Da Manerbio Challenger, Copertina

Manerbio nel segno dei giovani italiani: Lorenzo Sonego e Matteo Donati nei quarti di finale. Sonego “La mia qualità principale? Non mollo mai un singolo punto”

25/08/2016 17:20 1 commento
Lorenzo Sonego nella foto - Foto Felice Calabrò
Lorenzo Sonego nella foto - Foto Felice Calabrò

Sonego e Donati vincono due battaglie intense e si qualificano per i quarti di finale dove affronteranno avversari non certo impossibili. Domani, un altro azzurro in campo, Walter Trusendi (proveniente dalle qualificazioni) che affronterà la testa di serie numero 1 del torneo, l’austriaco Gerald Melzer.

La bellezza del tennis è data spesso dal confronto di stili. Per questo la vittoria di Lorenzo Sonego contro il tedesco Maximilian Marterer è particolarmente significativa. Da una parte (quella di Sonego) un giocatore acerbo fisicamente, con margini di miglioramento tecnici evidenti ma un cuore e una testa che fanno sperare di avere un diamante grezzo tra le mani; dall’altra (quella di Marterer) un tizio capace di “tirar comodini”, pessimo uso gergale per indicare un tennista capace di tirare molto (molto) forte e di giocare vincenti da tutte le parti del campo. “Per fortuna – sottolinea Umberto Rianna, responsabile Fit del programma over 18 e che ha vissuto il match insieme al coach di Sonego, Gipo Arbino – il tennis non è solo potenza. Se a questo Marterer filassero veloci i piedi e avesse un animo più combattivo, sarebbe stata dura portarla a casa”. Non mancando di sottolineare che almeno tre potenziali buoni professionisti azzurri (oltre a Sonego, anche Eremin e Mager) sono stati riacciuffati per i capelli e trascinati nel tour pro, quando sembravano destinati ad avventure ben diverse.

Nel primo set, Sonego e Marterer hanno entrambi mancato due set point. Più gravi quelli del tedesco, perché consecutivi e giocati col servizio a disposizione. Sonego è stato bravo a rimanere attaccato al match sotto di un break sul 5-6 e a controllare il tie-break fin dal principio.

All’inizio del secondo set, Marterer sembrava talmente arrendevole da far pensare ad un attacco febbrile, se non proprio a qualche risentimento muscolare, al punto da aumentare ancor di più i rischi. Dalle tribune, coach Rianna provava a farsi sentire: “Fallo muovere, fallo muovere!”, con Sonego che rispondeva con una certa logica: “Sì, quando non tira missili sulle righe, ci provo!”. Il et si è trascinato fino al 5 pari, con poche occasioni da una parte e dell’altra, fin quando un paio di recuperi clamorosi di Sonego gli hanno concesso il break decisivo. La sensazione è che se il campo da tennis fosse stato studiato un paio di metri più stretto, Marterer non solo avrebbe portato a casa questo match ma saremmo qui a parlare di un potenziale, ottimo giocatore. Dall’altra parte, se una statistica ci avesse mostrato i punti vinti oltre i cinque colpi a testa, non ci sarebbe stato match in favore di Sonego. Alla fine, gli highlights di giornata hanno senz’altro premiato il tedesco ma lo score (quello che più conta) il nostro Sonego, perché testa e cuore hanno avuto la meglio su tecnica e potenza.

Il primo a gioire della vittoria è stato il suo mentore, Gipo Arbino, 60 anni “al quale devo tutto – non smette di ricordare Sonego – perché è stato l’unico a crederci anche quando giocavo male e i risultati non arrivavano. E di una cosa sono certo: né io, né lui molliamo un c… e mi seguirà per tutta la partita”. Gipo, oltre all’esperienza data dall’età e da trent’anni dedicati al tennis agonistico, appare un tizio deciso quanto equilibrato, quello che una volta avremmo definito un “buon padre di famiglia”. Per Sonego è il principale punto di riferimento anche se forse sarebbe d’obbligo ricevere presto un sostegno esterno per far compiere al ragazzo un ulteriore salto di qualità. Se un Jez Green (il preparatore atletico che ha formato i muscoli di Andy Murray e ora sta facendo crescere quelli di Alexander Zverev) si prendesse cura dei 73 chilogrammi (vestito) di Sonego, l’ItalTennis potrebbe aver trovato un buonissimo giocatore: “La mia qualità principale? Non mollo mai un singolo punto. Anche oggi ho vinto un set fondamentale recuperando due set point consecutivi sul servizio dell’avversario. E quando l’altro è consapevole che sei disposto a lasciare l’anima in campo, la pressione sale. Io invece penso solo a progredire, senza promi obiettivi. Fisicamente sto maturando e mi piace confrontarmi col tennis di un certo livello, per questo cercherò sempre più le qualificazione dei tornei ATP, dove la classifica me lo consentirà. Forse certi miei compagni di avventura avvertono di più la pressione di diventare forti, ma abbiamo creato un bel gruppo: io, Eremin, Donati, Mager… Solo Quinzi è più distaccato, ma forse solo perché si allena all’estero e non tanto col team italiano”.

In serata è arrivata anche la doppietta italiana, in maniera piuttosto rocambolesca. Matteo Donati ha infatti vinto una battaglia di tre set contro l’esperto (31 anni) Daniel Gimeno Traver (best ranking al n.48 nel 2013 e finalista del Trofeo Bonfiglio a 18 anni). Dopo un primo set giocato in fotocopia e fatto sostanzialmente di servizi in kick e grandi botte di dritto, l’allungo decisivo nel tie-break è stato proprio di Donati, che ha sfruttato i regali del suo avversario, tanto incisivo col dritto quanto falloso col rovescio. Da quel momento però, Donati ha avuto un evidente calo di energie: ha mollato il secondo set (6-1), ha provato a restare in partita all’inizio del terzo set ma l’inerzia sembrava ormai passata nelle mani dello spagnolo. “Guarda come fatica a tenere gli appoggi” ci diceva Umberto Rianna, un po’ sconsolato sugli spalti. Sotto 4-2 però, Donati ha ritrovato un po’ di intensità ed è tornato a sfruttare i tanti errori gratuiti del suo avversario. Sul 5-4 Donati, mancato un match point con una risposta lunga di dritto, Gimeno Traver ne ha concesso un altro, addirittura con un doppio fallo. L’ultimo rovescio, finito miseramente a metà rete, ha regalato a Donati un quarto di finale per nulla impossibile contro il tedesco Nils Langer, 26 anni e numero 275 ATP.

Negli altri incontri di giornata, disputati ieri, da sottolineare la sconfitta della grande promessa svedese, Elias Ymer, sempre più in crisi tecnica, di fiducia e di risultati, sconfitto rapidamente (6-2 6-4) dal francese Jonathan Eysseric, che venerdì giocherà nei quarti di finale contro Lorenzo Sonego.


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1 commento

Roberto (Guest) 25-08-2016 18:39

Disamina perfetta..
Solo un appunto, secondo me Marterer è più di prospettiva di Sonego.
Il nostro ha la grande capacità di nn mollare niente, quello che aveva quinzi a livello junior ma il tedesco ha un peso di palla da top player, alla zverev.
Sul fisico di Sonego, siamo sicuro che mettendoci su kg di muscoli nn lo appesantisca negli spostamenti laterali dove ora eccelle?

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