche soldo specialmente per chi come me non ha moltissime disponibilità economica. Però va bene così, il dover avanzare di livello ti dà motivazione per fare sempre meglio.



Qual è il tuo sogno segreto? E il torneo che vorresti giocare?

Il mio sogno segreto non lo rivelerò, come ho detto in precedenza non mi do obiettivi a lungo termine, però desidero con tutto me stesso giocare il Roland Garros. Secondo me è il torneo del Grande Slam più bello di tutti e spero davvero di arrivarci a giocare un giorno.



Vuoi fare un ringraziamento alle persone che ti hanno aiutato a centrare questo primo traguardo della tua carriera?

Certamente. Il ringraziamento speciale ovviamente va alla mia famiglia, senza di loro non potrei mai fare questa vita. Poi vorrei ringraziare la mia ragazza che mi è stata vicina in questi giorni e mi ha dato la carica giusta, e poi il mio maestro Leonardo Azzaro e tutto lo staff di Pontedera che mi segue e ogni giorno mi sprona a fare sempre meglio. Infine un ringraziamento speciale vorrei farlo anche ai miei maestri precedenti, ovvero Gino Bartoli e Cristina Beber, senza di loro non sarei la persona che sono adesso e saluto tutti gli appassionati di tennis e i lettori di livetennis.


Antonio Galizia


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7 commenti

Gianpier (Guest) 02-11-2016 00:17

Gianluca sei un grande

7
Moro (Guest) 01-11-2016 16:52

Scritto da Pierre herme the Picasso of pastry
Cosa ga fatto con Caruso?

Gioca domani con Caruso

6
Ricky (Guest) 01-11-2016 16:38

L’età non conta ognuno ha il suo tempo per fare quello che vuole e può fare. Non ci sono limiti. Conta solo atteggiamento e voglia di vincere.

5
Pierre herme the Picasso of pastry (Guest) 01-11-2016 15:23

Cosa ga fatto con Caruso?

4
Moro (Guest) 01-11-2016 12:19

Non più giovanissimo anagraficamente, ma alla prima stagione da pro

3
Kikko (Guest) 01-11-2016 10:03

Scritto da ska
Il Belpaese è pieno di bravi ragazzi e belle famiglie con la testa a posto.
Per fortuna qualcuno gioca anche a tennis.

Non ho capito quanto sarcasmo c’è nelle tue parole…

2
ska (Guest) 01-11-2016 08:26

Il Belpaese è pieno di bravi ragazzi e belle famiglie con la testa a posto.
Per fortuna qualcuno gioca anche a tennis.

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