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CiCi Bellis sceglie il professionismo

14/09/2016 08:04 26 commenti
Catherine Bellis  classe 1999, n.120 WTA
Catherine Bellis classe 1999, n.120 WTA

La giovane e estremamente promettente americana Catherine Bellis ha deciso di diventare professionista ed ha firmato un contratto con l’agenzia di giocatori IMG che ha già altre grandi stelle della racchetta.

La Bellis aveva vinto una borsa di studio presso la prestigiosa Stanford University, ma il terzo turno raggiunto nel corso dell’ultimo US Open e il succulento premio in denaro di $ 144.000 sono stati motivo sufficiente per farle scegliere la strada del professionismo.

26 commenti. Lasciane uno!

Kettering (Guest) 15-09-2016 12:33

@ Buon Rob (#1694405)

L’NCAA non sarà un campionato primavera, ma per un calciatore promettente è meglio giocare nell’NCAA o nella primavera della Juve? È per dire che ci sono sport e sport, per alcuni sarà sicuramente il meglio, per altri no. E soprattutto a seconda dello sport cambia l’età in in cui si deva cominciare a giocare da professionista se si vuole diventare un numero 1.
Non mi pare che i giocatori che hai citato siano mai stati dei numeri 1 o abbiano vinto degli slam, a parte i Bryan in doppio, specialità dove però i giocatori sono più longevi e la precocità conta meno. Poi magari non ci riuscirà nemmeno la Bellis, ma viste le premesse può sicuramente almeno provarci.

26
Buon Rob (Guest) 15-09-2016 07:14

Scritto da Kettering
@ Buon Rob (#1694290)
Tutti quelli che conosco che hanno avuto modo di frequentare l’università negli USA sostengono che sia mediamente più facile che qui da noi. Poi è possibile che Stanford sia effettivamente di livello superiore alle altre.
Per quanto riguarda l’aspetto sportivo ci sono ambiti come gli sport americani di squadra in cui il campionato è di alto livello ed è il passo quasi obbligato per passare al professionismo. Nel tennis non è così visto che i giovani più promettenti già a 17-18 anni cominciano a giocare da professionisti sul circuito. Che poi nell’ambito di un college il campionato universitario sia più sentito e seguito di un Challenger non mi sembra niente di sorprendente né tantomeno indicativo di un livello qualitativo superiore.

Anche solo il parlare di “università americane” fa capire che di NCAA, mi spiace dirlo, non sai nulla.
Pensare che la differenza tra un community college e un college della Ivy League sia la stessa che ci può essere in Italia tra una facoltà e l’altra fa capire proprio che non si sta di cosa si sta parlando.
Così come l’aver pensato che io avessi inteso il paragone challenger di Columbus-torneo NCAA a scopi campanilistici.
Ripeto, a Columbus il football fa CENTOMILA spettatori. Centomila. Neanche una finale Barcellona-Real Madrid raggiunge tali cifre.

L’idea che la NCAA sia una sorta di “Campionato Primavera” provoca anche un po’ di ilarità.
Come provoca ilarità pensare che se cominci l’attività professionistica a 21-22 anni invece che a 18 non puoi diventare “kampione!!!!one””.
Tsonga, Isner, Steve Johnson, e i Bryan si stanno facendo grasse risate (e l’ultima frase è per tutti coloro che hanno scritto “meno male, allora farà la professionista”.
Il povero Tim Duncan è la migliore ala grande della storia, ma evidentemente non voleva fare il professionista, a leggere certi post. 😕

25
radar 14-09-2016 23:34

Ha tutto per essere non solo una futura top player, ma la futura numero 1: me la ricordo nel 2014 dell’esplosione, al pari, se non superiore, a Bencic e a Kasatkina, con cui è in vantaggio di 2 anni.

24
lallo (Guest) 14-09-2016 21:17

Bellis ai quarti vs Boserup, tanta giovane america, anche grazie lavoro di Pat McEnroe

23
Kettering (Guest) 14-09-2016 20:37

@ Buon Rob (#1694290)

Tutti quelli che conosco che hanno avuto modo di frequentare l’università negli USA sostengono che sia mediamente più facile che qui da noi. Poi è possibile che Stanford sia effettivamente di livello superiore alle altre.
Per quanto riguarda l’aspetto sportivo ci sono ambiti come gli sport americani di squadra in cui il campionato è di alto livello ed è il passo quasi obbligato per passare al professionismo. Nel tennis non è così visto che i giovani più promettenti già a 17-18 anni cominciano a giocare da professionisti sul circuito. Che poi nell’ambito di un college il campionato universitario sia più sentito e seguito di un Challenger non mi sembra niente di sorprendente né tantomeno indicativo di un livello qualitativo superiore.

22
cataflic (Guest) 14-09-2016 20:22

beh, sarò sincero, a me della Bellis che va a scuola non importa niente, della Bellis che gioca in campo invece sì.

21
I LOVE BOBO (Guest) 14-09-2016 19:14

Meno male…son 3 anni che la promuovo a giro a parenti e amici come futura numero 1…se lasciava mi.sarebbe dispiaciuto

20
Buon Rob (Guest) 14-09-2016 18:36

Scritto da Kettering
C’è questo falso mito delle università americane quando è risaputo che se sei uno sportivo di alto livello lì campi di rendita grazie ai tuoi risultati sportivi. Ho conosciuto personalmente giocatori di basket provenienti da Princeton ed erano ignoranti come delle scarpe.
Detto questo ottima scelta della Bellis. Lei penso voglia ambire a diventare una campionessa, non solo un ottima giocatrice come i vari Isner e Johnson e se questo è il suo obiettivo non può permettersi di giocare qualche anno in un campionato di basso livello invece di fare esperienza nel circuito.

Se non hanno sfruttato l’occasione di essere a Princeton, peggio per loro.
Anche se ritengo curioso che un college facente parte della Ivy League, e quindi con ambizioni sportive pressoché nulle, possa regalare borse di studio per meriti sportivi.
Infatti se penso a quei pochissimi ottimi atleti usciti da Princeton, penso a persone che dopo lo sport hanno fatto ottime cose.
Io penso che molti non abbiano bene in mente cosa è la NCAA.
Nel football, gli stadi principali riempiono anche 100.000 (centomila) persone a partita, cose che in Europa non fa minimamente neanche una finale di Champions League.
Se non ricordo male tra poche settimane c’è il challenger organizzato da Ohio State: ecco, chiedete nel campus se è più importante il challenger o l’NCAA championship. Se ne trovate uno che pensa al challenger avete ottenuto un risultato inimmaginabile.

19
Kettering (Guest) 14-09-2016 16:19

C’è questo falso mito delle università americane quando è risaputo che se sei uno sportivo di alto livello lì campi di rendita grazie ai tuoi risultati sportivi. Ho conosciuto personalmente giocatori di basket provenienti da Princeton ed erano ignoranti come delle scarpe.
Detto questo ottima scelta della Bellis. Lei penso voglia ambire a diventare una campionessa, non solo un ottima giocatrice come i vari Isner e Johnson e se questo è il suo obiettivo non può permettersi di giocare qualche anno in un campionato di basso livello invece di fare esperienza nel circuito.

18
Ace (Guest) 14-09-2016 16:10

Non sapete quanti ragazzi geniali di tutto il mondo ,ogni anno, cercano di essere ammessi alla Stanford University. La Bellis per me ha fatto un grave errore.Il tennis lì è molto considerato. Non dimenticate lo splendido torneo organizzato ogni anno.Mi dispiace ma non capisco. Un saluto a Buon Rob.

17
antonios 14-09-2016 14:30

Un po’ stonato questo accenno al “succulento” premio. Intanto la famiglia di Chichi è ricca e può, beati loro, fregarsene di 140,000, euro. In secondo luogo perché giudicare mercenaria, di fatto è quello cui si allude, una scelta di una 17enne che può realizzare il sogno, avendone le possibilità tecniche, di diventare una top player? Peraltro se avesse scelto l’università è probabile che anche questa scelta sarebbe stata criticata. Sembra proprio la favola di Esopo del padre del figlio e dell’asino…

16
Buon Rob (Guest) 14-09-2016 14:21

Scritto da Ace
Vincere una borsa di studio alla Stanford University (forse la migliore del mondo) è un’occasione straordinaria che ti dà la vita. Invece ha scelto di inaridirsi il cervello a pallettare tutto il giorno. E comunque avrebbe continuato a giocare.

Io sono dell’idea che una borsa di studio a Stanford, alla USC o alla University of Miami non si dovrebbero MAI rifiutare, neanche se uno fosse Federer, Serena Williams, Lebron James o Andrew Luck.
John McEnroe è diventato John McEnroe anche grazie (se non soprattutto) a Stanford.
Anche i fratelli Bryan prima citati, hanno giocato e vinto a Stanford (completando anche i cicli di studi).

15
Buon Rob (Guest) 14-09-2016 14:11

Scritto da lallo

Scritto da Buon Rob
Proprio vero, chi studia non può diventare professionista.
Se è così, però, non mi spiego perché nell’albo d’oro dei campioni NCAA ci siano il top 20 Steve Johnson, e i vari Benjamin Becker, Blaz Rola, Somdev Devvarman, Chris Woodruff.
O il finalista del Roland Garros Pernfors e il finalista di Wimbledon Curren.
O il vincitore di VENTITRE’ Slam in doppio Bob Bryan.
Oppure, proprio con la squadra di Stanford, un giocatore che qualcuno di voi forse ha già sentito nominare: John McEnroe.
Isner, che è stato a lungo top ten, ha iniziato l’attività professionistica a ventitrè anni perchè fino a quell’età ha giocato con la University of Georgia. Todd Martin per due anni giocò alla Northwestern University.
Mi sembra tutta gente che la propria ottima carriera la ha avuta.

SuperMac a 18 anni è diventato pro proprio come CC…

Non proprio, giocò Wimbledon nel 1977 ma nelle condizioni della BEllis, poi si iscrisse al college a 18 anni. Vinse il titolo NCAA da freshman, sia in singolare che a squadre, e alla fine dell’anno da freshman rinunciò all’anno da sophomore e solo allora divenne professionista, nel 1978 a 19 anni.
Ad esempio per entrare nell’NBA l’anno da freshman al college da alcuni anni è obbligatorio (si può aggirare la regola solo giocando un anno all’estero o nelle leghe minori), e nel football addirittura sono obbligatori tre anni.

14
lallo (Guest) 14-09-2016 13:55

Scritto da Buon Rob
Proprio vero, chi studia non può diventare professionista.
Se è così, però, non mi spiego perché nell’albo d’oro dei campioni NCAA ci siano il top 20 Steve Johnson, e i vari Benjamin Becker, Blaz Rola, Somdev Devvarman, Chris Woodruff.
O il finalista del Roland Garros Pernfors e il finalista di Wimbledon Curren.
O il vincitore di VENTITRE’ Slam in doppio Bob Bryan.
Oppure, proprio con la squadra di Stanford, un giocatore che qualcuno di voi forse ha già sentito nominare: John McEnroe.
Isner, che è stato a lungo top ten, ha iniziato l’attività professionistica a ventitrè anni perchè fino a quell’età ha giocato con la University of Georgia. Todd Martin per due anni giocò alla Northwestern University.
Mi sembra tutta gente che la propria ottima carriera la ha avuta.

SuperMac a 18 anni è diventato pro proprio come CC…

13
ffedee 14-09-2016 13:51

Sono felice perchè lei la Bencic la kastkina la koniuk(e magari la pieri) potrebbero essere le future dominatrici

12
manuel (Guest) 14-09-2016 13:39

grande,ha futuro..sta giocando un international a quebec city sta settimana ed al secondo turno dopo aver battuto 6/2 6/2 la francese hesse,ed e a br con possibilità di essere la più giovane delle top 100 a 17 anni e pochi.il futuro cè …

11
FognaFabio (Guest) 14-09-2016 13:20

Giusta scelta.Mi pare ovvia

10
Buon Rob (Guest) 14-09-2016 13:18

Proprio vero, chi studia non può diventare professionista.
Se è così, però, non mi spiego perché nell’albo d’oro dei campioni NCAA ci siano il top 20 Steve Johnson, e i vari Benjamin Becker, Blaz Rola, Somdev Devvarman, Chris Woodruff.
O il finalista del Roland Garros Pernfors e il finalista di Wimbledon Curren.
O il vincitore di VENTITRE’ Slam in doppio Bob Bryan.
Oppure, proprio con la squadra di Stanford, un giocatore che qualcuno di voi forse ha già sentito nominare: John McEnroe.
Isner, che è stato a lungo top ten, ha iniziato l’attività professionistica a ventitrè anni perchè fino a quell’età ha giocato con la University of Georgia. Todd Martin per due anni giocò alla Northwestern University.
Mi sembra tutta gente che la propria ottima carriera la ha avuta.

9
Angelos99 14-09-2016 13:06

Scritto da pafort
Per studiare c’è sempre tempo, per giocare e vincere no!
Mario Ancic docet

Tutto vero, se sceglieva l’altra strada si sarebbe mangiata le mani in futuro.

8
silviuzz (Guest) 14-09-2016 12:52

La laurea può prenderla anche a fine carriera!

7
Luca96 14-09-2016 12:21

Ha una carriera da top player assicurata quindi perché rinunciarci? Per lo studio,a carriera finita,c’è tempo 😉

6
Ace (Guest) 14-09-2016 11:48

Vincere una borsa di studio alla Stanford University (forse la migliore del mondo) è un’occasione straordinaria che ti dà la vita. Invece ha scelto di inaridirsi il cervello a pallettare tutto il giorno. E comunque avrebbe continuato a giocare.

5
soio 14-09-2016 11:04

Brava hai fatto la scelta giusta adesso puoi rincorrere la prima posizione mondiale

4
lallo (Guest) 14-09-2016 09:33

Scelta difficile ma comprensibile nell’ottica di diventare una top player. Intanto gioca 2° turno a Quebec con prospettiva di quarti potabili.

3
l Occhio di Sauron 14-09-2016 09:03

Ma ovvio..

2
pafort 14-09-2016 08:27

Per studiare c’è sempre tempo, per giocare e vincere no!
Mario Ancic docet

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