Diario da San Benedetto del Tronto Challenger, Copertina

Diario da San Benedetto – Day 1

12/07/2016 12:47 8 commenti
Nella foto Gianluca Mager - Foto di Crionet
Nella foto Gianluca Mager - Foto di Crionet

Dodici mesi dopo l’ultima volta, ieri, intorno alle ore 13, son tornato al CT Maggioni, pronto per quattro giorni di grande tennis. Ad accogliermi, oltre che i soliti 35/36° nelle ore calde, c’erano Heras e Trusendi sul centrale, e Djere vs Toledo Bague sul campo 3. Dopo una breve visita al campo tre, dove sono andato per vedere dal vivo lo spagnolo, che tanto bene ha fatto nei futures quest’anno, al confronto con uno che ha già una certa continuità a livello challenger, sono andato sul centrale per il match del Truso, che aveva perso malamente il primo set ma era avanti 1-0 nel secondo parziale.

Il match tra Trusendi e Heras è stato di altissima intensità, pochi cambi di ritmo, scambi durissimi da fondocampo; l’argentino che sembrava essere particolarmente in fiducia, molto più delle altre volte in cui l’ho visto giocare, da fondo era praticamente una macchina, come ha detto lo stesso Bonadio, che ha visto gran parte del match, insieme a Basso. Nel sesto gioco del secondo set Trusendi ha cercato di variare di più, di sfidare l’argentino più sul piano tecnico e meno sul piano fisico, e lì si è vista una certa superiorità: sulla palla break finta la palla corta in risposta, esegue un chop di dritto molto basso che mette in difficoltà Heras e poi chiude con uno splendido rovescio lungolinea. I successivi games di servizio son stati tenuti agevolmente dal toscano che, grazie ad una risposta mandata lunga da Heras, ha chiuso il secondo parziale e portato la sfida al terzo.

Nel terzo parziale c’è stata ancora più lotta che nei primi due, con Trusendi che ha tenuto il servizio sotto 1-0 dopo un game lottatissimo nel quale c’era stata anche una polemica con l’arbitro che, anzichè far rigiocare il punto, aveva assegnato direttamente il 15 all’argentino, mandando su tutte le furie il Truso che aveva sentito la chiamata concomitante al suo colpo, affossato in rete. Il break dell’argentino però è solo rimandato al sesto gioco, quando Heras martella da fondo col dritto facendo muovere a destra e sinistra Trusendi che, visibilmente stanco, non ce la fa a controbattere e perde il servizio. Sotto 5-2, con Walter che sembrava stanchissimo, anche a causa del caldo, c’è tempo per un ultimo sussulto dell’italiano che tiene il suo game di servizio e nel gioco successivo breakka l’argentino da 30-0, alla terza occasione utile, grazie ad uno dei rarissimi non forzati di Heras.

Il decimo gioco è stato però quello fatale: Heras riusciva a far muovere il toscano a destra e a sinistra per poi punirlo con delle palle corte, e così arrivava a due match point, consecutivi. Il primo è stato annullato da un dritto in corsa micidiale dopo uno scambio lunghissimo, sul quale Patricio ha potuto ben poco, mentre il secondo Walter l’ha annullato con un ace esterno da sinistra di pregevole fattura, ma il terzo match point è stato fatale poichè l’argentino ha impattato alla grande una risposta di dritto inside in sulla quale Walter è a malapena arrivato, senza riuscire a mandarla dall’altra parte e così dopo due ore e mezza di lotta l’argentino si è qualificato per il main draw.

Dopo un’oretta e mezza di pausa nella quale ho pranzato e mi son rilassato un po’ all’ombra, visto che il caldo stava diventando insopportabile, sono andato a seguire il doppio di Ghedin/Motti, alternandolo a qualche sporadica gita sul campo3, con Lopez Perez/Rola che vincevano, faticando più del previsto, contro De Waard/Margaroli, in un incontro con tanti punti rocamboleschi. Il doppio vinto dai due italiani è stato praticamente un monologo di Ghedin, con Motti che era in costante crisi in risposta, soprattutto quella di rovescio. Perso il primo parziale dopo essere stati avanti di un break, han strappato il servizio in apertura di secondo, ma il break è durato un solo gioco, siccome nel game successivo Ghedin sbagliava due voleè facili, sul 30-30 e sul killer point. I servizi di tutti e quattro reggevano fino al 5-5, quando Lipovsek Puches affossava una voleè di dritto comoda in rete, facendo di fatto vincere il secondo parziale agli italiani. Nel super tie-break la coppia russo/argentina commetteva tre doppi falli di fila, sul 4-3, 4-4 e poi sul 5-6, regalando così la partita agli italiani.

Dopo pochi minuti di pausa, col centrale che iniziava a riempirsi (specialmente nella tribuna che non si vede nello stream, poichè è quella dove c’è più ombra), sono scesi in campo Mager e Bourgue: sin dalle prime battute si notava come il peso palla del tennista ligure fosse maggiore rispetto al francese, che però da fondo era più solido. Il primo set è stato lottato punto a punto, ci sono stati tanti belli scambi con Gianluca che ha ottenuto il break nel settimo gioco, grazie ad una voleè alta sbagliata da Bourgue sul 30-40. I due game di servizio successivi erano tenuti agevolmente con Rianna che sembrava molto soddisfatto di Mager, particolarmente in forma al servizio e molto incisivo col rovescio che, rispetto a quella specie di pallonetto che avevo visto a Todi 12 mesi fa, è migliorato veramente tanto. Grazie a degli ottimi colpi Tonino Spiderman, come è simpaticamente rinominato Mager nelle dirette su facebook di Eremin, Galimberti, Donati, Sonego etc., si procurava un’occasione di break anche nel quinto gioco del secondo ma Bourgue comandava col dritto e chiudeva con un inside out di pregevole fattura, vincendo anche i due punti successivi, tenendo il servizio e caricandosi. Dal 4-3 per il francese Gianluca ha rallentato un pochino i colpi, si vedeva come fosse più contratto e il francese ha provato ad approfittarne nel decimo gioco, quando, grazie ad uno smash a rimbalzo affossato in rete da Mager, ha avuto due set point consecutivi, il primo annullato dalla combo servizio&dritto e sul secondo Bourgue sbagliava un dritto in fase di costruzione e lasciava cadere a terra la racchetta. Sul 40-40 Gianluca vinceva un punto spettacolare, con una palla corta millimetrica sulla quale Mathias arrivava ma poi veniva infilato da un lob di rovescio in controbalzo atterrato praticamente sulla riga e, nello scambio successivo, il francese sparava largo un altro dritto, consentendo così a Mager di agguantarlo sul 5-5. Il pericolo però è solo rimandato, siccome nel dodicesimo gioco ci sono altri tre set point per il francese, ancora consecutivi; sul primo Bourgue commette un non forzato, sul secondo Mager si salva grazie ad un incredibile riflesso sulla voleè di rovescio dopo una palla corta scriteriata ma il terzo era quello fatale all’italiano, che mandava lungo un dritto dopo uno scambio nel quale era stato sempre il francese a comandare.

Nel terzo set l’inerzia sembrava tutta a favore del francese e, conoscendo Mager, anche io sinceramente temevo che avrebbe sciolto, invece la reazione è stata sorprendente: nel primo game subito break del ligure dopo un bel rovescio lungolinea a chiudere un lungo scambio sul 30-40, break poi subito confermato da un servizio tenuto agevolmente a 15. Dopo essersi salvato sul 2-1 da 0-30 grazie all’ausilio del servizio e anche grazie ad una pregevole palla corta sul 15-30, in vantaggio per 3-1 Tonino ha lasciato andare il braccio e anche a causa di una fortunosa riga sullo 0-15, è andato avanti di due break, chiudendo di fatto il match. Bourgue a quel punto non sembrava più crederci e il ligure è riuscito a chiudere al secondo match point, sul 5-1 40-30 col francese al servizio, grazie ad un errore grossolano di Bourgue che mandava largo una voleè alta molto facile. In tribuna Rianna era visibilmente contento e diceva le solite cose, che ormai gli appassionati sanno, su Mager, ovvero che il ragazzo ha ormai tutto e la speranza è che inizi ad acquisire un po’ di esperienza, necessaria per fare un salto di qualità.

Sul centrale era a quel punto l’ora di Gaio, con la temperatura che era finalmente scesa ma comunque l’umidità si faceva sentire. Non avevo mai visto dal vivo giocare Miki Jankovic, e devo dire che mi ha impressionato un colpo del serbo: il dritto colpito sopra l’altezza della spalla. Quando era ben piazzato coi piedi con questo colpo faceva veramente male, la palla usciva dalle corde velocissima e per il faentino c’era poco da fare; viceversa, però, sulle palle basse, Jankovic andava molto più in crisi e Gaio è stato bravo a proporgliene diverse nei momenti cruciali. L’incontro è stato veramente piacevole con Federico che ha servito veramente bene in tutto il match, 10 aces e 1 solo doppio fallo, con la velocità del servizio molto spesso ben oltre i 200 km/h. Nel primo parziale il break è arrivato nel quinto gioco, e i successivi game di servizio sono stati tenuti agevolmente dal faentino che ha chiuso il primo parziale con un ace, il sesto del set, cinque dei quali da destra. Anche Rianna in tribuna era visibilmente compiaciuto, con l’unica critica ad alcune palle corte giocate in maniera troppo prevedibile, a suo avviso. Nel secondo parziale break nel terzo gioco di Federico grazie ad una soluzione palla corta + lob al volo di rara qualità, con la quale ha dimostrato ancora una volta doti di tocco molto superiori alla sua attuale posizione in classifica. La partita sembrava ormai archiviata ma il serbo nel gioco successivo, da 40-15 in favore di Gaio, lasciava andare il braccio ancora più del solito e giocava quattro punti di fila in modo fenomenale agguantando un insperato controbreak. Nei game successivi era il servizio a comandare, Gaio non tremava nè sul 4-5 nè sul 5-6 tenendo entrambi i servizi a 0 e rimandando l’esito del set al tie break: il mini break sul 2-2 ha consentito a Federico di giocare i successivi punti in modo sciolto e grazie a delle pregevoli soluzioni si è issato fino al 6-2, con quattro palle match a disposizione. Dopo che Jankovic ha annullato la prima e che Federico ha affossato in rete la prima di servizio sul 6-3 mi è tornato in mente il match di 20 giorni fa a Roehampton quando, davanti ai miei occhi, ha perso il TB del primo con Sidorenko proprio da 6-2 commettendo 2 doppi falli consecutivi sul 6-3 e sul 6-4 e perdendo poi per 8 punti a 6. Per fortuna qui l’esito è stato diverso e sul 6-3 ha giocato una seconda in kick intelligente, ha spinto col dritto e il serbo ha affossato in rete il back di rovescio, per la gioia di Federico, che si girava verso il suo angolo e liberava la sua gioia con un urlo.

Passiamo adesso alla vera nota dolente di giornata, ovvero il match di Donati. Ci son due cose fondamentalmente che non mi son piaciute nel match di Matteo oggi: la prima è la poca, pochissima lucidità tattica, sembrava essere sceso in campo senza un piano ben preciso, l’unico obiettivo era cercare di sfondare la palla, tirare ogni colpo, ma per sua sfortuna l’avversario si appoggiava benissimo su questi colpi potenti di Teo per rimandare la palla dall’altra parte con ottima profondità, e il primo a sbagliare era quasi sempre il piemontese. Il secondo difetto di Matteo oggi a mio avviso è stato il body language, soprattutto nel secondo set, esageratamente negativo: è vero, aveva dei problemi, non so se fisici o extratennistici, però secondo me non è giusto mostrare così tanto la tua debolezza al tuo avversario, poichè lui riuscirà a trarne ancora più forza, ed infatti così è stato. Il match del francese è stato di una solidità unica, dopo uno scambio continuo di break nei primi 6 giochi Lestienne ha vinto il primo parziale grazie ad un break nel decimo gioco, con una difesa estenuante sul set point che ha indotto Matteo all’errore. Nel secondo parziale pronti via e subito 4-0 sotto, anche a causa di due chiamate del giudice di linea, poi confermate dall’arbitro, che han mandato Teo su tutte le furie. Piccola reazione, da 4-0 a 4-2, ma linguaggio del corpo sempre troppo negativo: l’unica piccola scossa ha provato a darsela sotto 5-3 quando, aspettando che il francese battesse, saltellava e continuava a dirsi “dai, forza, dai, forza” ma era troppo tardi, in quel game Constant serviva benissimo, Teo sbagliava una risposta su una seconda provando ancora una volta a tirare a tutta sotto 15-0, e Lestienne vinceva, MERITATAMENTE, questo incontro: che dire, bravo il francese che ha dato tutto ciò che aveva, ma lo stesso non si può dire per Donats, ed è davvero un peccato vederlo così.

Mi sono dilungato tanto, tantissimo, direi troppo: oggi mi aspetta un’altra giornata di tennis speriamo ricca di soddisfazioni, a stasera o domani con il prossimo diario!


Andrea Pellegrini (AndryREAX)


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8 commenti

laver (Guest) 12-07-2016 20:01

Dal vivo la palla di dritto di quinzi va veramente piano, troppo liftata…

8
erminio (Guest) 12-07-2016 15:24

grazie AndryREAX, per cortesia fai un commento su Giangi quando puoi…

7
Anni80 12-07-2016 14:40

Grazie Andry! 😀

6
wafer 12-07-2016 14:18

Grazie, come sempre.
Provi “sensazioni” che si hanno solo dal vivo.

5
AndryREAX 12-07-2016 13:11

Scritto da aureliriccardo
ingresso gratuito?

Yess

Scritto da gido
commento assai lucido .. anche su Donati

Thanks

Scritto da Ilpacio
Bella Andry allora ci becchiamo al Maggioni, tornato da Bratislava per il challenger

Va bene! 😉

4
gido 12-07-2016 13:06

commento assai lucido .. anche su Donati

3
aureliriccardo 12-07-2016 13:03

ingresso gratuito?

2
Ilpacio 12-07-2016 12:52

Bella Andry allora ci becchiamo al Maggioni, tornato da Bratislava per il challenger

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