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Open Court: “New Balls”, avanti a piccoli passi (di Marco Mazzoni)

02/10/2015 08:00 20 commenti
Open Court: “New Balls”, avanti a piccoli passi (di Marco Mazzoni)
Open Court: “New Balls”, avanti a piccoli passi (di Marco Mazzoni)

Malinconie autunnali. Col primo freddo l’estate sembra già lontanissima. Un’estate che ricorderemo a lungo per la favola di US Open, con la meravigliosa istantanea della folla dell’Arthur Ashe tutta in piedi ad applaudire Flavia e Roberta. Autunno, stagione che porta il grande tennis in estremo oriente, dove per qualche settimana stazionerà tra Cina e dintorni. Dal paese della grande muraglia non arrivano belle immagini, ad alimentare la spontanea malinconia climatica. Stadi imponenti, moderni, funzionali, hi-tech… Deserti. Meno male che c’è Roby Vinci a regalarci gioie infinite a Wuhan, con un tennis stellare, bello e concreto, sennò il contesto sarebbe da depressione totale. Niente di nuovo, peraltro. Gli anni passano, ma il tennis in Cina sembra ben lungi da diventare un fenomeno di massa. La risposta l’avremo nelle prossime settimane, soprattutto col maschile che muove altri interessi ed altri numeri (non ce ne vogliano le bravissime ragazze), ma gli enormi sforzi per far esplodere una tennis-mania nel mercato potenzialmente più florido non sta producendo i risultati sperati. La ex CEO della WTA Allaster aveva puntato una sorta di “All in” sull’esplosione del tennis in Cina, e chissà che, sotto sotto, nel suo improvviso abbandono c’entri anche questa situazione di stallo… Nell’attesa di vedere cosa accadrà tra Pechino e Shanghai, tornei molto importanti per la corsa al Master, e soprattutto in quella verso Singapore con Flavia e Roberta molto ben posizionate, approfitto di questa settimana relativamente tranquilla per iniziare un primissimo bilancio stagionale. Focus puntato sui giovani, le cosiddette “New Balls”, che erano attese nel 2015 ad una crescita importante per dare il via ad un consistente ricambio generazionale.

Per un vero bilancio è giusto aspettare la fine dell’anno, anche perché qualche ghiotta occasione per far bene nel rush conclusivo arriva sempre. Tuttavia si può già tracciare una tendenza generale, che accomuna quasi tutti i ragazzi più interessanti, andando a vedere la crescita nel ranking rispetto a 12 mesi fa (fine settembre 2014). Il dato è evidente: i giovani sono mediamente cresciuti, alcuni in modo importante, quindi è stata una stagione positiva. Sono cresciuti maggiormente quelli che partivano da più dietro, sfruttando buoni risultati soprattutto nei Challenger. Tuttavia è (finora) mancato il “botto grosso”, un exploit davvero importante in uno Slam o in Master 1000, cosa che ritenevo possibile (ed auspicabile) ma che invece è mancata. Quindi la sintesi più adeguata sarebbe “Giovani avanti, a piccoli passi”. L’ascesa di molti under 22 (e anche under 23) ha generato un piccolo ringiovanimento generale della classifica, ancora dominata da tennisti esperti che non ne vogliono sapere di mollare la presa, ma con inserimenti importanti di coloro che dovrebbero essere i futuri campioni. Ecco qualche numero, confrontando il ranking di 12 mesi fa:

 

Thiem anni 22: n.20 (1 anno fa n.40: +20)

Tomic anni 22: n.21 (1 anno fa n.67: +46)

Coric anni 18: n.38 (1 anno fa n.141: +103)

Vesely anni 22: n.40 (1 anno fa n.78: +38)

Kyrgios anni 20: n.41 (1 anno fa n.51: +10)

Chung anni 19: n.58 (1 anno fa n.188: +130)

Pouille anni 21: n.69 (1 anno fa n.165: +96)

Kokkinakis anni 19: n.71 (1 anno fa n.172: +101)

Zverev anni 18: n.78 (1 anno fa n.149: +71)

Edmund anni 20: n.100 (1 anno fa n.243: +143)

 

Questo tra gli attuali top100. Scendendo di poco troviamo anche il nipponico Daniel Taro, lo yankee Fratangelo e lo svedese Ymer, altri under 22 che sono cresciuti molto, candidati ad entrare nel 2016 nella parte nobile del ranking. Inoltre anche diversi 23enni sono cresciuti assai: Sock (+43), Kudla (+52), Basilashvili (+127) ed il nostro Cecchinato, passato dal n.166 di un anno fa all’ottimo n.89 di questa settimana, bravissimo!

Prima di andare brevemente ad analizzare la stagione (sempre fino a questo punto, s’intende) dei più promettenti, dove sono migliorati ed in cosa hanno bisogno di crescere, torno sul discorso exploit mancato. Tutti questi ragazzi hanno fatto discretamente bene, altrimenti non si spiegherebbe la crescita; però è stata mediamente un’ascesa più di consistenza e continuità di prestazioni che figlia di uno strappo di altissima qualità. Eccetto Dominic Thiem, che ha vinto ben 3 tornei ATP (tutti su terra battuta), gli altri hanno vinto nel complesso solo un paio di tornei, e nemmeno hanno fatto grandissime prestazioni negli Slam o Masters 1000. E’ una considerazione che si presta ad una duplice chiave di lettura. Da un lato, è un aspetto positivo: per salire di livello è necessario costruirsi una base molto solida, riuscire a crescere dando consistenza e continuità nella qualità. Si può salire facendo alcuni exploit improvvisi, importanti, per poi eclissarsi per settimane. Quella è una crescita figlia del talento ma forse più effimera, perché per come si è evoluto il tennis oggi, al top ci arrivi e ci resti riuscendo a tenere un livello medio di prestazione e qualità importante. Di sole fiammate non si resta in alto. Dall’altro lato però, una crescita troppo in stile “formichina” indica forse che alcuni di loro sono sì forti, ma mancano di quel guizzo, di quella magia che ti rende capace di far uscire dalle corde quel qualcosa in più necessario a battere i migliori. Qualità questa che è molto difficile da costruire, o ce l’hai o nessuno te le regala. Scenario questo meno esaltante, perché descrive più l’ottimo giocatore che il futuro campione. Sottolineo che è una duplice chiave di lettura che nasce dal momento, che il futuro prossimo potrebbe smentire o ribaltare, con alcuni dei giovani capaci di imprese incredibili. Inoltre questa chiave di lettura arriva da un’analisi generale dei dati; andando a vedere i vari casi, uno per uno, è corretto fare delle ampie distinzioni, visto che ognuno di questi ragazzi ha vissuto un 2015 diverso, veniva da annate precedenti distinte, con problemi fisici o tecnici differenti da affrontare e superare.

Quello che ritenevo “più pronto” per salire e compiere un’impresa, ma che è salito meno di quanto mi aspettassi, è Nick Kyrgios. Ne ho parlato ampiamente la scorsa settimana, e non mi dilungherò adesso. Ha battuto Federer a Madrid, in una partita anche abbastanza strana (resta comunque un exploit), e raggiunto la finale ad Estoril, ma mi aspettavo di più, sia come crescita generale (solo 10 posizioni) che come risultati. I quarti a Melbourne sono un buon piazzamento, ma contro Murray non è stato all’altezza, dimostrando che di polvere ne deve ancora mangiare parecchia. Non ho visto nel 2015 qualche vera novità nel suo tennis, nemmeno un’importante crescita fisica, aspetto in cui resta lacunoso rispetto ad altri coetanei (più fragile, meno resistente). Talento e sregolatezza purissimi, ma c’è tanto da fare per ambire al vertice. Molto meglio Thiem, il migliore in assoluto a mio avviso quest’anno, e non solo per i tre tornei vinti. Dopo un inizio stagione balbettante (anche per il cambio di racchetta), ha iniziato a macinare a Miami, e spesso nelle sconfitte vs. i big ha dato la sensazione di esserci, di presenza. Ha migliorato il servizio, la stabilità del dritto e molto l’intensità nel suo gioco. Quando riesce a spingere con buon anticipo è capace di spaccare la palla e trovare traiettorie davvero difficili da arginare. Deve migliorare nella velocità di esecuzione per essere davvero competitivo anche sul cemento, sarà uno step decisivo ed il vero obiettivo tecnico nel 2016. Dove è atteso ad un salto di qualità è negli Slam, soprattutto a Parigi, quello che dovrebbe essere prima o poi “il suo” Slam.

Nel segno della continuità la crescita di Tomic. Il talento aussie non aveva mai giocato così tanto e mediamente così bene come quest’anno. Soprattutto nella prima parte del 2015 ha vinto buone partite, anche in lotta (cosa per lui tutt’altro che scontata), e portato a casa il bizzarro torneo di Bogota. Sfortunato nel trovare super-Djokovic a Wimbledon troppo presto, c’erano le condizioni per fare molto bene. La sua sfida l’anno prossimo sarà quella di mantenere questo nuovo livello medio-alto, condendolo con qualche vittoria importante nei grandi tornei contro i grandi giocatori, il tutto crescendo ancora nella intensità fisica (e mentale) in campo. Intensità che non manca proprio a Coric, il teenager più alto nel ranking. Alla sua prima stagione da big, non ha deluso. Alti e bassi, come è naturale che sia, ma oltre 100 posizioni scalate rispetto ad un anno fa, con tanta esperienza fatta ad altissimo livello. Deve continuare su questa strada, lavorando per costruirsi un servizio che gli regali qualche punto diretto, e soprattutto un dritto più fluido e costante, condizione fondamentale per fare un altro scalino. Non è utopia vederlo nella top20 dopo la stagione sul rosso 2016. Più difficile analizzare l’andamento di Vesely. Il ceco, come tutti i connazionali, sarà più lento ad arrivare al suo top, visto che la precocità non è nel DNA boemo. Però nonostante un 2015 positivo (un torneo ATP vinto ed una finale raggiunta), la stagione è macchiata da una caterva di sconfitte al 1° turno, come se facesse fatica ad entrare nel torneo, ad adattarsi, ad attivarsi. In generale, continuo a pensare che giochi “contro natura”: con quel servizio, quella spinta e con gli effetti mancini che possiede, non ha alcun senso continuare ad impostare il suo tennis sullo scambio e sulla corsa, dove paga il fisico imponente. Deve cercare di accorciare i tempi di gioco, solo con questo salto di qualità lo vedo tra i migliori, altrimenti rischia di restare un incompiuto.

Davvero eccellente invece la crescita del coreano “volante” Chung. Intanto mi aspetto da lui un exploit importante in questo momento della stagione (mentre scrivo sta ben giocando a Shenzhen ed ha vinto un Challenger la scorsa settimana), cosa che potrebbe farlo volare ulteriormente in classifica. Ha convinto durante tutto l’anno, crescendo settimana dopo settimana. Ha raccolto punti pesantissimi nei Challenger e ben giocato anche a livello ATP, tenendo il campo in modo splendido anche contro i big (vedi vs Wawrinka a US Open). Un tennis fatto di velocità e di accelerazioni, sostenuto da due gambe non inferiori a quelle di Nishikori, e con un tempo di impatto splendido. Gioca senza particolari pressioni, è sereno e consapevole, gli spazi di crescita sono ancora vasti. Dovrà salire nel rendimento del servizio, e forse spostare un filo più avanti il baricentro del suo gioco, perché non ha una potenza incredibile ma incredibili tempi di gioco, quindi restare troppo ancorato nello scambio è per lui più rischioso che cercare un’accelerazione. Seguitelo con attenzione nel 2016, anche solo perché ha un tennis divertente e vario. Ideale la definizione di formichina per riassumere la stagione del transalpino Pouille. Solido, tennis senza grandi spunti tecnici ma molto pratico, ha raccolto diversi punti soprattutto nei Challenger. A lui confermare questi risultati l’anno prossimo negli ATP, magari cercando qualche soluzione più vincente, che potrebbe essere nelle sue corde. Il tennis francese ha assoluto bisogno di qualche ricambio. Prospettive più intriganti per i prossimi due giovani, Kokkinakis e Zverev, due potenziali campioni, che in questa stagione hanno mosso passi discreti.

Da Kokkinakis mi aspettavo anche qualcosa in più, una vittoria importante contro uno dei forti, un torneo notevole. Lo vedevo già abbastanza pronto per l’alto livello ATP, non ce l’ha fatta. E’ partito piuttosto indietro come classifica, dovendo affrontare molte qualificazioni; ha giocato male sull’erba, davvero lontano dal DNA aussie, ma è stata una lezione importante per fargli capire dove migliorare, come al contrario nei buoni (ed inattesi) risultati sul rosso. Positivo che abbia retto una intera stagione senza gravi problemi fisici, quando da sempre ha dovuto lottare con vari infortuni (schiena). Quando trova equilibrio nel suo tennis, per spinta, per posizione tra attacco e difesa, per gestione del servizio, è già un tennista molto forte. Non ha importanti lacune tecniche, deve continuare a lavorare per sviluppare una tattica di gioco coerente alle sue tante qualità, e crescere nella intensità. Stagione positiva anche per giovanissimo Zverev, che dotato di un talento fuori dal comune ha assaggiato quanto sia dura una stagione nel mondo Pro. Qualche discreto risultato nei Challenger, alcune vittorie anche a livello ATP, tra cui spicca la semifinale a Bastad. Molti da lui si aspettavano già risultati importanti, io ero più cauto. Il talento russo-tedesco ha qualità rare, ma difetta di ordine, di intensità fisica e mentale. Per questo l’aspetto più interessante del suo 2015 sono i tanti match lottati che ha disputato. Alcuni vinti, altri persi, ma si è notata un’applicazione notevole, nuova, ed era proprio quello a cui era chiamato quest’anno: tenere meglio il campo, domare il suo istinto volubile e non scappare dalla rissa agonistica. Ancora alti e bassi, momenti grigi e qualche fiammata, ma Alex ha capito “che brutta bestia” sia il mondo Pro al massimo livello, e che nonostante il suo talento nulla sarà facile. E’ la lezione di cui aveva bisogno. Chiusura per Edmund, che ha strappato buoni risultati nei Challenger, costruendosi una classifica discreta per iniziare il 2016 anche negli ATP. Costruirsi sarà il suo mantra per la prossima stagione: difetta di velocità di piedi, di continuità e precisione nella spinta e tanto altro.

In conclusione, i giovani nel 2015 sono indubbiamente cresciuti, ma la strada verso il vertice è ancora lunga e insidiosa. I big restano abbastanza lontani, più tosti e continui nei grandi appuntamenti. Starà alle “New Balls” salire ancora e sfidarli, soprattutto negli Slam e Masters 1000, perché è lì che si fa la differenza. Non sarà facile. Nessuno ha voglia di farsi da parte.

 

Marco Mazzoni

@marcomazz


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20 commenti. Lasciane uno!

AndryREAX 02-10-2015 21:49

@ manuel (#1462687)

Mager Quinzi Bonacia Dalla Valle.

Per caritá, Donati, Eremin, Napolitano, no eh.

20
manuel (Guest) 02-10-2015 21:31

australia con tomic,kokkinakis,kyrgios,saville
usa con fratangelo,mmoh,tiafoe,paul e fritz
canada con auger aliassime,peliwo,tabilo e shapovalos
svezia con i2 fratelli ymer
spagna con j.marti,carreno busta e baluda purkiss
italia con mager,quinzi,bonacia e della valle
francia con tatlot johan,hayls e tanti altri
germania con zverev e croazia con coric

questo è il futuro del tennis

19
sasuzzo 02-10-2015 21:12

Assoluti top 5 nel giro di 6 7 anni Coric Zverev Thiem Kyrgios. Non prima perché il tennis attuale non lo permette. Impossibile pretendere di più da questi fenomeni futuri campioni. Nell’ ultimo slam hanno tutti beccato teste di serie e comunque si sono difesi alla grande

18
TheDude 02-10-2015 17:43

@ cataflic (#1462522)

Infatti ho detto che mentalmente è molto tosto, ed è senz’altro adatto al tennis moderno. Ora la sua partita a Dubai con Federer non l’ho vista, ma ho appena visto le statistiche e Federer ha vinto il 62 % dei punti in quella partita, quindi mi sembra strano che come dici tu è girata su pochi punti, difficilmente da una partita che gira su pochi punti viene fuori un 62 61. Per dire, la finale con Djokovic girò effettivamente su pochi punti, con Federer che riuscì a fare quello che non riesce a fare quasi mai, cioè vincere i punti importanti (per la precisione ha vinto tutti i break point in quella partita, 2 su 2 convertiti, 7 su 7 salvati). Infatti in quella partita Federer vinse 63 75, vincendo il 53 % dei punti.
Ora, quello che dici su quelli che sciolgono contro i fab4 è in parte vero, ma non è per tutti uguale. Un conto è se parliamo di Federer e, soprattutto, Djokovic. Ma Nadal ormai tutti lo affrontano senza timore reverenziale alcuno, e parecchi lo hanno battuto, di certo non solo Coric. E anche Murray ogni tanto le sue giornate no ce le ha, per dire a Rotterdam, due settimane prima, aveva perso nettamente con Simon, e anche più recentemente ha perso a Washington al primo turno con Gabashvili.
Comunque, mettiamo che i risultati che dici tu non siano casuali (e secondo me lo sono abbastanza, perché Nadal quel giorno a Basilea lo avrebbero battuto in molti, così come Murray a Dubai). In ogni caso rimane il fatto di cui ho parlato prima, su tutte le partite con un top30 quest’anno, ne ha vinte 3 e perse 14, neanche questo è un fatto casuale.

17
cataflic (Guest) 02-10-2015 17:02

Scritto da TheDude
@ Palmeria (#1461896)
Il fatto che Coric abbia battuto Nadal e Murray significa poco, anzi, guardando i suoi match nel 2015 si vede che tra tutte le partite che ha giocato contro un top 30 ne ha vinte 3 e perse 14. La partita con Nadal a Basilea non si può assolutamente prendere sul serio, se ne hai guardato anche solo un paio di game te ne puoi rendere conto facilmente. Anche a Dubai ricordo che Murray fece qualcosa come 40 errori non forzati in 16 game, anche quella una partita poco indicativa. Così come lo è, per dire, quella di Kyrgios e Federer a Madrid.
Comunque appunto quello che non è mancato a Coric è stata la solidità e la regolarità nel battere quelli più indietro di lui, ma con quelli più avanti ancora non c’è storia. E non ce ne sarà per un po’, secondo me, perché al momento non ha assolutamente i colpi per battere “quelli forti”. Comunque è ancora giovanissimo e di tempo ne ha molto, ha comunque un gioco adatto al tennis moderno e sicuramente un giorno sarà tra i big. Ed è molto tosto mentalmente, quello senza dubbio. Però appunto, arriverà ma ci vuole ancora parecchio tempo.

perdonami….Coric ha battuto nomi illustri perchè ha saputo sicuramente esprimere il massimo del suo tennis senza timori reverenziali e senza tremare, cosa che fanno il 99% degli altri anche se incontrano un fab4 fuori forma, finendo per aspettare che un guizzo d’orgoglio del top di turno li mandi in doccia.
Non sono casuali questi risultati e ti dico di più…quando ha incontrato Federer ad inizio anno non è affatto vero che Roger ha fatto una partita da seduto perchè il match è girato su poche palle e la partita si poteva complicare non poco.
Coric è una sanguisuga…ti si attacca e non ti molla.

16
Mazza (Guest) 02-10-2015 16:54

@ Nadaliano (#1462503)

Si è operato alla spalla.

15
Nadaliano (Guest) 02-10-2015 16:29

Ma Safiullin che fine ha fatto?

14
TheDude 02-10-2015 15:57

@ Palmeria (#1461896)

Il fatto che Coric abbia battuto Nadal e Murray significa poco, anzi, guardando i suoi match nel 2015 si vede che tra tutte le partite che ha giocato contro un top 30 ne ha vinte 3 e perse 14. La partita con Nadal a Basilea non si può assolutamente prendere sul serio, se ne hai guardato anche solo un paio di game te ne puoi rendere conto facilmente. Anche a Dubai ricordo che Murray fece qualcosa come 40 errori non forzati in 16 game, anche quella una partita poco indicativa. Così come lo è, per dire, quella di Kyrgios e Federer a Madrid.
Comunque appunto quello che non è mancato a Coric è stata la solidità e la regolarità nel battere quelli più indietro di lui, ma con quelli più avanti ancora non c’è storia. E non ce ne sarà per un po’, secondo me, perché al momento non ha assolutamente i colpi per battere “quelli forti”. Comunque è ancora giovanissimo e di tempo ne ha molto, ha comunque un gioco adatto al tennis moderno e sicuramente un giorno sarà tra i big. Ed è molto tosto mentalmente, quello senza dubbio. Però appunto, arriverà ma ci vuole ancora parecchio tempo.

13
marco mazzoni (Guest) 02-10-2015 13:52

@ Mazza (#1462271)

perdonami… Thiem ha dichiarato in varie interviste (facilmente reperibili sul web anche) che il cambio di racchetta l’ha sentito per un po’, e solo dopo diversi atp 2015 ha iniziato ad ingranare davvero.
Pouille ha ottenuto 2 risultati in ATP (solo 2) a cui ha sommato buoni risultati nei challenger (SF,Q,ecc).
Prima di commentare, conviene informarsi 😉
Buon tennis

12
Elio 02-10-2015 13:23

Chung impressionante !

11
Mazza (Guest) 02-10-2015 13:16

@ Shuzo (#1462260)

Thiem >>> Coric al momento.

10
Mazza (Guest) 02-10-2015 12:36

Mazzoni deve aver visto un altro giocatore: Pouille si è costruito la sua classifica ESCULSIVAMENTE con i tornei ATP. 0 finali challenger.
E “solido” è l’esatto contrario del suo bimane.

E, poi, informati su Thiem: l’atterzzo l’ha cambiato l’autunno scorso. L’inizio anno lento è dovuto al servizio militare.

9
Shuzo (Guest) 02-10-2015 12:30

Leggendo questo articolo ho trovato un po’ conferma delle impressioni avute da queste nuove leve.
I promettenti campioni (intendendo in grado di arrivare a vincere titoli dello Slam) sono sicuramente Kyrgios, Zverev e Kokkinakis, a cui potrebbe aggiungersi Coric.
Vesely, Thiem, Tomic, Edmund e Pouille sono buoni giocatori cui manca o sufficiente talento o sufficiente personalità per ambire ad arrivare tanto in alto (benché Tomic, Vesely e Thiem possano sicuramente arrivare tra i top ten).
Chung è invece una totale incognita. Ha talento, professionalità, spirito di sacrificio ma è ancora troppo difficile valutare le sue chance per vincere un titolo dello Slam, anche perché la Corea deve ancora costruirsi una solida tradizione in questo sport.

8
cataflic (Guest) 02-10-2015 12:10

Scritto da Palmeria
Coric in questi 12 mesi esatti ha battuto Nadal, Murray e servito per il match con Wawrinka! Mi sembra quello più di tutti con la testa del campione. Tecnicamente ha molto da migliorare e lui stesso ne è consapevole..
Zverev quest’anno è migliorato molto tecnicamente, ma secondo me, essendo cresciuto di almeno 10 cm, deve ancora sistemare la posizione in campo( a volte lo si vede giocare troppo lontano dalla riga, facendo difficoltà ad abbassarsi e colpire la pallina).
Nel 2016 mi aspetto l’exploit di Rublev( dipende tutto dalla sua testa e dal suo fisico) e magari di Aliassime!

Aliassime, che se vien su dritto per me è un crack in stile fab4 è ancora troppo giovane….dovremo abituarci ad attenderlo perchè potrà fare pochi tornei da regolamento.

7
bad_player (Guest) 02-10-2015 11:15
6
bad_player (Guest) 02-10-2015 11:15

Solito interessante articolo di Mazzoni. Forse l’unico errore è stato quello, come notato da un altro utente, di inserire Tomic ed altri atleti più vecchi in una rosa di “esordienti “.
Borna sembra anche a me quello mentalmente più a posto, infatti se nasci nei Balcani a 18 anni devi già essere un uomo. Sembra un copia in piccolo di Nole e credo che diventerà ostico per chiunque su tutte le superfici tra massimo 2 anni.
È salito poco Nick ma ci sta e secondo me la stagione indoor che sta iniziando gli darà qualche soddisfazione!

5
Palmeria (Guest) 02-10-2015 09:58

Coric in questi 12 mesi esatti ha battuto Nadal, Murray e servito per il match con Wawrinka! Mi sembra quello più di tutti con la testa del campione. Tecnicamente ha molto da migliorare e lui stesso ne è consapevole..
Zverev quest’anno è migliorato molto tecnicamente, ma secondo me, essendo cresciuto di almeno 10 cm, deve ancora sistemare la posizione in campo( a volte lo si vede giocare troppo lontano dalla riga, facendo difficoltà ad abbassarsi e colpire la pallina).
Nel 2016 mi aspetto l’exploit di Rublev( dipende tutto dalla sua testa e dal suo fisico) e magari di Aliassime!

4
winter18 (Guest) 02-10-2015 09:39

mah….accomunare gente che di new balls non ha nulla ( il 23enne Tomic, professionista da 7 anni buoni) ai 18enni Zverev e Coric, è incongruente.
La verità è che nessuno di questi ( ad esclusioni di un Kyrgios dalle potenzialità ancora espresse solo a sprazzi) diventerà un crack a livello dei fab3….e forse neanche al livello di un Wawrinka o Murray.

3
cataflic (Guest) 02-10-2015 09:11

Coric è l’unico già pronto a livello di testa e per me quest’anno sarà gia pronto per un exploit a livello slam con una semi o qualcosa di simile, magari battendo un top.
Zverev ha ancora un po’ di massa da aggiugere per irrobustirsi nei cambi di direzione e nella spinta per accorciare un po’ gli scambi, ma non mi stupirei se anche lui facesse qualche exploit a livello di master e finisse l’anno intorno alla 35a.
Kokkinakis e Chung sono molto forti ma ultimamente non li ho visti quindi mi astengo.

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renzopi (Guest) 02-10-2015 08:27

mi ricordo il commento che fecero quelli di sky tg24 dopo la finale junior di Wimbledon vinta da GQ : bravissimo Gian Luigi ma proprio scarso Chung…..

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