Australian Open 2016 ATP, Copertina

“Quali” Aus Open, il bilancio è davvero così negativo?

13/01/2016 18:42 31 commenti
Lorenzo Giustino classe 1991, n.261 del mondo
Lorenzo Giustino classe 1991, n.261 del mondo

Tre su dieci. Bilancio negativo? A volte l’apparenza inganna. È chiaro che non si può essere soddisfatti del 30% di vittorie, ma analizzando ogni incontro nel dettaglio scopriamo sia elementi positivi che negativi. Thomas Fabbiano e Matteo Donati hanno portato a casa match complicati ma possibili, mentre Lorenzo Giustino ha realizzato la sorpresa di giornata. La delusione degli appassionati ricade su Luca Vanni, che dopo tante opportunità sprecate nel primo set è poi calato vistosamente nel secondo parziale (complice un Evans in grande crescita minuto dopo minuto). Eliminati anche Marcora, Gaio, Giannessi, Arnaboldi, Caruso e Naso.

Il bilancio dunque è bianco o nero? La risposta è senza dubbio: grigio. Le sole tre vittorie sono state viste come una “Caporetto” da alcuni addetti ai lavori, ma analizzando tutte le sfide soltanto Vanni e probabilmente Gaio avrebbero potuto fare qualcosa in più. D’altra parte l’impresa di Giustino ha in parte rimesso il segno “+” alla trasferta italica. Cosa va? Aver portato in Australia ben 10 giocatori è certamente molto positivo, soprattutto ricordando annate nelle quali a Melbourne si presentavano 3-4 giocatori, mentre gli altri o non avevano la classifica o sceglievano di non prender parte allo Slam “down under”. Numericamente, dunque, molto bene. Le tante sconfitte vanno spiegato invece in altra maniera: da una parte le attenuanti di avversari più forti e molto adatti alla superfici, dall’altra le colpe di non avere un buon numero di giocatori capaci di farsi valere sul cemento all’aperto. Eppure le caratteristiche le avrebbero i vari Marcora (mi segnalano un grande match del lombardo contro Gombos, durante il quale ha avuto i crampi nel terzo set), Naso, Gaio, Arnaboldi, Caruso e, in parte, anche Giannessi. È l’abitudine a giocare tanti match sul cemento australiano a fare la differenza. Il sorteggio inoltre è stato particolarmente sfortunato, ma va sempre ricordato che non essere testa di serie nelle quali Slam è un demerito e non certo causa della dea bendata.

Analizzando giocatore per giocatore, senza peraltro aver visionato gli incontri (tranne Vanni-Evans), si è giunti ai singoli giudizi.

Luca Vanni. Ha iniziato il match nel migliore dei modi, rispondendo con grande continuità e comandando sempre il gioco con il diritto a sventaglio sul rovescio di Evans. Ha servito poche prime, ma ha avuto infinite occasioni di break (5 opportunità suddivise in 3 turni di risposta). Dopo aver servito per il set sul 5-4 è stato anche avanti 5-3 nel tie-break e gridano vendetta alcuni punti nei quali avrebbe dovuto chiudere lo scambio a rete. C’è chi parla di un tennis remissivo da parte di Lucone, ma si sbaglia di grosso. Il toscano spinge, comanda, sa accelerare sia con il dirtto che con il rovescio, ma deve trovare maggiormente la via della rete (4 punti su 4 nel match). È palese che non si fidi del proprio gioco di volo, ma per un ulteriore salto di qualità alcuni scambi vanno necessariamente accorciati. Vi sono in scadenza i 162 punti di San Paolo, ma Luca può tranquillamente alzare il livello e, sul cemento all’aperto, portare a casa un buon numero match.

Thomas Fabbiano. Match complicato per il pugliese contro Uladzmiri Ignatik, che Tommy ha saputo rimontare dopo il 5-7 iniziale. Senza vedere il match è difficile analizzare la sfida, ma l’impressione è che abbia trovato un buon ritmo in risposta con l’andare dell’incontro, togliendo ogni tipo di sicurezza al bielorusso. Vittoria di cuore e carattere, che conferma il buonissimo stato di forma tennistica, fisica e mentale.

Lorenzo Giustino. La vera sorpresa di gioranta, non soltanto per quanto concerne gli italiani. Battere Lukas Lacko sul cemento australiano, dove lo slovacco si è sempre trovato bene, non è cosa da tutti. Giustino, se in giornata, vanta un buonissimo servizio (nonostante l’altezza non eecelsa) e soprattutto un grande diritto. Il campano sa quando “remare” e quando accelerare e ha saputo leggere tutti i momenti del match al meglio

Salvatore Caruso. Amaro in bocca per il siciliano, che nel secondo set se l’è giocata alla pari con Ryan Harrison. “Salvo” ha confermato di aver giocato un buon match, ma allo stesso tempo c’è stato grande rammarico per non aver ribaltato la sfida. Sul veloce può fare molto bene, anche se urge migliorare la prima di servizio. Il rovescio rimane sublime e il diritto è in grande crescita.

Federico Gaio. Sektic è gocatore in ascesa, ma teoricamente lo è anche il faentino. Può e deve fare di più, soprattutto quando ha il servizio a disposizione.

Andrea Arnaboldi. Ci si attendeva un match molto complicato contro Mischa Zverev ma, allo stesso, tempo, il punteggio di 6-2 6-2 è sorprendente in negativo. “Arna” deve subito ritrovarsi perché ha il tennis per provare l’approdo ai Top-100, se possibile prima della copiosa scadenza di maggio.

Gianluca Naso. Copil era tra gli avversari più ostici che potessero capitare. “Giallo” si è ben disimpegnato, portando al tiebreak nel primo set il forte tennista rumeno. Il siciliano ha lottato, stretto i denti e provato in tutti i modi a rimanere in partita, ma Copil ha dimostrato un buonissimo stato di forma e grande attitudine al cemento australiano, dove fu protagonista contro Stan Wawrinka lo scorso anno.

Alessandro Giannessi. Non era un match impossibile contro Kudryavtsev, ma il russo partiva comunque favorito. “Gianna” ha infilato tanti ottimi risultati nel 2015 sin dal momento del suo ritorno in campo. Ha migliorato sensibilmente i propri punti deboli ed è pronto a un 2016 che lo deve rivedere almeno intorno al 160-180 Atp.

Matteo Donati. Una delle note più liete della nottata australiana. Battere Blaz Rola in lotta è sicuramente un segnalo molto positivo che giunge dal talento piemontese. Coach Puci ha svolto un lavoro straordinatio durante la preparazione invernale, intervenendo sui punti deboli di Donati. Questo è un anno fondamentale per la crescita di “Donats”, che deve puntare apertamente all’ingresso nei Top-100.

Robero Marcora. Aveva già lottato con Gombos nel recente challenger di Brescia, finendo per perdere al terzo set. È accaduto lo stesso a Melbourne, ma Marcora è apparso in grande crescita. Migliorato sotto tutti gli aspetti è pronto a stupire nel 2016 dopo un’annata, quella scorsa, particolarmente complicata. Deve migliorare sul veloce perché, come ripete spesso lo stesso Roberto, “per uno con il mio servizio, non posso tornare indietro così tante risposte”.



Alessandro Nizegorodcew è direttore di SpazioTennis e telecronista per Supertennis Tv. Editorialista per Tennis Italiano e SuperTennis Magazine, segue il tennis come inviato da anni sia nel circuito maggiore che in challenger, futures e tornei giovanili.

@Alenize82


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31 commenti. Lasciane uno!

luca (Guest) 14-01-2016 21:59

non è negativo è pessimo.

31
I love tennis (Guest) 14-01-2016 10:58

@ Lucabigon (#1507515)

Infatti nessuno era favorito, vittoria contropronostico solo quella di Giustino con Lacko, per il resto sconfitte che,dati gli spot e la superficie e trattandosi di quali slam, ci stanno tutte.Ma un dato importante che e’ stato riscontrato e’ la combattivita’ presente in Marcora e non in Vanni, che a giudicare dal match poteva anche portarlo al terzo,Evans non e’ stato irresistibile.Come caratteristiche singole, alcuni sono terraioli come Giannessi, e ci sta, altri si adattano anche al rapido e ci si aspettava piu’ partita.Stamattina ha perso Donati ad esempio.Io stesso lo ipotizzavo vincente.Il tennis non vive di scienze esatte ed e’ imprevedibile.

30
Lucabigon 14-01-2016 10:04

Ma davvero si può pensare di esprimere un giudizio globale sui risultati delle quali dei nostri azzurri basandosi solo sul dato numerico del 3 su 10? Cioè, se si ragiona così evito di perdere tempo a scrivere. Intanto si deve valutare che più giocatori portiamo in quali e più gente da challenger abbiamo. Poi una cosa è fare le quali da n° 250 e un’altra è farlo da n° 110 (premesso che puoi perdere anche se sei n° 104, Vanni docet…) e poi bisogna considerare l’adattabilità alla superficie e andare a vedere match per match gli avversari, la loro classifica e le loro caratteristiche. Solo dopo fatto tutto ciò si può esprimere un giudizio. Quanti erano favoriti e hanno perso? Quanti erano sfavoriti e hanno vinto?

29
Paolalbe (Guest) 14-01-2016 00:33

Visto che negli anni 2004 e 2005 furono ben in 11 a fare le qualificazioni (il primo anno nessun qualificato, il secondo mi sembra un paio) non credo che basti il numero dei partecipanti in questo Slam a darci un serio segnale di miglioramento, di crescita. Bisognerà vincere le partite e salire in classifica, lavorare e non accontentarsi. La strada e’ lunga, ma la speranza non muore mai, specie negli appassionati cronici (come noi)

28
Panteganagigio (Guest) 13-01-2016 23:46

@ aureliriccardo (#1507360)

ma come si dico io a gioire per questi numeri da seri ”B”? Ma fatemi il piacere

27
BennyLions 13-01-2016 23:39

Ragazzi a partire dall’1:30 su supertennis andrà in onda il match di quali della Schiavone

26
aureliriccardo 13-01-2016 23:15

Scritto da Lucabigon
Il bilancio non è per niente grigio. E’ bianco per me e anche il fatto stesso di avere 10 azzurri nelle quali è segno che il movimento è in crescita perchè aumenta decisamente il numero di tennisti di livello medio o comunque da challenger. Sì, è vero che Vanni ha deluso ma è stato l’unico episodio.
Parlando di crescita della base dei tennisti da challenger noto che, rispetto alla classifica ATP di fine 2014:
Vanni è passato dal n° 151 al n° 104 e cioè a ridosso dei top100;
Fabbiano dal n° 258 al n° 141;
Giustino dal n° 360 al n° 261;
Caruso dal n° 434 al n° 230;
Gaio dal n° 307 al n° 257;
Arnaboldi dal n° 180 al n° 159;
Naso dal n° 373 al n° 223;
Giannessi dal n° 359 al n° 252;
Donati dal n° 405 al n° 181 (!);
infine Marcora è l’unico in leggerissimo calo dal n° 238 al n° 241.
Sei di questi 10 tennisti, un anno fa non avevano la classifica per partecipare alle quali dell’Australian Open. Come si può vedere sono tutti in ascesa e l’unico che, anagraficamente, potrebbe teoricamente essere considerato a fine carriera sarebbe Vanni. Quindi chi parla di movimento maschile in calo o in crisi prima di farlo dovrebbe andare a consultare un po’ di numeri.

sono sicuro che alla fine di questo 2016 molti perderanno terreno…

25
gisva (Guest) 13-01-2016 21:54

@ pallabreak (#1507271)

In realtà il grosso delle presenze lo abbiamo dalla posizione 180 alla 300. Per questo abbiamo molti tennisti che si possono iscrivere alle quali, ma pochi che hanno la possibilità di andare avanti (anche perché spesso hanno attitudini terraiole).

Abbiamo molti italiani nelle posizioni da 200 a 400 perché ci sono molti challenger e future. Quindi i nostri possono iscriversi a più tornei spendendo meno soldi. In altre nazioni o sfondi entrando nei 200, altrimenti smetti, perché girare il mondo da numero 3-500 è difficile.
Più che il numero di WC conta il numero di tornei, soprattutto future.

24
biglebowsky 13-01-2016 21:46

ognuno può dir la sua, se si parte con un “secondo me…….”, ma poi bisogna guardare i numeri per dare una risposta alla domanda.
e allora se i partecipanti sono 10 che è un numero importante specie paragonato a quello delle donne (1) ed alla media delle altre edizioni e delle altre nazioni, 5 vincenti al primo turno, 2/3 al secondo, 1/2 qualificati (che poi vuol dire vincere un match si e uno no) è il livello di soddisfazione.
se si va sotto il bilancio va considerato negativo, niente di allarmante ma un minimo di ambizione ci deve essere.

23
Luca Supporter Del Tennis Italiano (Guest) 13-01-2016 21:39

Mi aspettavo sicuramente di più da Vanni, onestamente gli altri hanno giocato contro gente che sul cemento la batte 11 volte su 10.

22
Jago (Guest) 13-01-2016 21:11

Cioè ma nessuno ha visto che si metteva il salsicciotto del ghiaccio sul ginocchio e non sul collo??
Ma è mai possibile che bisogna per forza scrivere….e senza cognizione

21
Leconte (Guest) 13-01-2016 20:58

Preciso da Vanni io mi attendo uno stop perché non ha il braccio di federer ed è già grande per il livello raggiunto. Gaio ed Arnaboldi invece se hanno talento devono iniziare a mostrarlo. Infine mi associo al giudizio lusinghiero su Donati e spero che davvero possa chiudere l’anno tra i 100.

20
Lupu (Guest) 13-01-2016 20:56

@ pallabreak (#1507271)

concordo parzialmente. I challenger tipo Genova Napoli Caltanissetta etc. non li definirei fatti su misura per far crescere agilmente i nostri giovani. Il nostro movimento produce buoni giocatori che pero inevitabilmente si infrangono sul muro del 150′ posto o poco oltre. concludendo, il risultato è positivo solo perché i nostri pur essendo dei pesci fuor d acqua per questo livello non hanno sfigurato

19
Leconte (Guest) 13-01-2016 20:55

Condivido anche se per me bruciano più i punteggi con cui hanno perso Arnaboldi e Gaio che la sconfitta di Vanni che non é giocatore di esperienza e cuore ma non di eccessivo talento per cui ci sta che possa perdere anche con chi gli sta dietro in classifica.

18
I love tennis (Guest) 13-01-2016 20:48

Condivido anch’io l’analisi del bilancio non completamente negativo, dei 10 in trincea ne sono rimasti tre, e hanno tutti un secondo turno abbordabile con Kovalik,Myneni e Di Wu.La vera prova arrivera’ al terzo turno, e devono arrivarci.

17
Lucabigon 13-01-2016 20:37

Scritto da pallabreak
Per analizzare al meglio i dati, bisogna contestualizzarli. Ad esempio: avere 10 giocatori con la classifica per giocare le qualificazioni d’uno Slam è certamente un buon risultato, ma per certi versi fuorviante. Significa cioè avere densità di presenze nel segmento del ranking che va dal n. 100 al n. 200. E qui scatta l’effetto boomerang, perché è proprio quella fascia di classifica in cui per gli italiani è relativamente facile arrivare, grazie ai challenger. Essendocene moltissimi organizzati in Italia (credo che siamo il Paese che ne organizza di più), i nostri hanno molte più occasioni di altri per emergere, anche perché, quando non hanno la classifica per giocarli, godono quasi sempre delle wild card. Così costruiscono la classifica e il diritto, appunto, a giocare le qualificazioni d’uno Slam. Ma non sempre il loro tennis è adeguato alla posizione che occupano nel ranking.

Facile arrivare ad avere una classifica da challenger solo perchè si può usufruire di qualche wild card? Non capisco come si possano fare certe affermazioni. Dall’esterno sembra tutto così facile…

16
Lucabigon 13-01-2016 20:32

Il bilancio non è per niente grigio. E’ bianco per me e anche il fatto stesso di avere 10 azzurri nelle quali è segno che il movimento è in crescita perchè aumenta decisamente il numero di tennisti di livello medio o comunque da challenger. Sì, è vero che Vanni ha deluso ma è stato l’unico episodio.

Parlando di crescita della base dei tennisti da challenger noto che, rispetto alla classifica ATP di fine 2014:

Vanni è passato dal n° 151 al n° 104 e cioè a ridosso dei top100;
Fabbiano dal n° 258 al n° 141;
Giustino dal n° 360 al n° 261;
Caruso dal n° 434 al n° 230;
Gaio dal n° 307 al n° 257;
Arnaboldi dal n° 180 al n° 159;
Naso dal n° 373 al n° 223;
Giannessi dal n° 359 al n° 252;
Donati dal n° 405 al n° 181 (!);
infine Marcora è l’unico in leggerissimo calo dal n° 238 al n° 241.

Sei di questi 10 tennisti, un anno fa non avevano la classifica per partecipare alle quali dell’Australian Open. Come si può vedere sono tutti in ascesa e l’unico che, anagraficamente, potrebbe teoricamente essere considerato a fine carriera sarebbe Vanni. Quindi chi parla di movimento maschile in calo o in crisi prima di farlo dovrebbe andare a consultare un po’ di numeri.

15
egbedi (Guest) 13-01-2016 20:32

giudizio troppo tenero. ok, Giustino bravo ma Vanni è imperdonabile e francamente Arnaboldi se fa 4 games con Zverev i primi 100 li vede col binocolo… per fortuna che il secondo turno non sembra impossibile, l’unico modo per tirarsi su è portane 2 al terzo turno

14
aureliriccardo 13-01-2016 20:20

cmq ci sono stati scalpi abbastanza a sorpresa, ad esempio Dustin Brown subito fuori, Zemlja (anche se kachanov presto non farà più le quali per gli slam…), Ymer che perde da Olivo, oltre ovviamente a Lacko che perde da Giustino

13
winter18 (Guest) 13-01-2016 20:13

@ marco1 (#1507286)

non è proprio andato in Oceania.

12
loki1875 13-01-2016 20:06

@ fox (#1507278)
certo. Perché partendo quasi tutti da sfavoriti era lecito aspettarsi che ne passassero almeno 8!
Se l’anno scorso qualcuno avesse detto che avremmo avuto 10 italiani nelle quali nessuno lo avrebbe preso sul serio. Invece è più facile parlare di debacle.
Buona l’analisi dall’articolo e la speranza è che quest’anno il tennis italiano cresca come l’anno appena passato

11
Paoloz (Guest) 13-01-2016 19:56

io il riusltato di giustino un po me lo aspettavo, lacko tira forte ma è poco consistente ultimamente. di fabbiano e donati ero piuttosto sicuro
mi ha sorpreso in positivo ampiamente marcora, peccato per i crampi
male vanni, ho visto la partita e… beh problemi alla battuta e in generale troppo troppo difensivista, pensavo vincesse addirittura facile.

10
donati n1 (Guest) 13-01-2016 19:54

Beh dai risultati ke rispecchiano le potenzialità dei nostri tennisti,qualche sorpresa ogni tanto (giustino)ma il livello e questo……

9
Alessandro Nizegorodcew (Guest) 13-01-2016 19:39

Scritto da fabio
assolutamente negativo inutile aCCAmpare scuse,hanno perso quasi tutti al primo turno,tutto il resto conta poco.

Ciao Fabio figurati mi aspettavo commenti come questo e ognuno è libero di pensarla come vuole. Però vorrei chiederti. A parte Lucone, da quali italiani sei rimasto deluso? Come ho scritto mi aspettavo di più da Arnaboldi e gaio, ma gli altri hanno fatto tutti il loro. E Giustino ha vinto un grande Match. Debacle? Non concordo. Se Fognini perde contro Ferrer è una debacle? Perché la differenza su cemento tra naso e copil è quella. Anzi ha giocato bene naso. Bisogna sempre a mio avviso pensare all’avversario. Poi è difficile giudicare senza vedere i Match

8
becu rules (Guest) 13-01-2016 19:28

Scritto da pallabreak
Per analizzare al meglio i dati, bisogna contestualizzarli. Ad esempio: avere 10 giocatori con la classifica per giocare le qualificazioni d’uno Slam è certamente un buon risultato, ma per certi versi fuorviante. Significa cioè avere densità di presenze nel segmento del ranking che va dal n. 100 al n. 200. E qui scatta l’effetto boomerang, perché è proprio quella fascia di classifica in cui per gli italiani è relativamente facile arrivare, grazie ai challenger. Essendocene moltissimi organizzati in Italia (credo che siamo il Paese che ne organizza di più), i nostri hanno molte più occasioni di altri per emergere, anche perché, quando non hanno la classifica per giocarli, godono quasi sempre delle wild card. Così costruiscono la classifica e il diritto, appunto, a giocare le qualificazioni d’uno Slam. Ma non sempre il loro tennis è adeguato alla posizione che occupano nel ranking.

Analisi condivisibile solo in parte. Anche 1,2 o 3 anni fa i challenger italici abbondavano, eppure non c’era stato un progresso del movimento così generalizzato, e così tanti giocatori a poter accedere al tabellone cadetto. A inizio del 2015 molti dei giocatori che hanno disputato le quali AO 2016 stavano ben oltre la 300 posizione, alcuni ai limiti della numero 500. Il 29 dicembre 2014 Gaio stava al posto 310 Donati al 409, Caruso al 455, solo per fare qualche esempio. Ora pretendere che sul cemento australiano, contro avversari mediamente di livello per delle quali slam e quasi tutti sulla loro superficie preferita, di fare molto di più era forse auspicabile ma ottimistico. Il solo rimpianto vero è Vanni, che era TDS 1 e che pur con match complicati al turno finale si poteva pensare arrivasse. Inoltre i challenger italiani sono tra i più competitivi, con mediamente 4/5 top 100 in ogni torneo. Vogliamo parlare dei challenger asiatici dove si entra in tabellone diretti con il numero 300 e oltre ? Se la base cresce aumentano le possibilità di produrre buoni giocatori, certo per i campioni teniamoci per ora stretti Fognini – e anche Seppi al netto della brutta partenza di stagione

7
nere 13-01-2016 19:16

io concordo in toto con l’analisi, lucida ed equilibrata. contentissimo per giustino che insieme a caruso possono fare del 2016 il trampolino di lancio verso i top150, il primo riprendendo un cammino già avviato due anni fa il secondo portando a compimento un processo di maturazione veramente notevole

6
marco1 13-01-2016 19:16

Bellotti dov’è? Mi sono accorto ora che stanotte non ha giocato

5
winter18 (Guest) 13-01-2016 19:05

Un buon risultato complessivo. Era già un successo portare 10 giocatori alle quali ( solo Volandri e Bellotti hanno dato forfait tra gli aventi diritto), e le vittorie contro pronostico di Donati e Giustino bilanciano abbondantemente la sconfitta del poco combattivo Vanni.
Fabbiano ancor più favorito nel secondo turno contro Di Wu (70%), Donati se la gioca 50/50 contro lo slovacco Kovalik, mentre non si può pretendere un secondo colpo a sorpresa da parte di Giustino (30%).
La curiosità è che Kovalik e Myneni, appena battuti da Fabbiano a Chennai, devono fronteggiare ancora due italiani. Speriamo con lo stesso esito.

4
fox (Guest) 13-01-2016 19:04

Debacle

3
fabio (Guest) 13-01-2016 19:02

assolutamente negativo inutile aCCAmpare scuse,hanno perso quasi tutti al primo turno,tutto il resto conta poco.

2
pallabreak 13-01-2016 18:54

Per analizzare al meglio i dati, bisogna contestualizzarli. Ad esempio: avere 10 giocatori con la classifica per giocare le qualificazioni d’uno Slam è certamente un buon risultato, ma per certi versi fuorviante. Significa cioè avere densità di presenze nel segmento del ranking che va dal n. 100 al n. 200. E qui scatta l’effetto boomerang, perché è proprio quella fascia di classifica in cui per gli italiani è relativamente facile arrivare, grazie ai challenger. Essendocene moltissimi organizzati in Italia (credo che siamo il Paese che ne organizza di più), i nostri hanno molte più occasioni di altri per emergere, anche perché, quando non hanno la classifica per giocarli, godono quasi sempre delle wild card. Così costruiscono la classifica e il diritto, appunto, a giocare le qualificazioni d’uno Slam. Ma non sempre il loro tennis è adeguato alla posizione che occupano nel ranking.

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